lunedì, 21 Settembre 2026
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Firenze città dell’artigianato in rosa

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È Firenze la città italiana in cui le imprese individuali femminili artigiane sono cresciute di più nel 2014. Un +2,3% in controtendenza rispetto al dato medio nazionale che parla di un calo dello 0,4%. In tutta la Toscana si registrano performance incoraggianti. Ecco i dati diffusi dall'11° Osservatorio Confartigianato sull’imprenditoria femminile artigiana.

A Firenze sono attive 3.984 imprese artigiane in rosa. Due i settori che la fanno da padrone: il manifatturiero (45,5% del totale) e i servizi alla persona (36,5%). Seguono i servizi alle imprese (13,5%) e le costruzioni (4,3%).

La situazione è rosea in tutta la Toscana, dove le 14.749 imprese artigiane individuali femminili hanno fatto registrare la crescita maggiore di tutto il paese, un +1,1% che conferma un trend pluriennale (+9,1% dal 2008 al 2014).

Dietro a Firenze, crescono Prato (+2%, il terzo maggiore aumento al livello nazionale), Pisa (+1,8%, quinto maggior aumento), Siena (+1,2%), Livorno (+1%), Grosseto (+0,9%), Massa Carrara (+0,5%) e Arezzo (+0,2%). In negativo solo per Lucca (-0,9%) e Pistoia (-0,6%).

Il dato resta incoraggiante anche se al posto delle imprese individuali si considera il numero totale delle imprenditrici che rivestono cariche nelle imprese artigiane (titolare, socio, amministratore): in Toscana si mantiene stabile sui 31.899, mentre in Italia diminuiscono dello 0,8%. Qui sono inoltre sei delle 18 province in cui le imprenditrici sono aumentate: Livorno (+1,5%, la maggiore crescita del paese), Pisa (+1%), Massa Carrara e Prato (+0,5%), Firenze e Grosseto (+0,2%).

“Il territorio si mostra più favorevole di altri per l’imprenditoria al femminile – commenta Angela Raveggi, presidente di Donne Impresa, il movimento femminile di Confartigianato – in particolare per la maggior disponibilità di alcuni servizi che facilitano la partecipazione al mercato del lavoro delle madri e della donna più in generale. Ma se la Toscana è un’oasi relativamente felice quanto a servizi per l’infanzia offerti dai comuni (il 22,8% dei bambini tra gli 0 e i 2 anni ne ha usufruito, contro un dato medio nazionale del 13,5%), c’è ancora molto da fare per quelli legati alla componente anziana della popolazione. Inoltre, perdura una sorta di discriminazione di genere per quanto riguarda la situazione creditizia d’impresa, tanto che i 2/3 (65,4%) delle imprese femminili italiane hanno denunciato nel 2014 un irrigidimento nell’accesso al credito rispetto al 2013 (concesso, ma per importo inferiore o non concesso) con un gap di ben 11,8 punti rispetto al totale delle imprese”.

Mosca dell’olivo, la Toscana chiederà la calamità naturale

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La Regione Toscana chiederà lo stato di calamità naturale per l'infestazione di mosca dell'olivo che quest'anno ha decimato – o meglio, quasi azzerato – la produzione di olio e una legge speciale per esentare le aziende dal pagamento delle tasse per un anno. A farlo sapere è il presidente della commissione agricoltura Loris Rosseti a margine di un'informativa della Giunta chiamata a riferire sull'emergenza. La Toscana chiederà una legge speciale al Governo.

inverno caldo e estate fredda: così la mosca prolifera

Un inverno fin troppo mite con temperature più alte della media e un'estate che invece ha riservato poche giornate sopra ai 30 gradi hanno favorito la proliferazione della Bactrocera oleae già nei primi mesi estivi. Le generazioni successive del parassita dell'oliva hanno completato l'opera in autunno e così in molte parti della Toscana il raccolto è pari a zero.

Crisi gravissima, ma passerà

La crisi è gravissima, per i produttori e per l'indotto di un settore che rappresenta una porzione significativa dell'economia toscana oltre che una delle più rinomate eccellenze regionali. Ci saranno perdite di mercato, il cliente si orienterà verso oli del sud Italia o di altri paesi mediterranei (Tunisia, Grecia e Spagna) con il rischio di fidelizzazione. L'unica consolazione è che almeno si tratta di una crisi passeggera provocata da un evento eccezionale. Dal prossimo anno si torna a regime.

“Il momento è difficile – ha fatto sapere Loris Rossetti (Pd) presidente della commissione agricoltura a margine dell'informativa della Giunta –. Il calo della produzione innegabile e come istituzione abbiamo l’obbligo e il dovere di sostenere il settore, accompagnarlo in questa fase transitoria. La richiesta di calamità naturale che la Giunta si appresta a fare, propedeutica ad ogni richiesta di attivazione fondi è una misura urgente e necessaria”.

Lucca Comics, è qui la festa (dei cosplayer)

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Colorati, trasgressivi, irriverenti e soprattutto identici agli eroi dei loro fumetti e cartoon preferiti. Per tutto il fine settimana la città delle Mura è il regno dei cosplayer grazie al Lucca Comics

Pacciani: a vent’anni dalla condanna, nei luoghi del mostro

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L'1 novembre ricorrono i venti anni dalla condanna all'ergastolo di uno dei protagonisti della vicenda del Mostro di Firenze. Il Reporter fa un viaggio nei luoghi degli otto duplici omicidi, a distanza di decine di anni, luoghi dove la natura ha cancellato tutte le tracce dei crimini che vi furono compiuti.

Ebola: da Cft un vademecum per informare i lavoratori

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Come si trasmette il virus, quali raccomandazioni seguire per stare alla larga dalle situazioni a rischio, cosa fare una volta rientrati in Italia. Per evitare che l'allarme-Ebola si trasformi in psicosi c'è un solo modo: far circolare informazioni semplici e corrette. Ne è convinta Cft, società leader in Italia per la grande distribuzione che tra i suoi dipendenti conta un centinaio di lavoratori originari dell'Africa Occidentale. I quali magari hanno in programma nei prossimi mesi una visita a casa. Ecco quindi il prontuario interno “Conoscere per prevenire”.

“Non informare è una follia”

“Il peso della prevenzione è tutto sulle spalle del Ministero della Salute – spiega Giuseppe Grigò, responsabile del servizio prevenzione e protezione di Cft -, i privati non hanno nessun obbligo. Ma pensiamo che sarebbe stata una follia non occuparsene”.

Per due ragioni. “Da una parte vogliamo naturalmente fare prevenzione, facendo conoscere ai nostri lavoratori i comportamenti a rischio. Dall'altra vogliamo evitare la caccia all'untore e il pregiudizio”.

Conoscere per prevenire

Le indicazioni sono semplici e non fanno altro che recepire i contenuti della direttiva ministeriale proponendoli nella forma di un'infografica chiara e comprensibile.

cft infografica ebola

Cft sta monitorando ogni eventuale viaggio verso il paese d'origine dei propri lavoratori africani (peraltro provenienti da Nigeria e Senegal, due paesi sicuri e soltanto confinanti con quelli a rischio) tenendoli aggiornati con dei bollettini periodici sull'evolversi del contagio. Avere qualche timore è normale, abbandonarsi alla paura è controproducente. In fondo bastano poche e semplici precauzioni.

Il lavoro al giorno d’oggi? È una caccia al tesoro

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Una caccia al tesoro tra le botteghe di San Frediano e i luoghi simbolo dell'artigianato fiorentino. Per divertirsi, certo. Ma soprattutto per parlare del tema più attuale che ci sia: il lavoro. È l'iniziativa organizzata per sabato 1 novembre dall'Associazione civica Gente di Firenze.

Sono almeno 100 i concorrenti, divisi in 6 o 8 gruppi, pronti a rincorrersi tra botteghe antiche, negozi storici, laboratori artigiani e sedi delle Arti fiorentine, a San Frediano e nell'Oltrarno, per trovare indizi e tracce nascoste e risolvere per primi la caccia al tesoro.

Un indizio dopo l'altro

Ogni enigma risolto vale anche qualche informazione in più sul tema del lavoro, per informare nel modo più efficace: divertendosi. “Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza – spiega Lapo Cecconi, portavoce di Gente di Firenzesu quelli che sono oggi e sono stati i luoghi simbolici del lavoro nella nostra Firenze. Abbiamo scelto la partenza all'Albergo Popolare perché oggi più che mai rappresenta un luogo dove ci si ritrova quando il lavoro si è perso”.

Santa Monica, Rihanna si porta a casa il Sassicaia (a metà)

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Che un vino toscano blasonato come il Sassicaia fosse famoso nel mondo, non è una notizia, ma che una popstar come la trasgressiva Rihanna ne sia “innamorata” al punto da portarsi a casa una bottiglia a metà, sì.

Rihanna e i cipressi di San Guido

Proprio così, la cantante di Under my umbrella, paparazzata in un appariscente vestito rosso all'uscita del suo ristorante preferito, Giorgio Baldi (ristorante italiano di una famiglia toscana) a Santa Monica, stringeva in mano una bottiglia del pregiato vino di Bolgheri, l'etichetta italiana più celebre al mondo, nato all'ombra dei cipressi di San Guido, di carducciana memoria.

Da Bolgheri alla California… col doggy bag

Chissà se queste cose Rihanna le sa. Una cosa è certa, sembra essere un'estimatrice della cantina della Tenuta San Guido che, come nella migliore tradizione di “doggy bag” all'americana, si è fatta tappare dal maitre per poterla consumare altrove. A casa o nel corso di una delle sue notti brave.

PHOTO: JUSTJARED.COM

L’Isia trova casa, andrà all’ex-Meccanotessile

L’Isia trova casa all'ex Meccanotessile. Una parte dello stabilimento industriale di via Taddeo Alderotti, dismesso dagli anni '70, sarà data in uso gratuito all’Istituto superiore per le industrie artistiche. Si chiude col lieto fine la vicenda salita alle cronache nei mesi scorsi, quando l'Isia fu messa sotto sfratto dalla vecchia sede.

Dopo lo sfratto, protesta “virale”

Rimasta senza fondi per i continui tagli, dopo il passaggio di competenze dalla Provincia al Ministero la scuola fiorentina di design si era ritrovata sotto sfratto, costretta a lasciare entro la fine del giugno scorso i locali di proprietà dell’Opera dell’Ospedale degli Innocenti che fino ad allora avevano ospitato le lezioni. Studenti e professori rimasti senza casa si fecero sentire per settimane, sfruttando anche le armi del mestiere: fotografie, infografiche, hashtag e social network. La protesta diventò virale.

Comune, Ministero, Regione: c'è l'accordo

Il protocollo d'intesa siglato nel pomeriggio di ieri a Roma ha messo fine alla vicenda. A firmarlo sono stati la vicesindaca di Firenze e assessora all’educazione Cristina Giachi, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, l'assessore regionale all'istruzione Emmanuele Bobbio e Marco Bazzini, presidente dell’Isia.

L'accordo è questo: il Comune trasferirà il padiglione dell'ex Meccanotessile in uso gratuito per 30 anni all'Isia, l'Istituto da parte sua provvederà con fondi propri alla sistemazione dell’edificio e, una volta reso agibile, alle spese di manutenzione e di gestione, bollette comprese. Avrà un bell'aiuto anche dal Ministero, che contribuirà al finanziamento dei lavori con un milione di euro nel 2014 e un altro milione nel 2015. Previsto anche un co-finanziamento della Regione Toscana.

Nell'attesa, l'Isia va in tribunale

Il trasferimento all'ex Meccanotessile non sarà però immediato, come immagina bene chiunque conosca le condizioni dell'immobile. Ci vorranno almeno due anni per la ristrutturazione e la messa a norma del padiglione principale, la porzione scelta dal Comune per ospitare l'Isia.

Nell'attesa, l'Isia si sposterà in via provvisoria al secondo piano dell’ex Tribunale di piazza San Firenze in dei locali concessi dal Comune.

Pandolfini, il vaso Qing da 7 milioni

Un'asta da record quella che si è tenuta martedì da Pandolfini, che in occasione dei suoi primi 90 anni di attività (è la casa d'aste più antica d'Italia) ha organizzato una sessione celebrativa davvero speciale.

14milioni e un nuovo record in tasca

In un’unica sessione di vendita, infatti, sono stati totalizzati 14.064.000  euro di aggiudicazione (compresi i diritti d’asta), il più alto risultato mai realizzato in Italia.

“Ci siamo ripresi un record che ci apparteneva negli anni Settanta, quando incassammo più di quattro miliardi di vecchie lire con la vendita degli arredi provenienti dall’Eredità Strozzi Sacrati” spiega l’amministratore Pietro De Bernardi “ed abbiamo dimostrato che con il coraggio di investire, come abbiamo fatto noi, nella internazionalizzazione del proprio business, l’imprenditoria italiana non è seconda a nessuno, tantomeno alle grandi società inglesi ed americane”.

Dalla maiolica rinascimentale al collier di brillanti di Cartier

Qualche esempio? Una coppa lustrata da Mastro Giorgio a Gubbio nel 1526, aggiudicata per 430 mila euro, record per la maiolica rinascimentale. Oppure il grande piatto da parata con stemma araldico, ldatabile intorno al 1525, aggiudicato per 301.900 euro, oltre ad un importante piatto del più noto dei maiolicari italiani, Francesco Xante Avelli da Rovigo, dipinto ad Urbino nel 1528/29, venduto per 186mila euro.

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E ancora il bronzo di Medardo Rosso, partito da una stima di 50/70 mila euro, e aggiudicato per 337.500 euro, o anche lo splendido collier in brillanti firmato Cartier che è stato aggiudicato ad un cliente statunitense per 300mila euro.

Il vaso cinese da 7 milioni

Ma il risultato più eccezionale, è certamente quello riguardante il vaso cinese della dinastia Qing, del sec. XIX in porcellana policroma, partito da una stima di 20/50 mila euro, ha scatenato una gara fra collezionisti cinesi, ed è stato aggiudicato per 7.445.000 euro, stabilendo un nuovo record: mai un lotto in Italia era stato venduto in asta ad una cifra superiore a quella realizzata da Pandolfini.

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Fiorentina show, tre gol all’Udinese

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La Fiorentina torna alla vittoria allo stadio Artemio Franchi contro l’Udinese. Ci pensa Babacar, allo scadere del primo tempo, a sbloccare una partita che non riusciva a decollare viste le tante occasioni sprecate da entrambe le parti. Il raddoppio nella ripresa, il terzo gol di Borja Valero che sta tornando ai livelli dello scorso campionato. Udinese molto bella nella prima mezzora di gioco. Grande organizzazione di gioco ed un palo, clamoroso di Di Natale sullo 0-0. Crollo nel secondo tempo. Montella non può contare su Gonzalo Rodriguez (squalificato) e decide di far riposare Mati Fernandez ed Aquilani sostituiti da Basanta e dal rientrante Pizarro. Confermato Ilicic in attacco accanto a Babacar. Stramaccioni lascia a riposo Théréau e lancia Muriel dal primo minuto con Di Natale e Fernanandes. In porta il solito Karnezis.

 

Primo Tempo

 

Tante occasioni sprecate, da una parte e dall’altra, in apertura di partita. Inizia Ilicic al 4’. Allan gli serve un pallone ma lo sloveno, che si trova di fronte a Karnezis, sbaglia clamorosamente spedendo la sfera a lato. Nell’Udinese è Di Natale che si avvicina di più al gol, prima su punizione e poi, al 23’, di testa prendendo in pieno il palo alla sinistra di Neto. Poco dopo Badu solo davanti al portiere si allunga la palla. Sullo scadere del primo tempo, al 43’, Babacar approfitta di un errore di Karnezis, che non trattiene, e mette a segno. L’attaccante senegalese torna al gol dopo che nei primi quaranta minuti era apparso un po’ confuso e pasticcione. Si va al riposo con la Fiorentina avanti 1-0.

 

Secondo Tempo

 

Udinese irriconoscibile nella ripresa. Gioco più lento e meno preciso. La Fiorentina ne approfitta. Al 65’ Basanta colpisce di testa la sfera che finisce a lato. Al 69’ arriva il raddoppio viola ancora con Babacar. Il senegalese, servito al bacio da Cuadrado, segna la sua personale doppietta. Neto interviene un paio di volte sulle conclusionidei friulani ma all’80’dopo i primi due mesi difficili Borja Valero torna al gol contornato da una splendida prestazione. Ancora Cuadrado show che colleziona due dribbling e passa allo spagnolo che non sbaglia davanmti a Karnezis. Finisce 3-0 per la Fiorentina.

 

L’allenatore

 

Sull’ottima prestazione dei viola Vincenzo Montella. “Abbiamo condotto la partita dominandola, anche se sul palo di Di Natale potevamo andare sotto. I ragazzi – prosegue l’allenatore viola – hanno fatto una grande gara a livello qualitativo, il centrocampo in particolare ha fatto bene. Questa squadra deve giocare divertendosi, altrimenti non siamo abbastanza coraggiosi. Questa vittoria ci dà spensieratezza”.