venerdì, 12 Giugno 2026
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I cinque anni del Duomo pedonale

“Quel 25 ottobre ci è cambiata la vita”. Parola di Paolo, che con la moglie Daniela gestisce l’edicola di via Martelli da più di vent’anni. Il 25 ottobre a cui si riferisce è quello di cinque anni fa, del 2009, quando in un bagno di folla e telecamere alle 10 del mattino piazza Duomo diventò pedonale.

L'ANNUNCIO

Fu in quel momento che il simbolo di Firenze, un concentrato di arte e cultura, cessò di essere lo spartitraffico più elegante del mondo, come lo definì lo scrittore Alberto Arbasino. Non era certo da pochi giorni che si discuteva su se, come e quanto chiudere al traffico il luogo simbolo della culla del Rinascimento: si erano avanzate diverse ipotesi, si era tentato di creare un’isola pedonale intorno a piazza San Giovanni che lasciasse liberi gli accessi da alcune vie circostanti, si dibatteva se far passare da lì la futura tramvia. Poi l’annuncio dell’amministrazione Renzi, da poco insediata, e la pedonalizzazione “strong”.

TRAFFICO E SMOG

“Si respira meglio, si lavora meglio, si chiacchiera meglio: è stata una manna per tutti – assicurano oggi Paolo e Daniela – se l’avessero fatta qualche anno prima ci saremmo risparmiati altro traffico e smog”. E di traffico piazza Duomo ne ha risparmiato parecchio: basti pensare che fino a quell’ormai storica domenica dell’ottobre 2009 erano ben diciannove le linee di trasporto pubblico che transitavano da qui, con circa 2.200 passaggi giornalieri e 75mila tonnellate di carichi complessivi. Facendo qualche conto si può dire che, a un lustro esatto dalla sua chiusura al traffico, piazza Duomo è stata liberata dal passaggio di oltre quattro milioni di mezzi.

VIA MARTELLI

L’altro lato della medaglia è che la deviazione delle linee ha comportato un passaggio massiccio di autobus da piazza San Marco, tra i malumori di chi vive e lavora nella zona. Successivi, ma conseguenti alla pedonalizzazione del Duomo, sono stati poi i lavori di rifacimento di via Martelli, terminati nell’agosto 2012, che hanno consentito l’installazione di una nuova pavimentazione in pietraforte e di cassonetti interrati per la raccolta dei rifiuti. Un altro importante tassello della riqualificazione di questa parte del centro storico.

Arriva Attila, torna l’allerta. Vento forte e mareggiate

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Forti raffiche di vento, mareggiate e temperature in picchiata, fino a 10 gradi in meno. Domani arriva il vortice artico minacciosamente ribattezzato “Attila” e, lo dice il nome stesso, non c'è da aspettarsi niente di buono. La Protezione civile regionale della Toscana ha emesso un'allerta meteo dalla mezzanotte di stasera fino a quella di domani.

Notte di burrasca

Il vento di burrasca inizierà a soffiare da nord e nord-ovest sulla costa centro-settentrionale, sull'arcipelago e sull'appennino settentrionale. Raffiche forti e improvvise fin dalle prime ore della notte, mare agitato con allerta mareggiate dalle 6 di domani mattina. Allerta vento valida in tutta la parte nord della Toscana e sulla costa fino alla Val di Cornia, in corrispondenza dei bacini Magra, Versilia, Serchio, Basso Serchio, Ombrone Bisenzio, Valdarno inferiore, Reno Santerno, Foce dell'Arno, Cornia e isole.

Le province interessate sono quindi quelle di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno Grosseto, Pistoia, Prato, Firenze. Possibili blackout elettrici e telefonici, caduta di alberi, cornicioni e tegole con conseguenti problemi alla circolazione stradale, ai collegamenti e alle attività marittime. Problemi in vista anche per i tratti stradali a ridosso della costa e per gli stabilimenti balneari.

Meglio tirar fuori il maglione

Insieme al vento arriva anche il freddo. Temperature in forte ribasso, con le massime che da domani scenderanno anche di 8-10 gradi e le minime in picchiata da giovedì.

Fare la differenziata? È un’arte

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Vernice spray sulle campane per i rifiuti, ma non scatti l'allarme vandalismo: sono stati posizionati in strada gli otto contenitori di Quadrifoglio decorati dai giovani street artist durante “Comics in context 2014”, l'iniziativa promossa dalla Scuola internazionale di Comics pochi giorni fa a Le Murate.

La mappa delle campane

Otto contenitori azzurri per la raccolta differenziata di vetro, plastica, metalli, e poliaccoppiati trasformati in opere d'arte da oggi esposte in strada, dove continuano comunque ad assolvere la loro funzione di cassonetti. Ecco dove si trovano le otto campane. In viale Lavagnini 54, davanti alla Scuola di Comics. Al Tenax, in via Pratese 50. Sul Lungarno Cellini all'altezza del civico 61. Davanti alla Coop di viale Giannotti. Al William Pub, in via dei Magliabechi. All'ingresso dell'Istituto d'Arte, in piazzale Porta Romana. Alla mensa universitaria di Novoli, in via Forlanini. Alla sede centrale di Quadrifoglio in via Baccio da Montelupo.

Per qualche giorno resteranno così come sono, poi ci verranno applicati sopra gli adesivi informativi che indicano le modalità di conferimento e raccolta dei rifiuti. Il “Comics in context” è stato promosso dalla Scuola Internazionale di Comics in collaborazione con il Portalegiovani del Comune di Firenze e di Emergency.

Ecco il Ponte Leonardo, dedicato a ”Ringo” il clochard

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Da oggi la viabilità in Valdarno cambia per sempre: è stato inaugurato il nuovo ponte a Sud, opera strategica per la mobilità dell'intero territorio, uno tra i più grandi cantieri pubblici attivi in Toscana. Si chiamerà “Ponte Leonardo”. Ma per una volta il Da Vinci non ha messo tutti d'accordo: in tanti chiedevano a gran voce che il ponte venisse intitolato al ben meno noto Bruno Grassi detto “Ringo”, personaggio locale che aveva rinunciato a tutto per vivere da nullatenente in riva all'Arno, vagabondo e ribelle scomparso due anni fa ma rimasto nel cuore della comunità valdarnese.

54 milioni per sbloccare il traffico

Il ponte collega Montevarchi e Terranuova passando sopra l'Arno e all'A1. È il lotto 1 della variante alla regionale 69, la strada che da Arezzo porta fino alla Valdisieve dopo aver tagliato a metà l'intero Valdarno e che è sempre congestionata nelle ore di punta, visto che lungo il percorso incontra distretti industriali da qualche migliaio di lavoratori. La variante nasce per smistare il traffico sulla riva destra dell'Arno lungo un tracciato in parte nuovo e in parte rimesso a nuovo, da Levane fino a Incisa Valdarno. E il ponte è subito diventato il simbolo del più ampio progetto il cui costo complessivo supera i 54 milioni di euro, 40,5 dei quali finanziati dalla Regione Toscana e per il resto dalla provincia di Arezzo, dai Comuni del Valdarno, dall'autorità di Bacino e da Autostrade spa.

Progettato in Spagna ma dal cuore toscano

Il cantiere aveva aperto nel gennaio 2009. Dopo poco meno di sei anni (e una vicenda giudiziaria che nel mezzo ha bloccato i lavori per diversi mesi) stamani l'opera progettata dallo studio Carlos Fernandez Casado di Madrid è stata inaugurata ufficialmente e nel pomeriggio aprirà al traffico. Alla cerimonia c'era anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che aveva scelto proprio un'immagine del Ponte Leonardo per la copertina del suo ultimo libro “Viaggio in Toscana”. Lungo circa 500 metri, poggia su tre campate e comprende marciapiedi pedonali e pista ciclabile sui due lati, due corsie di marcia larghe 3,75 metri e due banchine laterali larghe 1,5 metri.

Là dove Leonardo dipinse la Gioconda

Simbolo di “ingegneria e bellezza”, come si legge tra le motivazioni, il Ponte non poteva essere che intitolato a Leonardo. Anche perché il paesaggio che lo circonda sarebbe lo stesso che si vede alle spalle della Gioconda. La disputa è aperta da anni, ma certi tratti sono inconfondibili: le balze (cumuli di argille e sabbie alti fino a un centinaio di metri, rimasti dopo il prosciugamento del lago che nel Pliocene copriva la vallata. Leonardo ne intuì l'origine con qualche secolo di anticipo) e, sulla sinistra del dipinto, un ponte che secondo gli studiosi sarebbe il Ponte di Buriano o il Ponte Romito, entrambi distanti appena qualche decina di chilometri da quello inaugurato oggi.

La storia di Ringo, ribelle gentile

La scelta del nome ha suscitato malumori. Non perché il Valdarno non ami il genio toscano per eccellenza, ma perché – ritengono in molti – i riconoscimenti al Da Vinci non mancheranno mai, ma intanto rischia di non averne Bruno Grassi detto “Ringo”, da quelle parti famoso tanto quanto Leonardo. Di buona famiglia, si dice che scelse di rinunciare a tutto dopo aver vissuto in prima linea l'orrore della Guerra. Non gli restò che un impermeabile addosso e un grosso zaino sulle spalle e senza nient'altro che quelli, incurante delle stagioni che passavano e della schizofrenica società moderna dalla quale si era voluto tirare fuori, si mise in cammino per non fermarsi più. Lo incontravi lungo le strade del Valdarno e anche più in là, seguendo il corso del fiume fino alla foce o salendo verso la montagna. Non ha mai risparmiato una parola gentile a chi lo avvicinava e tutti gli hanno voluto bene per quel suo modo di vivere senza compromessi mai mancando di rispetto e ricevendone altrettanto in cambio.

Ringo è morto il 30 settembre 2012 ma non è stato dimenticato dalle sue parti. Aveva la sua casa, una baracca in riva all'Arno, proprio nel punto in cui ora poggia il pilone del nuovo ponte. Per questo al momento di scegliere un nome per l'opera in tanti hanno pensato a lui. L'idea lanciata sui social network ha riscosso centinaia di adesioni in poco tempo e da lì è partita una raccolta firme che conta più di 650 adesioni. Ma la voce dei promotori non è arrivata alle orecchie delle istituzioni. Ormai era deciso. Si chiamerà Ponte Leonardo, ma – con tutto il rispetto per il Da Vinci – c'è da scommettere che per tutti sarà il “Ponte Ringo”.

L’isolotto compie 60 anni. Gli scatti storici

È un Isolotto in bianco e nero quello conservato in otto grandi armadi che prendono tutta una parete della stanza all’interno delle baracche verdi. Dietro le grigie ante c’è l’Isolotto delle lotte operaie, delle messe in piazza, del “prete ribelle” Don Enzo Mazzi, di cui quest’anno ricorre il terzo anniversario della morte.

È stato Sergio Gomiti, vicario negli anni Sessanta di Don Mazzi, suo grande amico e anima insieme a lui della Comunità di base, a raccogliere con pazienza oltre 3mila articoli di quotidiani e periodici, 2mila foto, centinaia di registrazioni audio, 1.200 lettere arrivate da tutto il mondo dopo la cacciata di Enzo Mazzi, rimosso dall’incarico di parroco dell’Isolotto nel 1968, e la creazione di una delle prime comunità cristiane di base in Italia, che non riconosce le gerarchie della chiesa di Roma.

Nel 1969 ne nacquero oltre trecento in tutto lo Stivale, oggi sono una manciata. Sergio ha addirittura conservato e trascritto una bobina del 1967, la più vecchia delle trecento custodite nell’archivio, su cui è inciso un discorso che Giorgio La Pira tenne durante una messa.

C’era una volta l’Isolotto

“Un tempo all’Isolotto abitava un insieme di persone che erano avverse l’une con le altre, dal punto di vista politico, sociale e culturale: c’erano operai della Galileo e poliziotti, democristiani e mangiapreti. Di quella gente ormai ne è rimasta poca: il quartiere si è trasformato”, racconta Sergio. “Ho sempre sofferto per queste divisioni: con Enzo volevamo creare una chiesa che fosse una famiglia”.

Sergio Gomiti, 83 anni, occhi vispi e celesti, spirito combattivo, da una vita cura questo archivio e continua a occuparsene nonostante l’età. “L’ho fatto nascere io”, dice orgoglioso.

L’Isolotto 60 anni fa

È arrivato all’Isolotto come cappellano quando aveva 23 anni, ha iniziato a dire messa nel 1957 quando la chiesa del quartiere era costruita per metà: mancava l’abside.

Da allora ha iniziato a mettere nel cassetto tutto ciò che gli sembrava importante: dalle liturgie che insieme a Don Mazzi traducevano in italiano (ben prima che il Concilio Vaticano II decidesse l’addio alle messe in latino), ai programmi della domenica in cui al rituale si univa la discussione sui temi di attualità: il Vietman, le lotte operaie di casa nostra, i problemi del rione.

Archivio Comunità di base dell'Isolotto (Firenze) - 60 anni dell'Isolotto

L’archivio (foto: Il Reporter – GC)

L’archivio della comunità di base

Nel 1995 i documenti che dopo la cacciata dalla parrocchia erano stati affidati ad alcune famiglie, sono stati raccolti in modo sistematico; dal 2004 l’archivio è riconosciuto come di interesse storico dalla Soprintendenza archivistica della Toscana. Oggi è curato da due esperti, grazie ai contributi arrivati dalla chiesa Valdese, e progressivamente tutto il materiale viene digitalizzato per proteggerlo dal passare del tempo.

Online è possibile consultare gran parte dei documenti dell’archivio storico della Comunità di base dell’Isolotto.

Tramvia, cassa integrazione e microcredito

Sgravi sulla Tari, cassa integrazione in deroga e microcredito per le attività economiche e i lavoratori che potranno subire un impatto dai lavori delle linee 2 e 3 della tramvia. Sono le misure che sono state annunciate dall’assessore allo sviluppo economico Giovanni Bettarini.

LE MISURE

“Abbiamo incontrato i referenti della Regione Toscana per verificare le misure che l’amministrazione regionale potrà mettere a disposizione per fronteggiare eventuali situazioni di crisi degli esercizi commerciali durante i lavori della tramvia – ha spiegato Bettarini – Gli interventi previsti riguardano la cassa integrazione in deroga e il microcredito per il lavoratore, e vanno ad aggiungersi alla misura degli sgravi sulla Tari alla quale sta lavorando l’amministrazione comunale. Su questo intervento abbiamo già mappato gli esercizi commerciali interessati, che sono circa 900, e stiamo lavorando all’affinamento del quadro in base al grado di criticità di ciascuno. Il panorama delle imprese coinvolte è chiaro, potremo essere più precisi sulle cifre dell’intervento quando sarà definita la sessione di bilancio di previsione di fine dicembre”.

CASSA INTEGRAZIONE

La cassa integrazione in deroga consiste nel pagamento, da parte dello Stato, del lavoratore dipendente di un’attività economica che non benefici della cassa ordinaria. In particolare, qualora l’azienda ritenga di non sostenere il costo di un lavoratore a causa della riduzione dell’attività lavorativa, questa potrà fare richiesta della cassa in deroga. Il lavoratore nell’arco del 2015 potrà ottenere in questo modo il pagamento di cinque mensilità.

MICROCREDITO

Il microcredito riguarda invece il lavoratore dipendente che dovesse trovarsi nella condizione di perdere il posto di lavoro senza percepire la cassa in deroga e prevede la possibilità di ottenere un credito di 3mila euro da restituire con interessi che saranno pagati dalla Regione Toscana. Le aziende con più di 50 dipendenti operative nel settore commerciale potranno invece utilizzare la cassa straordinaria.

lo studio

“Ho chiesto al direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti di collaborare con noi per uno studio più ampio di impatto della tramvia – ha annunciato poi lo stesso Bettarini – Siamo convinti che i 450milioni di euro di investimento con la rivoluzione del sistema di mobilità cittadino potranno portare molti effetti positivi per l’economia della nostra città. È evidente che ci saranno delle difficoltà che vogliamo approfondire in modo più preciso insieme all’Irpet con l’obiettivo di capire cosa succede nel breve, medio e lungo periodo. Ci incontreremo nei prossimi giorni per lavorare su questo”.

Il cassonetto come una tela, ecco le campane artistiche di Quadrifoglio

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Decorate da giovani street artist grazie a un'iniziativa della Scuola Internazionale di Comics, da oggi sulle strade di Firenze i rifiuti si gettano in otto campane d'autore. Eccole

L’Isolotto ieri e oggi

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Passato e presente a confronto grazie agli scatti conservati nell'archivio della comunità cristiana di base. L'Isolotto, quartiere a sud ovest di Firenze, compie 60 anni il prossimo 6 novembre.

I primi alloggi popolari (750) vennero consegnati il 6 novembre 1954 dall'allora sindaco Giorgio La Pira. L'anno dopo le case sarebbero diventate 1005.

La ”Testa di cavallo” a Palazzo Strozzi

Dici Guernica e la prima figura che torna in mente è il cavallo, bocca spalancata e occhi in fuori, dilaniato dal dolore dei bombardamenti e al centro del più celebre dipinto di Pablo Picasso. Da mercoledì prossimo ci sarà anche la Testa di cavallo tra gli schizzi preparatori del maestro spagnolo esposti alla mostra a lui dedicata in corso a Palazzo Strozzi.

Le bombe in mostra all'Expo

Nel 1937, in piena guerra civile, il governo della Repubblica spagnola commissionò a Picasso un dipinto di grandi dimensioni da presentare all'Esposizione Universale di Parigi. Picasso decise di raccontare il bombardamento di Guernica, città simbolo della cultura e delle tradizioni basche.

Mesi di preparativi

Il gioco di simbolismi messo sulla tela (il toro, la donna, la lampada a olio) e le complesse relazioni tra le figure rappresentate richiesero una lunga fase di studio, testimoniata dai tanti bozzetti e schizzi esposti a Palazzo Strozzi in numero mai così grande prima d'ora fuori dalla Spagna.

Tra questi ci sarà presto anche la Testa di Cavallo, iniziata il 2 maggio 1937 e conclusa dopo un solo giorno di lavoro. Un cavallo che, nelle intenzioni del pittore, rappresentava l'intero popolo e il suo grido di orrore davanti alla distruzione, ma anche una chiamata alla ribellione e alla reazione. la mostra resterà aperta fino al 25 gennaio 2015.

 

“Mangio tutto”, i bimbi sono anti-spreco

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Le cattive abitudini? Più facile prevenirle che perderle. Per questo è meglio lavorare con i più piccoli. Parte da Firenze la campagna “Io mangio tutto. No al cibo nella spazzatura” promossa da ActionAid e sponsorizzata da Nexive per sensibilizzare sul tema degli sprechi alimentari.

L'80% dei toscani dice basta agli sprechi

Ogni anno in Italia 20 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura. Intanto nel mondo 870 milioni di persone soffrono la fame. Un problema molto avvertito dai toscani, secondo i dati Ipsos diffusi in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione dai quali emerge che il 77% degli abitanti della regione dichiara di tagliare gli sprechi alimentari e il 78% che presta attenzione alla salute quando va a fare la spesa.

Le buone pratiche in classe

Il cambiamento deve partire dai più piccoli. “Io mangio tutto” è un percorso di sensibilizzazione sul tema del diritto al cibo pensato per le scuole primarie. Circa 2.000 bambini delle scuole di Firenze, Torino e Padova riceveranno il kit didattico preparato per l'iniziativa e, guidati dall'insegnante, parteciperanno a un'attività di due ore durante l'orario scolastico per conoscere i temi della fame nel mondo, della prevenzione degli sprechi alimentari e dei principi di un’alimentazione bilanciata e sostenibile.

“Essere nati nella parte del mondo ‘più fortunata’ – sostiene Roberta Culella, Csr Manager di Nexive – ci impone, da un punto di vista etico, di essere consapevoli di quanto accade nell’altra metà, di praticare e diffondere buone abitudini e sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche dello spreco e del diritto al cibo”.

“È dai bambini che frequentano le mense che può partire il vero cambiamento”. Ne è convinto Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia, che aggiunge: “Parliamo di un comparto attorno al quale ruotano 10 milioni di persone, tra addetti ai lavori, insegnanti, docenti, studenti e personale non docente. Un bacino enorme che rappresenta un sesto della Nazione e che può farsi davvero promotore e partecipe di consumi alimentari sostenibili”.