martedì, 15 Settembre 2026
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Cinema, anche il Fulgor rischia la chiusura

Sono 29 le sale cinematografiche chiuse dal 1993 a oggi, e 11 sono state perse soltanto negli ultimi dieci mesi (5 del Variety, 2 del Principe, 2 del Fiamma e le monosale del Colonna e dello Spazio Uno).

LA DESERTIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO. Ora rischiano anche le 5 sale del Fulgor, sparite le quali la desertificazione di offerta culturale nel centro antico di Firenze sarebbe completa. Rimarrebbe infatti solo l’Odeon, che come sede della “Casa del Cinema” gode – per ora – del finanziamento di fondi pubblici (leggi l’articolo).

“4 MULTIPLEX SONO TROPPI”. La causa? In primo luogo “la proliferazione dei multiplex, ora arrivati a quattro”, dice Piero Baronti, presidente Legambiente. Nel giro di qualche anno sono sorti il Warner Viallage (oggi UCI, 11 schermi) di via del Cavallaccio (Q4), il Vis Pathé (16 schermi), l’Omnia Center di San Giusto a Prato (16 schermi) e, ultimo in ordine temporale, lo Space Cinema di Novoli (che vorrebbe dotarsi di 9 schemi). “Un’ecatombe di offerta culturale decentrata e connessa alle singole e peculiari identità di quartiere e, di rimando, una concentrazione mostruosa di offerta commerciale incardinata a modelli mordi e fuggi poco rispettosi della nostra tradizione”, scrivono i portavoce di Legambiente, ARCI Firenze, CGIL Lavoratori Comunicazione & Spettacolo e di Libera.

APPIATTIMENTO DELL’OFFERTA. Aumentano i cinema multisala ma, paradosslmente, diminuisce o si appiattisce l’offerta filmica: i multiplex offrono solitamente la stessa (o quasi) programmazione, spesso internazionale, mentre molti importanti titoli della nostra produzione cinematografica e documentaria non riescono a trovare spazio nella nostra città. “Chiediamo dunque un rapido intervento dell’amministrazione – dicono le associazioni – perché argini la concreta possibilità di nuove chiusure di sale cinematografiche e rivitalizzi il centro e i quartieri della città”.

Attacco incendiario e scritte ‘black bloc’, i Comitati ‘non c’entriamo niente’

 

“Estranei e contrari a simili gesti”. All’indomani del rinvenimento di una tanica di benzina all’interno del cantiere dell’Alta velocità a Campo di Marte e di alcune scritte in stile “black bloc” nelle vicinanze, i Comitati respingono ogni accusa. E ne avanzano altre.

ESTRANEI. Il Comitato contro il sottoattraversamento Tav di Firenze “esprime la propria estraneità e contrarietà a simili gesti – si legge in una nota – che alimentano solo un pericoloso clima da strategia della tensione”. La battaglia del Comitato contro “un progetto inutile e dannoso”, spiegano i membri del sempre più nutrito gruppo, si svolge “alla luce del sole, con gli strumenti della partecipazione democratica dei cittadini”.

DISTORSIONE. Anzi, secondo il Comitato stesso “l’attenzione rivolta a questo episodio distoglie dai reali problemi di questa opera, su cui da anni il movimento chiede un reale confronto pubblico e propone una concreta alternativa ai tunnel con un progetto di superficie, che eviti lo scempio di una città importante come Firenze (alterazioni alla falda-danni agli edifici-cantieri-polveri-gestione del materiale di scavo..) e lo spreco di denaro pubblico (3 miliardi di euro per i tunnel contro i 300 milioni del passaggio in superficie)”.

VAL DI SUSA. I No Tav fiorentini colgono anche l’occasione per ribadire la vicinanza ai “colleghi” della Val di Susa, denunciando “la repressione e la militarizzazione del territorio, messe in atto in ValSusa, con l’obiettivo esplicito di cancellare così le proposte e la corale opposizione della popolazione contro un’opera inutile e dannosa”.

Cupido in casa di riposo: 70enni innamorati, si sposano

 

Galeotta fu la casa di riposo. E’ stato proprio all’interno di una struttura per anziani, che hanno trovato l’anima gemella. 76 anni lui, 72 lei adesso la coppia si prepara per andare all’altare.

SPOSI OVER 70. Protagonisti della storia d’amore Umberto Burroni e Carla Angeli, ospiti della casa di riposo “Ciompi” di Monte San Savino, in provincia di Arezzo. Tra i due è subito scoccata la scintilla e dopo appena un mese di “convivenza” hanno deciso di sposarsi. Le nozze si svolgeranno domani proprio nel luogo che ha visto sbocciare il loro amore. La cerimonia si svolgerà alle ore 11,00 nella cappella della Casa di Riposo. Le bomboniere sono state realizzate dai ragazzi disabili del centro “Arca”, la cooperativa che gestisce l’attività della residenza.

LUNA DI MIELE. Come ogni matrimonio che si rispetti, è in programma il pranzo con degli invitati speciali, i cinquanta ospiti della struttura e il personale. Poi il viaggio di nozze nelle Dolomiti. Al ritorno nella casa di riposo i due sposini avranno una loro stanza da letto.

Crozza conquista l’Anfi: imitazioni, risate e il Renzi – tormentone

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Quasi due ore di spettacolo, tra monologhi, canzoni e imitazioni ormai collaudate: da Bersani a Brunetta, da Marchionne fino a Papa Ratzinger. Maurizio Crozza fa il tutto esaurito all’Anfiteatro delle Cascine. Non risparmia nessuno, tra una stoccata al Pd e una frecciata a Pdl e Lega, ci scappa anche la parodia del sindaco Matteo Renzi, richiestissima dal pubblico.

IRONIA GRAFFIANTE. Al centro dello spettacolo, evento di punta dell’estate fiorentina in programma ieri sera,  i mali dell’Italia: gli eccessivi costi della politica, la corruzione, la monnezza di Napoli. Tutti temi visti attraverso l’umorismo del comico genovese. L’apertura è tutta dedicata alla tav, un’opera da realizzare, altrimenti “cosa resta da fare agli onesti faccendieri?”.

DAL BUNGA BUNGA AL BINDI BINDI. Poi una canzone sui problemi del premier Berlusconi in parlamento e nelle aule di tribunale. “Ma non possiamo avere un presidente del Consiglio normale – chiede al pubblico – per esempio la Bindi, cosa vuoi che faccia di male.. il Bindi Bindi?”.

“NON SIAMO QUI AD ASCIUGARE GLI SCOGLI”. A finire nel mirino di Crozza anche la politica che diventa imitazione di se stessa. “Scusate, ho creato un mostro”, dice riferendosi alle metafore usate dal leader del Pd Bersani, a cui lancia un appello: “La frase ‘non siamo qui a smacchiare i ghepardi’ è mia! Vanno bene le metafore ma questo è troppo!”. E poi arriva lui… Matteino.

“SALVE, SONO MATTEO RENZI…”. Richiesto a gran voce dal pubblico, il comico si cimenta nel suo tormentone dedicato al primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, ormai divenuto ispirazione di migliaia di battute sul web (leggi l’articolo): “Salve, sono Matteo Renzi sono il nulla che avanza. Sono così giovane che davanti al David di Michelangelo ho fatto scrivere ‘tronista rinascimentale’. Quando sono andato da Napolitano l’ho trovato vecchio. Chi vedo io come presidente della Repubblica? Nek”.

Renzi_ditoE sul web scoppia il tormentone: ”Salve sono Matteo Renzi…”

 

Renzi_CrozzaFaccia a faccia (col sorriso) tra Renzi e Crozza , in diretta tv / VIDEO

Gli autobus si fermano di nuovo: sciopero in vista a Firenze

La privatizzazione di Ataf rimane al centro delle polemiche e la Rsu dell’azienda di trasporto pubblico annunciano un nuovo sciopero.

BUS A RISCHIO. Gli autisti torneranno a incrociare le braccia lunedì 18 luglio, per una mobilitazione che durerà per l’intera giornata. Per i conducenti lo sciopero sarà dall’inizio servizio alle 06.00, dalle 09:15 alle 11:45 e dalle 15.15 a fine servizio. Gli operai e gli impiegati sciopereranno invece per l’intero turno di lavoro. Durante la giornata sono previste assemblee nei depositi delle Cure e di Peretola. Lo sciopero cade nello stesso giorno in cui il caso Ataf sarà discusso dal Consiglio Comunale.

IL SINDACATO. “C’è chi ci da già per venduti, ma tutt’oggi l’assemblea dei soci non ha deliberato niente: Renzi e Company si stanno nascondendo per non affrontare il problema – scrive in una nota la rappresentanza sindacale di base – ci aveva detto che entro il 30 di giugno ci avrebbe convocati nuovamente per illustrarci la relazione dell’advisor, ma nessuno di noi l’ha visto”. La rsu da tempo si è schierata contro la privatizzazione di Ataf. “Dai quotidiani cittadini apprendiamo che Ataf Servizi avrà necessità di 800 lavoratori e la società Ataf Immobili di soli 20 amministrativi – si legge ancora nel comunicato della Rsu – considerato che il personale ad oggi in Ataf è di circa 1300 persone, ci chiediamo dove andranno a finire i restanti 480 “.

LA PRIVATIZZAZIONE. Il progetto della vendita prevede infatti la divisione dell’azienda in due rami: da una parte una società dove confluiranno gli immobili, dall’altra la gestione del servzio e del personale. Questa seconda realtà è quella che dovrebbe essere messa sul mercato e venduta ai privati.

COSA NE PENSI? Sei favorevole o contrario alla privatizzazione di Ataf? Rispondi al sondaggio su Facebook, commenta, mandaci una mail [email protected]

Tutti a bordo del ”piedibus” contro la privatizzazione di Ataf / FOTO

Ataf è in attivo. E in vendita per 10 milioni

Nasce con una grave forma all’intestino: neonato salvato con sei interventi

Salvato con sei interventi chirurgici un neonato di 600 grammi, con una grave forma di necrosi intestinale. E’ accaduto al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena.

GRAVE FORMA. Il piccolo era nato alla venticinquesima settimana da un parto gemellare con una grave forma di necrosi intestinale. Si tratta – spiega l’ospedale – di un caso eccezionale e molto complesso, portato a buon fine grazie al lavoro di squadra multidisciplinare di Chirurgia Pediatrica, diretta da Mario Messina (nella foto), Terapia Intensiva Neonatale, diretta da Franco Bagnoli, Pediatria Neonatale, diretta da Giuseppe Buonocore, Anestesia, diretta da Pasquale D’Onofrio e tutto il personale infermieristico del Dipartimento Materno-Infantile.

GLI INTERVENTI. “Appena nato – spiega Messina – le sue condizioni si sono subite aggravate a causa di una perforazione nascosta, chiamata NEC, cioè enterocolite necrotizzante coperta. I primi quattro interventi sono stati effettuati direttamente in terapia intensiva perché il piccolo era così grave da non poter essere spostato”. I primi tre interventi, effettuati a cadenza settimanale, hanno permesso di asportare piccole parti di intestino, sino ad arrivare ad un quarto intervento di digiunostomia. “Abbiamo isolato una parte dell’intestino mettendola a riposo – prosegue Messina – e per quattro mesi il piccolo è stato alimentato solo con terapia parenterale. Quando le sue condizioni si sono stabilizzate abbiamo effettuato gli ultimi due interventi. Attualmente il suo intestino corrisponde a un quarto di un intestino normale ma può adattarsi ad una vita regolare”.

MORTALITA’. Ora il bambino ha sei mesi e in questo lungo percorso di lotta verso la vita ha avuto sempre accanto la famiglia e tutto il personale ospedaliero. “Mi sono commosso – conclude Messina – quando l’ho visto mangiare il latte per la prima volta e ciò è accaduto proprio in questi giorni. Casi come questo hanno una mortalità compresa tra l’80 e il 100% e quindi siamo contentissimi che tutto il nostro impegno abbia dato i suoi frutti”.

Si tuffano in quattro per salvare una bimba, tutti in ospedale

Tutti in ospedale per salvare una bambina che stava annegando.

IL PRIMO TENTATIVO. E’ successo a Cecina (Livorno), dove quattro persone, tutte adulte, si sono tuffate dopo aver visto la piccola, 6 anni, in difficoltà in acqua. L’allarme è stato lanciato da un anziano bagnante: immediatamente si è  buttato in acqua un uomo di 38 anni, che però ha urtato un blocco di cemento sommerso.

ALTRE DISAVVENTURE. Poi è stata la volta degli altri tre bagnanti, improvvisatisi soccorritori: anche per loro qualche disavventura. Ma alla fine, nonostante le difficoltà e la sorte avversa, la bambina è stata messa in salvo.

In Toscana arriva il matrimonio eco-sostenibile

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Abiti rigorosamente riciclati o affittati, partecipazioni spedite via mail e non stampate, mangime per uccelli al posto del riso: ecco l’ultima novità “Made in Tuscany” in fatto di matrimoni.

I PRIMI ECO-SPOSI. L’idea nasce con il patrocinio dei comuni di Pontedera e Palaia, in provincia di Pisa, e il primo eco-matrimonio sarà celebrato domani tra Alessio Pardossi, 30 anni, e Stephanie Lazzereschi, 31 anni.

NIENTE AUTO. Gli invitati degli eco-sposi giungeranno alla cerimonia tutti insieme su un pullman, e non nella solita fila di auto altamente inquinanti.

Rissa tra venditori di bomboloni per il posto migliore in spiaggia

Si azzuffano per conquistare il posto migliore in spiaggia dove vendere dolci, ma il finale per loro è amaro. Molto amaro.

DOVE. “Spiagge bianche”, Vada (Livorno): è qui che, a giugno, si è verificata la rissa. Secondo quanto ricostruito, un venditore di bomboloni e ciambelle era stato picchiato da altri quattro per motivi di concorrenza.

IL FINALE. Ma la storia non è finita qua, anzi: indagando su quella lite, i carabinieri hanno infatti scoperto che gli ambulanti erano tutti a nero. Così, sono scattate la sospensione dell’attività del produttore dei dolciumi, una multa e il sequestro della “merce”: a essere confiscati sono stati 24 bomboloni e 210 ciambelle.

Arriva l’ombrellone del viandante: ombra ‘a tempo’ per gli ambulantiSqualo bianco terrorizza l’arcipelago toscano. E’ panico a Capraia

Il Premio Strega si ferma a Prato

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Si è fermato a Prato, quest’anno, il Premio Strega.

I RISULTATI. Ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento (giunto alla sua 65esima edizione) è stato infatti “Storia della mia gente” di Edoardo Nesi, pratese, edito da Bompiani. Il libro di Nesi ha ottenuto 138 voti. Storia della mia gente ha preceduto nella classifica finale La vita accanto (Einaudi) di Mariapia Veladiano con 74 voti, L’energia del vuoto (Guanda) di Bruno Arpaia con 73 voti, Ternitti (Mondadori) di Mario Desiati con 63 voti e La scoperta del mondo (Nottetempo) di Luciana Castellina con 45 voti.

IL LIBRO. Nel suo ultimo libro, a metà tra il saggio e il romanzo, Edoardo Nesi parla della sua Prato “invasa” dai cinesi, e di come sta cambiando la società.

IL PREMIO. Nato nel 1947, lo Strega è considerato il più importante premio letterario italiano. Il primo vincitore fu nientemeno che Ennio Flaiano, con “Tempo di uccidere”

I VINCITORI. Ecco gli ultimi scrittori ad aggiudicarsi il premio, prima di Nesi:

2006: Sandro Veronesi Caos calmo Bompiani

2007: Niccolò Ammaniti Come Dio comanda Mondadori

2008: Paolo Giordano La solitudine dei numeri primi Mondadori

2009: Tiziano Scarpa Stabat Mater Einaudi

2010: Antonio Pennacchi Canale Mussolini Mondadori