sabato, 13 Giugno 2026
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Maltempo, Rossi: “Chiediamo aiuti alle famiglie e lo stato di calamità”

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“Oltre 30 le persone ferite. Ingenti i danni alle abitazioni, aziende, edifici pubblici, musei, giardini e soprattutto all'agricoltura. Ora aiuti alle famiglie e alle imprese danneggiate. Firenze, Lucca, Prato, Pistoia e Pisa le province più colpite. Martedì avremo una prima stima dei danni e presenteremo la richiesta di stato di emergenza per le zone danneggiate e lo stato di calamità per l'agricoltura”.

Stato di calamità e aiuti a famiglie e imprese

Sono le parole di Enrico Rossi, che si riferisce ai danni provocati dalla tromba d'aria che si è abbattuta venerdì sulla Toscana chiedendo l'intervento delle istituzionii.

In attesa che scattini gli aiuti, a Palazzo Vecchio si fa un passo avanti, con il Protocollo congiunto, firmato dal sindaco Dario Nardella e dal Comandante Regionale del Corpo forestale dello Stato Giuseppe Vadalà. I temi? Monitoraggio, controllo, tutela, valorizzazione dell’ambiente, della biodiversità e del territorio, in particolare del Parco delle Cascine.

Il protocollo congiunto: la Forestale monitora le Cascine

Il protocollo entrerà in vigore a partire da questa settimana e prevede azioni di intervento congiunte tra Comune e Corpo Forestale, che presterà servizio alle Cascine tre giorni a settimana, mentre negli altri giorni ci saranno i vigili urbani.

Controlli costanti sugli alberi

“È un accordo storico, il primo in Italia – ha detto il sindaco Nardella -. Il Protocollo prevede una collaborazione concreta e a 360° con il Corpo Forestale su più fronti, tra cui l’educazione agroalimentare e alla tutela del patrimonio arboreo e il supporto al Comune per i controlli delle nostre alberature: abbiamo visto infatti col maltempo di venerdì quanto gli alberi siano il primo fronte di emergenza e quindi il controllo per aumentare la prevenzione è fondamentale”.

“Il Protocollo riguarda anche il Parco delle Cascine – ha spiegato Nardella -: in base ad esso, infatti, concediamo al Corpo Forestale il nostro immobile alle Cascine per il ricovero dei cavalli e mettiamo a disposizione per le guardie forestali i nostri uffici e spogliatoi. In cambio le guardie forestali potranno presidiare il Parco tre giorni alla settimana, mentre nei restanti giorni saremo presenti noi con i vigili urbani, ovviamente”.

Corsi di aggiornamento per boscaioli

“Su Firenze complessivamente abbiamo 80mila alberature – ha spiegato l'assessore all'ambiente Alessia Bettini – e riteniamo che sia importante, anche per rispondere ai principi del buon governo e della buona programmazione, mettere in campo tutti gli esperti del settore, fare una ricognizione dello stato attuale del patrimonio arboreo per iniziare a parlare poi di una programmazione seria di sostituzione e di ripiantumazione partendo dalle zone che riteniamo più a rischio della città”.

“Inoltre, un punto importante del Protocollo – ha concluso l’assessore Bettini – riguarda anche la formazione dei nostri 78 boscaioli con corsi presso il Corpo Forestale”.

Boboli

Ma i parchi fiorentini come stanno? Le Cascine come è noto, sono aperte al pubblico. Mentre rimane chiuso – probabilemente per tutta questa settimana – il Giardino di Boboli (dove è caduto un cedro del Libano, un ippocastano e tre cipressi) e dove attualmente sono in corso sopralluoghi e controlli da parte dei tecnici della soprintendenza, che hanno dovuto far fronte anche ad alcuni problemi alle condutture d'acqua sotterranee e agli strati di ghiaia.

Albereta e Anconella

Stesso discorso vale per l'Albereta e l'Anconella, i due parchi gemelli del quartiere 3 che sono tuttora chiusi al pubblico. All'ingresso, sbarrato da transenne, appare ben visibile l'ordinanza comunale che vieta l'ingresso per motivi di sicurezza. Dal Comune fanno sapere che i controlli sono in corso e che Palazzo Vecchio si sta adoperando per riaprire il prima possibile le aree verdi coinvolte nella messa in sicurezza.
 

Boom di presenze per Picasso

Tutti in coda per Picasso: 3mila visitatori a Palazzo Strozzi per i primi due giorni di apertura della mostra dedicata a uno dei più grandi artisti del Novecento e alla sua influenza sull’arte spagnola del tempo.

Una folla per “Guernica”

Un racconto in nove sezioni e circa 90 opere tra dipinti, sculture e incisioni. Compresi i bozzetti di Guernica, raccolti in una sala dedicata per intero ai disegni preparatori per la realizzazione del più noto capolavoro di Picasso e molto apprezzata dal pubblico.

E poi la Testa di donna (1910), il Ritratto di Dora Maar (1939) e Il pittore e la modella (1963), opere di enorme valore provenienti dalla collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, così come i lavori di Joan Miró, Salvador Dalì e gli altri maestri spagnoli esposti alla rassegna.

I viola espugnano Bergamo

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La Fiorentina centra la prima vittoria di campionato a Bergamo. Stadio sempre ostico per i viola. E’ Kurtic a regalare i primi tre punti a Vincenzo Montella. Per l’Atalanta di Colantuono, che ha fatto una buona partita, solo due pali all’attivo. Nei padroni di casa scende in campo il recuperato Biava che terrà molto bene, per tutta la gara, Gomez. In attacco è confermato Boakye al fianco di Denis. Tra i viola Montella decide di risparmiare Pizarro, Borja Valero, Tomovic e Babacar. In avanti Ilicic è a supporto di Mario Gomez.

PRIMO TEMPO

Fiorentina che parte bene e riesce a tenere il campo per tutto il primo quarto d’ora. Sportiello, il portiere orobico, è autore di parate decisive in particolare su conclusioni di Ilicic e Mati Fernandez. Al 5’ la Fiorentina recrimina per un presunto calcio di rigore per un fallo di mano di Zappacosta su conclusione di Pasqual, ma la distanza ravvicinata da cui è scaturito il tiro ha fatto propendere l’arbitro Russo per l’involontarietà. Al 16’ l’Atalanta imbastisce un contropiede innescato da Boakye e proseguito da D’Alessandro. Ci prova Boakye ma il diagonale dell’attaccante nerazzurro viene sfiorato col piede da Neto e la palla termina sul palo. passa un minuto e Sportiello è ancora bravo a respingere una pericolosa conclusione di Marcos Alonso. Alla mezzora ci provana i nerazzurri Estigarribia e Zappacosta ma senza grande pericolosità.

SECONDO TEMPO

Cambia poco nella ripresa ma, al 56’Montella ha l’intuizione giusta e manda in campo Kurtic al posto di uno spento Badelj. E lo sloveno premia il suo allenatore, mettendo in rete dopo solo due minuti dal suo ingresso in campo. L’Atalanta inizia ad attaccare e, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora, mette a dura prova la difesa viola. Proprio negli ultimi quindici minuti la Fiorentina è costretta sulla difensiva dal susseguirsi delle azioni offensive bergamasche, vivacizzate anche dall'ingresso in campo di Alejandro “Papu” Gomez, che ha impensierito in almeno due occasioni Neto, bravissimo a salvare il risultato. Al 93’ le speranze bergamasche si spengono sul tiro di Boakye che termina a fil di palo. Prima vittoria in campionato per la Fiorentina che si ripropone per le zone alte della classifica.

L’ALLENATORE

Vittoria sofferta ma Vincenzo Montella soddisfatto. “Nella sofferenza la squadra si è compattata, così abbiamo portato a casa un risultato importante. La squadra ha vinto, è questo è importante. Anche se non ha segnato Gomez. La rete – aggiunge Montella – arriverà quando meno se l’aspetta. L’intensità l’abbiamo sempre avuta a prescindere dal modulo. Quello dipende dai giocatori che hai a disposizione. Una grande squadra è quella che riesce a giocare al meglio in base alle proprie caratteristiche”.

Nuovo stadio, la Fiorentina chiede di allargarsi

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Il progetto preliminare per il nuovo stadio è sui banchi del Comune. Tocca ora alla Conferenza dei servizi prendere in esame la proposta della Fiorentina. Primo nodo da sciogliere: valutare se i 50mila metri quadrati per le attività commerciali e gli altri 10mila destinati al turistico-ricettivo che i Della Valle chiedono su tutta l’area della Mercafir siano la misura giusta per raggiungere “l’equilibrio economico finanziario” del progetto.

Negozi “in equilibrio” tra Nord e Sud

La variante al Piano regolatore approvata dal Comune nel novembre 2012 divideva l’area in due comparti, il Nord e il Sud. Il Comparto Sud veniva destinato a zona pubblica sportiva e dunque allo stadio e ai servizi collegati. Il mercato ortofrutticolo si sarebbe intanto trasferito nel Comparto Nord. Ora però la Fiorentina chiede di allargarsi, utilizzando sia il Sud che il Nord e chiedendo una contropartita più alta in termini di spazio da destinare alle attività commerciali.

La proposta passa alla conferenza dei servizi istituita sabato, tenendo presente che il club viola ha garantito comunque la sua disponibilità a modificare lo studio e a prendere in esame, se servirà, anche soluzioni diverse. Al netto di tutto, è un bel passo in avanti che avvicina Firenze al suo nuovo stadio.

Cft: “Nuove opportunità per Firenze”

Si dice pronta a discutere Cft, la società fiorentina di logistica che da 40 anni opera proprio nell’area Mercafir: “Il nuovo stadio della Fiorentina – spiega l’azienda in una nota – può aprire nuove opportunità per Firenze e tutta l’area metropolitana. Come impresa che dà lavoro a 2.500 persone in tutta Italia, siamo ben consapevoli di questo e del fatto che le decisioni sullo sviluppo dell’area spettino al Comune, titolare della pianificazione urbanistica della città”.

“Siamo certi – aggiunge Cft – che l’amministrazione comunale saprà trovare le migliori soluzioni per garantire la continuità produttiva alle attività che lavorano all’interno dell’area Mercafir e che danno occupazione ogni giorno a centinaia di persone. Da parte nostra, non è mai venuta meno e mai verrà meno la disponibilità ad un confronto aperto e franco sul futuro dell’area”.

Stadio alla Mercafir, il progetto presentato dai Della Valle

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Accanto allo stadio da 40mila posti coperto secondo gli standard europei, i patron Della Valle, nello studio di fattibilità presentato al Comune il 14 luglio scorso, chiedono 50mila metri quadrati di commerciale, 10 mila di turistico – ricettivo e 136mila di parcheggio (sulla carta il più grande della città secondo Nardella). Un progetto che in totale coinvolge un'area di circa 50 ettari.  

Tromba d’aria a Firenze: all’Orto botanico danni per almeno 500 mila euro

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Secondo una prima stima i danni provocati dal terribile maltempo che si è abbattuto su Firenze il 19 settembre scorso non saranno inferiori a 500mila euro. Alberi secolari spezzati come se niente fosse, vetri in frantumi e piante rare irrecuperabili. All'Orto botanico dell'Università di Firenze si contano i danni di quella che è stata una vera e propria strage di piante. Ecco alcuni scatti emblematici di danni riportati dall'orto botanico dopo la terribile tromba d'aria.

Dopo la tempesta, i parchi ancora chiusi

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Ancora chiuse, dopo la grandinata eccezionale di venerdì, diverse aree verdi giudicate a rischio. Interdetta l'area di Albereta-Anconella.

Dopo la tempesta: riaprono gli Uffizi. Ancora fermi Boboli e San Marco

Alcuni vetri di Palazzo Pitti sono andati in frantumi, ci sono state infiltrazioni varie (anche a Casa Museo Palazzo Davanzati), e sono caduti un cedro del libano e un ippocastano nel giardino granducale, ma nonostante ciò la gran parte dei musei statali fiorentini domani mattina riaprirà i battenti.

Hanno invece già riaperto, nella giornata di venerdì, il Museo nazionale del Bargello, la Galleria dell’Accademia e la Galleria degli Uffizi; mentre è stato sempre regolarmente aperto il Museo delle Cappelle Medicee.

Sabato

A Palazzo Pitti riapre il Museo degli Argenti, la Galleria Palatina e la Galleria d’arte moderna, mentre la Galleria del Costume sarà visitabile solo parzialmente.

L’accesso ai musei musei avverrà dal Rondò di Bacco, visto la facciata di Palazzo Pitti è stata completamente transennata per permettere la sostituzione dei vetri andati  distrutti durante la bomba d'acqua.

Riapertura prevista anche per Palazzo Davanzati, visitabile tutto ad esclusione della sala dei merletti, dove ci sono state delle infiltrazioni d'acqua.

Boboli e San Marco chiusi

Chiusi per l'intero fine settimana sia Boboli (dove oltre alle due piante cadute c'è bisogno di un attento controllo sui tanti alberi) e il museo di San Marco, dove urge un controllo sugli alberi con problemi di instabilità.

San Lorenzo

Riaperta anche la sagrestia vecchia della Basilica di San Lorenzo, dove tutto è tornato alla normalità.

 

Maltempo, Nardella: ”Il peggio è passato, ma stanotte nuovi temporali”

23 tra alberi e rami caduti, 13 transennamenti fatti dalla Sas su tutto il territorio comunale. Otto sottopassi allagati. 10 spazzatrici di Quadrifoglio all'opera per sgombrare le strade dai residui di grandine.

Sono solo alcuni numeri dell'eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta sulla città. Un quarto d'ora di pioggia e soprattutto grandine battente che ha provocato danni e disagi enormi, tra ripercussioni al traffico (forti ritardi ancora adesso vengono registrati su tutte le linee Ataf) scuole evacuate (la Capponi, il liceo Dante, la scuola Don Milani) alberi caduti e strade interrotte. Una bomba d'acqua e ghiaccio di grande violenza che nel giro di pochi minuti ha imbiancato le vie in tutta Firenze.

''il peggio è passato''

“Mai visto un evento così in città – dice il sindaco Dario Nardella dalla riunione dell'unità di crisi, circondato dalla giunta, dai vigili e dalla protezione civile comunale – sembrava di essere a Courmayeur”. Il peggio sembra passato, dice il sindaco. Ma in nottata le previsioni non escludono la possibilità di nuovi rovesci. La parola d'ordine però è “niente allarmismi”.

alberi caduti

Intanto si procede con la conta dei danni. In tutta la città moltissimi gli alberi, e soprattutto i rami caduti, fortunatamente senza conseguenze. “Proprio in questi momenti – spiega Nardella – in via della Colonna si sta rimuovendo un albero, via di Villamagna è tornata libera da poco. Operai al lavoro anche in via Cigoli, via Tagliamento dovrebbe essere libera entro due ore”. Riaperta poco fa anche via XX settembre.

“Alle Cascine – dice Nardella – nessun albero è caduto. E a Expo Rurale non si è registrato alcun danno rilevante, la manifestazione è aperta e i cittadini possono continuare a visitarla”. Sono stati chiusi i parchi dell'Anconella e l'Albereta per monitorare lo stato di salute degli alberi.

Oltre alle 4 spazzatrici di Quadrifoglio abitualmente in funzione, ne sono state inviate sulle strade altre 6. Durante la notte continueranno a lavorare dove c'è bisogno. Al lavoro anche dodici squadre della protezione civile , oltre a tutte le pattuglie della polizia municipale. “La macchina dell'emergenza – dice Nardella – ha tenuto e ha lavorato bene”.

nessun ferito grave

Sul territorio comunale non ci sono stati incidenti gravi, solo codici gialli che poi sono stati ridotti a verdi. La tromba d'aria, essendo arrivata intorno all'ora di chiusura delle scuole, ha evitato che accadessero problemi maggiori.

118 preso d'assalto

Certo, i telefoni del 118 sono stati inondati di telefonate, come riferisce la Asl 10 di Firenze. Dalle 12.30 alle 13.30 il centralino ha ricevuto 91 telefonate, di cui 50 per emergenze. Di queste 20 codici rossi, 19 gialli e 11 verdi. Di queste 50 emergenze, quelle considerate legate al maltempo sono state 30, le chiamate ricevute per “emergenze traumatiche”. Scattato così il piano per le emergenze, con il raddoppio degli operatori in servizio. 

Per quanto riguarda i pronto soccorso degli ospedali, a Ponte a Niccheri non si sono verificati problemi, a Torregalli, nelle ore immediatamente successive alla bomba di ghiaccio, sono stati ricoverati 16 pazienti di cui 10 con problemi legati a traumi, mentre sono state 13 le persone ricevute al Ps di Santa Maria Nuova. In generale, nessun paziente ha registrato infortuni gravi.

''gli ospedali hanno funzionato''

Gli ospedali fiorentini, commenta la Asl 10, hanno funzionato bene nell'emergenza. A Torregalli qualche infiltrazione dalle finestre. Più complicata la situazione a Santa Maria Nuova, dove per alcuni problemi agli ascensori (specie a quello che collega i reparti di degenza alla sala operatoria) e di conseguenza al trasporto dei pazienti, sono stati effettuati gli interventi chirurgici programmati, poi la sala è rimasta aperta solo per gli interventi d'urgenza. Deve essere ancora valutato se domani mattina gli interventi riprenderanno regolarmente o meno. 

Sempre a Santa Maria Nuova, nel reparto “Medicina B”, nell'ala più antica dell'ospedale, a causa delle infiltrazioni, è stato necessario spostare qualche letto. E ciò ha causato un po' di confusione. Al Palagi e a Torregalli sono caduti alcuni alberi che tuttavia non hanno provocato danni e che sono stati rimossi.

le scuole

Per quanto riguarda le scuole, è la Don Milani ad uscire con le ossa più rotte dalla “tempesta perfetta”. I tecnici sono intervenuti subito e la struttura è stata evacuata. “Potrebbe essere necessario tenerla chiusa lunedì, i tecnici stanno valutando la situazione”, dice la vicesindaca Cristina Giachi. Quel che è certo è che i danni sono ingenti. Il tetto va rifatto. “Potrebbero servire 50mila euro per tamponare l'emergenza e circa 200mila per riparare definitivamente il danno”.

il traffico torna alla normalità

Il traffico ha subito qualche complicazione ma ora, dice Nardella, sta tornando tutto sotto controllo. “Sul servizio pubblico – dice il sindaco – si sono avuti e si hanno ancora forti ritardi soprattutto per quelle tratte con strade bloccate dagli alberi”. Cosa diversa per la tramvia, che ha continuato a viaggiare anche durante la grandinata.

disagi ai musei

Disagi anche ai musei fiorentini. Chiusi gli Uffizi, tutte le Gallerie di Palazzo Pitti compreso Boboli, il Museo di San Marco e il Museo Palazzo Davanzati. Chiusi anche i musei civici Bardini e il Museo Novecento. Lo stesso vale per il Forte Belvedere. Annullata, inoltre, la cena in bianco al Piazzale in programma stasera. Danni rilevanti sono stati registrati all'Orto botanico.

l'allerta meteo continua

Anche se il peggio dovrebbe essere passato, come dice il sindaco, l'allerta meteo prosegue fino almeno alle 13 di domani, sabato 20 settembre. “Fin da ieri – dice Nardella – eravamo a conoscenza dell'allarme della protezione civile regionale. Ma nessuno si aspettava un evento di questa portata”. Il tutto condito da un piccolo ''giallo'' che sa di ironico paradosso.

Alle 10.45 di stamani, il bollettino della protezione civile prevedeva forti temporali con piogge tra i 20 e 50 o 60 millimetri. Negli stessi istanti, poco prima della tremenda gradinata che ha imbiancato la città,  svela il sindaco, è arrivato a Palazzo Vecchio un bollettino del Cibic, il centro interdipartimentale di bioclimatologia dell'Università, che prevedeva un'emergenza caldo. Oltre al danno, si potrebbe dire, la beffa. 

Non è finita: in arrivo un weekend di piogge

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Come se non bastasse la bomba di grandine caduta oggi su Firenze, la pioggia ci accompagnerà anche per tutto il fine settimana. Rovesci possibili su tutta la regione da stasera e per buona parte di domani. Qualche miglioramento domenica, ma per il sereno si dovrà aspettare almeno martedì. Ecco cosa prevede il Consorzio Lamma per il weekend.

Il peggio è passato, ma i rovesci non sono finiti. Dal tardo pomeriggio è previsto un nuovo peggioramento nelle zone nord-ovest della Toscana e la perturbazione si estenderà in nottata anche al centro-nord.

fine settimana con l'ombrello

Tempo brutto domani mattina, cieli molto nuvolosi nella parte settentrionale della regione e possibilità di rovesci fino al pomeriggio. Poi un generale miglioramento su tutto il territorio, con temperature in lieve aumento. Domenica nuvolosa sulle province centro-settentrionali. Possibili rovesci o brevi temporali, anche su Firenze. Decisamente migliore la situazione al sud della Toscana. Lunedì si rientra al lavoro sotto l’acqua, per il ritorno del sole si spera nella giornata di martedì.