martedì, 15 Settembre 2026
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La Canottieri ”Firenze” si veste d’azzurro per i Mondiali

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Buone notizie per la Società Canottieri ”Firenze” in chiave azzurra: il CTdel settore Junior Claudio Romagnoli ha diramato le convocazioni per il raduno pre-mondiale Junior, in programma a Piediluco, presso il Centro Tecnico Federale, fino al 30 luglio, e tra i ventidue atleti convocati (più un timoniere), ci sono tre portacolori del circolo bianco-rosso.

TRIO FIORENTINO JUNIOR IN AZZURRO. Si tratta di Bernardo Nannini, Lorenzo Pietra Caprina e Pietro Zileri, tre ragazzi di sicuro affidamento, come loro stessi hanno dimostrato nel corso della stagione: il trio fiorentino rappresenta tre quarti del quattro senza campione d’Italia Junior (il quarto a conquistare il tricolore a Ravenna a metà giugno è stato Guido Giordano), con Nannini e Zileri che hanno conquistato il campionato sempre sul quattro senza anche tra gli Under 23 (a inizio giugno a Gavirate, con loro in barca Andrea Marcaccini e Edoardo Gattai), e pochi giorni fa si sono laureati campioni d’Europa Junior sull’otto azzurro a Kruszwica, in Polonia.Tre convocazioni di peso dunque, nonché di prospettiva: Zileri infatti è al primo anno tra gli Junior, mentre Pietra Caprina è addirittura al secondo anno della categoria Ragazzi, dunque potenzialmente ha davanti altre due stagioni per brillare in azzurro tra gli Under 19.

C’E’ POSTO PER UN ALTRO FIORENTINO. Nel gruppo della Nazionale Junior, quasi certamente, ci sarà posto per un altro fiorentino: il CT Romagnoli ha convocato per ora un solo timoniere, l’esperto Enrico D’Aniello dello Stabia, ma qualora decidesse, come sembra certo, di optare per fare due barche con il timoniere, toccherà a Dario Favilli, già campione d’Europa Junior in Polonia al timone del quattro con.

STAGIONE DI MAGLIE AZZURRE. Si prospetta dunque una stagione ricca di maglie azzurre per gli allievi del Direttore Tecnico della “Firenze” Luigi De Lucia: a questi quattro infatti si aggiungeranno certamente Sofia Ferrara e Lucrezia Fossi, a fine luglio in gara sul quattro senza Junior femminile alla Coupe de la Jeunesse, poi salvo sorprese Edoardo Gattai e Beatrice Arcangiolini, rispettivamente per i Campionati Mondiali Under 23 e per quelli Junior (manca l’ufficializzazione, ma sia Edoardo che Beatrice sono al momento titolari di una maglia sulle barche azzurre), e infine ci si attende una chiamata anche per gli Adaptive, i disabili fisici già protagonisti sin quì di una grande stagione (Pier Alberto Buccoliero, Fabrizio Caselli e Umberto Patermo).

 

Sesso, la scappatella nuoce gravemente alla salute (dell’uomo)

 

Occhio alla scappatella, chi tradisce mette a rischio la propria salute. A far male, stando agli ultimi studi, sono soprattutto i sensi di colpa nei confronti della partner ufficiale, colpevoli di triplicare il rischio infarto negli uomini fedifraghi.

SESSO SENZA AMORE. Secondo uno studio italiano, coordinato dal professor Mario Maggi, Direttore della Sezione di Medicina della Sessualità e Andrologia di Careggi, le scappatelle meno dannose per la salute (dell’uomo) sono quelle fatte ai danni di una donna a cui non si è più legati. Nel caso in cui, invece, sussista ancora un forte sentimento di affetto o di amore verso la partner ufficiale, il tradimento si rivelerà quantomai pericoloso.

RISCHIO INFARTO. Il rischio di mandare in pezzi il cuore dell’amata, a quanto pare, è una fonte di notevole pressione per il compagno ancora innamorato. Tanto da far triplicare la probabilità di un colpo al cuore per il traditore. “In estate aumentano le opportunità di vivere avventure fuori dal matrimonio che, da occasionali, possono trasformarsi in vere e proprie relazioni – commenta il prof. Maggi – ma pochi sanno che ci possono essere pericoli per la salute. La nostra ricerca ha dimostrato che il tradimento e’ un fattore di rischio indipendente di problemi cardiovascolari. Ed è più dannoso per chi mente a una partner cui è legato da un forte sentimento: il rischio triplica”.

VITA LUNGA AI FEDELI. Gli uomini fedeli, invece, sarebbero anche più in salute. “Negli uomini fedeli sembra che il testosterone svolga un ruolo protettivo e favorente la salute sessuale – continua il professore – sempre che la coppia sia affiatata fisicamente e psicologicamente. Una vita sessuale insoddisfacente si associa invece ad un aumento delle patologie cardiache”.

Il fine settimana sarà rovente: a Firenze arriva il caldo africano

Gli ultimi giorni hanno visto un’impennata delle temperature, prima 30, poi 32 gradi, infine la colonnina di mercurio raggiungerà nel week end i 35 gradi. Come preannunciato dagli esperti, la prima vera ondata di calore è arrivata sull’Italia e nel fine settimana farà sudare anche i toscani.

CALDO. Da sabato gli esperti del Lamma prevedono l’aumento dell’umidità e temperature fino a 35 gradi in pianura, con la morsa del caldo che non si allenterà fino a giovedì prossimo. La città più calda della regione sarà Firenze dove sabato si raggiungeranno i 34 gradi, mentre domenica i 35. Situazione simile nelle altre province dell’interno, come Prato e Pistoia. Sabato e domenica la città più “fresca” sarà invece Pisa (dove le temperature massime oscilleranno tra i 31 e 33 gradi).

ALLERTA PER L’AFA. Per domenica il bollettino sulle ondate di calore del dipartimento della protezione civile, segnala a Firenze il livello di rischio 2, ossia temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio.

IN VIAGGIO. Intanto proprio in questi giorni è previsto il primo esodo estivo: le località di villeggiature, complice il caldo e le buone condizioni meteo (per sabato e domenica è previsto tempo soleggiato su tutta la Toscana), verranno prese d’assalto. Secondo Telefono Blu, durante questo fine settimana, Firenze è una delle città italiane da cui si registreranno le maggiori partenze: ben 80mila fiorentini lasceranno la culla del Rinascimento per le vacanze.

Bocelli conquista la stampa inglese: “è un eroe”

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Andrea Bocelli che suona il sax sotto il titolo “What made this man the biggest selling classical music artist ever?”, ovvero “Che cosa rende questo uomo il più grande artista classico di successo di tutti i tempi?”.

IL GIORNALE. Questa la copertina dell’ultimo numero del noto tabloid britannico “The mail on Sunday” che dedica al tenore toscano, protagonista a settembre del grande concerto al Central Park di New York, prima pagina e intervista esclusiva.

BOCELLI HA PIU’ APPEAL DI PAVAROTTI. “Nessuno al mondo ha venduto nella tradizione della musica classica quanto Andrea Bocelli”, si legge nel magazine. Il giornalista inglese Jon Wilde, che ha raggiunto il tenore nella sua casa in Toscana, descrive il “successo fenomenale” di un artista che ha venduto “20 milioni di album, poi 30 milioni, 50 milioni, 70 milioni”, sottolineandone anche la straordinaria abilità comunicativa: “mentre Pavarotti si è crogiolato nel suo personaggio dall’aspetto “ingombrante” – scrive Wilde -, Bocelli è riuscito ad avere un maggiore appeal promuovendo se stesso come un eroe romantico, vulnerabile e sensuale, riuscendo a creare attorno a sé un fascino perenne”.

IL CONCERTO A “GROUND ZERO”. Nella lunga intervista il tenore si racconta a tutto tondo, da quando era bambino al futuro: “a settembre canterò per 60mila persone al Central Park di New York; – racconta – prima di salire sul palco la pressione sarà la stessa di sempre. E come sempre la mia preparazione sarà rigorosa, sia emotivamente che fisicamente”.

Recensione: Transformers3 Dark of the Moon

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Con lo sguardo dall’alto di J. Cameron e la produzione di S. Spielberg, Transformers3 di Micheal Bay (Armageddon, Pearl Harbor) nasce come un kolossal evoluto del 3D, ma i suoi 157 minuti risultano non del tutto necessari per un film finalizzato a colpire nell’immediato i sensi con i suoi stupefacenti effetti visivi.
Dopo il precedente capitolo nel deserto dove Megatron era riuscito a mettersi in fuga lasciando la porta aperta ad un nuovo episodio, gli Autobot guidati da Optimum Prime tornano a Chicago per sconfiggere i metamorfici e crudeli Decepticon. L’occasione per lo scontro nasce dalla Luna, luogo dove si nasconde il segreto per distruggere definitivamente i nemici di Cybertron.
Se il primo Transformers era stato interessante anche per chi non amava il genere e La vendetta del caduto aveva segnato inequivocabili crepe nella saga, il terzo capitolo risulta un film teso a evidenziare gli ultimi sviluppi della tecnologia ma che appare privo di una vera ispirazione creativa d’altro tipo.
Le prime scene dell’allunaggio mostrano sequenze epiche già viste in Apollo 13 mentre la parte centrale del film propone un Sam Witwicky perseguitato modello Peter Parker in un costante dis-equilibro tra la sua battaglia eroica-aliena e il codice del bravo fidanzato.
Protagonista tuttavia simpatico è affiancato nella sua guerra dalla vecchia conoscenza Simmons (divenuto ricco grazie alla pubblicazione di un libro sugli alieni) e dalla nuova ragazza Carlie, interpretata da Rosie Huntington-Whiteley (costretta a correre sui tacchi a spillo per tutta la battaglia finale).
E’ proprio nell’ultima ora di guerriglia cittadina tra i Robots che Mike espleta ogni meraviglia del 3D. Il piano-sequenza cui assistiamo è effettivamente stupefacente, ma il tutto accade con troppa velocità (nella sceneggiatura) e con alcune ripetizioni a livello visivo (le scene di caduta libera).
Come su un piano inclinato ci troviamo sommersi da un’invasione esplosiva di immagini che riempiono ogni possibile spazio vuoto, visivo e sonoro, ma il regista si dimentica di motivare alcune scelte narrative. Probabilmente gli improvvisi rinforzi dalla luna che arrivano fulminei sulla terra passano in secondo piano rispetto allo scenografico crollo del grattacielo di Chicago che suggerisce la visione indimenticabile dell’undici settembre, all’interno di uno sbandamento sensoriale dove il vero bombardamento in corso è tra regista e pubblico.
Soltanto Avatar aveva raggiunto questo livello di immersione e spettacolarità, soltanto Cameron aveva dominato così tanto i nostri sensi, ma anche creato un mondo realmente originale dove esisteva una sorta di incanto e in cui i nostri occhi guardavano qualcosa di nuovo dopo un lungo stato di letargo. Bay nonostante ci provi non raggiunge i suoi livelli poiché pur avendo a disposizione la luna e utilizzando ogni grandiosità della terza dimensione si sofferma a mostrare quanto è abile nell’usare i trucchi del mestiere, ma in conclusione del film la nostra immaginazione resta con i piedi ben saldi sulla terra.

Aruba in tilt, la rivolta si scatena su Twitter

 

C’è chi minaccia denunce e ricorsi, chi la prende sul ridere e chi tira in ballo Pisapia e i comunisti: Aruba fa crack e il popolo di Internet si sfoga su Twitter. Ecco una selezione dei tweet più divertenti comparsi in rete nelle ultime ore.

#aruba anticipa l’Agcom rendendo inaccessibili milioni di siti italiani”
twitter io comunque l’avevo detto a Chuck Norris di non passare a salutare i ragazzi di #Aruba , poi va sempre a finire così …
twitter Secondo me il venerdì ad #aruba non lavora nessuno. Magari i dipendenti sono tutti andati in una (vera) isola felice
twitter Meno male che su #aruba non ho più il blog ma solo la casella di posta. Chissà questa volta che buono inutile ci regaleranno.
twitter RT @stailuan: #Pisapia anche #aruba si porta via. Comunisti maledetti 😀
twitter Il vocabolario si arricchisce da “Andare a ruba” [per grande richiesta] a “Andare #Aruba” [prendere fuoco, svampare improvvisamente]
twitter #Aruba per il nuovo down cosa farà? Ci regala un accappatoio o una batteria di pentole?
twitter portaladonna bioparco RT @tyrser: #aruba combustione spontanea causa caldo? #bestemmie
twitter L’ultimo tweet di @Arubait è datato 29 giugno. E non diceva neanche “Al fuoco! Al fuoco!”. #Aruba down.
twitter Ma qualcuno mi spiega cosa vi spinge a rimanera su #Aruba?
twitter Topolino non è un sistemista. #aruba
twitter certo che per essere un’isola manca l’acqua per prevenire gli incendi… #aruba
twitter venghino siori, si accettano scommesse! incendio, congelamento, zombie, topi, coca cola sui server? #aruba #RIP
twitter Stavolta vi denuncio! @Arubait #Aruba

 

 

Campo di Marte: corsa al nuovo fontanello

Appena inaugurato, è già preso d’assalto. Arriva in zona stadio il nuovo e attesissimo fontanello che da oggi permetterà ai cittadini della zona di bere gratuitamente acqua di alta qualità, refrigerata, liscia o anche gassata.

ACQUA GRATIS E CON LE BOLLICINE. È stato inaugurato questa mattina alle 12.00 dall’assessore del Comune di Firenze Cristina Giacchi e dal presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis il “Fontanello H2O gas” di Campo di Marte, sotto un sole che certo invogliava a cercare refrigerio in un bel bicchiere di acqua fresca. Forse anche a causa dell’ora calda, le persone che si trovavano nei giardini pubblici in viale Manfredo Fanti, lato curva Fiesole, si sono precipitate in massa a bere, soprattutto molti anziani e bambini.

LA GENTE: “LASCIATECI BERE”. Durante la presentazione al pubblico c’è stato anche chi, incurante di microfoni e telecamere, spazientito forse dal caldo, ha intimato a presidente e assessore, che parlavano di fronte al fontanello, di spostarsi per lasciarli bere. Si può quindi affermare che l’iniziativa sia stata accolta con entusiasmo dai cittadini della zona e non solo. L’area stadio è infatti strategica per via delle manifestazioni sportive e gli eventi musicali.

IL SUCCESSO DEI FONTANELLI. Così ha commentato D’Angelis: “I fontanelli pubblici hanno avuto grande successo con accessi record e consumi clamorosi. Lanciamo tre messaggi positivi: l’acqua dei nostri acquedotti non teme confronti ed è supercontrollata, si risparmia il costo dell’acqua minerale, si riduce l’inquinamento della plastica e del carburante”.

ALTRI DUE IN VIA MARAGLIANO E ALL’ISOLOTTO. Oggi sono 9 i fontanelli presenti a Firenze e a breve ne saranno installati altri due, uno in via Maragliano e uno all’Isolotto, e 13 in diversi Comuni della Provincia fiorentina.

 

Sciopero dei treni: oltre cento convogli soppressi

Disagi  per chi si sposta in treno a causa dello sciopero del trasporto ferroviario regionale, proclamato per la giornata di oggi, dalle 9,00 alle 17,00.

LA SITUAZIONE. Secondo i dati di Filt, Fit e Uiltrasporti l’adesione alla protesta è stata alta, arrivando all’80 per cento con punte del 95 per cento nel settore manutenzione. Secondo i sindacati sono stati oltre cento i treni soppressi: cancellazione che hanno riguardato i convogli regionali, mentre quelli a media e lunga percorrenza sono stati garantiti.

LE MOTIVAZIONI. Lo sciopero è stato indetto, spiegano le tre sigle “per assunzioni, rientro delle esternalizzazioni nelle officine, relazioni industriali corrette e corretta distribuzione della produzione bordo macchina all’interno della Toscana”.

“Pedonalizzazione nulla”

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E se la nuova pedonalizzazione non fosse regolare o meglio “nulla”. Mancherebbero, infatti, delle integrazioni agli atti con cui Palazzo Vecchio avrebbe messo in pratica il provvedimento. Questo il primo quesito uscito dal pezzo uscito sul Corriere di Firenze. Un esempio? “la dichiarazione di osservanza e attestazione di osservanza e delle relative autorizzazioni della soprintendenza”. Il coordinatore della Toscana, Learco Nencetti del sindacato Consal-Unsa- Beni Culturali ha così sollecitato la soprintendente ai Beni Culturali Alessandra Marino “affinché diffidi Renzi ad integrare gli atti emanati per la recente pedonalizzazione”.

Corridoio Vasariano a rischio. Senza quelli, afferma il sindacato, gli atti sono nulli secondo il primo comma dell’articolo 164 del codice dei Beni Culturali. Il Sindacato ha anche chiesto l’immediato intervento dei Beni Culturali per un altro problema. Il passaggio tra gli Uffizi e il Ponte Vecchio produrrebbe, infatti, vibrazioni potenzialmente dannose per il Corridoio Vasaraiano.

Attacco del Pdl. Infine, Marco Stella insieme a Stefano Alessandri del Pdl attaccano l’amministrazione senza mezzi termini: “Revocare immediatamente il provvedimento e predisporre prima il Piano generale del Traffico. Il dilettantismo della giunta Renzi sta facendo sprofondare la città nel caos, la città non si governa a colpi di ordinanze ma attraverso la predisposizione di atti e piani corredati da studi e simulazioni”. La parola ora rimbalza alla giunta e a Matteo Renzi.

Nuovo blackout per Aruba, ko il 60% dei siti web italiani. La rivolta online

 

Ancora guai per Aruba, megacentrale dei siti web, a pochi mesi di distanza dall’incendio che provocò il più vasto blackout della rete italiana. Questa mattina buona parte dei siti internet italiani ha avuto problemi di visualizzazione. La rivolta degli utenti si scatena sui social network.

INFURIATI. Aruba continua a non dare spiegazioni ufficiali ai disagi provocati in mattinata (oltre il 60% dei siti web .it usufruiscono dei servizi dello stesso provider). Se lo scorso aprile fu un incendio nella webfarm di Arezzo a mandare in tilt il sistema, stavolta pare che la responsabilità sia da addossare a un intervento tecnico, già programmato dall’azienda e segnalato sul sito web, nella sezione “Assistenza”.

RIVOLTA. L’intervento, però, avrebbe dovuto essere già concluso la notte scorsa, mentre questa mattina molti siti web erano ancora in “down”. Centinaia di utenti infuriati hanno scatenato una vera e propria rivolta online attraverso i social network. Twitter e Facebook sono stati letteralmente bombardati di post “incendiari”.

RICORSO. L’Adoc, associazione dei consumatori, preannuncia il ricorso alle vie legali per gli utenti danneggiati dal blackout, oltretutto ripetuto a breve distanza. “Stiamo ricevendo migliaia di chiamate e segnalazioni – dichiara il presidente dell’Adoc, Carlo Pileri – l’Adoc ha attivato prontamente il suo pool di legali per valutare la situazione e la possibilità di un risarcimento del danno subito, non escludendo un’eventuale class action a tutela degli interessi degli utenti”. I consumatori e gli operatori economici danneggiati potrebbero essere migliaia. “Molti siti di e-commerce e servizi al pubblico sono inattivi o bloccati – continua il presidente dell’Adoc – con un  danno di milioni di euro. Consigliamo agli utenti interessati di inviare la documentazione, con annessa quantificazione, del danno subito alla società Aruba e all’Adoc per conoscenza”.