Complesso San Salvi Firenze ex manicomio

Far rinascere il parco di San Salvi grazie a un progetto partecipato. E gli esperti si fanno avanti per dare una mano e progettare in modo volontario il nuovo volto di quest’area verde di Firenze, di recente tornata al centro della cronaca e da tempo in stato di generale degrado.

La proposta arriva dall'Ordine degli Architetti di Firenze e dall'Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali di Firenze, un po’ come già fatto con i due parchi dell’Anconella e di Bellariva, distrutti da una violenta tempesta nel 2015. In pratica i due ordini si propongono per mettere in campo le migliori competenze professionali cittadine, in maniera volontaria, per produrre l’analisi e la progettazione partecipata degli spazi aperti dell'area.

Già qualche anno fa, viene spiegato dalle organizzazioni, i due Ordini avevano manifestato alla direzione della Asl 10 la propria disponibilità a coordinare un progetto partecipato per valorizzare gli spazi aperti dell’ex manicomio. “La stessa Asl aveva valutato favorevolmente l'opportunità, ma la concretizzazione dell’accordo, sempre valido per i due Ordini professionali, ad oggi stenta ancora”, si legge in una nota.

L'idea per “salvare” il parco di San Salvi

Il metodo proposto si articolerebbe in più fasi, con la partecipazione dei cittadini e dei soggetti portatori di interesse per garantire la massima inclusione possibile nella stesura del progetto e con la redazione di “masterplan”, anche con più ipotesi progettuali relative alla ricostruzione del sistema degli spazi aperti di San Salvi, in relazione alla sue funzioni attuali e future, dei cambiamenti climatici e ambientali in atto e nello spirito di innovare nel rispetto della tradizione e della storia. Il lavoro elaborato sarà frutto di workshop organizzati dai due Ordini, che vedranno la partecipazione degli iscritti coordinati da una figura qualificata di riferimento.

Solo un progetto può sottrarre San Salvi dallo stato in cui versa – sottolineano Serena Biancalani e Lara Roti, rispettivamente presidenti di Ordine degli Architetti di Firenze e Ordine dei dottori Agronomi e Forestali di Firenze – piuttosto che vigilantes e recinzioni, quello che proponiamo è un progetto che porti nuovi valori per nuove frequentazioni, per valorizzare il parco e restituirlo alla cittadinanza”.