domenica, 31 Agosto 2025
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Il Volley Prato vince il derby sull’Olimpia volley

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Derby toscano al Volley Prato in casa di un’Olimpia che non era al completo (assenti l’esperto Sguazzini, il palleggiatore Cavallucci e il libero Vigilucci) e che perde nettamente i primi due set: gli ospiti pratesi si dimostrano troppo forti per i ragazzi di Prosperi. Nel secondo parziale gli attaccanti pratesi non sbagliano nemmeno un attacco al contrario di quelli fiorentini, spesso fallosi e bloccati dal muro pratese (autore di 7 muri punto nell’intero match). L’allenatore prova tutti i cambi possibili, ma non riesce a sbloccare la squadra, anche se  con alcune positività (buona la prestazione di Simonelli impiegato come banda). 
Il terzo parziale vede le due compagini lottare punto a punto fino al 16 pari: qui i pratesi operano un break di 4 punti e chiudono abbastanza agevolmente set e incontro.
I pratesi si sono dimostrati  squadra completa: ottima la regia di Carovani, difesa e ricezione molto positive, guidate dal bravissimo libero Alessi, grande efficienza e decisione sia in attacco che al servizio.
Per l’Olimpia altra partita da dimenticare: Prosperi avrà davvero molto da lavorare per far tornare i suoi ragazzi ad un livello accettabile e soprattutto per motivarli a credere nelle loro capacità.
 
G.S. OLIMPIA PO.LI.RI – VOLLEY PRATO  0-3  (17-25 – 18/25 – 20/25)
OLIMPIA PO.LI.RI.: Gristina (K) 8 – Bigi 1 – Pianigiani 2 – Grossi 4 – Carminati 3 – Diouf Abdou  
 8 – Cafaggi – Degli Innocenti (L) – Galiulo 6 – Simonelli 6 – All. Prosperi Turri Andrea
VOLLEY PRATO: Giovannetti F. – Pecini – Possenti – Innocenti – Magnini – Pini – Gori – Carovani – Alessi (L) – Grassi – Cantagalli – Barni – Scaduto – Giovannetti D. – All. Marco Targioni
ARBITRO:D’Azzo Nicolò di Firenze

Un rigore beffa la Fiorentina

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Sicilia amara per la Fiorentina che fa tanto gioco, soprattutto nel primo tempo, non concretizza quasi mai e viene punita da un Catania molto utilitario che sfrutta un grave errore di Gamberini che, inspiegabilmente, fa fallo in area e vince senza grossi patemi. La squadra di Montella soffre per un tempo, ma grazie ad un super Carrizo resistere sullo 0-0 fino all’intervallo. Nella ripresa, realizzato il vantaggio su rigore, il Catania protegge l’1-0 fino alla fine e, nonostante gli uomini di Delio Rossi provino a più riprese di agguantare almeno un pareggio i tre punti rimangono nello stadio intitolato al Presidente Massimino. Rimane il rammarico che i viola non riescono mai a mettere, insieme, tre risultati utili consecutivi.
PRIMO TEMPO. La Fiorentina parte di gran carriera con un Amauri ispirato ma che deve vedersela col tandem difensivo composto da Legrottaglie e Bellusci. Bravo Carrizo, a più riprese, a difendere la propria porta. Anche i rossoazzurro cercano di impensierire Boruc. Ci prova Bergessio con l’estremo difensore fiorentino che para alla propria destra. E, ancora, Lodi e Gomez creano altre due palle gol. La Fiorentina non sta a guardare e, con Lazzari e Cerci, cerca di sbloccare la gara. Prima Cerci, imbeccato da Vargas cerca un improbabile cucchiaio, poi Lazzari e lo stesso Cerci, al minuto ventiquattro, costringono il portiere rossoazzurro a due interventi in rapida successione. Da segnalare, ancora, Lazzari che si invola serve Cerci, da questi ad Amauri che salta Carrizo, la porta è vuota ma Lodi ci mette una pezza salvando sulla linea.
 
SECONDO TEMPO. Catania più spavaldo nella ripresa. La prima occasione arriva al 54′ con Gomez che cerca il servizio per Seymour, anticipato sul più bello. Dieci minuti dopo, Bergessio scappa a Gamberini, entra in area e viene atterrato dal difensore toscano, per Doveri non ci sono dubbi, è rigore. Dal dischetto Lodi non sbaglia e realizza il gol che vale il vantaggio. Al 65′ ancora Lodi per poco non realizza la rete del 2-0. Dialogo Barrientos – Bergessio, palla ad Izco che serve al centro dell’area, ma questa volta il regista etneo non riesce a concretizzare un vero e proprio rigore in movimento. Rossi tenta di ravvivare la squadra inserendo Kharja, Acosty e Marchionni ed è proprio quest’ultimo che, a gara quasi finita, manca di un niente l’impatto con il pallone, sarebbe stato probabilmente il pari.
 
Per Delio Rossi: “ La squadra ha lottato, dopo una prestazione del genere devi uscire con qualche punto, questo dispiace. Mi resta difficile commentare una gara quando si creano 4-5 occasioni da gol. Sapevo che nell’uno contro uno potevamo soffrire, ma sapevo anche che potevamo mettere in difficoltà il Catania. Su Amauri: Gli attaccanti sono così, a volte puoi segnare con un rimpallo, altre no pur avendo 2-3 occasioni. Gamberini avrebbe dovuto avere più freddezza per leggere meglio la situazione. La Juve? Sarà una settimana di passione, come le altre”.

La Menarini Fiorentina WP regola anche il Messina

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Nella settima giornata di ritorno del Campionato di pallanuoto donne di serie A1 la Menarini Fiorentina Waterpolo regola in casa senza patemi alla piscina Nannini di Bellariva la Waterpolo Messina col punteggio finale di 13-4. Senza sorprese la gara, sempre nelle mani delle gigliate sin dall’inizio come dimostrano i parziali (4-0, 2-2, 3-2 e 4-0) nonostante le non perfette condizioni di forma di Stortoni (problemi a una spalla in settimana) e di Settonce e Harache, scese in acqua reduci da un virus febbrile. Per le gigliate a segno nel primo tempo: Mila De Magistris, Lapi (2), e Stortoni; nel secondo Settonce e Acampora; nel terzo Acampora, Giachi e Tortora; nel quarto Mila De Magistris, Lapi (2) e Settonce. Per le avversarie a segno D’Agata e tre volte (di cui una su rigore) il gioiellino ungherese Bujka.
PARLA IL TECNICO. “E’ stato buono l’approccio alla partita delle ragazze – commenta Gianni De Magistris, tecnico delle gigliate -, hanno giocato con buona presenza di spirito, siamo andati avanti 5-0 noi, poi ci siamo un pizzico rilassati, poi abbiamo ripreso in mano il pallino del gioco; ho potuto operare una buona rotazione, insomma la partita è andata via liscia è filata via bene, sono soddisfatto anche dell’ottimo arbitraggio”.
PROSSIMI IMPEGNI. Ora per quanto riguarda il campionato c’è la pausa per la nazionale per le qualificazioni olimpiche; negli ultimi due turni di campionato la Menarini Fiorentina Waterpolo affronterà martedì 24 aprile in trasferta la Rari Nantes Bologna e poi nell’ultima giornata mercoledì 9 maggio a Firenze arriverà l’Imperia dell’ex Elisa Casanova.
IL TABELLINO
Menarini Fiorentina-WP Despar Messina 13-4
Menarini Fiorentina Waterpolo: Harache, M. De Magistris 2, Lavorini, Cannatella, Corrizzato, Lapi 4, Stortoni 1, Masi, Settonce 2, Acampora 2, Giachi 1, Tortora 1. All. G. De Magistris.
WP Despar Messina: Sabbatini, Gitto, Cannata, Bonanno, Sparacio, Arangio, D’Agata 1, Tagliaferri, Bujka 3 (1 rig.), Rella, Marino. All. Misiti.
Arbitri: Pinato e Valdettaro.
Note: parziali 4-0, 2-2, 3-2, 4-0. Nessuna uscita per limite di falli. Superiorità numeriche: Menarini Fiorentina 3/8, WP Despar Messina 2/3 + 1 rigore. Spettatori 100 circa.

Hotel a cinque stelle, altro che canile

Chiamarlo canile è riduttivo. Anche perché la prima immagine che verrebbe in mente è quella di un luogo triste e un po’ malconcio, nel quale gli amici a quattro zampe aspettano dietro le grate di venire adottati da qualche famiglia di passaggio. Il Parco degli animali, inaugurato il 16 giugno scorso a Ugnano, è invece tutta un’altra cosa.

LE INIZIATIVE. A cominciare dal nome: “Preferiamo chiamarlo Parco degli animali e non canile – spiega Arnaldo Melloni, responsabile della struttura – perché qui si può venire per adottare un animale ma anche per visitare la struttura”. “Stiamo inoltre sviluppando attività collaterali – continua Melloni -, come un’area coltivata a orto con finalità didattiche dove organizzare lezioni ad hoc per bambini e ragazzi”. Ma non è tutto qua.

GAMUSIE E CATMBRA CONTRO LE ZANZARE. A breve verranno realizzate alcune vasche in cui allevare gambusie, dei pesciolini molto piccoli, che hanno la fama di grandi divoratori di larve di zanzara. “All’inizio le alleveremo qui – dice Melloni – perché le zanzare possono portare malattie agli animali ed è bene proteggerli in tutti i modi. Dopodiché porteremo i pesciolini anche nelle varie vasche comunali, in giardini, parchi e fontane, per aiutare a sconfiggere il fastidioso insetto”. Una sorta di disinfestante naturale che andrà a fare squadra con le piante di catambra, un albero frondoso ma non molto alto, anche questo utile alleato nella lotta alle zanzare. “Gli alberi faranno anche ombra, indispensabile per gli animali nella stagione calda”.

GLI OSPITI DEL PARCO. Sono cinquanta i cani attualmente ospiti del parco, ognuno con un suo spazio interno per la notte ed esterno per il giorno o per quando sente il bisogno di stare un po’ all’aria, per un totale di 16 metri quadrati. Curati, coccolati ma soprattutto educati, i cuccioloni (quasi tutti in età abbastanza avanzata) arrivano a Ugnano perché i loro padroni non possono più occuparsi di loro. “Il fenomeno dell’abbandono è praticamente inesistente sul territorio fiorentino: queste bestiole vivevano quasi tutte con persone troppo anziane per prendersene ancora cura, oppure con malati, o con gente che ha avuto guai con la giustizia”. All’interno della struttura lavorano, per il benessere degli amici a quattro zampe, sei dipendenti comunali, oltre a una trentina di volontari che, grazie a una convenzione stipulata con l’Enpa, a turno passano un po’ di tempo con i cani, li fanno passeggiare e prendere aria.

LE ADOZIONI. Nei primi otto mesi di apertura sono già 50 i cagnolini dati in adozione, compreso un gruppetto di cuccioli nati sul posto. Manco a dirlo, ci sono un ambulatorio, una mensa dove si prepara loro da mangiare e uno spazio dove far stare al caldo gli animali più anziani o che tollerano peggio gli sbalzi di temperatura. Meglio di così, nemmeno in un albergo a cinque stelle.

Withandwithin.com, una rete di aiuto online per donne che non si arrendono

W&W, withandwithin.com, ”E’ un social network globale per donne e per mamme che si reinventano, che si promuovono professionalmente, con una vita familiare da integrare, che si incontrano localmente e si connettono globalmente, creando occasioni di scambio e risparmio”.

IL PROGETTO. Il social network al femminile, dopo solo 5 settimane in rete ha conquistato i primi posti sul web italiano. Il progetto è nato grazie alla creatività e alla determinazione di Paola Innocenti, architetto fiorentino che, alla vigilia della nascita del terzo figlio, ha dovuto licenziarsi per la difficoltà di conciliare casa e lavoro. Così ha deciso di creare una rete di aiuto tra donne.

PARTECIPAZIONI. In poco tempo, Paola ha raccolto intorno a se’ un team di professioniste provenienti da diversi campi tra cui una giornalista, una videomaker, una fotografa e addirittura la nipote di Che Guevara, Alecia Guevara. Insieme si sono lanciate allo sbaraglio nel progetto con la mission di migliorare la condizione lavorativa di molte donne che sono state costrette ad abbandonare l’attuale mercato del lavoro.

LA MISSION. L’obbiettivo di W&W è quello di aiutare tutte le donne in difficoltà. Sul network le donne e le mamme si reinventano, si promuovono professionalmente, con una vita familiare da integrare. Si incontrano localmente e si connettono globalmente, creando occasioni di scambio e risparmio.

IL CONCETTO DI SCAMBIO. Quello che sorregge l’intera rete della community è il concetto di scambio. Uno scambio che riguarda le chiacchere, le idee, il tempo ma anche gli oggetti ripescando il baratto. Con tutto questo le donne mettono in evidenza la propria professionalità, il proprio talento e il proprio sogno creativo, creando anche nuove opportunità di lavoro.

Un pezzo di Tibet a due passi da Castello

Da qui è passato anche il Dalai Lama. Nella parte finale di via Reginaldo Giuliani, al civico 505/a, da sedici anni esiste un angolo di Tibet, ritagliato tra le trafficate strade dirette verso Sesto Fiorentino. Un punto di riferimento per la comunità buddista, che segue gli insegnamenti secolari dei monaci provenienti dal “tetto del mondo”.

IL LUOGO. Ma anche un luogo di scambio, dove persone interessate alla cultura e alla filosofia orientale si avvicinano a uno stile di vita diverso. Il centro Ewam conta circa duecento soci e tante attività, che vanno dai tradizionali insegnamenti religiosi a discipline più laiche, come lo yoga o l’utilizzo della meditazione per gestire stress e dolore, fino a conferenze che hanno visto la partecipazione di volti noti come il celebre cantautore Franco Battiato, a Firenze nel 2009 per una conferenza dedicata all’alimentazione, o di maestri di altri settori.

NON SOLO PER BUDDISTI. Statue dorate di Buddha, ciotole delle offerte, raffigurazioni tradizionali e tappeti lungo il pavimento si trovano nel “gompa”, ossia il piccolo tempio, cuore di tutta la struttura, dove si respira aria d’oriente. Un luogo di culto che spalanca le porte anche a chi non è buddista. I corsi di base sono infatti frequentati, per la maggior parte, da persone che non seguono questa confessione. “Siamo molto legati al quartiere e a questa sede – racconta Francesco Carpini, uno dei soci impegnati nell’organizzazione di attività ed eventi – che ormai è la nostra casa. E’ stata visitata nel 1999 dal Dalai Lama, la massima autorità spirituale. Da allora è considerata un luogo sacro, riconosciuto come tale in tutta Italia”.

LA SEDE. E qui i soci vorrebbero rimanere. L’edificio è in affitto, e tre anni fa è scattata la raccolta di fondi per racimolare le risorse da destinare all’acquisto dello stabile: una colletta che ha dato frutti insperati. “All’inizio – prosegue Francesco – visto il numero contenuto di soci, pensavamo di raggiungere poche migliaia di euro, e invece siamo rimastisorpresi dalla massiccia risposta che abbiamo avuto”. Ora rimangono da sciogliere alcuni nodi burocratici e alcune questioni tecniche, ma l’intenzione è quella di restare lì dove il centro è cresciuto.

IL MAESTRO. Lì dove per undici anni ha trasmesso le sue conoscenze l’anziano Lama residente, ossia la guida spirituale del centro, il maestro Tulku Ngawang Gayatso, che proprio alla fine dell’anno scorso ha lasciato questa vita. I discepoli conservano casse stipate di audiocassette, dove sono incisi i numerosi insegnamenti del monaco sulla saggezza millenaria preservata dal popolo tibetano, tanti file video che custodiscono la sua sapienza, una lunga autobiografia in cui il religioso racconta, tra le altre cose, l’occupazione cinese, la fuga dal monastero e dal Tibet. Un oceano di sapere per la cui riorganizzazione saranno necessari tempo e risorse.

ATTIVITA’. E intanto proseguono le varie attività. Tra queste, gli incontri dedicati alla “Mindfullness-based stress reduction”, una disciplina – sviluppata a partire dagli anni ’70 dal professor John Kabat-Zinn dell’Università di Boston – che attraverso la meditazione e il respiro aiuta nella prevenzione e nella cura delle problematiche fisiche e psicologiche legate allo stress. Il centro Ewam fa parte di una più vasta rete di realtà buddiste tibetane, 180 in tutto il mondo, riunite nella Foundation for Preservation of Mahayana Tradition, mentre è da tempo attivo nel dialogo interreligioso, ospitando meeting e riunioni. Per informazioni www.ewam.it, mail info@ ewam.it.

Il cantautore romano amico dei minatori

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Un enfant prodige del pentagramma, così l’hanno definito in molti. Una di quelle voci, con quelle storie da raccontare e quello charme un po’ bohemien, che forse mancavano dai tempi del primo Vinicio Capossela. Alessandro Mannarino, classe 1979, sta mietendo vittime tra gli appassionati di musica d’autore, convincendo con i suoi brani un po’ scanzonati ma sempre accorti e profondi anche i critici più scettici. A Firenze arriva il 28 marzo, all’Obihall, dove presenterà le canzoni del suo secondo disco, Supersantos, che già avevano riscosso un gran successo la scorsa estate al Teatro Romano di Fiesole.  

 

Da romano doc, com’è il suo rapporto con Firenze e la Toscana?
Sempre molto molto buono, il concerto a Fiesole dell’estate passata lo ricordo come uno dei più belli in assoluto. In più ho vari amici in Toscana, c’è una locanda speciale a Montemerano in provincia di Grosseto a cui sono molto legato, ho una bella amicizia col coro dei minatori di Santa Fiora che ho conosciuto grazie a Simone Cristicchi. Devo dire che professionalmente parlando gli organizzatori dei miei concerti in Toscana sono veramente in gamba. Ma, soprattutto, sono cresciuto ascoltando i Litfiba.

Ieri al Teatro Romano, oggi all’Obihall: quali sono i luoghi dove un giovane cantautore ama esibirsi?
I teatri sono bellissimi, amplificano i sentimenti e le emozioni. Poi ci sono i grandi spazi, dove l’atmosfera è completamente diversa. Comunque credo di preferire situazioni non dispersive. Poi però penso che il ristorante dove vai a cenare sia importante, ma prima ancora servono appetito, ingredienti buoni e una bella compagnia. È stato etichettato come una sorta di Trilussa della musica. Canta in romano senza dimenticare di dare quel guizzo sagace e allo stesso tempo profondo ai pezzi.

Da cosa prende ispirazione?
Dal mondo che vivo, dalle esperienze che faccio, dai libri che leggo.

Quando ha deciso che la musica sarebbe diventata la sua strada?
A sedici anni, quando ho cominciato a suonare e a scrivere canzoni, ci ho fatto un pensiero. Dopo quattro anni ero completamente rapito dalla faccenda, quattro anni più tardi suonavo sempre, in giro, ovunque capitasse. Non sono andato a ritirare il diploma di laurea. Cinque anni dopo ho registrato il mio primo disco. Ad oggi non ho ancora ritirato la laurea.

Come si immagina tra dieci anni?
E quali sono i progetti musicali per il prossimo futuro? Mi immagino di essere cresciuto, di essere più responsabile e meno incasinato di oggi, di avere dei figli e di avere capito alcune delle cose che oggi non capisco. I progetti musicali sono una colonna sonora e il prossimo disco.

Il ”super incrocio” che fa discutere

Il “super incrocio” è a rischio. Lì dove confluiscono sei strade (via Foggini, viale Nenni, via Baccio da Montelupo, via Lunga, via del Pollaiolo e via Pisana), lì dove l’asfalto incontra i binari della tramvia, in due anni sono avvenuti quattro incidenti. Tre hanno coinvolto la linea uno. Il tratto vicino alla fermata Federiga si aggiudica la maglia nera come punto più pericoloso dell’intero tracciato: in un centinaio di metri si è verificato il numero maggiore di sinistri, con tre auto scontratesi con Sirio.

MANOVRA PERICOLOSA. Ad eccezione dell’ultimo caso, lo scorso 17 dicembre, quando una moto e una macchina sono finite sulle rotaie senza urtare i convogli, la causa è sempre stata la stessa: i veicoli provenienti da via Foggini e diretti verso Scandicci tentano l’inversione a U, invadendo i binari lungo i quali il tram ha semaforo verde. Una manovra vietata e pericolosa. Nonostante questo, invece di arrivare alla rotonda successiva, alcuni conducenti azzardano la svolta secca. Ma non sempre va bene. Così è successo lo scorso 12 novembre, quando Sirio ha colpito in pieno una Renault Kangoo che non ha rispettato il divieto di svolta, all’altezza di via Pisana. Stesso punto in cui 72 ore dopo l’inaugurazione, il 16 febbraio 2010, una Saab provò a fare inversione, scontrandosi con il convoglio che stava sopraggiungendo.

VIABILITA’. Altro episodio il 30 dicembre 2011, con un’auto finita contro la tramvia in corrispondenza di via Baccio da Montelupo. Ma, oltre a questi incidenti, quelli scampati per miracolo sono tanti, raccontano i residenti. Nei mesi scorsi, sul lato della Federiga, è spuntata una telecamera che monitora la zona, mentre in consiglio comunale c’è chi chiede di rivedere la viabilità. “La tramvia sarebbe dovuta essere interrata in quel tratto, come previsto inizialmente – denuncia Antonio Giambanco, consigliere della lista Galli – ormai che la linea uno è fatta, l’assetto viario va rivisto per la sicurezza di tutti”. E propone: “Bisognerebbe permettere ai veicoli che sbagliano strada, imboccando via Foggini in direzione di Scandicci, di tornare verso Firenze senza fare un lungo tragitto e incontrare una serie infinita di semafori”.

PUNTO NEVRALGICO. Il tratto incriminato è un punto nevralgico: la direttrice Firenze–Scandicci incrocia l’asse che porta al Viadotto dell’Indiano. La linea uno complicala situazione. Il percorso ferrato è sorvegliato da una selva di semafori che scattano al passaggio dei convogli: in poco più di cento metri tra via Foggini e viale Nenni se ne trovano tre in direzione di Scandicci e altrettanti verso Firenze. Uno è su via Baccio da Montelupo, un altro in via del Pollaiolo, l’ultimo in via Pisana. Totale: nove semafori, alcuni con tempi “secolari”. In via Baccio da Montelupo le macchine che vogliono proseguire dritto possono attendere fino a due minuti e mezzo, mentre il verde dura 30 secondi. Tempi analoghi in via Pisana, dove durante le ore di punta si formano lunghe code.

Galluzzo, la lunga attesa per il bypass

Il Galluzzo aspetta ancora il suo bypass. L’opera doveva essere pronta nel 2010 (secondo gli accordi di programma), ma è passato anche il 2011 e ora, nel 2012, i cittadini attendono di capire se (e quando) il cantiere riuscirà a rimettersi finalmente in moto.

IN PIAZZA. Lo scorso novembre il quartiere è sceso in piazza per chiedere di “sbloccare la città” insieme al presidente Andrea Ceccarelli e ai sindaci del Chianti: i cittadini – si lamentano – si trovano a doversi confrontare con i rallentamenti di tutte le opere della zona connesse alla realizzazione della terza corsia dell’A1 e con il permanere dei problemi di viabilità, compresa la conclusione del parcheggio dei Bottai e la realizzazione del parcheggio scambiatore della Certosa. Per liberare il centro abitato del Galluzzo dagli ingorghi – sostengono i residenti all’unanimità – serve aprire quel bypass: Palazzo Vecchio sa bene l’importanza di quest’opera e ha chiesto di prendere in consegna il primo lotto una volta completato.

L’OPERA. L’arteria di 3,5 chilometri che collegherà via Senese con il bivio per le Bagnese al casello della A1, mandando in pensione il vecchio ponte Bailey, è ancora in empasse, anche se la galleria delle Romite sembra, da tempo, sul punto di essere aperta. Era il 10 novembre del 2007 quando si festeggiavano con buffet e brindisi le escavatrici della Btp che avevano abbattuto l’ultimo diaframma della galleria. Sembrava che il raccordo viario pagato da Autostrade (circa 40 milioni di euro) dovesse essere pronto da lì a poco, poi i ritardi si sono accumulati ed è arrivata la crisi della Baldassini Tognozzi Pontello, la ditta appaltatrice, ora ceduta alla Btp Infrastrutture e rilevata da Imprese spa, che deve far ripartire – nei prossimi mesi – il cantiere. Giacomo Parenti, dirigente di Palazzo Vecchio, assicura che i lavori che restano da fare per il primo lotto del bypass sono minimi: una volta partiti, insomma, non si dovrebbe impiegare più di qualche settimana per portarli a termine. Si tratta di ridefinire lo svincolo, sistemare i sottoservizi e il tabernacolo: “Sono state fatte numerose sollecitazioni.

SECONDO LOTTO. Diverso il discorso per il secondo lotto. Comprendiamo la cautela della ditta: si aspetta un regolamento del nuovo ministro dell’Ambiente riguardo lo smaltimento delle terre di scavo”, spiega Parenti. Il secondo lotto è infatti bloccato per un’incerta interpretazione su dove sistemare il materiale che “avanza” dallo scavo della strada: secondo una sentenza è lecito utilizzarlo per le dune, per un’altra deve essere portato in discarica. Il decreto “Crescitalia” del governo Monti prevede che il ministero dell’Ambiente dia una normativa certa a un problema nazionale entro 60 giorni.

TRAFFICO. Nelle lungaggini burocratiche è incastrata anche la convenzione firmata a settembre da Palazzo Vecchio e Società Autostrade, che riguarda la circonvallazione delle Cascine del Riccio: il progetto esecutivo c’è, Autostrade passa al Comune circa cinque milioni di euro per la realizzazione, ma lo schema deve essere controfirmato da Anas per poter procedere alla gara di appalto. Con la nuova strada sarà tolto il semaforo nella frazione che blocca per diversi minuti il traffico. “Abbiamo sempre condiviso gli appelli dei residenti a sbloccare i cantieri – commenta il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli – ma i rapporti con le grandi aziende nazionali sono sempre complicati, non nascondo la mia preoccupazione. Quando il bypass sarà concluso e la strada dovrà essere attrezzata con segnaletica e illuminazione, sarà Anas a doversene occupare con una gara pubblica: temo altri ritardi”.

Angeli del bello e studenti stranieri in azione per pulire Firenze

Saranno circa quaranta gli studenti stranieri che domani, dalle 10 alle 13, si dedicheranno alla cura di uno splendido scorcio della città: via delle Porte Sante.

IN AZIONE. Tornano in azione gli Angeli del Bello, questa volta aiutati dalla International School of Florence. Lungo tutta la siepe che conduce al complesso di San Miniato a Monte, i ragazzi raccoglieranno sigarette e altri piccoli rifiuti, muniti di pettorina Angeli del Bello e di tanta buona volontà. Saranno presenti anche due volontari della Fondazione. Andrea e Silvia coordineranno il gruppo e lo aiuteranno a svolgere al meglio l’attività.

L’INTERVENTO. Questo intervento è stato organizzato a seguito della richiesta da parte di un cittadino che denunciava lo stato di incuria di via delle Porte Sante. La Fondazione ha così organizzato il gruppo e fornito tutto il materiale necessario.