lunedì 27 marzo 2017

Rischio sismico, piccoli architetti alla prova

Alla Palazzina Reale laboratori pratici sulla prevenzione per i bambini delle scuole
Redazione

Una manciata di cannucce per riprodurre il movimento delle onde sismiche. Pannelli interattivi per imparare i comportamenti corretti da adottare in caso di terremoto. E ancora, mattoni di spugna e plastici interamente realizzati dai bambini per testare – come veri architetti – i materiali e le tecniche di costruzioni migliori per avere case a prova di rischio di sismico.

prevenzione anti-sismica

Imparare – giocando - le regole e le buone pratiche della prevenzione anti-sismica. E' questo l’obiettivo con cui domani, mercoledì 8 giugno a partire dalle 9.30, oltre sessanta bambini delle scuole di Sesto Fiorentino varcheranno la soglia della Palazzina Reale di Santa Maria Novella, pronti a partecipare all’iniziativa dell’Ordine e della Fondazione degli architetti di Firenze dal titolo “Architetto per un giorno”.

Una mattinata intera di lezioni interattive e laboratori pratici dedicati al rischio sismico che chiude il ciclo di incontri che gli architetti, in collaborazione con la Protezione civile e con il Comune di Firenze, durante tutto l’anno scolastico hanno svolto nelle scuole del territorio fiorentino coinvolgendo circa 500 bambini: 300 con il progetto “Scuola sicura insieme” nelle classi IV delle elementari di Sesto Fiorentino; 200 in quelle di Firenze, grazie al progetto “Le chiavi della città”. E domani saranno presenti anche 10 bambini del centro polivalente di socializzazione per giovani disabili “Felicittà” di Sesto.

le lezioni

In particolare, a condurre le lezioni nelle scuole sono gli architetti della Commissione “Emergenza sismica”, con l’apposito gruppo di lavoro “Consapevolezza del rischio”. Gli stessi che terranno le fila della giornata di domani, con workshop e molte attività, dopo i saluti dei presidenti dell’Ordine e della Fondazione degli architetti, Egidio Raimondi e Tommaso Rossi Fioravanti, il delegato alla Protezione civile di Anci Toscana Paolo Masetti, il comandante della Polizia municipale di Sesto Fiorentino Paolo Bagnoli e un delegato della Protezione civile della Città metropolitana, che consegneranno agli scolari un attestato speciale di “architetti per un giorno”.

“Durante le lezioni - dice Maria Antonietta Tarantino della Commissione “Emergenza sismica” dell’Ordine – partiamo dall'analisi di cosa è un terremoto e quando si verifica, spieghiamo le scale di misura dei sismi interagendo con gli alunni attraverso il gioco ed esempi pratici. Dopo aver spiegato cosa si intende per rischio sismico, con il supporto di modellini che riproducono schematicamente case in muratura e in cemento armato, vengono affrontati e illustrati gli effetti sugli edifici. Grande importanza, infine, è data ai comportamenti da tenere se si dovesse verificare un sisma”.

casa anti-sismica

Ogni classe, al termine delle lezioni, presenta un plastico di una casa anti-sismica, ideandola dalla a alla zeta, dal disegno fino ai materiali da impiegare. I modellini e i progetti di studio vengono realizzati dai bambini e saranno esposti durante l’iniziativa in Palazzina. “È venuta fuori una vera e propria città ‘sicura’ che ci ha stupito positivamente – dice il presidente dell’Ordine Egidio Raimondi -. Alcuni bambini hanno utilizzato dissipatori per disperdere l’energia del sisma, materiali innovativi, accortezze progettuali che ci fanno ben sperare per il futuro e che sono un’ulteriore testimonianza dell’attenzione che le classi coinvolte hanno prestato alle lezioni. Iniziative da replicare ed estendere per formare i cittadini di domani con la cultura della prevenzione, l’unica arma che abbiamo contro i terremoti”.

“I bambini – commenta il presidente della Fondazione degli architetti Tommaso Rossi Fioravanti - sono sempre molto affascinati dai grandi eventi che hanno cambiato la terra, dalle ere glaciali ai maremoti. È facile, quindi, attirare la loro attenzione su questi argomenti. Mi colpì molto come una bambina svedese salvò un intero villaggio in Thailandia durante lo tsunami del 2004 perchè a scuola le avevano insegnato come riconoscerne l'arrivo. Sono certo che il percorso che domani arriva a conclusione servirà a creare, attraverso un momento ricreativo e di aggregazione, dei 'giovani cittadini' più consapevoli nella prevenzione”.

7 giugno 2016
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