venerdì, 3 Dicembre 2021
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Giglio, trovata la 16esima vittima. Identificato un altro corpo / FOTO

Oggi, come annunciato ieri, inizieranno le operazioni di recupero del carburante dalla Concordia. La Smit Salvage, prima di avviare l'operazione, eseguirà la prima ispezione sul relitto. Intanto la Marina militare aprirà un varco sul ponte 3 per consentire le ricerche dei dispersi. Fino ad oggi sono stati recuperati 15 corpi, l'ultimo già identificato appartiene a Maria D'Introno, ''la sposina biellese''.

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Poco fa sul ponte tre è stata trovata la sedicesima vittima, una donna, apparentemente anziana, con addosso il giubbotto salvagente. Il recupero è in fase di ultimazione. E’ stata identificata anche un’altra vittima. E’ Luisa Virzì, 49 anni originaria di Enna, il sui cadavere è stato recuperato nella zona sommersa nei giorni scorsi. La donna era sulla nave con l’amica Maria Grazia Trecarico, ancora dispersa. Con loro viaggiavano anche la figlia di quest’ultima, Stefania, e il suo fidanzato Andrea Ragusa. Entrambi si sono salvati

IL DECIMO GIORNO. Ieri il decimo giorno di emergenza sull’Isola del Giglio, un decimo giorno in cui sono stati riportati sulla terra ferma altri due corpi facendo così salire il bilancio delle vittime a 15. Sempre due donne, una delle quali è già stata identificata dai genitori. Si tratterebbe di Maria D’Introno, ”la sposina biellese”, 30 anni, che era in viaggio sulla Concordia insieme ai familiari che si sono salvati. Ma quello di ieri è stato anche il giorno delle decisioni del prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e commissario delegato all’emergenza che ha dato il via per la rimozione del carburante contemporaneamente alle operazioni di ricerca.

IL DECIMO GIORNO DEI VIGILI DEL FUOCO:

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DEFUELING. La decisione di avviare lo svuotamento dei serbatoi arriva proprio quando al largo è stata avvistata una macchia d’olio. Notizia subito confermata: si tratterebbe di una chiazza di 300 metri per 200 circa di olio fuoriuscito dalla Concordia. Non è chiaro se sia uscito al momento del naufragio o in un secondo momento, quello che è certo è che il liquido si è prima depositato sul fondo e adesso starebbe risalendo a galla, a distanza dalla nave, portato dalle correnti. Partono così i lavori per liberare la nave dal carburante ma non cessa il lavoro dei palombari e dei sommozzatori. La ricerca dei corpi prosegue mentre aumenta il rischio perchè le acque entrate nella nave stanno diventando putride. Eppure nessuno si ferma o si arrende perchè, come spiega Gabrielli: “qui sull’Isola ci sono familiari delle vittime che hanno il diritto di sapere. Di sapere anche che chi troviamo non sono loro congiunti”. La tragedia della Costa Concordia conta a oggi 16 morti accertati.

IL RECUPERO. Ma la notizia di ieri è la possibilità di “effettuare le due operazioni contemporaneamente – ha detto Gabrielli -. Proseguiremo le ricerche dei dispersi finché potremo ispezionare la nave”, finché ci saranno le condizioni di sicurezza. E se ci saranno corpi sotto lo scafo sarà possibile recuperarli solo quando la nave sarà di nuovo in asse”. Ma recuperare i corpi, purtroppo, non significa solo restituirli alla famiglia. Significa anche fare chiarezza sulla vicenda dei ‘clandestini’, riuscendo a capire chi c’era veramente su quella nave da crociera e chi c’è morto. “Dispiace – ha detto Gabrielli- che si sia data un’immagine della società che nasconde clandestini nelle sentine”. Una tragedia dopo un’altra, lacrime insieme a tristezza, dolore dopo dolore, una verità che non vuole saltare fuori. E intanto un altro giallo all’italiana.

Uno dei due corpi è della sposa di Biella. Via al recupero carburante

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