lunedì, 15 Luglio 2024
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Sciopero dei supermercati il 30 marzo: spesa di Pasqua a rischio

Le maggiori catene di supermercati saranno interessate dallo sciopero per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. E a Pasqua e Pasquetta, in Toscana, protesta contro le aperture festive

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Sciopero nazionale sabato 30 marzo 2024 per i lavoratori dei supermercati e delle imprese della grande distribuzione associate a Federdistribuzione, realtà che racchiude le principali insegne, da Esselunga a Carrefour, da Lidl a Pam. La mobilitazione è stata decisa dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo la rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della distribuzione moderna organizzata. A rischio quindi la spesa di Pasqua e Pasquetta (quando, per altro, è previsto un altro sciopero del commercio in Toscana). Ma non tutte le catene saranno interessate dalla mobilitazione.

Quali catene sono coinvolte nello sciopero dei supermercati del 30 marzo 2024

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato per sabato 30 marzo uno sciopero nazionale di 8 ore per le lavoratrici e i lavoratori delle imprese associate a Federdistribuzione, con la mancata disponibilità al lavoro per il 31 e il primo aprile. I sindacati hanno anche annunciato flash mob nei punti vendita delle aziende imprese più rappresentative, oltre manifestazioni estemporanee a livello territoriale.

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Lo sciopero del 30 marzo non coinvolgerà però tutto il settore del commercio, né le catene di supermercati che non fanno parte di Federdistribuzione (ad esempio non interesserà la grande distribuzione cooperativa, come Coop e Conad, che hanno un diverso contratto nazionale di lavoro). Eventuali disservizi saranno legati all’adesione del personale alla protesta. Tra le insegne che sono rappresentate da Federdistribuzione: Arcaplanet, Carrefour, Coin, Crai, Despar, Esselunga, Ikea, Kasanova, Leroy Merlin, Metro, OVS, Pam – Panorama, Penny Market, Rinascente, Tecnomat.

Secondo i sindacati il ritardo nel rinnovo del contratto nazionale di lavoro della distribuzione moderna organizzata comporta “una perdita secca per le lavoratrici e i lavoratori, nell’ordine di svariate migliaia di euro“, anche rispetto a colleghi impiegati nel commercio. L’ultimo firma risale a 4 anni fa. Di “rottura unilaterale” parla la controparte: “La concreta apertura al dialogo dimostrata da Federdistribuzione nel tavolo negoziale non ha incontrato altrettanta disponibilità al confronto da parte delle organizzazioni sindacali”, si legge in una nota dell’associazione di categoria.

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A Firenze, sabato 30 marzo per lo sciopero dei supermercati, sono previsti presidi davanti a questi punti vendita: Lidl via Toselli, ⁠Esselunga via Canova, ⁠Coin centro, ⁠OVS via Panzani, Ikea Sesto Fiorentino, Metro Osmannoro, Carrefour Calenzano, Centro commerciale Coop di Empoli davanti negozi OVS e OBI.

Lo sciopero del commercio di Pasqua e Pasquetta

Intanto è stato annunciato uno altro sciopero, questa volta dell’intero settore del commercio, per Pasqua e Pasquetta. Filcams Cgil Toscana e Uiltucs Toscana hanno invitato i lavoratori all’astensione dal lavoro il 31 marzo e il 1° aprile, con lo slogan “Chiuso per festeggiare”, come già successo a Natale e Santo Stefano. In particolare i sindacati protestano contro le aperture durante le festività pasquali.

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