sabato, 16 Ottobre 2021
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Dimissioni di Fantoni: Petretto e Givone nuovi assessori

Sarà annunciato oggi, nel corso del consiglio comunale, il nome del nuovo assessore al bilancio e alla casa, dopo le dimissioni irrevocabili di Claudio Fantoni.

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Giornata di novità e di nuovi assessori a Palazzo Vecchio. Dopo le dimissioni dell’assessore a bilancio, patrimonio e casa Claudio Fantoni (nella foto), annunciate sabato, il sindaco Renzi ha scelto il nome del suo successore. Ma non solo: assessore al bilancio sarà Alessandro Petretto, professore ordinario di economia pubblica alla Facoltà di Economia di Firenze, mentre la cultura, che dal momento dell’addio di Da Empoli si era tenuto ad interim il sindaco, sarà affidata al filosofo Sergio Givone, professore ordinario di estetica alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze.

LE DIMISSIONI. Il “terremoto” è iniziato sabato, con la lettera di dimissioni di Fantoni. “Oggi ho inviato al sindaco la mia lettera motivata di dimissioni da assessore al bilancio, patrimonio e casa del Comune di Firenze e conseguentemente da delegato alle politiche abitative e presidente della consulta casa per l’Anci nazionale – aveva scritto l’ormai ex assessore – nel motivare questa mia decisione irrevocabile non sono ricorso al richiamo delle rituali ‘ragioni personali’. Le mie dimissioni sono dovute esclusivamente a motivi di carattere politico e amministrativo e intervengono in assenza di qualsiasi paracadute ovvero trasferimento ad altro incarico ‘compensativo’. Ho continuato a svolgere ostinatamente il lavoro affidatomi sin dalle ultime ore, ma ad oggi con particolare riferimento ad insanabili divergenze in ordine alle procedure e alle azioni da mettere in atto realtive alla gestione economica/finanziaria dell’ente, quindi alla sicurezza dei conti, non posso che considerare venute meno le condizioni perché io possa proseguire coerentemente nell’esercizio delle deleghe affidatemi, quindi nel rapporto di collaborazione con il sindaco, Matteo Renzi”.

SERVIZIO ALLA CITTA’. “Ho sempre pensato – ha concluso Fantoni – che chi svolge un ruolo politico e amministrativo lo debba fare in una logica di servizio alla cosa pubblica quindi in favore della collettività. Ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia al servizio della città e non che la città, Firenze, sia a servizio e uno strumento utile al perseguimento di ambizioni personali”.

RENZI. Sulle dimissioni di Fantoni era poi intervenuto anche lo stesso sindaco Renzi. “Le dimissioni di Claudio Fantoni meritano il rispetto e la stima di chi in questi anni ne ha apprezzato l’impegno e la dedizione. Ho espresso a Claudio il disaccordo di metodo e di merito sulle sue valutazioni ma questo non mi impedisce di fargli un grande in bocca al lupo per il suo futuro”.

I CONTI DEL COMUNE. “I conti del Comune di Firenze – ha detto il sindaco – sono in ordine e nessuno allarmismo è giustificato dalle cifre. Certo esiste una divergenza sulle conseguenze di una possibile violazione del patto di stabilità. Ho detto e ripeto che sono disponibile a pagare anche in termini personali, con la riduzione della mia indennità, pur di assicurare alle aziende il giusto riconoscimento per ciò che hanno fatto. E certo non interrompiamo i lavori in corso in omaggio ad un principio ragionieristico e contabile che cozza con la realtà e la congiuntura del Paese. Ma i cittadini di Firenze hanno la fortuna di vivere in una città dove il bilancio è sano e le tasse si abbassano e non si alzano come è avvenuto sulla addizionale Irperf per mia scelta che rivendico”.

IMPEGNO NAZIONALE. “Quanto all’accusa di considerare una sovraesposizione nazionale ricordo sommessamente che se abbiamo chiuso partite storiche ferme da anni da, dall’ Iti al contributo soggiorno all’accordo con il Mibac per finire con la Firenze card, questo è dovuto prima di tutto al nostro impegno in sede nazionale. Le conseguenze in termini di risparmio ed in termini di bilancio – ha concluso Renzi – sono evidenti”.

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