lunedì, 21 Settembre 2026
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Giù dal Ponte del Diavolo dentro a un barile: è l’impresa del Mago Casanova

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Si è buttato dal Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, incatenato e chiuso dentro un barile di metallo. Il gesto di un folle? Non se il “folle” in questione è il Mago Casanova. È l'ennesima impresa dell'illusionista portata a termine ieri sera nel borgo lucchese e filmata dalla troupe di “Striscia la notizia”, il telegiornale satirico di Canale 5 che la manderà in onda la sera di Halloween.

non è Tutta illusione

Un volo nel vuoto di 25 metri, vero, non simulato, chiuso dentro un contenitore di metallo grosso quel tanto che bastava ad entrarci rannicchiato. E legato. Qualche gridolino di apprensione mentre il barile veniva gettato in acqua, un paio di minuti di silenzio tombale e poi il lungo applauso dei circa 300 presenti sulla riva del Serchio quando il Mago è riemerso.

Ticket sanitari, altra proroga

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Sono 300mila i toscani che hanno provveduto all'autocertificazione della fascia economica di riferimento per non pagare ticket sanitari non dovuti. Ma ne mancano ancora 800mila all'appello: per questo la Regione Toscana ha deciso un'ulteriore proroga, spostando la scadenza al 30 novembre.

Da quella data non sarà più possibile dichiarare il proprio reddito direttamente al banco della farmacia, così come si faceva finora. L’attribuzione della fascia economica è avvenuta in modo automatico per la maggior parte dei cittadini. Gli altri, il cui reddito non compariva negli archivi del Ministero dell'economia, devono mettersi in regola da soli, così come quelli che sono stati erroneamente inseriti in una fascia sbagliata.

Un mese in più per gli altri 800mila

Lo hanno già fatto in 300mila in Toscana, al ritmo di 7-8 mila persone al giorno. Troppo poche però: ne mancano ancora 800mila. Per dare tempo a tutti la Regione ha deciso quindi un'ulteriore proroga, dopo quella già concessa un mese fa. Fino al 30 novembre si potrà ancora certificare la propria fascia direttamente sulla ricetta, ma intanto bisogna mettersi in regola.

Uno su tre lo fa online

Ci sono diversi modi per farlo. Lo si può fare online (il modo finora preferito dal 30% di chi si è messo in regola) collegandosi al sito della Regione o alla piattaforma www.regione.toscana.it/servizi-online o alla piattaforma www.open.toscana.it. Occorre però avere a disposizione un lettore di smart card e aver già attivato la tessera sanitaria. Si possono sennò utilizzare i totem PuntoSi (lo ha fatto oltre la metà dei registrati, 165mila cittadini), oppure, dalla prossima settimana, con la nuova funzione attivata nella app per smartphone e tablet SmartSst.

50 giorni di cinema internazionale, con l’Africa a tagliare il nastro

Rullo di tamburi per la 50 giorni di cinema internazionale, all'Odeon. L'apertura, fissata per stasera, è affidata quest’anno al Festival dei Popoli, Festival Internazionale del Film Documentario, in occasione della sua 55a edizione.

I due film del Festival dei Popoli

I film proposti proposti, oltre ad essere stati realizzati a 50 anni di distanza l’uno dall’altro, si inseriscono bene all’interno del tema principale su cui si sviluppa quest’edizione della 50 Giorni, perché raccontano dei sogni, delle speranze e del futuro dei giovani africani: Examen d’Etat (Esame di Stato, 2014) del congolese Dieudo Hamadi, e Moi, un noir (Io, un nero) realizzato dal grande documentarista e etnologo Jean Rouch nel 1959 (anno in cui si tenne il 1° Festival dei Popoli, a cui Rouch partecipò come membro della giuria internazionale).

Dall'Africa, a 50 anni di distanza

Examen d’Etat (ore 19.30) racconta le traversie di un gruppo di liceali in procinto di sostenere l’esame di Stato a Kisangani (Repubblica Democratica del Congo) dai banchi di scuola, dai quali sono stati espulsi perché non hanno pagato le “commissioni agli insegnanti”, alla “maquis”, la casa comunale dove si ritirano per prepararsi collettivamente ma dove pensano più alle preghiere e ai riti propiziatori che a studiare.

Considerato oggi un classico del cinema documentario, Moi, un noir (a seguire) racconta in tono scanzonato le giornate di tre giovani nigeriani che hanno lasciato la propria terra per andare a cercare lavoro in Costa d’Avorio e che affrontano la durezza della vita con il sorriso di chi non ha altra ricchezza che la propria gioventù. L’evento è anche un omaggio al grande regista, a dieci anni dalla sua scomparsa.

Come si vive in Toscana? Nella media

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Un buon numero di aree verdi, una ricca offerta nel trasporto pubblico, si consuma poca acqua e l'aria è piuttosto buona. In compenso produciamo troppi rifiuti, la rete idrica è un colabrodo, consumiamo troppa corrente e non sappiamo rinunciare all'automobile. In Toscana, insomma, si vive “nella media”: le nostre città si piazzano tutte a metà classifica nel rapporto sulla vivibilità dei capoluoghi di provincia italiani “Ecosistema Urbano”, realizzato per la 21° edizione da Legambiente in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Sole 24 Ore.

La prima a livello regionale è Livorno (32° nella classifica nazionale), seguita da Pisa (43°), Siena (57°) e Firenze (60°). Poi tutte di fila Lucca (65°), Pistoia (68°), Arezzo (70°), Grosseto (71°) e Prato (72°). Più indietro Massa, 83°.

Aria, acqua, rifiuti, trasporto pubblico: come nasce la classifica

Più che alla qualità ambientale dei capoluoghi, Legambiente ha voluto porre l'accento sulla qualità delle politiche ambientali adottate dalle amministrazioni locali. Sono 18 gli indici selezionati per stilare la graduatoria dei 104 capoluoghi italiani. Tre riguardano la qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre la gestione delle acque (consumi, dispersione della rete e depurazione), due i rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due il trasporto pubblico (l’offerta e l’uso che ne fa la popolazione), cinque la mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull’incidentalità stradale, due sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili). Quattro degli indicatori scelti utilizzano dati Istat.

“Si deve fare meglio”

Ne è emerso “un quadro complessivamente mediocre, che spinge l’intero sistema toscano a fare meglio – come spiega Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – soprattutto nei flussi di materia e di energia, ove siamo ancora troppo spreconi e poco inclini al riciclo, nonostante l’esperienza virtuosa di Revet e gli incentivi al Gpp della Giunta Regionale”.

Livorno e Pisa, rivali al top insieme a Siena

Livorno (32° a livello nazionale) è 7° per il numero di auto circolanti (54 ogni 100 abitanti) e ai primi posti anche per una discreta qualità dell'aria, per consumi idrici (11°) e per efficienza di depurazione (12°). Troppi invece i motoveicoli (26 ogni 100 abitanti) alto il tasso di incidentalità stradale (84° in italia). Pisa (43°) al quinto posto per la percentuale di spostamenti su mezzi motorizzati e tra le prime dieci città italiane per le aree verdi totali. Dodicesima per le isole pedonali, ma finisce molto in basso (98°) per la produzione pro capite di rifiuti solidi urbani (798,8kg all'anno) e per l'incidentalità stradale (101°). Siena (57°) eccelle tra i comuni più piccoli per il suo ottimo trasporto pubblico (primo a livello nazionale) ed è agli ultimi posti per la produzione procapite di rifiuti solidi urbani (88°in Italia), per il consumo elettrico domestico procapite (83° posto) e per il numero di motocicli circolanti, 22 ogni 100 abitanti.

Firenze, luci e ombre

Il trasporto pubblico a Firenze offre “performance soddisfacenti” relativamente alle dimensioni del territorio comunale. Un buon ottavo posto nazionale per i consumi giornalieri di acqua potabile per uso domestico. Bene anche le isole pedonali (6° in Italia), per la domanda e l'offerta di trasporto pubblico tra le grandi città (8°). Firenze è anche tra le migliori città italiane per le auto circolanti, 52 ogni 100 abitanti. Sufficiente la qualità dell'aria per quanto riguarda le rilevazioni di ozono (40°) e Pm10 (39°), eccessiva invece la presenza di NO2 . Restano troppi i rifiuti prodotti (619,3 kg per abitante all'anno, 80°) e i motoveicoli in circolazione, 19 ogni 100 abitanti (92°). Firenze è agli ultimi posti anche per la capacità di depurazione (77° con il 75%) e i consumi domestici di elettricità (72°).

Le altre? Senza infamia e senza lode

Lucca (65°) entra nella top ten per il verde urbano e per le isole pedonali (4°) ma produce una gran quantità di rifiuti procapite (87° con 679,5kg per abitante all'anno), ha troppe auto motocicli circolanti. Pistoia (68°) è il quinto comune italiano che consuma meno acqua con 117,9 litri al giorno procapite. Buona la qualità dell'aria, male l'indice di depurazione e il trasporto pubblico locale. Anche ad Arezzo (70°) si consuma poca acqua (4° in Italia) e si piazza bene nella classifica di solare termico e fotovoltaico (21°). molto alto però il numero di auto e motocicli circolanti, tanto che anche il tasso di incidentalità stradale, con 1,21 vittime ogni 10.000 abitanti, vale un poco felice 97° posto.

A Grosseto (71°) si respira aria buona (2° posto nazionale per l'indice di PM10 e settimo posto per NO2), ma è tra le peggiori per spostamenti in auto e moto. Prato (72°) è seconda a livello nazionale in positivo per i consumi giornalieri idrici con (109,2 litri giornalieri per abitante) e ottava per le aree verdi totali. Ma è tra le ultime (92°) per la produzione procapite di rifiuti urbani. Infine Massa (83°), seconda città d'Italia per l'indicatore sulle energie rinnovabili e vicina alla top ten nazionale (11°) per il verde urbano fruibile, ma tra le ultime per le perdite della rete idrica e per incidentalità stradale (97°).

Arriva l’Udinese, Montella: ”Basta passi falsi”

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Montella è stato chiaro: “Non possiamo permetterci altri passi falsi in casa”. Stasera alle 20.45 la Fiorentina ospita l'Udinese, ultima avversaria di un ottobre di fuoco che fin qui ha portato in dote quattro dei nove punti in palio. Serve un risultato di peso per chiudere il bilancio con un saldo positivo.

A leggere il calendario all'inizio del mese qualche timore nasceva: Inter, Lazio, Milan e ora l'Udinese, una di fila all'altra. Finora è andata piuttosto bene, nonostante qualche malumore tra i tifosi. La goleada all'Inter, il passo falso contro la Lazio che ci poteva stare, l'1-1 di domenica contro il Milan che è pur sempre un punto conquistato a San Siro. Il tutto dovendo fare i conti con le solite assenze di peso. Adesso arrivano i bianconeri e la classifica parla chiaro: al momento sono la squadra più forte tra quelle affrontate.

Montella ai tifosi: “C'è bisogno di voi”

“Se è lassù in classifica – ha detto ieri Vincenzo Montella in conferenza stampa – è per merito. Troveremo una squadra motivata ma noi lo saremo di più: in casa non possiamo più sbagliare. Domani mi aspetto che la squadra dia il meglio da subito per coinvolgere il pubblico. Abbiamo bisogno del supporto dei tifosi”.

Sampdoria e Napoli, viola sempre sotto esame

Partita fondamentale, dunque. Anche perché il calendario difficile non si esaurisce certo stasera: domenica trasferta al Marassi contro la Sampdoria, una settimana dopo si torna al Franchi per ospitare il Napoli. “Queste partite ci diranno molto rispetto alle nostre ambizioni”, commenta Montella che non si dice preoccupato per il ritardo in classifica.

Fuori mati, debutta basanta

In campo si dovrebbe rivedere Ilicic, il protagonista della sfida di San Siro. Partirà dietro alle punte, Cuadrado e uno a scelta tra Babacar e Joaquin. Novità in difesa, dove accanto a Savic rientrano Richards e Pasqual ed è atteso l'esordio di Basanta. A centrocampo Vargas, Borja Valero e Aquilani al posto dell'infortunato Pizarro, l'ultimo in una lista di assenti che conta anche Mati Fernandez e lo squalificato Gonzalo oltre, naturalmente, a Gomez e Rossi.

Dalla Guinea a Carrara, scattano controlli anti-ebola su una nave

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È arrivata ieri nei pressi del porto di Marina di Carrara ma non si è potuta avvicinare a meno di un miglio dalla riva: sono infatti scattate le procedure anti-Ebola per la Feyz 1, nave da cargo battente bandiera turca ma salpata dalla Guinea, uno dei paesi africani maggiormente colpiti dall'epidemia. Tra oggi e domani i controlli medici a bordo. Pronti filtri “anti ratti” doppi, saranno installati per prevenire ogni rischio.

medici a bordo

La nave era partita da Conakry, capitale dello stato dell'Africa Occidentale, per raggiungere le coste toscane e imbarcare granulato di marmo. A bordo, un equipaggio di 13 persone, tutte di cittadinanza turca.

La provenienza del cargo ha fatto scattare le procedure anti-Ebola. Dopo una riunione in prefettura per predisporre il piano di controlli secondo le normative vigenti, ora i medici sono pronti per salire a bordo. Oggi o, al più tardi, domattina, tutti i membri dell'equipaggio saranno visitati. Se arriverà l'ok dei sanitari la nave si potrà avvicinare al porto e a quel punto la Asl interverrà per applicare doppi filtri “anti ratto”, per impedire di scendere a terra agli animali eventualmente presenti sull'imbarcazione. La situazione è comunque sotto controllo e non genera allarme.

Sollicciano, detenuta muore in cella per overdose

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Una donna italiana di 36 anni detenuta nel carcere di Sollicciano è morta questa notte in cella per overdose. Un'altra era stata ricoverata d'urgenza ieri per la stessa ragione. A darne notizia è l'Osapp, il sindacato di polizia penitenziaria, che ora accusa: “Sempre ignorate le nostre perplessità sull'attuale gestione. Ora serve un avvicendamento”.

2014, Annus horribilis: 116 morti in carcere

Il corpo della donna, secondo quanto riportato, sarebbe stato scoperto solo stamani. Inutili i tentativi di rianimarla. Si tratterebbe del 116° detenuto morto in carcere dall'inizio dell'anno in Italia.

“La droga entra in carcere, serve un avvicendamento”

“Visto anche il probabile ingente ingresso nel carcere fiorentino di sostanze stupefacenti – spiega Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp – non possiamo negare di avere espresso più volte, ad oggi del tutto ignorati, notevoli perplessità riguardo alla attuale gestione anche dal punto di vista della sicurezza del carcere di Sollicciano, da parte di un direttore part-time e colà in missione, nonché per gli istituti penitenziari della regione e in particolare per quelli di Livorno, Pisa e Gorgona, da parte dell'attuale provveditore regionale, di cui appare necessario iniziare ad ipotizzare l'avvicendamento ad altra sede vacante”.

Ancora Supperclub: ora anche a pranzo

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A casa di uno sconosciuto, in compagnia di sconosciuti, aspettando un menù segreto fin quando non il piatto non arriva in tavola. La ricetta del Supperclub resta la stessa e ora, dopo le cene, è il turno del brunch a sorpresa. Si mangia in compagnia ma si impara anche a “cucinare per uno”: in arrivo il corso per single dietro ai fornelli.

Un'altra cena, formato deluxe

Le prime cene supperclub fiorentine sono state un successo, con i (pochi) posti disponibili tutti prenotati in un attimo. Il 5 novembre si replica, per la prima volta in versione deluxe. Come d'abitudine, il luogo scelto sarà tenuto segreto fino all'ultimo per poi essere rivelato sui social network. Solo allora si saprà qual è la casa scelta. E mica una casa qualsiasi: i supperclub si riuniscono in ville, loft o palazzi storici.

Supperclub cucina 1

Brunch segreto fuori porta

Le cene vanno a ruba, anche perché il costo è davvero contenuto. Ora si tenta la carta del brunch: il primo è in programma il 9 novembre in un luogo segreto ma che, si lasciano sfuggire gli organizzatori Matthew Lundì e Arianna Petit Poissons di Cuisine Collectif, sarà un agriturismo nei dintorni di Firenze, immerso nella natura.

Supperclub cucina 1

Single? Serve un po' di “cucina ruffiana”

E se a mangiare bene siamo buoni tutti, anche cucinare non dovrebbe essere un problema per nessuno. Per questo ci sono i corsi di “cucina ruffiana”, la strada più breve per imparare a cucinare come uno chef una serie di ricette facili e veloci per fare bella figura quando si hanno ospiti ma anche per cenare con il sorriso quando si è da soli. Il 12 novembre l'appuntamento in via del Drago d'Oro 9 è dedicato infatti alla “Cucina per uno”, con una lezione pensata per i single e per tutti quelli che si ritrovano spesso a mangiare da soli.

Il paesaggio? questione di cultura

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Un bel paesaggio? Questione di cultura, più che di leggi. L'architetto Andreas Kipar, co-fondatore del gruppo Land, e il team di Architettura Sonora sono gli ospiti della conferenza “Paesaggi”, appuntamento dell'Ordine degli Architetti di Firenze e Fondazione Targetti in programma giovedì a Villa la Sfacciata per riflettere sull'approccio organico alla progettazione architettonica.

Dal piano territoriale al giardino di casa

La costruzione di nuove identità paesaggistiche nasce dall'integrazione fra natura e cultura e ha bisogno di una lettura capace di modulare piccola e grande scala, tenendo conto tanto della pianificazione urbanistica quanto del giardino privato, del recupero delle aree dismesse e dei piani strategici territoriali.

La missione di Kipar

Una lezione sviluppata in campo internazionale da Andreas Kipar, l'archistar che negli anni '80 ha iniziato la sua indagine sul rapporto tra arché e techné alla corte di Pietro Porcinai, un oggetto di studio tradotto poi in numerosi progetti, autentici omaggi al paesaggio. Kipar si è formato in Germania e laureato al Politecnico di Milano. Dirige il gruppo Land, Landscape architecture nature development, di cui è co-fondatore e insegna in diverse sedi universitarie in Italia e all’estero.

Quel suono che cambia lo spazio

Al tavolo siederà anche il team di Architettura Sonora, un gruppo creativo di acustici, ingegneri, architetti e paesaggisti il cui lavoro punta a ridefinire la percezione dello spazio e del paesaggio attraverso un’esperienza sonora immersiva ma comunque armonica con il paesaggio: modellare la tecnologia per creare le più belle e seducenti forme di diffusori ambientali.

Parteciperanno alla discussione anche l'assessore all'urbanistica del Comune di Firenze Elisabetta Meucci, Pino Brugellis dell'Osservatorio sull'architettura, Paola Porcinai dell'Archivio Porcinai e Alessandro Jaff dell'Ordine architetti Firenze. L'evento vuole essere anche un omaggio a Pietro Porcinai, ripercorrendo alcune tappe significative del lavoro del grande Maestro.

Luci sul Novecento: il museo nel museo di Pitti

Prove di museo alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti.
A cento anni dalla sua fondazione la Galleria del palazzo più famoso della città (dopo Palazzo Vecchio), espone e racconta le sue collezioni del '900.
Perché? Per cominciare a ragionare sulla possibilità di far entrare questa selezione di opere nell'allestimento permanente.
Proprio così, per celebrare il centenario della sua fondazione la Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dedicare una mostra alle collezioni novecentesche possedute dal museo. Il primato dei Macchiaioli e il Nocevento nei depositi. Infatti, nonostante la Galleria d'arte moderna sia nota soprattutto per essere il museo che vanta la più vasta e importante, storicamente e qualitativamente, collezione di dipinti macchiaioli al mondo, è probabile che non tutti conoscano l'interessante raccolta di opere novecentesche fino ad oggi relegata nei depositi.

Il museo nel museo

L’esposizione tende quindi ad attrarre l’attenzione su questo museo nel museo, fino ad ora sommerso per insufficienza di spazi espositivi: “sono come le luci di un faro quelle che si accendono e spengono sulle collezioni di questo museo: una sorta di percorso a corrente alternata che consente di poter far vedere le più significative selezioni di tutto il patrimonio”, spiega Simonella Condemi, direttrice della galleria.

Inediti in mostra

Luci sul Novecento è più di una mostra, è la prova per un percorso museale di capolavori per lo più inediti del secolo scorso, che speriamo possano finalmente trovare, a conclusione dell'esposizione, una collocazione stabile nelle ultime sale di facciata della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti.