venerdì, 22 Ottobre 2021
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Trasporto pubblico, biglietti più cari del 15-20%

L'assessore regionale Ceccobao, in seguito all'intesa firmata venerdì da Province e Comuni, ha annunciato l'aumento del 15-20% del prezzo del biglietto, per salvare il trasporto pubblico locale in Toscana, dai tagli dei trasferimenti statali.

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L’assessore regionale Ceccobao, in seguito all’intesa firmata venerdì da Province e Comuni, ha annunciato l’aumento del 15-20% del prezzo del biglietto, per salvare il trasporto pubblico locale in Toscana, dai tagli dei trasferimenti statali. Regione ed Enti locali garantiranno 195 milioni di euro per i servizi, mentre il Governo non ha ancora stabilito le risorse da erogare per il 2012 e anni successivi.

L’INTESA. ”La riforma del tpl è nata dalla necessità di reagire ai tagli del Governo, e ci ha costretti a ripensare e ridisegnare un servizio che era diventato economicamente non più sostenibile, e poco aderente alle esigenze attuali dell’utenza – ha spiegato l’assessore Ceccobao in seguito alla firma dellIntesa sul Tpl – Per questo abbiamo mirato a potenziare i servizi urbani, quelli per i lavoratori pendolari e per gli studenti, abbiamo addirittura aumentato i servizi nelle città e vogliamo introdurre servizi innovativi per non lasciare isolate le aree a bassa domanda, le frazioni, i comuni montani. Grazie allo sforzo progettuale degli enti locali e della Regione, alla fine riusciremo a dare alla Toscana 100 milioni di km di rete bus, quindi oltre il 95% della rete attuale, con un risparmio di 50 milioni di euro”.

RISULTATI. Molti i risultati dell’Intesa raggiunta e firmata lo scorso venerdì. La riforma garantisce stabilità al sistema, salvando il trasporto pubblico locale. Viene garantita una rete di 100 milioni di km, dunque solo leggermente inferiore a quella attuale di 105 milioni. Garantisce risorse per l’acquisto di circa 1000 nuovi bus. Vengono garantiti da Regione ed enti locali 195 milioni di euro per i servizi. Questa cifra, che rappresenterà il corrispettivo destinato al gestore del servizio di tpl, è stata raggiunta sommando ai 160 milioni di euro all’anno messi a disposizione dalla Regione altri 35 milioni degli enti locali. Garantito un solo biglietto a tariffa integrata per autobus, tram, treni e traghetti. Sarà una novità che darà omogeneità ad un sistema fino ad oggi molto frazionato (sono 14 le diverse aziende che gestiscono il servizio di tpl via bus, cui si aggiungono biglietti diversi per treni, tram e traghetti). Aumenteranno le corse extraurbane utilizzate dai pendolari e i livelli occupazionali.

A FIRENZE. Per alleggerire il carico di traffico sopportato dal centro di Firenze (oltre al completamento e all’ampliamento della rete tranviaria, sancito da un accordo specifico con il Comune di Firenze), sarà creata una ”corona” di 13 punti attorno alla città dove gli autobus extraurbani si fermeranno e le persone potranno scendere e salire sul servizio urbano, che avrà una frequenza elevatissima e sarà più veloce grazie ad un maggiore numero di corsie preferenziali. Ecco i nodi dove si attesteranno i bus extraurbani: Castello, Due Strade, Europa, Galluzzo, Leopolda, Libertà, Montelungo (zona Fortezza da Basso), Peretola, Ponte a Greve, Puccini, Rovezzano, Salviati e Villa Costanza nel Comune di Scandicci.

IN TOSCANA. Le Linee ad alta mobilità (Lam), che funzionano con la cadenza e l’elevata frequenza di una vera e propria tranvia senza ritaie, sono già presenti a Prato e Pisa. Saranno confermate in queste due città dove hanno prodotto ottimi risultati. A Pisa si avrà un potenziamento, con l’avvio di una quarta Lam che collegherà la stazione di San Rossore, piazza dei Miracoli e l’ospedale di Cisanello. Le Lam saranno introdotte anche a Massa e Carrara, dove si avranno tre linee, una per unire le due città e due per collegare i due centri cittadini al mare. A Pisa la riforma porterà anche l’ampliamento della rete urbana , che andrà ad abbracciare i cinque comuni della cintura pisana: Calci, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano.

ALTRE ZONE. Nelle zone di montagna e nelle aree con scarsa utenza la Regione insieme con gli enti locali e le Comunità montane hanno previsto l’istituzioni di servizi flessibili, che le amministrazioni locali gestiranno in maniera flessibile individuando le forme più adatte alle specificità del territorio (servizi a chiamata, buono taxi, ecc). In questo modo viene garantita la mobilità anche in questi casi (piccole frazioni, case isolate, ecc) dove il servizio si configura più come un servizio sociale che come un servizio strutturato di tpl. Saranno interessate da progetti di questo tipo Lunigiana, Garfagnana, Montagna Pistoiese, Mugello, Valdisieve, Chianti, Casentino, Val di Cecina, Val di Cornia, Elba e Amiata.

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