martedì, 27 Ottobre 2026
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Padiglioni all’interno della Fortezza, tutti prosciolti

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“Non luogo a procedere”: è quanto deciso dal Gup per i 32 imputati nel procedimento aperto dalla Procura su cluni padiglioni allestiti all’interno della Fortezza da Basso che, secondo l’accusa, erano abusivi.

EX GIUNTA. I componenti dell’ex giunta comunale e funzionari del Demanio e della Soprintendenza erano tra gli imputati. Ma, secondo il gup, i fatti contestati alla ex giunta comunale ”non costituiscono reato”. Tra le accuse c’erano quelle di abuso d’ufficio e abusi edilizi.

“SODDISFAZIONE”. “Con la sentenza odierna la giustizia ha accertato il corretto operato amministrativo da parte dell’ex giunta comunale di Firenze: non posso che esprimere soddisfazione per una vicenda che si è conclusa nel migliore dei modi”. Così Patrizio Mecacci, segretario Pd metropolitano di Firenze, sul proscioglimento dell’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici e di 13 assessori della sua giunta, a cui era stato contestato l’allestimento di padiglioni abusivi in Fortezza da Basso.

Fiorentina, quale attacco contro la Samp?

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Fiorentina, ora è rebus attacco.

LJAJIC. L’ultima grana, in un reparto in cui il tecnico (a differenza di difesa e centrocampo, non a caso i reparti che finora hanno reso di più) non ha mai avuto l’imbarazzo della scelta, è l’infortunio di Liajic. Il giocatore, come ha comunicato la società viola sul suo sito, “ha subito, durante l’allenamento di ieri (martedì, ndr), una lesione alla giunzione miotendinea dei flessori della coscia. La prognosi per la ripresa dell’attività sportiva è di 15-20 giorni”. Dovrà dunque saltare sicuramente Sampdoria e Roma.

JOVETIC E TONI. Ancora un attaccante ko per Montella, dunque, che già da qualche partita sta facendo a meno di Jovetic (il montenegrino non sarà rischiato, e se dunque non sarà giudicato recuperato al 100% non sarà rischato contro la Sampdoria, per tornare invece in campo contro la Roma) e che la scorsa domenica ha incassato lo scontro gi gioco di Toni, uscito dal campo dopo aver riportato un trauma cranico con lieve commozione celebrale. L’attaccante dovrà ora sottiporsi a una nuova visita, per controllare l’evolversi della situazione.

EL HAMDAOUI E GLI ALTRI. Resta, così, il solo El Hamdaoui, oltre a Seferovic, schierato titolare e andato a segno in Coppa Italia contro la Juve Stabia. Altrimenti, il tecnico ha sempre a disposizione la carta Mati Fernandez, che può essere schierato anche in avanti.

SAMPDORIA. Tante, dunque, le situazioni da valutare da Montella in vista della gara di domenica sera contro la Sampdoria. Sperando che l’infermeria cominci a svuotarsi al più presto.

Mister Rockefeller e la Madonna del Botticelli (all’asta da Christie’s)

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Cosa accomuna il Botticelli e il leggendario miliardario americano Rockefeller? Una Madonna con Bambino e San Giovanni Battista, tra i maggiori capolavori del maestro del Rinascimento fiorentino.

ALL’ASTA.  Ottanta anni fa il dipinto venne acquistato dal magnate statunitense. Adesso, è destinato a cambiare proprietario. L’opera, uno dei rari esempi del Botticelli ancora in mano ai privati, sarà la protagonista dell’asta dedicata al Rinascimento ospitata da Christie’s, a New York,  il prossimo 30 gennaio.

LA MADONNA ROCKEFELLER. John D. Rockefeller la acquistò negli anni ’30 dopo una lunga trattativa con l’aristocratico inglese Lord Duveen. Da allora la Madonna fece parte per mezzo secolo della raccolta Rockefeller, tanto da essere conosciuta come ”The Rockefeller Madonna”. Poi passò nella collezione privata newyorchese che ora ha deciso di metterla all’asta.

IL VALORE. Il suo valore è stimato tra i 5 e i 7 milioni di dollari.Il qua­dro era già stato messo in ven­dita al Te­faf di Maa­stri­cht del 2010 dal gallerista Dic­kin­son per 15 mi­lioni di dol­lari, ma senza tro­vare un compratore. 

Alla fermata del bus torna la scrittrice misteriosa

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E’ tornata a ”colpire” nella notte tra martedì e mercoledì scorsi la ”scrittrice misteriosa” della fermata dell’autobus, ovvero l’autrice dei testi d’amore per altre lei che ormai da mesi tappezzano alcune pensiline Ataf cittadine. Ecco la nuova puntata:

 

Resto qua, ferma a guardare

il muro della mia stanza,

ogni tanto guardo fuori.

Piove.

Nuvole nere. Lampi nel cielo

Piove.

Il tempo sta ancora scorrendo

Il mio orologio si è fermato.

Piove.

 

Il suo atteggiamento di rivalsa mi spinse lontana. Intanto, mi stavo accorgendo che Giulia era diventata un fantasma del passato per lasciare il posto ad un’amica sincera. Ero felice, le confidavo tutto e chi meglio di lei… poteva capirmi? L’empatia trionfava ancora. Stavolta, però, un’empatia sana, equilibrata.

Il giorno prima del suo matrimonio, decisi di chiamare la mia ex. Barbara. Dopo il primo saluto, riuscì ad instaurare una telefonata erotica che nemmeno la “hot line” può tenerle testa. Stupenda. Non era cambiata. Sempre in cerca di emozioni forti. Descriveva, infatti, meticolosamente il suo corpo abbronzato soffermandosi su quel bianco triangolino di venere rimasto all’oscuro dai raggi del sole. Mi eccitava. E proferì le seguenti inquietanti parole: “vieni al mio matrimonio mascherata che ci chiudiamo in una stanzetta della parrocchia”…In quell’attimo, dentro di me, pensai: meno male che sposa un altro…. Cancellai così veloce la frase tentatrice per “non cadere in tentazione e liberarmi così dal male”.

Cornelia. Albatros. Piccione. Scheletrini (nomignolo riferito ai suoi piedi magri con le relative falangi allungate). Alta, mora, capelli lisci a caschetto. Una bella ragazza. Di origine tedesca. Posso considerarmi fortunata. Il suo accento buffo e la parlata arrangiata. Un amore. La conobbi in Biblioteca. Stavamo studiando sedute accanto quando nel silenzio della stanza di lettura mi offrì una caramella. Non era da fiorentini comportarsi con una sconosciuta, quale ero io per lei, in quella maniera affabile, cortese.  Lo sanno tutti. I Fiorentini sono diffidenti. “Non sei di Firenze, vero?” Le chiesi. Rispose che era di madre tedesca ma di padre italiano. E riabbassò lo sguardo sul suo manoscritto.

Due giorni dopo, trovai Cornelia al bar di Facoltà con una mia conoscente. Le fui presentata ma non capì bene il mio nome, e neppure il genere, scambiandomi per un ragazzo. Anche Anastasia, in quell’occasione, conobbe Cornelia. Si erano simpatiche. Decisero di organizzare una cena ed invitarono anche me. Cornelia abitava con altre ragazze straniere. Due turche e un’ italiana. L’harem. Quel commensale mi faceva girare la testa. Anastasia, con l’occhio malizioso, teneva d’occhio tutte le mie mosse. Questa mia difesa, questa superficialità, questa voglia di non soffrire. Totale mancanza di fiducia per un rapporto duraturo.  Così all’occorrenza, mi calavo nei panni di “Valentino”, famoso tombeur de femmes, facendo il “pavone” con tutte le donne che mi si relazionavano. Forse, questa indole latente del carattere viene fuori quando mi sento più insicura. E quella sera, in fondo, non nutrivo interesse per alcuna. Ero soltanto il piatto più prelibato a quella cena. E le donne sanno come divorarti, questo è certo. Cornelia quella sera mi sognò. Sembra che sia il desiderio segreto di molte donne. A mia insaputa.

 

Le puntate precedenti: prima puntata – seconda puntata – terza puntata – quarta puntata – quinta puntata – sesta puntata – settima puntata – ottava puntata

Terremoti e alluvioni, tasse universitarie dimezzate per gli studenti

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Università di Siena, esonero parziale dalle tasse universitarie per calamità naturali.

CALAMITA’ NATURALI. L’Università di Siena ricorda che per gli studenti e le studentesse residenti nelle zone colpite da eventi sismici e calamità naturali, come la recente alluvione che ha interessato alcune zone della Toscana, è possibile richiedere l’esonero per il 50% dal pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’anno accademico in cui si è verificato l’evento.

ESONERO. L’esonero – viene specificato – è attribuito purché l’immobile di residenza dello studente sia stato dichiarato inagibile, così come previsto dal Regolamento Tasse. Per fare domanda occorre rivolgersi a [email protected] o all’Urp dell’Università. Informazioni sul sito web dell’Ateneo.

L’ultimo giorno della libreria Edison, tra eventi e commozione

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Dopo settimane di lotte e manifestazioni, giovedì 29 novembre la Edison chiude definitivamente i battenti. Viaggio nell’ultimo giorno di vita della libreria.

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L’albero di Natale diventa un’opera d’arte. In legno riciclato

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Flo Concept Store ha chiesto alla scenografa Eleonora Spezi di reinterpretare il Natale: la scelta dell’artista per il suo ”albero d’autore” è caduta su grucce, bancali e vecchi tronchi. Ed ecco il risultato.

L’ultimo giorno della libreria Edison

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Dopo settimane di lotte e manifestazioni questa sera la libreria Edison chiuderà i battenti, ecco cosa abbiamo visto all’apertura dell’ultimo giorno.

Firenze, sì alla Giornata mondiale delle città contro la pena di morte

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Il Comune di Firenze aderisce all’iniziativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio in occasione della Giornata mondiale delle Città per la Vita – Città contro la pena di morte, che si celebra venerdì 30 novembre.

LA DATA. Una data particolarmente significativa, soprattutto per la Toscana. Si tratta infatti dell’anniversario della prima abolizione della pena capitale ad opera di uno stato, il Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786. Giorno che per questo è stato scelto per celebrare la Festa della Toscana.

LE CITTA’. Dal 2002 più di 69 capitali, 1.527 città di 87 paesi hanno già aderito, anche in nazioni che conservano l’uso delle pena capitale. “È quindi una grande occasione di sensibilizzazione e coinvolgimento delle istituzioni verso una giustizia più alta e umana, capace sempre di rispettare la vita”, viene spiegato.

FIRENZE. Firenze parteciperà all’iniziativa firmando l’appello della moratoria mondiale delle esecuzioni in vista della abolizione totale della pena di morte. Inoltre, nella giornata del 30 novembre, sono in programma visite guidate gratuite all’Accademia di Belle Arti e alla Galleria dell’Accademia per commemorare Pietro Leopoldo, fondatore fra l’altro dell’Accademia e artefice dell’Abolizione della Pena di Morte in Toscana. Inoltre, su input dell’assessorato all’educazione, le scuole pubbliche e private sono state sensibilizzate sul tema che sarà oggetto di approfondimenti in classe.

Bersani-Renzi, confronto in tv tra botte e risposte e qualche sorriso

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Qualche botta e risposta piuttosto acceso e alcuni momenti di tensione, ma anche sorrisi e un abbraccio finale.

IL CONFRONTO. E’ andato in scena ieri in prima serata su Rai 1 il confronto tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi in vista del ballottaggio delle primarie del centrosinistra, in programma domenica prossima. Renzi in camicia bianca e cravatta, Bersani in giacca, ognuno dei due candidati aveva a disposizione un tempo uguale all’altro per rispondere alle stesse domande con un numero fissato di “diritti di replica”. I temi toccati sono stati, come è ovvio, tantissimi, dal lavoro all’Europa, dalla futura coalizione al governo Monti. Animi accesi su Equitalia e sulle alleanze, ricette simili ma non troppo su alcuni punti, molto diverse su altri. Una convinzione comune (“c’è bisogno di cambiamento”), due strade diverse per arrivarci (“Cambiare è un rischio, ma il vero rischio ora è non cambiare”, sostiene Renzi, mentre Bersani, convinto pure lui dell’esigenza di cambiamento, invita a non sottovalutare l’importanza dell’esperienza).

BALLOTTAGGIO. Non mancano nemmeno i siparietti che allentano la tensione, come quando Bersani tira fuori una delle sue ormai celebri metafore (“C’è qualcuno che preferisce un passerotto in mano che un tacchino sul tetto”) strappando un sorriso divertito a Renzi. Il dibattito, iniziato alle 21,10, va avanti fino alle 23, e si conclude con l’appello finale dei due candidati. Come da sorteggio tocca prima al sindaco di Firenze e poi al segretario nazionale del Pd. “Se vi va di cambiare sul serio domenica andate a votare, se vi va di non stare lì a lamentarsi andate a votare. Se vi va di cambiare l’Italia andate a scegliere le primarie del centrosinistra”, conclude Renzi, invitando tutti, per l’ennesima volta, ad andare a votare domenica. “Queste primarie sono state una cosa bellissima. Ci abbiamo creduto, è venuta fuori da questa discussione l’esigenza di cambiamento e io sono d’accordo, ci vuole il cambiamento, io ne ho da offrire perché dove sono stato ho sempre cercato di cambiare qualcosa, non ho lasciato nulla come ho trovato, quindi penso di poter raccogliere questo sentimento”, termina Bersani. Alla fine l’abbraccio finale, poi tutti a casa, verso gli ultimi impegni di questa lunga campagna elettorale.

Leggi anche. Verso il ballottaggio: Jova con Renzi, da Bersani i lavoratori di Piombino