Elezioni Firenze, intervista a Gabriele Giacomelli
Gabriele Giacomelli - Partito Comunista

Intervista a Gabriele Giacomelli, candidato sindaco del Partito Comunista alle elezioni amministrative di Firenze.

L’intervista è stata pubblicata sul mensile Il Reporter di maggio 2019: tre domande ai nove candidati sindaco alle elezioni amministrative di Firenze. Per conoscere priorità, programmi, idee: nove modi diversi di immaginare la Firenze dei prossimi cinque anni.

Perché pensa di poter essere il sindaco giusto per Firenze?

Perché il nostro programma è l’unico che mette al centro i diritti sociali dei lavoratori e
delle classi popolari di questa città, categorie di cittadini completamente abbandonate dalle
ultime amministrazioni comunali preoccupate soltanto di fare gli interessi di qualche banchiere o speculatore.

Elezioni Firenze, intervista a Gabriele Giacomelli

Tre priorità per la città

Diritto alla casa: da garantire a tutti attraverso l’esproprio degli immobili sfitti detenuti
a fine speculativo dalle banche e dalle grandi società. Firenze è la capitale italiana degli
sfratti per morosità. Assistenza alle famiglie: copertura totale dei posti degli asili nido tramite la completa ripubblicizzazione del servizio, attraverso lo sblocco delle assunzioni. È impensabile che un servizio che dovrebbe essere gratuito gravi sulle spalle delle famiglie delle classi popolari, con cifre fino a 400 euro al mese. Trasporti e infrastrutture: creazione di una pubblica società in mano ai lavoratori per garantire un trasporto gratuito e accessibile a tutti. Blocco immediato del progetto di ampliamento dell’aeroporto, con conseguente potenziamento dei collegamenti con gli scali di Pisa e di Bologna. Blocco del progetto TAV e contrarietà al nuovo stadio, in favore di una riqualificazione del Franchi.

Elezioni Firenze, intervista a Gabriele Giacomelli

Quale Firenze si immagina di lasciare al termine del mandato?

Una Firenze in mano ai lavoratori e a misura delle classi popolari. Una città in cui sia garantito a tutti il diritto alla casa, l’accesso alla cultura, allo sport e ai servizi, come quello offerto dalla totale copertura dei posti degli asili nido e con un trasporto pubblico gratuito gestito dai lavoratori e a servizio della collettività, non di qualche manager facoltoso. Insomma, una città completamente diversa dalla città vetrina di oggi.