Inserire enti locali e centri antiviolenza toscani nel progetto nazionale “Arianna” che, oltre all’attivazione di questo servizio telefonico, punta alla costituzione di una vera e propria rete nazionale antiviolenza. Sono queste alcune delle attività che sarà possibile promuovere sulla base del protocollo quadro “per la sperimentazione di una strategia di supporto alle reti antiviolenza”, i cui contenuti sono stati già definiti e che sarà firmato presto dalla Regione Toscana e dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri.

Un protocollo, ha spiegato l’assessore regionale alle pari opportunità, che consentirà di imprimere un salto di qualità anche all’azione del tavolo permanente di lavoro che il governo regionale ha istituito per contrastare la violenza su donne e bambini. Questo tavolo, infatti, diventerà il referente toscano della Rete nazionale antiviolenza, con la possibilità di promuovere ecoinvolgere enti locali e centri antiviolenza toscani nelle attività di sperimentazione delle nuove attività previste dal progetto nazionale.

Se il numero di pubblica utilità 1522 è infatti già in funzione sull’intero territorio nazionale, le altre azioni riguardano per ora solo una ventina di territori pilota e tra essi per la Toscana figura solo Prato (città in cui è stato istituito un servizio di call center multilingue e costantemente operativo). “Si avverte invece la necessità di un maggior coinvolgimento della Toscana e di una maggiore sinergia tra le numerose iniziative regionali e il progetto nazionale”, spiega il vicepresidente della giunta regionale, competente anche per le politiche di prevenzione per la sicurezza, sottolineando anche i preoccupanti dati della violenza sulle donne: in Toscana, infatti, sono circa 450 mila le donne dai 16 ai 70 anni coinvolte, almeno una volta nella vita, in fatti di violenza fisica e/o sessuale, con un livello di esposizione al rischio superiore al dato nazionale (34,7 per cento contro il 31,9 per cento).

Dati di assoluto rilievo, ha ricordato ancora il vicepresidente, anche se per essi si può ipotizzare una maggiore propensione alla denuncia delle donne in Toscana, ulteriore dimostrazione del rapporto di fiducia più saldo che in altre regioni tra cittadini e forze dell’ordine. L’assessore alle pari opportunità ha invece ricordato l’estremo valore della legge regionale “Norme contro la violenza di genere” approvata lo scorso novembre per attivare iniziative di accoglienza, protezione, solidarietà e sostegno, ma anche per promuovere efficacemente la prevenzione, anche attraverso opportune campagne di comunicazione.

L’obiettivo, ha detto, non è continuare a registrare dati ma, da un lato valorizzare tutte le esperienze di buone pratiche che si stanno facendo a livello locale, dall’altro far partire una campagna che lavori sul fronte della prevenzione. La campagna di comunicazione e sensibilizzazione partirà entro il 2008.