domenica, 6 Settembre 2026
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Situazioni critiche, un corso intensivo per gli assistenti sociali

Parte oggi il primo corso di formazione rivolto a tutti gli assistenti sociali del Siast, per riuscire a gestire al meglio atteggiamenti aggressivi da parte dei loro assistiti, principalmente adulti con problematiche di disagio personale e d’integrazione nel contesto di vita. Una ricerca dell’università di Firenze ha poi mostrato quanto questi atteggiamenti siano frequenti nel mondo del sociale.

UNA NECESSITA’. Si tratta di un corso intensivo per la gestione delle situazioni critiche, rivolto a tutti gli assistenti sociali. Nasce da un idea dell’Istituto Duchenne, insieme alla collaborazione del Quartiere 5 e alla palestra di judo Jigoro Kano. Un’ iniziativa che ha portato alla luce quelle situazioni di maltrattamento che per molti anni sono state nascoste anche dagli stessi addetti sociali. “Quando una di noi si è esonerata, abbiamo così pensato a un corso per risolvere tale situazione. La nostra è una professione difficile, e poche sono le risorse a nostra disposizione. Abbiamo bisogno di difenderci e di difendere le persone sotto la nostra tutela” ha spiegato Laura Frullini del coordinamento professionale Siast.

IL CORSO. Il progetto intende fornire ai partecipanti strumenti per gestire quelle situazioni in cui il rapporto con il professionista può essere compromesso dall’atteggiamento aggressivo e rivendicativo del cittadino/ paziente. Il corso si articolerà in quattro incontri all’interno della palestra dell’istituto Duchenne, in cui interverranno esperti del settore. Ci sarà una parte teorica tenuta dalla psicologa Silvia Calzolari e dall’avvocato Annalisa Parenti per definire al meglio i limiti legali e psicologici. Ma anche una parte pratica tenuta dagli insegnanti di judo che spiegheranno come “difendersi” senza ledere in maniera sensibile la controparte.

LA RICERCA UNIVERSITARIA. “Un comportamento risulta essere violento se in qualche modo ci disturba a livello psicologico o fisico”, questo è quanto scritto all’interno del progetto di ricerca che il Comune insieme all’Università degli Studi di Firenze ha avviato per affrontare il tema dell’aggressività nei servizi. Da questa ricerca, su un campione di 43 assistenti sociali, è emerso che ben il 66,3 per cento degli operatori ha subito solo una volta comportamenti aggressivi verbali, mentre il 29 per cento segnala di averne subiti sia verbali che fisici.

Alluvione all’Elba, ipotesi di omicidio e disastro colposi

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Maltempo all’Elba, si indaga pr capire se ci siano state delle colpe.

L’INCHIESTA. Sono omicidio colposo e disastro colposo le ipotesi di reato su cui sta lavorando la Procura di Livorno, che ha aperto un’inchiesta in seguito all’alluvione di lunedì scorso a Campo nell’Elba, che ha provocato una vittima e molti danni.

VITTIMA E TEMPISTICA. L’obiettivo dell’inchiesta è far luce sulle caude della morte dell’81enne caduta nella sua casa allagata, unica vittima del maltempo dei giorni scorsi all’Isola d’Elba. Ma non solo: si vuol far luce anche sui tempi dell’allerta meteo. Insomma, si cerca di capire se qualcuno ha sbagliato oppure no.

Cosa è successo: Si lotta contro fango e macerie. Riaperti alcuni negoziAlluvione: stato d’emergenza. Volontari al lavoroIl maltempo colpisce ancora: ”situazione disastrosa” / VIDEONubifragio e alluvioni, un morto e cinque feriti

Selex, presidio sotto Palazzo Vecchio. Renzi scende e prende il megafono

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Sciopero improvviso e presidio dei lavoratori di Selex Elsag: è quanto andato in scena questa mattina in piazza della Signoria.

L’AZIENDA. Selex Elsag è un’azienda fiorentina del gruppo Finmeccanica con oltre 500 dipendenti nel settore dell’alta tecnologia. I loro posti di lavoro sono a rischio perché, nel disegno di legge di stabilità in approvazione in Parlamento, è stato cancellato il finanziamento per il sistema Tetra di comunicazioni cifrate, commessa importante nell’ambito della sicurezza e delle forze armate e sviluppata dall’azienda.

L’INCONTRO. Il sindaco Matteo Renzi e il vicesindaco Dario Nardella hanno incontrato a Palazzo Vecchio una delegazione di lavoratori in sciopero. Renzi e Nardella sono poi scesi in piazza della Signoria per parlare con un centinaio di lavoratori che stavano manifestando sotto la sede del Comune. Il sindaco, megafono alla mano, ha espresso la volontà di intervenire presso maggioranza e opposizione in Parlamento, affinché la situazione possa essere sbloccata rapidamente così da ripristinare il finanziamento e garantire i posti di lavoro.

LA MANIFESTAZIONE. Poi i lavoratori hanno continuato la loro manifestazione sotto gli uffici della prefettura.

Museo di Stazzema a rischio chiusura, Rossi dice no

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“Il ministro Galan taglia i finanziamenti di 50mila euro e fa chiudere il Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema. Lunedì la Regione Toscana rimedierà a questa offesa alla memoria e all’antifascismo”: è questa la risposta del presidente della Regione Enrico Rossi all’allarme lanciato dal sindaco Silicani sul rischio della chiusura del museo che raccoglie la memoria e le testimonianze dell’eccidio a Sant’anna di Stazzema (leggi l’articolo).

L’ALLARME DEL SINDACO. Il sindaco, Michele Silicani, aveva lanciato l’allarme e fissato la chiusura del Parco della Pace, visitato da oltre 50.000 giovani l’anno, a lunedì prossimo, in seguito alla decisione del governo di bloccare i finanziamenti per il museo.

LE SCUSE. Il presidente Rossi ha poi aggiunto che oggi stesso farà visita a Stazzema: “Di ritorno dalla Lunigiana alluvionata sarò al museo, insieme al sindaco, a rendere omaggio alle vittime e a chiedere scusa a nome della Repubblica Italiana offesa da questa scelta”, ha concluso.

Benigni, show al Parlamento Europeo / VIDEO

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Il comico toscano Roberto Benigni fa la sua entrata sorridendo, con la gamba ingessata e sorretto dal manager che lo accompagna fino all’emiciclo del Parlamento europeo. Nemmeno il tempo di mettersi a sedere che subito parte con le sue battute.

IL VIA ALLO SHOW. ”Chiedo scusa per l’ingessatura, purtroppo in Italia mi è venuta addosso una persona che ha deciso di fare un passo indietro. Mi avevano detto di stare tranquillo, non si muove. Poi è successo, così sono caduto. E’ il periodo. Molti cadono di questi tempi in Italia”. Una risata fragorosa e applausi riempiono l’aula a Bruxelles e Benigni dà il via al suo show.

IL GESTO D’AMORE VERSO L’ITALIA. Nella plenaria del Parlamento europeo inizia celebrando il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia con una Lectura Dantis del XXVI canto dell’Inferno, quello dedicato a Ulisse “inventore dell’inganno”. Poi continua con una spassionata dichiarazione d’amore per l’Italia e la descrive come il ”paese della resurrezione e del miracolo permanente”, citando la storia, l’arte, la musica, la poesia di Dante.

FRECCIATINE. Ma prima non si fa sfuggire altre battute sul governo, senza mai però citare Berlusconi. “Non vedo il presidente del Consiglio: pensavo che per una cosa così… Non è che è successo qualcosa e non è potuto venire? Prima di partire dall’Italia l’ultima frase che ho sentito dire è: ‘La maggioranza è solida…’. Deve essere successo qualcosa…”. E ancora: “Sono contento di essere qui, a Bruxelles ho mangiato le ‘moules et frites’. Era tanto che non mangiavo, in Italia. Sempre scatolette di tonno, perchè nei ristoranti non si entra. Sono pienissimi…”.

GRECIA. Poi Benigni torna serio e, pensando alla crisi e al mercato, ricorda che l’Italia degli inventori delle banche ”ha prestato soldi a tutta l’Europa e adesso abbiamo un debito, ma ora chi gli va chiedere i soldi a Edoardo I d’Inghilterra che non ce li ha mai ridati?”. E non dimentica la Grecia, con la quale ”abbiamo un debito immenso per il pensiero, la filosofia e la logica regalati al mondo. Tanto che tutti le dovrebbero pagare un euro al giorno”. Poi conclude con una certezza: “Questo è un momento straordinario per l’Italia, perchè la speranza si manifesta nella disperazione compiuta”.

Guarda il video (da Youtube):

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Tv, la ”rivoluzione” si avvicina a Firenze: switch off in Mugello

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Conto alla rovescia per il passaggio al digitale terrestre in Mugello.

SI CAMBIA. Lo swtich è fissato da domani, venerdì 11 novembre: la televisione cambia e passa al sistema di trasmissione digitale terrestre, con un maggior numero di canali disponibili e una migliore qualità audio e video. Ma cosa devono fare (e sapere9 i cittadini? In primo luogo controllare il proprio apparecchio televisivo, acquistare un decoder se necessario, controllare l’antenna e l’impianto di distribuzione domestico e condominiale del segnale. Per vedere la tv digitale terrestre serve un decoder esterno (un apparecchio che riceve questo tipo di segnale, che può essere acquistato in centri/negozi di elettrodomestici) che va collegato al vecchio televisore di casa, oppure un televisore con decoder integrato.

“CI VORRA’ PAZIENZA”. “Il passaggio al digitale terrestre avverrà a partire da domani, è una tecnologia nuova ma si potrebbero presentare problemi tecnici, come ricezione debole del segnale o segnale assente in aree coperte o poco raggiunte da ripetitori, antenne o impianti domestici vecchi, non adatti – avverte l’assessore alla Comunicazione del Comune di Borgo San Lorenzo Stefano Marucelli -. Ci vorrà un po’ di pazienza e i tecnici ci segnalano che per poter capire che tipo di problema è bisogna attendere l’accensione del segnale digitale, far passare qualche ora dall’accensione e ripetere, anche più volte, nei giorni successivi la sintonizzazione dei canali col decoder esterno o integrato – aggiunge -. Comunque, per domande e chiarimenti sono a disposizione dei cittadini il ‘punto digitale’ attivato dal Comune, il sito web della Regione e il numero verde del ministero”.

INFO & CONTRIBUTI. La Regione Toscana ha attivato una sezione del suo sito internet dedicata al passaggio al digitale Tv: all’indirizzo www.regione.toscana.it/tvdigitale è possibile trovare tutte le informazioni utili. Agli anziani di 65 anni o d’età superiore con un reddito dichiarato nel 2010 (redditi 2009) pari o inferiore a 10.000 euro e che sono in regola col pagamento dell’abbonamento Rai, è riconosciuto un contributo di 50 euro per l’acquisto di un decoder. Al momento dell’acquisto bisogna esibire: copia del documento d’identità, copia del codice fiscale, autocertificazione di non fruizione del contributo in precedenza e di possesso dei requisiti di reddito richiesti (compilabile anche presso i rivenditori), ricevuta di pagamento dell’abbonamento Rai dell’anno in corso. Scelto il decoder tra quelli per cui è previsto il contributo, il prezzo sarà scontato automaticamente dei 50 euro.

I VECCHI TELEVISORI. I televisori dismessi sono rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e quindi devono essere raccolti e gestiti in modo differenziato e avviati a recupero secondo le modalità previste dalla legge (Decreto Legislativo 151/05). Per farlo, si può: consegnare il vecchio televisore al rivenditore al momento dell’acquisto del nuovo (l’operazione, come stabilisce la legge, deve essere gratuita essendo il costo dello smaltimento già compreso nel prezzo del nuovo) oppure rivolgersi al gestore del servizio di igiene urbana, Publiambiente, prenotando il servizio gratuito di ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti al numero verde 800.980.800.

“PUNTO DIGITALE”. Per agevolare i cittadini nel passaggio al digitale terrestre, il Comune ha allestito in collaborazione con la Regione Toscana un “punto digitale”, cioè un punto informativo presso il Centro d’Incontro in piazza Dante 33, con un operatore qualificato, che resterà aperto il martedì, mercoledì e giovedì in orario 17-19 fino al 31 dicembre. Per tutte le info: numero verde 800 022 000, www.decoder.comunicazioni.it.

Agguato in Curia, ecco gli identikit

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Agguato in curia, la polizia ha preparato due identikit dell’autore del gesto

Agguato in Curia, ecco gli identikit / GUARDA

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Ora ci sono anche gli identikit.

CACCIA ALL’UOMO. E’ scattata subito la caccia all’uomo nei confronti dell’autore dell’agguato in Curia di venerdì scorso, durante cui un uomo aveva sparato a don Paolo Brogi, segretario dell’arcivescovo Betori, e minacciato quest’ultimo.

ECCO GLI IDENTIKIT. Ora, dopo giorni di indagini, ricerche e colloqui con Betori e il suo segretario, la polizia ha ricostruito due identikit dell’autore del gesto. Gli identikit sono stati realizzati prendendo in considerazione la descrizione dell’uomo fatta sia dall’arcivescovo Betori che da don Brogi. Uno degli identikit è stato preparato sulle indicazioni di Betori, l’altro su quelle di don Brogi: in entrambi i casi si tratta di un uomo di 60-70 anni, brizzolato e con il pizzetto.

SVOLTA. L’obiettivo è adesso quello di arrivare, proprio grazie a questi identikit, a una rapida individuazione dell’aggressore, per far luce così su una vicenda che presenta ancora alcuni aspetti poco chiari.

NUMERO VERDE. E’ stato istituito anche un numero verde per eventuali segnalazioni: chiunque pensi di avere informazioni utili può chiamare il numero 800-501233.

GLI IDENTIKIT:

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Sciopero dei benzinai: caccia al distributore aperto

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Dopo il primo giorno di sciopero e le code alla vigilia della mobilitazione, continua la caccia a un distributore aperto per accaparrasi un pieno. La Toscana è la regione italiana in cui ieri si è registrata l’adesione più alta: a Firenze quasi quattro benzinai su dieci hanno incrociato le braccia. Lo sciopero si concluderà domani alle 7,00, ma c’è anche una ”mappa” degli impianti aperti, per garantire i servizi minimi.

PERCENTUALI. A livello nazionale l’adesione, secondo quanto reso noto dalle compagnie petrolifere, è stata pari al 10-15 per cento nella giornata di ieri. Picchi di adesione si registrano, oltre che nella nostra regione (35 per cento), anche a Roma (40 per cento). Bassa al sud (intorno al 10 per cento).

CHI E’ APERTO. La mobilitazione non riguarda le zone alluvionate (alta Toscana e comuni dello spezzino dove si sono registrati gravi danni per il maltempo). In questa ultima giornata di sciopero rimangono comunque aperti alcuni impianti, per garantire i servizi minimi. Sul territorio comunale di Firenze sono dieci i distributori individuati dal Prefetto e che perciò resteranno attivi. Stesso discorso per ventidue benzinai in provincia di Firenze.

IMPIANTI APERTI. La lista dettagliata degli impianti aperti, anche sulle autostrade, nel nostro articolo.

Bidelli-baby sitter per stare con i bimbi prima della scuola

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A chi lasciare i propri figli se la prima campanella suona troppo tardi e quella d’uscita troppo presto? I genitori di una scuola di Livorno sembrano aver trovato una soluzione al problema: i bidelli-babysitter.

I BIDELLI-BABY SITTER. A guardare i bambini a scuola, prima e dopo le lezioni, ci pensano le stesse bidelle, pagate non dallo Stato, ma dai genitori, che hanno chiesto ai custodi di fare da baby-sitter ai loro piccoli in cambio di un piccolo contributo fuori stipendio di 15 euro al mese.

PROBLEMA DI ORARI. Tutto nasce dall’esigenza della famiglie di “gestire” gli orari scolastici dei figli. Le scuole elementari hanno orari prestabiliti: l’attività didattica parte intorno alle 8,30 e termina alle 13,30 nelle scuole a tempo modulare e alle 16,30 in quelle che hanno adottato il tempo pieno. Il problema è che spesso i genitori lavorano fuori sede, oppure devono fare turni che non combaciano con gli orari di ingresso a scuola dei figli. E dunque ci si arrangia con i custodi, come alla D’Azeglio e alla Bini.