sabato, 29 Agosto 2026
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Finti poveri con il suv evadono il fisco

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Un imprenditore che viaggia in Mercedes, la moglie che ha usufruito di prestazioni sociali agevolate senza averne diritto. Un cittadino tedesco residente fino al 2010 in provincia di Firenze e proprietario di una Bmw X5, senza redditi dichiarati. E ancora, un agente di commercio che, in possesso di 4 immobili di lusso a Empoli, ha dichiarato poco più di 22mila euro. E infine un idraulico con fuoristrada da 40mila euro e dichiarazione dei redditi da soli 8mila euro l’anno.

I CONTROLLI. Sono solo alcune delle situazioni che sono state oggetto di verifica o di segnalazione dopo che i redditi dichiarati dai soggetti sono risultati “incongrui”. L’attività operativa si riferisce ai controlli eseguiti direttamente dalle Fiamme Gialle e alle segnalazioni inviate all’Agenzia delle Entrate a seguito dell’individuazione di soggetti le cui dichiarazioni hanno evidenziato valori anomali. Le posizioni emerse hanno manifestato una situazione economica non in linea con i redditi dichiarati e in alcuni dei casi, totalmente omessi. Gli attuali strumenti informatici permettono, infatti, di individuare soggetti che dimostrano capacità di spesa superiore a quanto dichiarato.

IL BILANCIO. Al riguardo è già possibile tracciare un primo bilancio dei controlli svolti nella Provincia di Firenze in relazione al “Progetto Perseo”, pianificato a livello centrale dalla Guardia di Finanza ed eseguito su tutto il territorio nazionale. Nella provincia di Firenze sono state complessivamente esaminate le posizioni di 42 soggetti di cui 5 imprese tra Firenze, Scarperia ed Empoli e 37 privati non imprenditori. Le imprese sono state oggetto di controllo mentre i privati sono stati segnalati all’ufficio finanziario. Il punto di partenza per l’avvio di accertamenti più approfonditi è stata la proprietà di automezzi di lusso: i dati relativi al possesso di Jaguar, Audi 8, Land Rover, Bmw, Suv e fuoristrada di grossa cilindrata sono stati incrociati con quelli relativi alla proprietà di beni immobili. L’attenzione è stata posta, in particolare, su soggetti che per 2 anni hanno evidenziato una sproporzione superiore al 25 per cento tra reddito dichiarato e capacità economica finanziaria ricostruita.

ACCERTAMENTI. Sulla base dei soggetti complessivamente segnalati, l’ufficio finanziario ha notificato a 21 soggetti altrettanti avvisi di accertamento per maggiori imponibili quantificati in oltre 2,17 milioni di euro e una maggior imposta di oltre 626mila euro. Le sanzioni irrogate per questi accertamenti sono pari a 735mila euro. I controlli eseguiti verso soggetti titolari di partita Iva hanno invece determinato la constatazione di maggiori ricavi pari circa 500mila euro e Iva evasa per 20mila euro.

Sciopero dei tir, 100 mezzi bloccano il porto di Livorno

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Il caro gasolio sta bloccando l’Italia. Arrivano i primi disagi anche in Toscana con lo sciopero dei tir. La situazione più critica si sta registrando a Livorno.

LIVORNO. Un doppio presidio, con un centinaio di mezzi, sta creando disagi nella zona del porto e nell’area industriali di Livorno. Una quarantina di tir si è radunata anche alla fine della strada di grande comunicazione Firenze – Pisa – Livorno bloccando così l’ingresso alla darsena Toscana, il terminal più grande del porto. Altri 60 tir si trovano davanti alla raffineria Eni nella periferia nord della città.

Arrestato pedofilo 60enne, abusava di un ragazzino

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Lo scorso 29 giugno rischiò il linciaggio da parte degli abitanti di Iolo, in provincia di Prato. Lo accusavano di abusare di un ragazzino di 13 anni.

L’ARRESTO. Accuse confermate. Ieri l’uomo, un 60enne, è stato arrestato dai carabinieri di Prato con l’accusa di rapporti sessuali e induzione alla prostituzione nei confronti di minore. Adesso si trova in custodia cautelare in carcere. Il giudice ha inoltre ritenuto fondato il pericolo di reiterazione del reato. Secondo le indagini, il pedofilo avrebbe indotto il ragazzino a compiere atti sessuali in cambio di soldi e regali.

Concordia, dieci giorni dopo

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Il 23 gennaio, a dieci giorni dal naufragio, i Vigili del Fuoco proseguono nella ricerca dei dispersi

Uno dei due corpi è della sposa di Biella. Via al recupero carburante

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Le ricerche proseguiranno fino a quando sarà possibile ispezionare la nave. Lo ha detto il commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli dopo l’incontro con la commissione tecnico-scientifica. Se ci sono cadaveri tra scafo e fondale “potranno essere recuperati solo quando la nave sarà riportata in asse”. I lavori di svuotamento del carburante sulla Concordia inizieranno martedì mattina, a comunicarlo è stato Bart Hulzing, della Smit Salvage, la società che guiderà l’operazione. Ma le ricerche non verranno sospese in quanto entrambe le operazioni potranno esser effettuate insieme. Scampato anche il pericolo inabissamento.

15 VITTIME. Il commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli ha annunciato, durante il briefing quotidiano, che sono stati trovati altri due corpi sul ponte 4. Si tratta di due donne, una delle quali è Maria D’Introno, trentenne originaria del barese appena sposata e residente a Biella. Sale così a 15 il numero delle vittime, mentre il numero dei dispersi scende di un’unità. Non risulterebbe nessuna donna ungherese scomparsa, a quanto risulta alle autorità del Paese dei Balcani.

‘GALATEA’. E’ in arrivo al Giglio ‘Galatea’, la nave oceanografica della Marina militare dotata di strumentazioni sofisticate tra le quali un particolare ecoscandaglio. ‘Galatea’ leggerà in fondo del mare a sud del relitto della Costa Concordia per cercare dispersi e materiali. Non è infatti escluso che alcuni passeggeri siano caduti in acqua e nonostante il giubbotto salvagente siano affogati e trascinati dalla corrente sul fondo, rimanendo impigliati negli scogli. L’ancora della ‘Galatea’ verrà buttata a sud della Concordia tra il porto e le Scole.

BOE E CEMENTO. Ieri sono partiti due blocchi di cemento da 54 tonnellate e due boe d’acciaio che però, dicono i tecnici, non servono all’ancoraggio della nave. Tutto è pronto, basta il nulla osta del comitato, ma che ancora non è arrivato. Quello che inquieta i tecnici, è il vizio del relitto di muoversi di notte, il che fa pensare che la nave è sollecitata dalle maree. Il tempo stringe e quindi da oggi ogni momento è quello giusto per dare il via all’operazione di svuotamento dei carburanti.

MICROCARICHE. I palombari della Marina militare stanno per aprire con una serie di microcariche esplosive un grande varco tra il ponte 4 e il ponte 5 del relitto di Costa Concordia, per consentire un più agevole controllo della zona ristorante e dell’accesso del ponte scialuppe dove potrebbero trovarsi altri dispersi. Un metodo, quello delle cariche esplosive, che ha consentito nei giorni scorsi, il recupero dei corpi delle vittime. In mattinata tornerà a riunirsi il Comitato tecnico scientifico per decidere la data dell’avvio del prelievo del carburante dai serbatoi, notizia che sarà resa nota dal capo della Protezione civile e commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli alle ore 15.

ALLARME AMBIENTALE. Non è ferma. La nave si muove. Anche a occhio nudo è possibile notare i movimenti che il transatlantico ha fatto dal giorno del naufragio. Il grande fumaiolo della Concordia si avvicina sempre di più alla roccia che emerge davanti a Punta Gabbianara. Ha tutta l’aria di volersi accasciare del tutto. Il Capo del dipartimento di protezione civile Franco Gabrielli, commissario delegato all’emergenza per l’Isola del Giglio, parla del ‘contenuto’ di quella nave che ne fa un’enorme bomba ecologica a orologeria. E spiega che intorno all’isola lavora “nave Poseidon del’Arpat i cui tecnici stanno operando un monitoraggio quotidiano sull’inquinamento da idrocarburi e su contaminanti specifici”. Gli idrocarburi, spiega Gabrielli, “al momento sono nella norma visto che ci troviamo in area portuale, valori compatibili con il luogo dove ci troviamo”. Poi ci sono i test di tossicità, una “campionatura mirata su tutta una serie di sostanze per due target specifici: intorno alla nave e intorno al dissalatore”. I valori sono negativi. Valori significativi ma non preoccupanti. Tensioattivi, quindi detersivi e sostanze clorurate. Intanto sono al lavoro gli esperti del comitato tecnico e scientifico ma non è ancora deciso quando prenderanno il via le operazioni di aspirazione del carburante.

E’ GIALLO ‘CLANDESTINI’. Un altro giallo si aggira attorno alla vicenda che ha colpito l’Iasola del Giglio lo scorso venerdì 13 gennaio. Ed il giallo in questione è quello dei ‘clandestini’. Il caso è scoppiato ieri da una dichiarazione fatta dal capo della Protezione civile e commissario delegato all’emergenza sull’Isola del Giglio Franco Gabrielli durante il briefing con la stampa. In nove giorni i numeri delle persone decedute, dei dispersi, dei salvati è oscillato costantemente, non portando certezze se non il numero dei corpi ritrovati. Gabrielli spiega: “Ci sono 24 persone che dobbiamo rintracciare, inoltre c’é da identificare la cittadina ungherese il cui corpo, ancora non ufficialmente reclamato, è stato ritrovato ieri (sabato 21 gennaio, ndr) a poppa nella zona ristorante”, e che non risulterebbe nella lista d’imbarco. Per questo il capo della Protezione Civile ha parlato di clandestini a bordo della Concordia.

LE RICERCHE. “Da questi numeri – ha aggiunto Gabrielli – bisogna sottrarre i quattro corpi ancora da identificare”. Poi afferma: “In linea teorica potrebbero esserci per esempio persone non reclamate che si trovano all’interno della nave perché magari erano clandestini”. E’ stata usata la parola ‘clandestino’ in quanto, ormai da giorni, gira la voce di personale non in regola a bordo della Concordia. Voci mai confermate ma che trovano ulteriore conferma in un’altra indiscrezione che parla di sequestri di elenchi del personale e ricerca di documenti sulla nave. Un’ipotesi duramente smentita dal commissario eroe, Manrico Giampedroni che dice: “clandestini sulla nave? Impossibile. Non scherziamo. Sono tutti registrati e fotografati all’imbarco. E’ tutto elettronico”. Ma l’attività di ricerca, fermata durante la notte tra sabato e domenica a causa del movimento della nave e ripresa nella mattinata, non si ferma, così alle 15,30 i sommozzatori dei vigili del fuoco trovano un altro corpo: anche questo di donna, non ancora identificata e che si va ad aggiungere agli altri corpi senza nome ritrovati nei giorni scorsi. Solo quando le vittime saranno tutte identificate, sarà possibile capire se a bordo vi erano effettivamente clandestini.

“TURISMO DEL DOLORE”. Si era già visto a Cogne e Avetrana, solo per fare due esempi. Anche se in questo caso le differenze non mancano. Il weekend della piccola isola è stato caratterizzato soprattutto dal vero e proprio boom del cosiddetto “turismo del dolore”, favorito anche dal bel tempo. Migliaia le persone che, da porto santo Stefano, si sono imbarcate alla volta dell’isola del Giglio, per vedere da vicino quello che fino a ora avevano visto e rivisto in tv e giornali: il relitto della Costa Concordia. Un assalto assolutamente inedito, in questo periodo, per la piccola isola toscana. Migliaia le macchine fotografiche e i telefonini che hanno immortalato una scena, quella della nave adagiata su un fianco a poca distanza dalla costa, che difficilmente qui si riuscirà a dimenticare.

I sommozzatori nella parte della nave sommersa dall’acqua / VIDEO

Clini, illustrato il decreto sulle rotte. Pm: no ‘inchino’ ma dimostrazione bravura

Viola, c’è Amauri. Cerci, scambio col Genoa: ecco chi arriva a Firenze

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Il primo tassello è Amauri, il secondo potrebbe essere Constant.

LE ULTIME. Sono ore caldissime sul fronte del calciomercato in casa viola, con il 31 gennaio – ultimo giorno possibile per le trattative, poi se ne riparlerà in estate – ormai alle porte. E allora ecco la situazione in riva all’Arno.

ATTACCO. Amauri è ormai un giocatore della Fiorentina, si aspetta solo il suo sbarco a Firenze e l’ufficialità del suo ingaggio. Poi l’attaccante potrà finalmente scendere in campo, “emozione” che non prova da un po’ di tempo (era finito ai margini della Juventus) ma l’entusiasmo e la voglia di rivincita certo non gli mancano.

CENTROCAMPO. Ma il centravanti non dovrebbe essere l’unico rinforzo che Corvino metterà a disposizione di Delio Rossi in questa finestra di mercato. Si lavora per rinforzare il centrocampo, dove il favoritissimo ad arrivare sembrava il sampdoriano Palombo. Ma nelle ultime ore sta prendendo corpo un possibile cambio di strategia: con Cerci sempre più vicino al Genoa, a Firenze potrebbe arrivare Constant, per quello che sarebbe a tutti gli effetti uno scambio. Un centrocampista di qualità, insomma, per il tecnico viola.

IL CASO JOVETIC. Intanto, il club viola interviene per spegnere le voci su Jovetic, assente domenica a Cagliari. “ACF Fiorentina respinge con forza le insinuazioni di alcuni organi di informazione relative all’assenza di Stevan Jovetic dalla partita contro il Cagliari: nessun appunto può essere indirizzato al nostro vice-capitano, esempio costante di professionalità sia in campo che fuori dal campo ed emblema di alto senso di spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia viola”: questo il comunicato apparso sul sito della società gigliata.

Torna il grande freddo, neve all’orizzonte

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Torna il grande freddo in Toscana, dopo una tregua di alcuni giorni, e all’orizzonte si intravede la neve.

NEVE. Nel pomeriggio di oggi, martedì 24 gennaio, sono infatti possibili alcuni deboli nevicate sui versanti romagnoli. Quota neve a 700 metri.

MERCOLEDI’ 25 GENNAIO. Per il resto, anche se da altre parti non nevicherà il freddo si farà sentire. Mercoledì 25 gennaio, dice il Lamma, il tempo previsto sulla regione è “sereno o poco nuvoloso, con possibile formazione di foschie al mattino sulle pianure e vallate più interne. Temperature in sensibile diminuzione, con gelate nei fondovalle dell’interno”.

GIOVEDI’ 26. Giovedì 26 tempo ancora “sereno o poco nuvoloso con nuvolosità in aumento a partire dalla costa centro settentrionale in graduale estensione alle zone interne. Temperature: in ulteriore calo le minime, con estese gelate”.

Golf, parcheggio sotterraneo e parco giochi. Ecco il piano Renzi per le Cascine

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Porte telematiche per difendere la Ztl, un attraversamento nuovo sull’Arno, un centro servizi e un parcheggio sotterrano in piazzale Vittorio Veneto, oltre a un campo da golf di 18 buche e uno spazio giochi per i più piccini.

IL PIANO E I NUMERI. Totale, 18 milioni di euro. Sono 48 in tutto i punti del masterplan presentato oggi in consiglio comunale da Matteo Renzi riguardo al parco delle Cascine che ha auspicato possa avere un gestore comune al nuovo Parco della Musica, in modo da tenere sotto controllo e amministrare al meglio tutta l’area che separa la stazione Leopolda dall’Arno.

“SE NON RIESCO NON MI RICANDIDO”. “La nostra proposta – ha detto il sindaco – è di una struttura pubblica che riunisca il parco delle Cascine che il nuovo Teatro dell’Opera, sul modello di alcune fondazioni straniere”. Un tema che sta molto al cuore al sindaco quello che riguarda il polmone verde fiorentino. “Ho promesso di ripristinare il parco entro il 2014, altrimenti non mi ricandido alle prossime elezioni”. “La nostra proposta – ha detto il sindaco – è di una struttura pubblica che riunisca il parco delle Cascine che il nuovo Teatro dell’Opera, sul modello di alcune fondazioni straniere”

Risarcimenti per il naufragio della nave, il parere dell’esperto

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Undici vittime accertate, ventiquattro dispersi, 2.300 tonnellate di carburante che potrebbero provocare un disastro ambientale senza precedenti. Mentre la magistratura sta lavorando per accertare la responsabilità della tragedia della Costa Concordia, si prova a fare una prima stima dei danni provocati dal naufragio. Le variabili sono molte: dai danni ai passeggeri, alle vittime e ai loro familiari, fino al danneggiamento dell’imbarcazione. Senza contare il risarcimento che spetta agli uomini e alle donne dell’equipaggio, vittime sul lavoro. Impossibile al momento stabilire una cifra esatta. Che potrebbe divenire incalcolabile se il carburante della nave dovesse diperdersi in mare. A chi spetterà, infine, il risarcimento dei danni? Possibile attribuire tutte le responsabilità al solo comandante, Francesco Schettino?

Il punto di Guido Ferradini, avvocato giuslavorista, esperto di diritto del lavoro.

“Poche ore dopo il naufragio della Costa Concordia c’è chi ha iniziato a porsi (e a porre) le fatidiche domande: a chi spetta adesso risarcire i danni e quanti saranno? Sotto il primo profilo, il disastro è solo responsabilità del Capitano della Concordia? O esiste una colpa anche da parte della società armatrice? O anche della Capitaneria di porto, del Registro Navale? O di altri soggetti? Il processo penale che avrà luogo a Grosseto, per competenza territoriale, cercherà di capire le dinamiche dell’evento e di stabilire le responsabilità.

Altro tema sarà quello del ristori dei danni perchè in un evento così catastrofico ce ne sono davvero moltissimi, che hanno coinvolto i diritti e gli interessi di migliaia di soggetti.
Si va da quelli – milionari – relativi al danneggiamento dell’imbarcazione a quelli che, ovviamente, sono stati subiti dagli sfortunati passeggeri. Molti dei quali, di propria iniziativa (ha fatto scalpore il caso del turista francese che ha preannunciato l’azione legale nell’immediatezza dell’evento) o con l’assistenza delle associazioni dei consumatori, tramite class – actions, agiranno senza dubbio per essere risarciti non solo delle perdite economiche subite (costo della vacanza, beni personali perduti o danneggiati) ma anche dei danni morali diretta conseguenza dell’incidente.

Sul punto, la Convenzione di Atene sul trasporto marittimo prevede un massimale di 430mila euro per passeggero per responsabilità oggettiva dell’armatore. Coperti in questo caso dalle numerose assicurazioni della compagnia.
Quello dei danni è un argomento che, com’è naturale, ha trovato larga eco su tutti i media, ove si sono anche letti o ascoltati tentativi (quantomeno prematuri) di fare le prime stime sul loro ammontare.

Difficilissimo poter esprimere un giudizio in questo momento. Anche perché, in caso di inquinamento dell’ambiente marino, i danni potrebbero essere incalcolabili ed ammontare a centinaia di milioni di euro, come è accaduto, per esempio, per le tragedie legate ai naufragi di petroliere o per i danni occorsi in occasione delle estrazioni del greggio.

In tal caso, probabilmente, anche le associazioni ambientaliste avranno la possibilità di far valere i loro diritti
Fa però scalpore il fatto che in pochi abbiano considerato in tali stime la sorte, sotto il profilo risarcitorio, che toccherà ai mille dipendenti imbarcati sulla nave e ai familiari delle vittime sul lavoro. Un tema questo purtroppo di stringente attualità ( basti pensare anche al gravissimo infortunio di Aulla per i lavori alla rete del gas) che sembra però passare sempre in secondo piano. Eppure anche in questo caso i risarcimenti rischiano di essere pesantissimi.

E’ noto, infatti, che i dipendenti sono coperti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali (gestita, anche per i marittimi, dall’Inail, che è recentemente subentrata all’ex Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo) che interverrà per così dire “in automatico”, cioè indipendentemente da ogni valutazione in ordine alla responsabilità di chi ha causato l’evento, ad erogare l’indennizzo per i danni – di natura temporanea e permanente – che si riflettono sulla capacità lavorativa e, entro certi limiti, quelli che si ripercuotono su tutte le attività e le capacità della persona (vita di relazione, sfera sociale, sessuale).

E’ meno noto, tuttavia, che per quanto attiene al danno da infortunio sul lavoro, l’indennizzo corrisposto dall’Inail non esaurisce affatto il risarcimento. Dei cosiddetti danni complementari, ovvero le menomazioni inferiori al 6%, il danno morale e il biologico invocato dai superstiti, e soprattutto il danno patrimoniale differenziale, sarà chiamata in causa proprio la società armatrice”.

Guido Ferradini
avvocato giuslavorista

Il Palagiustizia apre i battenti / FOTO

Stamattina il sindaco Matteo Renzi con il ministro della Giustizia Paola Severino e il presidente della Corte d’Appello Fabio Massimo Drago, ha tagliatoil nastro del nuovo Palazzo di Giustizia di viale Guidoni. “Dopo cento anni di discussioni, dopo trenta anni di procedure da seguire, polemiche, è molto importante per i fiorentini avere una nuova casa della giustizia e credo che oggi la giustizia abbia bisogno di ritrovare quella credibilità che è in qualche modo anche l’obiettivo di questo palazzo” ha dichiarato il sindaco Renzi. “A qualcuno la nuova struttura piace, ad altri meno, ma questa operazione porta con sé grossi vantaggi economici per le casse dei fiorentini, che risparmieranno circa 3 milioni di euro d’affitto, oltre che essere un’utilità, un’efficienza per la giustizia”. Il sindaco ha poi ricordato che si tratta di “Un pezzo di ragionamento importante per il futuro di Novoli, che adesso avrà bisogno solo dell’ultimo passaggio per proseguire nel suo sviluppo: in settimana si parte anche con la variante urbanistica della Mercafir (dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Fiorentina, ndr) e con il recupero dei contenitori del centro storico. Un altro tassello di Firenze che viene a compiersi”.

A FIRENZE IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Nel suo discorso di inaugurazione il ministro Severino ha fatto un importante annuncio: ”Firenze sarà una delle sedi del tribunale delle imprese. Un importante esperimento che potrà contribuire a rendere migliore l’immagine del nostro Paese all’estero, anche sul piano della competitività delle imprese”. Ha continuato il ministro: ”Al momento queste sedi corrispondono alle sezioni specializzate, ma sono numeri che potremo rivedere. Appena possibile effettuerò un sopralluogo per vedere se occorrerà aumentare mezzi, uomini e risorse. Anche dalla giustizia si gioca l’immagine del nostro Paese, perché torni ad essere apprezzato come merita di essere”.

 

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IL MINISTRO A SOLLICCIANO. Il ministro ha proseguito poi la giornata con la visita al carcere di Sollicciano dove ha incontrato il direttore dell’istituto, Oreste Cacurri, il provveditore Maria Pia Giuffrida, il personale dell’istituto e la commissione dei detenuti dei reparti maschile e femminile, per testare con mano la non facile situazione del sovraffollamento che si ha, non solo a Firenze, ma nella maggior parte delle carceri italiane. Per il presidente della Corte d’Appello Drago “Firenze si può ora iscrivere nell’albo d’oro dell’edilizia giudiziaria italiana: questo palazzo, oltre realizzare un sogno con la concentrazione degli uffici giudiziari, porterà una semplificazione per i fruitori e i cittadini. Questo rappresenta un segno di svolta, di civiltà e modernità, portando magistratura, avvocati, personale della giustizia a svolgere un lavoro coeso”. Tra gli altri, presenti all’inaugurazione il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il procuratore generale Beniamino Deidda, il prefetto Paolo Padoin, il presidente dell’ordine del consiglio degli avvocati di Firenze Sergio Paparo, i presidenti dei tribunali di Pisa ed Arezzo, Salvatore Lagana e Dario Centonze, il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e il cardinale Giuseppe Betori. Subito dopo il taglio inaugurale del nastro, si è proceduto con lo scoprimento della statua “Equidistanza”, realizzata dal giudice Antonio Crivelli e posizionata all’esterno dell’edificio.

UN PO’ DI NUMERI. La prima pietra del Nuovo Palazzo di Giustizia è stata posata nel 1999, di Firenze è il secondo più esteso in Italia dopo quello di Torino: interessa un’area di 3 ettari, con una superficie utile di circa 135.000 metri quadrati, un volume di 520.000 metri cubi, distribuito all’interno di quindici corpi di fabbrica. L’importo complessivo del finanziamento dei lavori è di circa 138.000.000 euro, suddiviso per due lotti funzionali rispettivamente di 104.500.000 e 33.500.000 euro, circa 740 euro al metro cubo. Il trasferimento degli uffici giudiziari dal centro alla nuova sede dovrebbe completarsi dopo l’estate. Da settembre verrà attivato il servizio asilo messo a disposizione per i figli di chi è a servizio del Palagiustizia. Gli avvocati fiorentini avevano annunciato che oggi non sarebbero stati presenti all’inaugurazione del Nuovo Palazzo di Giustizia perché ”esclusi” dall’organizzazione della cerimonia inaugurale, ma hanno poi cambiato idea dopo una telefonata del ministro Severino al presidente Paparo.

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Al nuovo tribunale in bus? Ecco come