Salvini Firenze Isolotto piazza Tigli
Foto: pagina Facebook Lega Toscana

Immigrazione e sicurezza. Sono i temi forti della Lega a tenere banco durante il comizio nel quartiere dell’Isolotto, dal palco allestito in piazza dei Tigli. Qualche centinaio di persone ha accolto il vicepremier Salvini a Firenze, dove ha presentato ufficialmente il candidato sindaco per il centrodestra, Ubaldo Bocci, che ha scelto un quartiere alla periferia per iniziare la sua corsa elettorale.

“Noi siamo partiti da una periferia perché  vedo molti lavori e molti cantieri in centro, però Firenze non è solo il centro, non è solo piazza Duomo”, ha detto il ministro dell’Interno, arrivando all’Isolotto. “Noi diamo la possibilità di scelta – ha aggiunto – dopo decenni i fiorentini hanno finalmente un candidato che può vincere, che può governare, una squadra che ha voglia di governare e ha voglia di cambiare questa città che qualcuno ha preso per un circolo del Pd”.

Poi, un attacco anche al governatore della Toscana Enrico Rossi. “Adesso offriamo ai fiorentini la possibilità di cambiare dopo 50 anni, l’anno prossimo la offriamo a tutti i toscani mandando a casa Rossi, che ne ha combinate più di Bertoldo e riaprendo gli ospedali che i compagnucci hanno chiuso, perché sono tanto attenti al prossimo, poi quando c’è da tagliare, tagliano sulla salute e il diritto alla vita”.

“Salutatemi i prof di sinistra”

Appena salito sul palco Salvini si è rivolto ai più giovani , “ringrazio i ragazzi che vedo qui di 15, 16, 17 anni che magari si sono presi una giornata di pausa da scuola, c’è sempre tempo per tornare a scuola. Salutatemi domani i prof di sinistra, che tanto non mancano mai”, ha poi proseguito.

Salvini a Firenze, le contestazioni

In piazza anche una decina di contestatori che hanno intonato cori contro Salvini, scandendo “Isolotto anti-razzista”, e mostrando cartelli con su scritto “Vergogna”. Alle finestre di alcune abitazioni affacciate su piazza dei Tigli sono state appese bandiere della pace e striscioni contro il razzismo. “Sono tre bandiere della pace – ha detto dal palco il vicepremier – io rispetto tantissimo le bandiere della pace ma, se devo scegliere, alla finestra metto il tricolore”.

Dai contestatori si è recato anche Ubaldo Bocci. “Voglio essere il sindaco di tutti i fiorentini – ha spiegato – volevo anche capire e ho provato a dare loro la mano, ma l’hanno rifiutata”.

Le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche, alle frasi pronunciate da Salvini a Firenze. Il presidente della Regione Enrico Rossi, sulla sanità toscana ha risposto dicendo che il vicepremier “evidentemente non sa di cosa parla o è male informato. Negli ultimi dieci anni gli unici ospedali chiusi sono quelli di Prato, Lucca, Massa e di Pistoia sostituiti con quattro ospedali nuovissimi. Quanto ai piccoli ospedali – ha continuato – diversamente da altre Regioni, si sono tenuti aperti grazie al fatto di aver garantito anche ad essi, dentro la rete delle grandi aziende sanitarie di area vasta, personale e qualità delle prestazioni”.

“Se Salvini viene più spesso siamo contenti, soprattutto se comincia a fare il ministro dell’Interno lo saremo ancora di più”, ha commentato il sindaco di Firenze Dario Nardella riferendosi alle parole di Salvini, che ha imputato ai governi di centrosinistra il blocco delle assunzioni tra le forze dell’ordine. “Do dei dati molto concreti – ha proseguito il primo cittadino – noi stiamo completando il piano di 750 telecamere entro giugno grazie a 4 milioni di euro che vengono dal patto per Firenze e il Piano periferie dei governi precedenti, e i pochi uomini delle forze dell’ordine che sono arrivati vengono dai due governi precedenti”.