domenica, 11 Ottobre 2026
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Firenze, vince 500mila euro ma non li riscuote: ora è ”caccia” al fortunato

In città è “caccia” al fortunato. Un fortunato distratto, che non ha (ancora) riscosso una vincita di ben 500mila euro.

NON RISCOSSA. E’ la Sisal a rendere noto che tre vincite da 500mila euro l’una, centrate con il SuperVincitore del Superenalotto, non sono ancora state riscosse. Una di queste è stata realizzata proprio a Firenze.

IL RISCHIO. E il fortunato ora deve fare in fretta, perché le vincite rischiano di “scadere”: dal giorno della vincita ci sono infatti novanta giorni di tempo per riscuotere la somma.

AL CHIOSCO DEGLI SPORTIVI. Nel capoluogo toscano la vincita è stata realizzata sabato 23 marzo al “Chiosco Degli Sportivi” di via degli Anselmi. Ora si cerca colui (o colei) cui spetta la somma.

Nuova Sars, a casa tutti i pazienti: dimesso anche il primo ricoverato

Nuova Sars, sono tornati tutti a casa i pazienti che erano risultati positivi.

IL PRIMO PAZIENTE. E’ stato infatti dimesso ieri sera dal reparto di malattie infettive di Careggi anche il primo paziente, il cosiddetto “caso indice”, il cittadino kuwaitiano che era risultato positivo al coronavirus al ritorno da un viaggio in Giordania. Le sue condizioni cliniche erano già buone in precedenza. Ieri è risultato completamente negativo il tampone rinofaringeo, e dunque il paziente è stato rimandato a casa.

TUTTI A CASA. A questo punto, tutti e tre i pazienti (l’uomo, la donna e la bambina) che erano stati ricoverati a Firenze per la Mers (Middle East Respiratory Syndrome) stanno bene e sono a casa.

NESSUN NUOVO CASO. Continua comunque la sorveglianza sanitaria di tutte le persone che sono venute in contatto con i tre, ma ad oggi non è stato registrato nessun nuovo caso.

Leggi anche: Nuova Sars, dimessa anche la donna. Resta ricoverato il primo paziente – Nuova Sars, dimessa la piccola colpita dal virus

Piazza Indipendenza, un progetto contro il degrado

Un progetto per combattere il degrado in piazza Indipendenza, dove si concentrano per ritrovarsi molte comunità straniere, in particolare i filippini: è l’iniziativa del Quartiere 1.

IL PROGETTO. Per questo è stato tradotto in più lingue (inglese, albanese, russo, cingalese, rumeno, arabo) un estratto del regolamento comunale di civile convivenza che viene distribuito nei luoghi pubblici e coinsegnato ai fruitori della piazza. Le linee guida del progetto elaborato dal laboratorio Forma Mentis del Polo universitario di Prato sono state tracciate questa mattina dal presidente del Q1 Nicola Benvenuti insieme alla presidente della commissione Cultura del Q1 Ornella Grassi, al decano del corpo consolare Alessandro Berti, al console onorario delle Filippine Fabio Fanfani e ai rappresentanti delle comunità. “L’obiettivo di questo progetto – spiegano Benvenuti e Grassi – è quello di consentire ai cittadini stranieri di riunirsi e allo stesso tempo proteggere gli spazi dal degrado, ad esempio scegliendo luoghi dove ci siano bagni pubblici accessibili. Una locazione congeniale potrebbero essere il giardino della Fortezza, ma si stratta di verificare le ipotesi”.

RISPOSTE. Nel progetto sono stati coinvolti numerosi attori, a cominciare dal Consolato delle Filippine, la Comunità di San Barnaba, fino alle associazioni di mediazione culturale e sociale (Laboratorio Forma mentis, CAT, Oxfam Italia, Nosotras), associazioni per lo sport (UISP), rappresentanti dei residenti, oltre alla polizia municipale, la polizia di stato e i carabinieri. “L’intenzione – specifica il presidente Benvenuti – è quella di articolare, accanto alla salvaguardia dell’ordine pubblico, una risposta basata sulla identificazione e accoglimento delle legittime esigenze dei cittadini stranieri, riconoscendo che la città non offre loro molti modi di esprimere il proprio bisogno di socialità e di comunanza nazionale se non nelle piazze. Compito dei mediatori sociali e culturali è proprio quello di definire una mappa degli interessi di questi cittadini per permettere all’amministrazione di organizzare interventi mirati. Rientra in questo sforzo il tentativo, tutt’ora in corso, di identificare uno spazio più adeguato, soprattutto per la presenza di servizi, tra cui essenziali quelli igienici, ma anche di riparo dalle situazioni atmosferiche, per riunirsi, anche se in via temporanea”.

DIALOGO. Il progetto comprende anche l’apertura di un dialogo con i residenti per rendere possibile una civile convivenza basata sul rispetto del regolamento comunale che norma i comportamenti nei luoghi pubblici. Proprio per questo, è stata realizzata la traduzione integrale (in lingua filippina) o parziale (in altre 5 lingue più diffuse a Firenze) che i consiglieri del Q1, insieme al loro presidente, hanno personalmente consegnato, coadiuvati dal Console e da alcuni rappresentanti della comunità, ai fruitori della piazza. Il Q1, nel rispetto e salvaguardia delle peculiarità nazionali, si è anche impegnato, tramite la commissione Cultura guidata da Ornella Grassi, a definire un programma culturale per e con la comunità, fatto di iniziative ricreative e culturali, ma anche di programmi di avviamento professionale. Un primo passo sarà la collaborazione per realizzare la mostra di un noto pittore filippino che si terrà nella sede della Provincia.

Il collirio? Ha 2.200 anni. Un convegno per saperne di più

E’ stato ritrovato nella “cassetta” di un medico che viaggiava sulla nave naufragata nel Golfo di Baratti oltre 2000 anni fa l’antico medicamento in ”pastiglie” che – ne sono convinti gli esperti – potrebbe essere l’antenato del moderno collirio.

IL COLLIRIO PIU’ ANTICO. Al misterioso farmaco e alla sua storia è dedicata la giornata di studi promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana che mercoledì prossimo, il 12 giugno, sarà ospitata in Palazzo Vecchio a Firenze. “Il collirio di Plinio” è il titolo scelto per il convegno, in onore a Plinio il Vecchio che per primo preparò un composto anch’esso molto simile al collirio che oggi dà sollievo agli occhi dei ”moderni” in tempi di allergie primaverili.  I lavori si svolgeranno nella Sala de’ Dugento e avranno come moderatore Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva.

IL CONVEGNO. La giornata di studi avrà luogo nella Sala de’ Dugento: per l’occasione il contenuto della cassetta del medico del relitto del Pozzino, attualmente custodito presso il Museo Archeologico del Territorio di Populonia (Piombino) sarà eccezionalmente esposto al pubblico. Esperti e tecnici racconteranno le fasi della scoperta del collirio e le sue implicazioni sulla medicina moderna. Oltre al contributo dei ricercatori della stessa Soprintendenza e delle Università di Firenze e Pisa coinvolti nel ritrovamento e nell’analisi delle compresse, è previsto l’intervento di studiosi della storia della medicina antica e di rappresentanti di SIFI, Società Industria Farmaceutica Italiana, quest’ultima in qualità anche di sponsor del convegno.

 LA STORIA. Le “compresse” sono state rinvenute nel bagaglio di un medico che viaggiava lungo le coste del Mediterraneo su una nave naufragata nel II secolo a.C. nelle acque del Golfo di Baratti . A custodire per oltre 2200 anni il medicinale è stato un contenitore di stagno – una “pisside” -, mantenutosi sigillato all’interno del relitto navale del Pozzino portato alla luce, sotto la direzione di Antonella Romualdi, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, guidata ora da Andrea Pessina.

LA VALIGETTA. “Spesso si fa l’errore di considerare come beni da tutelare soltanto le anfore, gli oggetti di uso comune e altri reperti di facile identificazione – afferma il Soprintendente Pessina – mentre questa ricerca dimostra invece che c’è molto di più. Grazie ad analisi come questa è infatti possibile ampliare lo spettro dei beni da tutelare ed aprire una finestra su altri aspetti e altri campi, finora meno esplorati”. A completare la “valigetta” dell’antico medico sono stati rinvenuti anche 136 piccoli flaconi di legno di bosso, numerose altre pissidi in stagno, un mortaio in pietra, uno strumento chirurgico in ferro e una campana in bronzo, probabilmente usata per praticare salassi. 

GLI OSPITI. Oltre al contributo di SIFI, la giornata è possibile grazie all’apporto di FEI, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Perkin Elmer, Tecsette, Ordine dei Chimici della Toscana, Isopad e Ivalsa – CNR.  L’iniziativa è patrocinata da Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comune di Firenze. Per il Comune di Firenze sarà presente il Presidente del Consiglio Eugenio Giani, mentre per la Regione Toscana parteciperà la Dott.ssa Elena Pianea (Assessorato Cultura e Turismo). Sarà presente inoltre il Presidente dell’Amat (Associazione Musei Archeologici Toscani) Paolo Becattini, già assessore alla Cultura del Comune di Fiesole.

Nasce ”Aiuto Farmaci”, per dare una mano a chi non può permetterseli

La Misericordia di Firenze, da oggi, dà il suo sostegno per la raccolta di medicinali non scaduti da distribuire a chi non si può permettere di acquistarli.

L’ACCORDO. Sono sempre di più, infatti, le persone per le quali curarsi sta diventando un lusso: ecco perché la Misericordia di Firenze ha stipulato un accordo con il Centro Missionario Medicinali della Diocesi per la raccolta di farmaci non scaduti, ma non più utilizzati dalle famiglie, come scatole aperte e blister integri, denominato “Aiuto Farmaci”.

RACCOLTA. Nei giorni scorsi sono stati posizionati alcuni appositi box di raccolta nelle strutture dell’Arciconfraternita (nella sede di piazza Duomo, nelle Sezioni di Oltrarno, Mille e Ponte di Mezzo e nei locali degli Ambulatori di vicolo degli Adimari 1, di viale dei Mille 32, di via del Sansovino 176 e di piazzetta Valdambra 8). Quando il contenitore sarà pieno i farmaci verranno portati al Centro Missionario in via degli Agli.

DIFFICOLTA’. “I nostri volontari sono impegnati quotidianamente nell’assistenza e nel sostegno alle persone in difficoltà, non potevamo di certo esimerci da questa iniziativa – ha detto il Provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini -. Certo del grande cuore di questa città, invito i fiorentini ad aiutarci a raccogliere i medicinale affinché possano essere donati a chi non può permettere di curarsi”. Il Centro Missionario Medicinali della Diocesi raccoglie dagli anni Ottanta, farmaci, presidi medico-chirurgici e prodotti per l’infanzia da inviare a operatori sanitari e strutture missionarie nel Sud del Mondo, in Europa Orientale, ma anche da distribuire a Firenze.

Torna AgriKulturae, il mercato contadino in biblioteca

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A BiblioteCaNova, sabato 8 giugno, torna l’appuntamento mensile con AgriKulturae, il mercato contadino in biblioteca. In programma animazioni, cultura e dibattiti fra produzioni di filiera corta e economia solidale.

IL PROGRAMMA. A partire dalle 9 del mattino vendita di pane, pasta, olio, vino, verdure, conserve, miele, marmellate, formaggi e prodotti ecologici per la casa e per il corpo. Alle 9,30 assemblea dei Gruppi di Acquisto. Alle 13, poi, il pranzo condiviso.

TEATRO. Durante tutto il giorno si succederanno le repliche di AgriTeatralia- Incontro di teatro con Barbara Cipriani on stage. Alle 17 andrà in scena il nuovo corto teatrale del Teatro Contadino Libertario: Il fantoccio meccanico.

INFORMAZIONI. Per informazioni: BiblioteCaNova Isolotto, via Chiusi 4/3 A, tel. e fax. 055.710834. Mail: [email protected], sito http://bibliotecanovaisolotto.comune.fi.it.

Leggi anche: Torna la mostra-mercato del libro e del fumetto usato

Piazzale Michelangelo e Galluzzo, una notte senza acqua

Una notte senza acqua.

LAVORI. E’ Publiacqua a informare che, a causa di alcuni lavori all’impianto di Carraia, dalle 22.30 di martedì 11 alle 4 di mercoledì 12 giugno sarà sospesa l’erogazione dell’acqua in alcune zone di Firenze e Impruneta.

DOVE. Le zone interessate sono quelle di piazzale Michelangelo, Galluzzo, Poggio Imperiale, via Senese (fino a Porta Romana), via del Gelsomino, zona Bottai e zona Colleramole.

DISAGI. La situazione – spiega Publiacqua – tornerà a normalizzarsi con gradualità nel corso delle prime ore della mattinata successiva. In caso di avverse condizioni meteo, l’intervento sarà effettuato il primo giorno utile successivo. Publiacqua si scusa con la cittadinanza per i disagi che questo lavoro, comunque indispensabile, potrà provocare.

Renzi, affondo ai saggi: ”Diranno ovvietà, bastava un grullo”

“Ci diranno che va cambiata la burocrazia. Servivano i saggi per dirlo? Bastava un grullo”. Non ne ha dubbi il sindaco Matteo Renzi che stamani dai microfoni di Lady Radio è andato all’attacco della commissione dei saggi che dovrà guidare il Paese verso le riforme. 

”BASTAVA UN GRULLO”. Il dialettismo fiorentino aiuta a sdrammatizzare, ma l’affondo c’è ed è pesante. Il sindaco non nasconde il suo scetticismo nei confronti del gruppo di saggi chiamati a indicare al Parlamento  la strada maestra per le riforme costituzionali, trentacinque esperti di diritto che presto si metteranno al lavoro. “Che cosa ci diranno? Ci diranno che nel nostro Paese dobbiamo cambiare la burocrazia”, afferma Renzi durante l’intervista all’emittente radiofonica. “Insomma – prosegue – ci diranno cose che sappiamo già. Non servivano i saggi per dirle, bastava un grullo, bastava uno non saggio” è la sua bocciatura. 

”PD, BASTA PUZZA SOTTO AL NASO”. Ma le bacchettate del sindaco non risparmiano nemmeno il suo partito, il Pd. E ancora una volta, l’oggetto del contendere sono i voti dei delusi del centrodestra. “Questo governo non è di centrosinistra, ma di larghe intese- dice Renzi –  Durante le primarie dicevo che bisogna prendere il voto dei delusi e tutti mi fischiavano e mi dicevano ‘come ti permetti’. Ora invece ci tocca prendere il voto di Brunetta e di Schifani in Parlamento: non hai preso il voto dei delusi e così ti tocca prendere direttamente i ministri del centrodestra. La prossima volta il Pd abbia meno puzza sotto al naso, vada a prendere i voti dei delusi dell’altra parte”. 

”BRIATORE? POLEMICHE INSOPPORTABILI”. Il sindaco va poi all’attacco di chi nei giorni scorsi lo ha criticato per aver pranzato con Flavio Briatore. “Io e Briatore siamo molto diversi per milioni di motivi, ma questo non mi impedisce di riconoscere che ha fatto delle grandi cose nello sport, è un imprenditore che dà lavoro a 2mila persone. Le polemiche sono insopportabili. Il dare giudizi etici sulle persone con cui si va a è incomprensibile. Se poi domani – afferma Renzi – ci sarà a Firenze un investimento che arriva da quel pranzo voglio vedere chi dirà che era stato un incontro poco serio”.


Rapina in villa, minacce al proprietario: ”Ti tagliamo un dito”

Hanno tentato di compiere una rapina in una villa del Senese, minacciando anche l’anziano proprietario di tagliarli un dito se non gli avesse rivelato dove si trovava la cassaforte.

LA RAPINA. E’ successo nel Senese. Qua sono intervenuti i carabinieri dopo una telefonata dei vicini: e proprio i carabinieri hanno colto sul fatto due uomini impegnati nella rapina a una villa.

MINACCE. Al suo interno, l’anziano proprietario – un 70enne – era stato legato e picchiato, ma non solo. I due lo avevano infatti anche minacciato di tagliarli un dito con un coltello se lui non gli avesse rivelato dove si trovava la cassaforte.

L’ARRESTO. All’arrivo dei carabinieri, i due hanno tentato di fuggire gettandosi da una finestra, ma sono stati presi e arrestati.

Arriva da Firenze il primo documento sul rispetto della spiritualità del paziente

Un documento inedito, che ricorda ai medici fiorentini l’importanza del rispetto e della valorizzazione della vita spirituale del paziente. È quello che ha presentato questa mattina il presidente dell’Ordine dei Medici, Antonio Panti, nel corso del convegno “Spiritualità, salute mentale e disabilità”, organizzato dalla Fondazione Oda Firenze Onlus con Appc Toscana e aperto con il saluto del Cardinale Giuseppe Betori.

UN DOCUMENTO INEDITO. Quella presentata da Panti rappresenta una novità nel mondo medico: “Certo, già il giuramento di Ippocrate prevede che l’assistenza del medico nei confronti del paziente prescinda da qualsiasi discriminazione – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Medici della Toscana – ma quello che abbiamo appena approvato come ordine è un vero e proprio invito alla capacità del medico di fare appello alle doti profonde dell’animo umano, perché sappiamo bene che nel processo di guarigione supportare l’individualità e la spiritualità del paziente è fondamentale”. Il documento “Deontologia e valorizzazione della spiritualità” è stato approvato dal consiglio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirughi e degli Odontoiatri di Firenze nelle scorse settimane. “In un momento come questo – ha aggiunto Panti – che registra una mescolanza di valori e linguaggi morali, anche all’interno della stessa religione, è più che mai importante richiamare i dottori alla comprensione e al supporto profondo della dimensione religiosa del paziente”. Si legge nel documento: “Si tratta oggi di porre l’accento sull’empatia che deve caratterizzare la relazione col paziente, affinché il medico non soltanto rispetti i convincimenti della persona ma ne sappia valorizzare e stimolare la dimensione etica, spirituale o religiosa per favorirne la reazione positiva alla malattia e alla cronicità”. Ancora: “Il Consiglio dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della Provincia di Firenze intende aprire una riflessione sul rapporto fra paziente e terapeuta di fronte alla sempre più frequente evenienza che tale relazione si debba costruire in presenza di diverse visioni del mondo, ideologie, opinioni e credenze”.

BETORI. Il convegno è stato aperto dal saluto del Cardinale, Giuseppe Betori: “La particolarità di questo convegno – ha spiegato l’Arcivescovo di Firenze aprendo i lavori – è che va ad approfondire temi importanti che considerano la persona nella sua integralità e pone al centro di queste riflessioni i deboli, non i potenti”. Insieme al Cardinale hanno portato il loro saluto in apertura il vicesindaco del Comune di Firenze, Stefania Saccardi e il neo Direttore Generale dell’assessorato al diritto alla Salute, dottor Valtere Giovannini, oltre al Presidente della Fondazione Oda, Can. Vasco Giuliani. 

I TEMI. Che relazione c’è tra salute mentale e vita spirituale? Come garantire l’espressione della vita spirituale della persona disabile e non? A queste e ad altre questioni, prima d’ora in Italia assai poco approfondite, hanno provato a rispondere gli esperti riuniti nell’auditorium di piazza Santo Stefano, che per la prima volta in Italia hanno approfondito temi importanti come il rapporto tra deontologia medica e spiritualità e il legame tra salute mentale e vita spirituale. Ad ascoltarli, centinaia di partecipanti provenienti dal mondo cattolico e scientifico. Tra i relatori, Guendalina Malvezzi, la coordinatrice per l’Arca Italia e Spagna della Federazione internazionale, che ha portato il saluto di Jean Vanier, filosofo e filantropo di fama internazionale e fondatore di L’Arche (L’Arca). Insieme a lei un parterre di specialisti del mondo cattolico (come Veronica Amata Donatello, dell’ufficio catechesi della Cei) e del mondo medico (come lo psichiatra Stefano Pallanti, direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Firenze e Peter Verhagen Presidente della World Psychiatric Association -Religion, Spirituality and Psychiatry section).

DON VASCO. “La persona disabile, anche quando risulta ferita nella mente o nelle sue capacità sensoriali e intellettive, con tutte le limitazioni e le sofferenze da cui è segnata, ci obbliga ad interrogarci con attenzione e rispetto sul mistero dell’uomo che in ogni situazione di vita mantiene la sua dignità e il suo valore di figlio di Dio – spiega il presidente della Fondazione Oda, Don Vasco Giuliani – per questo anche il disabile intellettivo deve essere facilitato a partecipare, per quanto gli è possibile, alla vita della società ed essere aiutato ad attuare tutte le sue potenzialità di ordine fisico, psichico e spirituale”. “La salute va intesa in modo più moderno e completo non solo come stato di benessere cui orientare l’impegno individuale e sociale, ma anche come risorsa per la crescita delle persone e della comunità, sul piano emozionale, intellettuale, economico, etico e spirituale – ha aggiunto il dottor Stefano Lassi, psichiatra, responsabile specialista del centro di Diacceto e vicepresidente dell’APPC-Toscana – Questo convegno finalmente apre una riflessione a livello nazionale rispetto ai temi della salute mentale, disabilità e spiritualità”. Il convegno è stato organizzato dalla Fondazione Opera Diocesana Assistenza Firenze Onlus, in occasione del IV Convegno dell’Associazione Psicologi e Psichiatri Cattolici della Toscana. L’evento ha ottenuto il patrocinio della regione Toscana e del Comune di Firenze ed è stato realizzato con la collaborazione dell’Arcidiocesi di Firenze e della Caritas Firenze Onlus.