giovedì, 21 Gennaio 2021
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La rivoluzione dell’Università di Pisa: facoltà addio, arrivano i dipartimenti

Il 19 settembre sarà una data storica per l'ateneo pisano: saranno attivate le venti nuove strutture che andranno a sostituire le undici facoltà e i 48 vecchi dipartimenti.

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Quella del 19 settembre 2012 sarà una data storica per l’Università di Pisa: le 11 facoltà e i 48 dipartimenti in cui si articola l’Ateneo saranno sostituiti da 20 grandi strutture dipartimentali che accorperanno le competenze in materia di didattica e di ricerca, oltre a coordinare le attività rivolte verso l’esterno.

CAMBIAMENTO EPOCALE. “Come ho avuto modo di dire in più di un’occasione, stiamo vivendo una fase di cambiamento ‘epocale’ – dichiara il rettore Massimo Augello – Questa è una stagione di rinnovamento che affrontiamo con la convinzione di aver posto le premesse per costruire un futuro all’altezza della tradizione e del presente del nostro Ateneo”.

IL NUOVO ASSETTO. Il nuovo assetto dell’Università di Pisa è il risultato di un lungo percorso di lavoro che, dopo l’approvazione del nuovo Statuto, ha toccato diverse tappe: l’istituzione dei 20 nuovi dipartimenti, l’elezione dei rispettivi direttori, l’assegnazione del personale alle strutture e l’individuazione delle nuove sedi. Con l’attivazione dei nuovi dipartimenti si apre anche un periodo di transizione che prevede altri passaggi importanti per l’Università, primi tra tutti l’adozione del bilancio unico d’Ateneo e della contabilità economico-patrimoniale, che Pisa metterà in atto prima di tutti gli altri mega atenei italiani.

“AUTONOMIA”. L’esigenza di intervenire sugli assetti interni degli atenei – viene spiegato – nasce con l’approvazione della legge 240 del 2010, la cosiddetta “legge Gelmini”. “L’Università di Pisa non si è limitata a recepire quanto previsto dal dettato normativo, ma ha esercitato ogni possibile spazio di autonomia concesso dal testo, con il duplice obiettivo di affermare i valori che sono a fondamento della nostra comunità e di esaltare le peculiarità di una grande Istituzione pubblica quale è l’Ateneo pisano –  continua Augello – Lo abbiamo fatto attraverso un percorso trasparente e partecipato, aperto e largamente condiviso, tenendo fermi i nostri principi anche quando questo ha significato, come per la questione dell’elettività dei membri del Consiglio di Amministrazione, aprire un contenzioso con il Ministero”.

ORGANI DI GOVERNO. L’Università sta procedendo velocemente anche per l’attivazione dei nuovi Organi di governo dell’Ateneo. La scorsa settimana si sono svolte le votazioni per il rinnovo del Senato Accademico che hanno visto l’elezione dei nuovi membri e pochi giorni fa sono state avviate le procedure per l’individuazione dei cinque componenti interni e dei due esterni del CdA, in modo da permettere l’insediamento del nuovo organo entro l’inizio di novembre.

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