Meteo Firenze previsioni tempo Lamma

Se il vento tira da nord-est, lo “scudo” dell’Appennino fa da ombrello, ma se la perturbazione arriva dal mare, in città sono giornate bagnate. D’estate, invece, la “conca” non lascia respiro, con temperature roventi. Questi, in soldoni, gli aspetti che stanno dietro al meteo pazzo di Firenze. Sempre più spesso i fenomeni atmosferici assumono caratteristiche fuori dal comune: neve a inizio marzo, anni a secco d’acqua seguiti da mesi con pioggia a catinelle o addirittura estati piovose, come successo nel 2014.

Il perché del meteo pazzo a Firenze

Cosa sta succedendo? “Si va inequivocabilmente verso un riscaldamento del pianeta e un aspetto che caratterizza i cambiamenti climatici è di avere un clima decisamente più variegato”, spiega Roberto Vallorani, previsore del Lamma, laboratorio di monitoraggio meteorologico della Toscana. “C’è una maggiore ricorrenza di eventi ‘estremi’: una maggior frequenza di periodi siccitosi, di precipitazioni intense e perciò è più comune l’alternanza di anni siccitosi a periodi piovosi”.

Quindi l’adagio popolare secondo cui “non esistono più le mezze stagioni” è vero? “Non del tutto”, risponde l’esperto. “Anche le stagioni sono più variegate, le differenze tra una e l’altra sono meno evidenti”. Così può capitare un autunno gelido come un inverno (è successo a novembre) e una primavera che all’inizio si confonde con la stagione fredda.

Qual è la situazione fiorentina

Da una parte l’Appennino fa da scudo, proteggendo la piana di Firenze, Prato e Pistoia dalle perturbazioni che giungono da nord-est, ma il tallone d’Achille è sull’altro fronte: siamo esposti alle perturbazioni che provengono dal mare “quelle che portano maggiori precipitazioni – precisa Vallorani – perché più cariche di umidità”. Ciò che non arriva dalla costa è la brezza estiva, grande assente durante le ondate di calore della bella stagione, rendendo spesso Firenze una delle città più calde d’Italia. “È collocata in una conca: a oriente e settentrione c’è l’Appennino, a sud le colline del Chianti e a ovest il Montalbano – aggiunge – uno sbarramento per i venti freschi dal mare, che penetrano solo fino l’empolese”.

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Previsioni meteo: più attendibili a 3, 7 o 15 giorni?

Ma quanto è attendibile il meteo e per quanti giorni? Le previsioni online e sulle app non sono tutte affidabili allo stesso modo: vanno consultate con spirito critico, avverte chi se ne intende. Quelle più “sicure” coprono i prossimi due o tre giorni, con un’attendibilità intorno al 70 per cento, che diminuisce progressivamente guardando sempre più avanti. Influiscono pure le stagioni: “In piena estate o inverno possiamo talvolta spingerci con una buona attendibilità fino a cinque o sei giorni, mentre nelle stagioni di transizione, come primavera e autunno, può essere difficile fare previsioni anche per il giorno dopo”, osserva Roberto Vallorani del Lamma.

App meteo, usare con cautela

Attenzione poi al dove: prevedere condizioni meteo, temperature e millimetri di pioggia tra cinque o sei giorni in una precisa località “è un’eresia, si va oltre i limiti scientifici della meteorologia, una scienza basata sull’incertezza”. Quindi ecco, in sintesi, cosa tenere presente quando apriamo le app del meteo: le previsioni più accurate coprono le 72 ore successive e una zona di circa 20-30 chilometri, ad esempio l’area metropolitana fiorentina.

Articolo pubblicato l’11 aprile 2018
Ultimo aggiornamento 21 maggio 2019