giovedì, 3 Dicembre 2020
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Tifosi allo stadio dopo il coronavirus: quando si potrà tornare e come

Posti a sedere e numerati, distanziamento, mascherine: tecnici al lavoro su linee guida e regole, ma quando si potrà tornare allo stadio?

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Tra i momenti più iconici della cultura popolare italiana cancellati dal Covid 19, senza dubbio c’è anche la partita della domenica allo stadio. Ora che i bar hanno riaperto, le cene al ristorante sono di nuovo un’abitudine, concerti e spettacoli si tengono con le necessarie limitazioni, la domanda è impellente. I tifosi si chiedono quando si potrà tornare allo stadio e come sarà farlo con le nuove regole e linee guida per la prevenzione del contagio da coronavirus? A confermare che l’obiettivo è riaprire gli stadi al pubblico già a settembre è stato oggi il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Spadafora: “a settembre tifosi allo stadio”

“Se la curva epidemiologica ce lo consentirà – ha detto Spadafora intervenendo al Gr1 – a settembre si potrà tornare a vedere il pubblico e i tifosi negli stadi. Ovviamente non riempiendo lo stadio come si faceva prima ma anche rispettando tutta una serie di misure che sono allo studio in queste ore”.

Il Comitato tecnico scientifico che collabora con il governo si è già messo al lavoro su questo tema. L’obiettivo è produrre delle linee guida specifiche e regole affinché il pubblico possa tornare allo stadio dopo la fase più acuta dell’emergenza coronavirus.

Quando si potrà tornare allo stadio

Tutto dipende dalla curva epidemiologica. È verosimile pensare che se il contagio si mantenesse sui livelli attuali anche nelle prossime settimane e fino agli inizi di settembre, in quel momento si comincerebbe a organizzare la presenza del pubblico allo stadio e nelle altre arene sportive. Il campionato di Serie A è attualmente nelle sue fasi decisive, non va dimenticato però che il torneo 2021-2021 dovrebbe iniziare proprio a metà settembre.

Tornare allo stadio, ma come? Regole e linee guida

La regola di base è quella dei posti a sedere e numerati, unico modo per garantire il giusto distanziamento interpersonale. La stessa cosa che già avviene agli spettacoli e ai concerti che nelle ultime settimane si è ricominciato a organizzare in teatri, arene e simili, all’aperto come al chiuso.

Con una differenza di non poco conto. Chiunque abbia un minimo di familiarità con gli stadi può immaginare bene quanto sia innaturale per i tifosi rispettare le regole anti coronavirus: restare al proprio posto, lontano dagli altri supporter, a sedere per tutti i 90 minuti della partita. Specialmente nei settori più popolari e sanguigni, come le curve. Oltre a questo, mascherine obbligatorie per tutto il tempo di permanenza.

Un’altra misura da adottare per tornare negli stadi dopo l’emergenza coronavirus sarà quella dei percorsi di ingresso e di uscita separati, con gli spettatori che entreranno in modo scaglionato e saranno accompagnati al posto.

Tifosi allo stadio dopo il coronavirus

Regole simili dovrebbero essere adottate anche per gli altri eventi sportivi, sia all’aperto che al chiuso. Un primo banco di prova saranno gli Internazionali d’Italia di tennis, in programma a Roma dal 20 settembre. Un contesto, tuttavia, ben diverso da quello degli sport di squadra e dove le tifoserie organizzate non esistono. Per altri grandi eventi sportivi, come i due Gran premi di Formula Uno di Monza e del Mugello, anche questi in programma a settembre, si è scelto di disputarli a porte chiuse, senza pubblico.

In tutto questo resta il problema dei momenti che precedono e che seguono l’arrivo dei tifosi allo stadio. L’uso dei messi pubblici, la sosta al bar prima o dopo la partita, gli assembramenti fuori dallo stadio per mangiare un panino o semplicemente parlare. Anche in questo caso a far la differenza sarà il senso civico dei singoli individui.

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