mercoledì, 14 Aprile 2021
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L’influenza “suina” dalla A alla zeta

Gli esperti annunciano un boom di contagi per l'autunno: ecco le cose da sapere. Dopo mesi di allarmi arriva il momento di entrare nell'ottica che si tratti di una malattia “normale”, che va curata solo con i farmaci prescritti dal medico e contro la quale ci sono anche armi elementari. Come una bella lavata di mani.

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Ce lo hanno detto in tutte le salse, per tutta l’estate. Che la Nuova Influenza, l’A/H1N1 arriverà e si farà sentire in autunno. Pandemia. Quella che l’Organizzazione  Mondiale della Sanità ha già dichiarato nei mesi scorsi, dovrebbe palesarsi a tutti gli effetti e potrebbe contagiare 2 miliardi di persone nel giro di due anni. Questo significa che dovranno essere cestinati allarmismi vari e panico, e che bisognerà entrare nell’ottica che ammalarsi di Nuova Influenza (già non chiamarla più “suina” è una conquista, sembra meno cattiva e non evoca i fantasmi della peste che fu) sia una cosa normale.

E del resto, se il virus non muterà, non dovrebbe essere più temibile dell’influenza stagionale, dato che ad ora la mortalità è attestata allo 0.5 per mille (per farsi un’idea di cosa vuol dire, basti pensare che il tasso di mortalità dell’aviaria si aggirava intorno al 60 per cento).Ma dunque, aspettando che l’annunciata pandemia si palesi anche dalle nostri parti, che si fa? Gli esperti, i virologi, ripetono una serie di regole base da seguire. Precauzioni elementari, banali, che però si potrebbero rivelare utilissime per contenere il contagio. Una su tutte, che vale sempre: lavarsi spesso le mani, con acqua e sapone (in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti). E poi: bisogna evitare di toccare con le mani non pulite occhi, naso e bocca e quando si starnutisce – a pensarci bene ce lo avevano insegnato anche da piccoli – bisogna coprirsi bocca e naso con una fazzoletto di carta, e poi gettarlo.

Altra regola d’oro: le stanze vanno areate, l’aria cambiata. Tutto questo perché la Nuova Influenza si trasmette in maniera diretta attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni respiratorie trainate da tosse e starnuti  ma anche attraverso la dispersione di queste secrezioni su oggetti e superfici. I sintomi sono assai simili a quelli delle classifiche influenze stagionali: febbre sopra i 38 gradi, tosse, mal di gola, malessere, perdita di appetito. A questi si possono unire anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. E, come accade sempre, a curare tutto questo deve pensarci un medico che, solo se effettivamente necessario, prescriverà gli antivirali del caso.

Anche il capitolo farmaci merita attenzione, non guasta ripetere ciò che gli esperti raccomandano da mesi: queste medicine non vanno assunte di propria iniziativa. Uno, perché non hanno nessuna efficacia se usati in via preventiva (sono cioè cosa ben diversa dai vaccini), due perché utilizzarli senza la certezza di aver contratto l’infezione vuol dire favorire la comparsa di virus resistenti ai farmaci. Con danni per se stessi e per la collettività. Che di ulteriori acciacchi non ha certo bisogno.

 

E la Asl prepara il “piano pandemia”

Si sono rimboccati le maniche per tempo, preparando un piano dettagliato per fronteggiare un’ eventuale – e probabile – pandemia. La Asl di Firenze già nei mesi scorsi ha trasmesso alla Regione un documento con il dettaglio della campagna di vaccinazione contro la ormai famosa Nuova Influenza. Poi sono arrivate le direttive ministeriali, con un rincorrersi di ipotesi sulla data di inizio di somministrazione dell’antidoto. Bene. Il piano vaccini dovrebbe partire tra la fine di ottobre e la metà di novembre (mentre scriviamo il giorno ufficiale non è ancora stato stabilito) e sarà diviso in due scaglioni.

Il primo partirà appunto tra la fine di ottobre e la prima quindicina di novembre, e vedrà interessati gli operatori della sanità e i lavoratori dei servizi pubblici. Vale a dire medici, infermieri e altro personale sanitario, circa 12mila persone nel territorio della provincia fiorentina. Insieme a loro toccherà alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, e a chiunque lavori nei servizi essenziali. E naturalmente alle “persone a rischio” come cardiopatici, diabetici, immunodepressi etc. Finita questa prima tranche, scatterà la fase due, che dovrebbe prendere il via a partire dal 31 gennaio. E sarà la volta dei piccoli e dei giovani, dai 2 ai 27 anni: la fascia che fino ad oggi è risultata più esposta al virus. Per capire un po’ la mole della campagna di vaccinazione, basti pensare che nel territorio fiorentino le persone in fascia 2/6 sono 32mila, e quelli tra i 6 e i 18 anni sono 78mila. La Regione ha del resto stimato che ad ammalarsi, in Toscana, potrebbero essere tra le 500 e le 600mila persone e per questo la vaccinazione riguarderà un milione e mezzo di persone.

A somministrarla, e questo è un passaggio fondamentale, saranno i medici di famiglia e i pediatri: non sarà in vendita da nessuna parte, inutili gli assalti alle farmacie. Durante la prima tranche verranno vaccinati, in tutta la regione, circa 500mila persone, e durante la seconda, quella “giovanile” un milione. Oltre a queste misure il sistema sanitario regionale ha preso anche altri provvedimenti: negli ospedali si prevede un aumento di almeno 3mila posti letto e la creazione di “reparti volano” da utilizzare per il periodo di pandemia. Non dovrebbe venire interrotta l’attività programmata e all’occorrenza potranno essere richiamati medici e infermieri in pensione. Infine, è già stato deciso che sarà potenziata anche l’attrezzatura sanitaria per l’assistenza respiratoria, con un investimento di circa 2 milioni di euro. Tra i macchinari che verranno acquistati ci sono particolari dispositivi per l’assistenza respiratoria, respiratori con intubazione, e i sistemi Ecmo, particolare tecnica per sostituire il normale meccanismo di ossigenazione del sangue.

 

IN PILLOLE

Quando cominceranno le vaccinazioni?
A partire dal 15 novembre verranno vaccinati gli operatori della sanità e dei servizi pubblici e le persone a rischio dai 2 ai 65 anni. Dal 21 gennaio sarà la volta della popolazione sotto i 27 anni.

Come procurarsi il vaccino?
Non sarà in vendita nella farmacie, ma verrà distribuito solo ed esclusivamente dalla Asl tramite i medici di famiglia, i pediatri e i presidi sanitari.

Cosa fare se si avvertono sintomi sospetti?
Occorre contattare il proprio medico di famiglia e stare in casa, evitando contatti con i familiari. Non  bisogna farsi prendere dal panico precipitandosi al pronto soccorso.

Il vaccino per l’influenza A si può fare anche se si fa quello per l’influenza stagionale?
Si’, certo. Il vaccino per l’influenza stagionale sarà pronto come sempre dai primi di ottobre, ed è raccomandato per tutti i soggetti a rischio.

Quali precauzioni adottare per evitare il rischio del contagio?
Bisogna assolutamente evitare medicazioni fai-da-te. Piuttosto è utile lavarsi spesso le mani, e coprire con un fazzoletto naso e bocca durante gli starnuti. Una volta usato, il fazzoletto va gettato immediatamente.

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