sabato, 4 Dicembre 2021
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Galluzzo, la lunga attesa per il bypass

L’opera doveva essere pronta nel 2010, è passato anche il 2011 e ora, nel 2012, i cittadini aspettano di capire se e quando il cantiere riuscirà a rimettersi in moto. La sua apertura tassello fondamentale per liberare il centro abitato dagli ingorghi.

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Il Galluzzo aspetta ancora il suo bypass. L’opera doveva essere pronta nel 2010 (secondo gli accordi di programma), ma è passato anche il 2011 e ora, nel 2012, i cittadini attendono di capire se (e quando) il cantiere riuscirà a rimettersi finalmente in moto.

IN PIAZZA. Lo scorso novembre il quartiere è sceso in piazza per chiedere di “sbloccare la città” insieme al presidente Andrea Ceccarelli e ai sindaci del Chianti: i cittadini – si lamentano – si trovano a doversi confrontare con i rallentamenti di tutte le opere della zona connesse alla realizzazione della terza corsia dell’A1 e con il permanere dei problemi di viabilità, compresa la conclusione del parcheggio dei Bottai e la realizzazione del parcheggio scambiatore della Certosa. Per liberare il centro abitato del Galluzzo dagli ingorghi – sostengono i residenti all’unanimità – serve aprire quel bypass: Palazzo Vecchio sa bene l’importanza di quest’opera e ha chiesto di prendere in consegna il primo lotto una volta completato.

L’OPERA. L’arteria di 3,5 chilometri che collegherà via Senese con il bivio per le Bagnese al casello della A1, mandando in pensione il vecchio ponte Bailey, è ancora in empasse, anche se la galleria delle Romite sembra, da tempo, sul punto di essere aperta. Era il 10 novembre del 2007 quando si festeggiavano con buffet e brindisi le escavatrici della Btp che avevano abbattuto l’ultimo diaframma della galleria. Sembrava che il raccordo viario pagato da Autostrade (circa 40 milioni di euro) dovesse essere pronto da lì a poco, poi i ritardi si sono accumulati ed è arrivata la crisi della Baldassini Tognozzi Pontello, la ditta appaltatrice, ora ceduta alla Btp Infrastrutture e rilevata da Imprese spa, che deve far ripartire – nei prossimi mesi – il cantiere. Giacomo Parenti, dirigente di Palazzo Vecchio, assicura che i lavori che restano da fare per il primo lotto del bypass sono minimi: una volta partiti, insomma, non si dovrebbe impiegare più di qualche settimana per portarli a termine. Si tratta di ridefinire lo svincolo, sistemare i sottoservizi e il tabernacolo: “Sono state fatte numerose sollecitazioni.

SECONDO LOTTO. Diverso il discorso per il secondo lotto. Comprendiamo la cautela della ditta: si aspetta un regolamento del nuovo ministro dell’Ambiente riguardo lo smaltimento delle terre di scavo”, spiega Parenti. Il secondo lotto è infatti bloccato per un’incerta interpretazione su dove sistemare il materiale che “avanza” dallo scavo della strada: secondo una sentenza è lecito utilizzarlo per le dune, per un’altra deve essere portato in discarica. Il decreto “Crescitalia” del governo Monti prevede che il ministero dell’Ambiente dia una normativa certa a un problema nazionale entro 60 giorni.

TRAFFICO. Nelle lungaggini burocratiche è incastrata anche la convenzione firmata a settembre da Palazzo Vecchio e Società Autostrade, che riguarda la circonvallazione delle Cascine del Riccio: il progetto esecutivo c’è, Autostrade passa al Comune circa cinque milioni di euro per la realizzazione, ma lo schema deve essere controfirmato da Anas per poter procedere alla gara di appalto. Con la nuova strada sarà tolto il semaforo nella frazione che blocca per diversi minuti il traffico. “Abbiamo sempre condiviso gli appelli dei residenti a sbloccare i cantieri – commenta il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli – ma i rapporti con le grandi aziende nazionali sono sempre complicati, non nascondo la mia preoccupazione. Quando il bypass sarà concluso e la strada dovrà essere attrezzata con segnaletica e illuminazione, sarà Anas a doversene occupare con una gara pubblica: temo altri ritardi”.

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