domenica, 20 Settembre 2020
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La nuova banca di Scandicci prende il volo: superati i 5 milioni

Si avvicina sempre più la nascita della nuova banca di credito cooperativo di Scandicci: ieri si è svolta una partecipata assemblea dei sottoscrittori con più di 500 persone, per tracciare le linee guida e decidere gli obiettivi che il nuovo istituto scandiccese si propone di raggiungere.

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Si avvicina sempre più la nascita della nuova banca di credito cooperativo di Scandicci: ieri si è svolta una partecipata assemblea dei sottoscrittori con più di 500 persone, per tracciare le linee guida e decidere gli obiettivi che il nuovo istituto scandiccese si propone di raggiungere.

ATTIVA ENTRO MARZO. Le sottoscrizioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo iniziale, che era di 5 milioni di euro, e si attesta per ora a circa 5.388.000, con una notevole media procapite di circa 4000 euro. L’offerta pubblica di sottoscrizione resterà aperta ancora fino a metà giugno e poi verrà chiusa per evitare che i tempi si dilatino: si prevede che entro il 20 settembre 2011 nascerà la società e ne verranno eletti gli organismi. L’iter costitutivo si concluderà tra febbraio e marzo 2012, quando la nuova banca potrà iniziare ad operare sul territorio. É in corso un sondaggio per la scelta del nome della banca.

SCANDICCI-FIRENZE. L’istituto, sostenuto soprattutto da risparmiatori, artigiani e piccoli imprenditori, si propone sicuramente la vicinanza al territorio di Scandicci, ma guarda anche verso Firenze, di cui, secondo l’ex sindaco Giovanni Doddoli e guida del comitato promotore, Scandicci si sente parte.

PROGETTO INTEGRAZIONE BCC. Dato che l’istituto scandiccese si dovrà misurare con le altre sette banche di credito cooperativo di Firenze, Doddoli propone un approccio sistemico: creare un quadro organizzativo che colleghi tutte le banche cooperative della zona, una sorta di integrazione tra gli istituti di credito cooperativi che non comporti fusioni fittizie, ma che eviti lo spreco di risorse di una concorrenza spietata tra le stesse.

BANCA E TERRITORIO. A chi si domanda se la nascita di nuovi piccoli istituti non costituisca una dispersione del patrimonio del territorio Doddoli risponde: “Ogni banca di credito cooperativo ha la sua identità e la sua visione che spesso coincide con il territorio o la comunità rurale, il protagonismo e l’entusiasmo degli scandiccesi ne sono la prova. Non ci saranno dispersioni se il progetto di integrazione verrà preso in considerazione”.

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