Passeggiare per Firenze e “inciampare” nella storia: nei sampietrini che ricordano i nomi di chi, durante il periodo nazifascista, fu deportato nei campi di sterminio (spesso senza fare più ritorno).

Le “Pietre d’inciampo” volute dalla Comunità Ebraica di Firenze su richiesta di alcune famiglie fiorentine per ricordare i propri familiari deportati  verranno posizionate in città a partire da gennaio 2020 in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria: saranno circa 50 le targhe della dimensione di 10 centimetri per 10 che, in diversi periodi dell’anno e in diverse strade, verranno posizionate sul marciapiede di fronte alle abitazioni dei deportati.

“Per Firenze, da dove sono partite più di 300 persone che non hanno mai più fatto ritorno a casa, era un diritto-dovere posizionare le “Pietre d’Inciampo” dichiara il presidente della Comunità Ebraica di Firenze Daniela Misul.

“Sono i segni del passato che ricordano ferite rimaste aperte nelle comunità ebraica e cittadina e aiutano a stimolare in chi ci si ‘imbatte’ il ricordo dell’Olocausto e di tutte le vittime della deportazione nei campi di concentramento nazisti” ha commentato l’assessore al Welfare Sara Funaro. “Un modo per accompagnare tutte le famiglie nella volontà di rendere omaggio alle persone strappate dalle loro case e dai loro affetti” aggiunge l’assessore alla Toponomastica Andrea Vannucci, che ha presentato una delibera per dar via al  progetto approvata in giunta lo scorso 9 aprile. “Siamo a disposizione di tutte le famiglie che vorranno seguire questo percorso”.

La storia delle Pietre d’Inciampo

Le “Pietre d’Inciampo”, opere dell’artista tedesco Gunter Demnig nascono a metà degli anni ’90 per ricordare tutte le vittime della deportazione nei campi di concentramento nazisti, indipendentemente da credo religioso, appartenenza politica, origine etnica, nazionalità, orientamento sessuale. Hanno lo scopo di far “inciampare” in senso figurato le riflessioni dei passanti, invitandoli a ricordare il motivo per il quale i sampietrini si trovano in quel preciso luogo. In Italia ne sono posizionate 907 posizionate, 48 in Toscana.