lunedì, 29 Novembre 2021
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Uno dei due corpi è della sposa di Biella. Via al recupero carburante

Le ricerche proseguiranno fino a quando sarà possibile ispezionare la nave. Lo ha detto il commissario delegato all'emergenza Franco Gabrielli dopo l'incontro con la commissione tecnico-scientifica. Se ci sono cadaveri tra scafo e fondale "potranno essere recuperati solo quando la nave sarà riportata in asse". I lavori di svuotamento dei serbatoi inizieranno domani, a comunicarlo Bart Huizing, della Smit Salvage. Scampato anche il pericolo inabissameto.

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Le ricerche proseguiranno fino a quando sarà possibile ispezionare la nave. Lo ha detto il commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli dopo l’incontro con la commissione tecnico-scientifica. Se ci sono cadaveri tra scafo e fondale “potranno essere recuperati solo quando la nave sarà riportata in asse”. I lavori di svuotamento del carburante sulla Concordia inizieranno martedì mattina, a comunicarlo è stato Bart Hulzing, della Smit Salvage, la società che guiderà l’operazione. Ma le ricerche non verranno sospese in quanto entrambe le operazioni potranno esser effettuate insieme. Scampato anche il pericolo inabissamento.

15 VITTIME. Il commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli ha annunciato, durante il briefing quotidiano, che sono stati trovati altri due corpi sul ponte 4. Si tratta di due donne, una delle quali è Maria D’Introno, trentenne originaria del barese appena sposata e residente a Biella. Sale così a 15 il numero delle vittime, mentre il numero dei dispersi scende di un’unità. Non risulterebbe nessuna donna ungherese scomparsa, a quanto risulta alle autorità del Paese dei Balcani.

‘GALATEA’. E’ in arrivo al Giglio ‘Galatea’, la nave oceanografica della Marina militare dotata di strumentazioni sofisticate tra le quali un particolare ecoscandaglio. ‘Galatea’ leggerà in fondo del mare a sud del relitto della Costa Concordia per cercare dispersi e materiali. Non è infatti escluso che alcuni passeggeri siano caduti in acqua e nonostante il giubbotto salvagente siano affogati e trascinati dalla corrente sul fondo, rimanendo impigliati negli scogli. L’ancora della ‘Galatea’ verrà buttata a sud della Concordia tra il porto e le Scole.

BOE E CEMENTO. Ieri sono partiti due blocchi di cemento da 54 tonnellate e due boe d’acciaio che però, dicono i tecnici, non servono all’ancoraggio della nave. Tutto è pronto, basta il nulla osta del comitato, ma che ancora non è arrivato. Quello che inquieta i tecnici, è il vizio del relitto di muoversi di notte, il che fa pensare che la nave è sollecitata dalle maree. Il tempo stringe e quindi da oggi ogni momento è quello giusto per dare il via all’operazione di svuotamento dei carburanti.

MICROCARICHE. I palombari della Marina militare stanno per aprire con una serie di microcariche esplosive un grande varco tra il ponte 4 e il ponte 5 del relitto di Costa Concordia, per consentire un più agevole controllo della zona ristorante e dell’accesso del ponte scialuppe dove potrebbero trovarsi altri dispersi. Un metodo, quello delle cariche esplosive, che ha consentito nei giorni scorsi, il recupero dei corpi delle vittime. In mattinata tornerà a riunirsi il Comitato tecnico scientifico per decidere la data dell’avvio del prelievo del carburante dai serbatoi, notizia che sarà resa nota dal capo della Protezione civile e commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli alle ore 15.

ALLARME AMBIENTALE. Non è ferma. La nave si muove. Anche a occhio nudo è possibile notare i movimenti che il transatlantico ha fatto dal giorno del naufragio. Il grande fumaiolo della Concordia si avvicina sempre di più alla roccia che emerge davanti a Punta Gabbianara. Ha tutta l’aria di volersi accasciare del tutto. Il Capo del dipartimento di protezione civile Franco Gabrielli, commissario delegato all’emergenza per l’Isola del Giglio, parla del ‘contenuto’ di quella nave che ne fa un’enorme bomba ecologica a orologeria. E spiega che intorno all’isola lavora “nave Poseidon del’Arpat i cui tecnici stanno operando un monitoraggio quotidiano sull’inquinamento da idrocarburi e su contaminanti specifici”. Gli idrocarburi, spiega Gabrielli, “al momento sono nella norma visto che ci troviamo in area portuale, valori compatibili con il luogo dove ci troviamo”. Poi ci sono i test di tossicità, una “campionatura mirata su tutta una serie di sostanze per due target specifici: intorno alla nave e intorno al dissalatore”. I valori sono negativi. Valori significativi ma non preoccupanti. Tensioattivi, quindi detersivi e sostanze clorurate. Intanto sono al lavoro gli esperti del comitato tecnico e scientifico ma non è ancora deciso quando prenderanno il via le operazioni di aspirazione del carburante.

E’ GIALLO ‘CLANDESTINI’. Un altro giallo si aggira attorno alla vicenda che ha colpito l’Iasola del Giglio lo scorso venerdì 13 gennaio. Ed il giallo in questione è quello dei ‘clandestini’. Il caso è scoppiato ieri da una dichiarazione fatta dal capo della Protezione civile e commissario delegato all’emergenza sull’Isola del Giglio Franco Gabrielli durante il briefing con la stampa. In nove giorni i numeri delle persone decedute, dei dispersi, dei salvati è oscillato costantemente, non portando certezze se non il numero dei corpi ritrovati. Gabrielli spiega: “Ci sono 24 persone che dobbiamo rintracciare, inoltre c’é da identificare la cittadina ungherese il cui corpo, ancora non ufficialmente reclamato, è stato ritrovato ieri (sabato 21 gennaio, ndr) a poppa nella zona ristorante”, e che non risulterebbe nella lista d’imbarco. Per questo il capo della Protezione Civile ha parlato di clandestini a bordo della Concordia.

LE RICERCHE. “Da questi numeri – ha aggiunto Gabrielli – bisogna sottrarre i quattro corpi ancora da identificare”. Poi afferma: “In linea teorica potrebbero esserci per esempio persone non reclamate che si trovano all’interno della nave perché magari erano clandestini”. E’ stata usata la parola ‘clandestino’ in quanto, ormai da giorni, gira la voce di personale non in regola a bordo della Concordia. Voci mai confermate ma che trovano ulteriore conferma in un’altra indiscrezione che parla di sequestri di elenchi del personale e ricerca di documenti sulla nave. Un’ipotesi duramente smentita dal commissario eroe, Manrico Giampedroni che dice: “clandestini sulla nave? Impossibile. Non scherziamo. Sono tutti registrati e fotografati all’imbarco. E’ tutto elettronico”. Ma l’attività di ricerca, fermata durante la notte tra sabato e domenica a causa del movimento della nave e ripresa nella mattinata, non si ferma, così alle 15,30 i sommozzatori dei vigili del fuoco trovano un altro corpo: anche questo di donna, non ancora identificata e che si va ad aggiungere agli altri corpi senza nome ritrovati nei giorni scorsi. Solo quando le vittime saranno tutte identificate, sarà possibile capire se a bordo vi erano effettivamente clandestini.

“TURISMO DEL DOLORE”. Si era già visto a Cogne e Avetrana, solo per fare due esempi. Anche se in questo caso le differenze non mancano. Il weekend della piccola isola è stato caratterizzato soprattutto dal vero e proprio boom del cosiddetto “turismo del dolore”, favorito anche dal bel tempo. Migliaia le persone che, da porto santo Stefano, si sono imbarcate alla volta dell’isola del Giglio, per vedere da vicino quello che fino a ora avevano visto e rivisto in tv e giornali: il relitto della Costa Concordia. Un assalto assolutamente inedito, in questo periodo, per la piccola isola toscana. Migliaia le macchine fotografiche e i telefonini che hanno immortalato una scena, quella della nave adagiata su un fianco a poca distanza dalla costa, che difficilmente qui si riuscirà a dimenticare.

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