Mare d’Amare 3° edizione
”Nonostante la sua giovane età – sottolinea una nota – Mare D’Amare ha saputo dimostrare la sua maturità, sia per l’organizzazione, sia per l’attrazione che ha saputo esercitare sui top buyer italiani e stranieri, che ne hanno apprezzato la formula innovativa, il look ancora più accattivante e i servizi messi a disposizione, tra cui l’area sfilate, che ha consentito ad alcune aziende di mostrare i propri capi on stage”.
Particolarmente apprezzato è stato il cocktail organizzato domenica sera a Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria, seguito dalle visite guidate ai Quartieri Monumentali.
Sulla base di un’indagine condotta tra gli espositori l’ultimo giorno di fiera, sono state anche decise le date del prossimo rendez-vous: si tratta del 16, 17 e 18 luglio 2011
Alta velocità, Renzi: “Un passo avanti importante”
“La riunione di oggi (ieri, ndr) è stata positiva e utile perché è stato riconosciuto che la posizione del Comune di Firenze è seria e rigorosa. È stato fatto un passo in avanti importante perché per la prima volta si è riconosciuto che c’è qualcosa che non va nella documentazione che è stata prodotta da Ferrovie dello Stato ed è stata decisa la costituzione di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti per cercare un’intesa su alcuni aspetti legati al progetto”. Così il sindaco Matteo Renzi ha commentato la riunione sul nodo fiorentino dell’Alta velocità, che si è svolta nella sede della Regione, con l’ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il presidente della Provincia Andrea Barducci.
“Abbiamo posto i problemi della mancanza di corrispondenza tra i progetti esecutivo e definitivo – ha continuato Renzi -: esempio lampante è il caso delle terre di scavo. E’ difficile che si possa partire con un’opera pubblica senza sapere dove si portano le terre. E abbiamo rimesso alla valutazione di Ferrovie la nostra ampia preoccupazione sotto il profilo della Via per come rilasciata nel 1999″. “Aspettiamo – ha aggiunto il sindaco – che si apra quindi un tavolo che possa comprendere gli accordi che Ferrovie ha firmato e non ha rispettato, e mi riferisco alle questioni del Polo tecnologico dell’Osmannoro, dove su 900 assunzioni promesse ne sono state fatte 400 e non è stato completato nei tempi previsti il centro di sperimentazione. Ferrovie si erano impegnate per la produzione e manutenzione di 400 carrozze e ad oggi siamo fermi a 200. Ferrovie inoltre dovevano mantenere le attività di ingegneria, sperimentazione e manutenzione nel plesso Lavagnini, dove si registra una perdita di circa 300 posti di lavoro negli ultimi tre anni. E si sono persi altri centinaia di posti come macchinisti, capitreno, capistazione e operai della manutenzione. Abbiamo chiesto inoltre che al tavolo ci siano le garanzie che finora non abbiamo visto sul binario metropolitano”.
Per Renzi “da un lato c’è una guerra di carte bollate e noi siamo pronti a sostenerla consapevoli che le nostre opinioni non sono donchisciottesche ma che sono legate all’esigenza di salvaguardare Firenze“. Dall’altro le Ferrovie “se vogliono avere una discussione serena con le istituzioni devono partire dai punti che sono aperti e che loro non hanno chiarito nel corso di questi lunghi anni e sui quali hanno evidentemente un ampio cammino da fare prima di arrivare a dare le garanzie che la città chiede”. “Le valutazioni del Comune – ha concluso il sindaco -, che sembravano fino a ieri posizioni isolate di estremisti pericolosi, oggi sono posizioni ampiamente condivise, e toccano punti molto significativi e rilevanti, vale a dire il diritto o meno di poter continuare dei lavori”.
“Vinum nostrum” al Museo degli Argenti
In virtù della felice situazione archeologica delle città vesuviane, uno spazio a se è dedicato al caso particolare dei vigneti di Pompei, mentre un altro spazio della mostra è dedicato allo straordinario contributo di Fenici ed Etruschi nella diffusione della coltivazione della vitis vinifera nel Mediterraneo.
Accanto ad una riflessione sull’evoluzione delle tecniche di coltura diversi reperti appositamente selezionati illustrano anche i valori religiosi e culturali della vite, espressi sin dalle epoche più remote attraverso una vastissima serie di raffigurazioni che raccontano divinità, riti e feste del vino. Preziose sculture e vasi dipinti illustrano la nascita e la diffusione del culto di Dioniso, capace secondo la tradizione di mutare continuamente forma e sostanza. Eleganti servizi da mensa testimoniano come il consumo del vino abbia rappresentato uno dei momenti più significativi delle forme di convivialità dei gruppi aristocratici. Grazie ai preziosi ritrovamenti pompeiani e alle puntuali descrizioni presenti nella letteratura latina è stata ricostruita anche una “cella vinaria” che consentirà ai visitatori di immergersi nella realtà del tempo, aggirandosi tra gli attrezzi per la vigna, le anfore e i barili in legno, i cesti per la vendemmia, i carri e tutte le altre attrezzature. Un percorso, quello della mostra, volto, non solo a documentare scientificamente tutto il ciclo del vino dalla vendemmia al consumo, ma a stimolare gusto, olfatto e vista, sensi che mantengono con il vino uno stretto rapporto che affiora a livelli storici e sociali diversi.
Fino al 30 aprile 2011
Il sito della mostra: http://www.unannoadarte.it/mostra3_presentazione.html
Siena, Angelo Riccaboni nuovo rettore
Hanno eletto il professor Riccaboni 289 tra docenti e rappresentanti degli studenti nei consigli di facoltà (su 761 aventi diritto), 130 ricercatori (su 396 aventi diritto) e 194 tecnici e amministrativi (su 1224 aventi diritto), il cui voto, secondo lo Statuto dell’Ateneo viene conteggiato in modo ponderale (1 a 2 per i ricercatori e 1 a 10 per i tecnici e amministrativi).
Le schede bianche sono state 28; le schede nulle 19. “Queste elezioni – ha detto Riccaboni – sono state il confronto fra colleghi che hanno a cuore il futuro dell’Istituzione. Questa sera finisce la fase di competizione; da domani inizieremo a collaborare per risolvere i numerosi problemi dell’Università. Gli obiettivi principali saranno favorire la coesione all’interno della comunità accademica, fare all’esterno sistema con le Istituzioni, avviare una riflessione sulla didattica, individuare nuove risorse per sostenere la ricerca. Insieme all’impegno per raggiungere tutto questo, dovremo lavorare duramente per il risanamento. Al termine di questa campagna voglio sottolineare il mio apprezzamento per le idee e la correttezza degli altri due colleghi candidati, l’attuale rettore e il professor Vicino”.
“Ho impostato la mia campagna elettorale – ha detto il rettore uscente Silvano Focardi – cercando di fare capire bene il percorso compiuto fin qui, spiegando ciò che abbiamo fatto per il risanamento e per garantire il futuro dell’Ateneo. Purtroppo, non è stato sufficiente. Il mio mandato di rettore terminerà il prossimo 31 ottobre, ma sono disponibile da subito per collaborare affinché il passaggio delle consegne rispetti la continuità. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al voto e che mi hanno sostenuto”.
Mucca pazza, a Livorno grave una donna
Torna a far parlare di sè, a qualche anno dal grande allarme, il morbo della mucca pazza.
Una 42enne livornese è infatti ricoverata in fin di vita all’ospedale della città labronica, per aver contratto la variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob, ovvero il morbo della mucca pazza.
Non è ancora chiaro in che modo la paziente abbia contratto la malattia.
Alle Cappelle Medicee il tributo a Enrico IV di Francia
Il 14 maggio 1610 in una strada di Parigi un uomo uccide con una pugnalata il re di Francia, Enrico IV Qualche giorno dopo l’assassino, che si chiama François Ravaillac, viene sottoposto in una affollatissima place de Grève (l’attuale piazza di fronte all’Hotel de Ville) al supplizio previsto per i regicidi, torture terrificanti e poi morte lenta per squartamento. Il re vittima di questo attentato strano del quale ancora nessuno ha capito né i motivi, né i mandanti (se ce ne furono) si chiamava Enrico IV, ma da sempre per i nostri cugini d’oltralpe è solo “notre bon roi Henri”. Un modo affettuoso e quasi intimo per definire un re che oggi è uno dei personaggi più popolari della mitologia nazionale francese. Vera forza della natura, spirito avventuroso e cuore leggero, Enrico IV sa complottare, combattere, amare, ma anche e soprattutto governare. Nato in una Francia straziata dalle guerre di religione, diventa il simbolo della sua riconciliazione e la sua vita è una cavalcata eroica che finisce in una tragedia. Politico accorto, innamorato perennemente insoddisfatto, re costruttore, uomo coraggiosissimo, ma sprovvisto di qualsiasi sentimento di odio, Enrico di Navarra concentra su se stesso tutte le contraddizioni di un’epoca tormentata, però anche feconda. Ma soprattutto re Enrico è l’autore di quel grande gesto di civiltà e tolleranza che prende il nome di Editto di Nantes (1598), atto di riconciliazione nazionale dopo 40 anni di atrocità d’ogni genere.
A quattrocento anni dalla morte Firenze rende omaggio a Enrico IV re di Francia con una interessante mostra documentaria ed iconografica allestita alle Cappelle Medicee. Quando la notizia dell’assassinio arriva a Firenze Cosimo II de’ Medici (1609-1621), granduca di Toscana e cugino di Maria de’ Medici moglie del re assassinato e reggente per il minorenne Luigi XIII, ordina l’allestimento di funerali in effigie in onore del Re Cristianissimo. L’imponente cerimonia si svolge il 15 settembre 1610 e si inserisce nella pratica dei rituali funebri con forte valenza politica organizzati dalla famiglia de’ Medici.
A partire dal Cinquecento la famiglia Medici mostra la propria influenza politica in Europa anche tramite allestimenti scenografici legati ad eventi familiari delle principali dinastie: nascite, matrimoni e morti. Questa celebrazione fastosissima, uno dei primi atti del principato del giovane Cosimo II, ribadisce anche l’alleanza instauratasi tra la Francia e i granduchi di Toscana grazie al matrimonio di Maria de’ Medici con Enrico IV nel 1600. La scenografia della solenne cerimonia funebre realizzata sotto la direzione di Giulio Parigi, architetto di corte e disegnatore, ha dato luogo ad un programma iconografico e pittorico di una notevole rilevanza che rievoca le grandi gesta e il saggio modo di governare del defunto re. L’insieme, composto da ventisei tele di grande formato dipinte a grisaglia (diciannove delle quali ancora esistenti), è stato eseguito da artisti toscani vicini ai Medici, tra i quali Jacopo da Empoli, Bernardino Poccetti e Francesco Curradi: costoro diedero vita ad una vera e propria opera collettiva che, per un breve periodo di tempo, adornò le pareti della basilica di San Lorenzo, interamente drappeggiata, per la circostanza, da paramenti funebri. L’influsso esercitato da questo insieme fu tangibile, nonostante il suo limitato periodo di esposizione. All’opera, infatti, infatti si ispira la serie di grandi dipinti che Maria de’ Medici commissionò a Rubens per la decorazione del palazzo del Luxembourg.
L’esposizione dedicata alla commemorazione di Enrico IV è leggermente diversa nelle due sedi, per intuibili motivi di comunicazione. Se infatti la figura del re è ovvia per la Navarra, altrettanto non lo è per Firenze, dove l’introduzione didattica ha uno spazio maggiore. Una parte è perciò dedicata ai Medici e alla politica familiare che vide Maria, nipote di Ferdinando I, andare in sposa a Enrico IV nel 1600 giungendo, dopo l’assassinio del Re, alla reggenza della corona di Francia per il delfino. Con la magnificenza della pompa funebre, celebrata a Firenze, la corte medicea vuole anche sottolineare la legittimità di quella reggenza e della successione al trono per Luigi XIII.
In mostra oltre alle tele ci sono libri, incisioni e disegni per la celebrazione, l’albero genealogico dei Medici, medaglie dei principali personaggi legati all’episodio, documenti del matrimonio, preziosi ritratti del Re e della Regina in pittura e scultura e un magnifico bozzetto di Pieter Paul Rubens, con lo Sbarco di Maria de’ Medici a Marsiglia eseguito a modello per il ciclo per il palazzo del Luxembourg, che Maria commissionò al pittore tra il 1622 e il 1624.
La mostra è stata promossa ed organizzata dalla Réunion des musées nationaux, il dal museo nazionale del castello di Pau, città che ha dato i natali al “buon re Enrico”, in collaborazione con il Polo museale fiorentino.
Parigi val bene una messa! 1610: omaggio dei Medici a Enrico IV re di Francia e di Navarra
fino al 2 novembre 2010
Torna l’ondata di caldo tra domani e venerdì
Firenze rientra però nella “top 15” delle città italiane dove si avvertiranno temperature elevate, anche a causa dell’alto tasso di umidità, che potrebbe avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio.
Oro nero, arcipelago toscano a rischio trivellazioni
L’associazione ambientalista lo ha denunciato oggi a Roma durante una conferenza per il lancio della campagna “Paesaggi sensibili 2010”. Secondo il dossier di Italia nostra ”in Italia sono 95 i permessi di nuove trivellazioni di idrocarburi di cui 24 a mare” pari a 11.000 kmq e 71 a terra per oltre 25mila km quadrati.
A rischio sarebbero soprattutto Adriatico, Jonio e canale di Sicilia.
Nonostante, poi, ”i gravissimi problemi emersi dopo il disastro ecologico della marea nera nel Golfo del Messico”, in Italia – si legge nel dossier – ”stanno aumentando le richieste per trivellazioni petrolifere offshore: 66 concessioni con pozzi già attivi, 24 permessi di esplorazione per un’area che supera 11.000 kmq”.
Tav, serve un nuovo accordo. Ma i lavori vanno avanti
All’incontro di stamani in Palazzo Strozzi Sacrati, durato oltre quattro ore, hanno partecipato oltre al presidente Rossi, l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao, l’Ad delle Ferrovie Mauro Moretti, il presidente della Provincia Andrea Barducci e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
Cinque i punti cardine su cui il tavolo dovrà discutere sono l’istituzione di un osservatorio per gli aspetti ambientali, l’informazione ai cittadini e la sicurezza dei cantieri; l’utilizzo di una sola talpa per la realizzazione del tunnel, anziché due come inizialmente promesso da Fs; la collocazione delle terre di scavo attraverso un preciso e definito piano di smaltimento; le prospettive del centro tecnico dell’Osmannoro; il collegamento tra la stazione Foster e Santa Maria Novella.
“Dobbiamo lavorare con pazienza e determinazione – ha dichiarato il presidente della Regione Enrico Rossi al termine dell’incontro – tutelando i cittadini, la città di Firenze ma anche lo sviluppo. Quando il tunnel sarà completato potremo avere fino a 260 treni in più per il trasporto dei pendolari”.
“Sono certo che si arriverà a una soluzione positiva – conclude Rossi – e alla velocizzazione dei lavori. Tanto che Ferrovie ci ha confermato che la conclusione dei lavori sarà anticipata a dicembre 2014”.
Caccia al biglietto per gli azzurri del rugby
“Stavolta è davvero la volta buona – dichiara il vicesindaco e assessore allo sport Dario Nardella – Per la prima volta lo stadio Franchi avrà il ‘battesimo’ del grande rugby”. E con il più intrigante dei 3 incontri del Cariparma Test Match 2010, che farà tappa anche a Verona e Modena.
Il vicesindaco Nardella ha ricordato che in vista dell’appuntamento del 20 novembre saranno organizzati una serie di eventi collaterali che verranno definiti nei dettagli a partire da settembre e che coinvolgeranno le scuole, le società sportive e le realtà commerciali del territorio. “C’è poi una grande opportunità di promozione rivolta all’Australia – ha concluso il vicesindaco Nardella – quando a fine settembre saremo a Melbourne in occasione dell’assegnazione della sede dei campionati mondiali di ciclismo del 2013 ai quali Firenze, assieme ad altre città toscane, è candidata”.
Intanto a partire dal 30 luglio inizierà la prevendita dei biglietti che potranno essere acquistati nei punti vendita LIS (elenco disponibile su www.listicket.it); call center Lottomatica: 892.982. Pagamento con carta di credito; esclusivamente per i gruppi privati di minimo 13 persone [email protected], tel. 892.982 – Fax +39 06 51962400; ufficio gruppi per rugby club: per i gruppi di minimo 13 c/o biglietteria centrale sede FIR, Stadio Olimpico, Curva Nord. Info su www.federugby.it area biglietti-ticketing.
Questi i prezzi: Tribuna Coperta (poltrona e poltroncina) – 80 euro (ridotto – under 14 e over 65 – 64 euro); Tribuna Coperta Laterale 60 euro (48 euro); Parterre di Tribuna 20 euro (16 euro); Maratona 40 euro (32 euro); Parterre di Maratona 16 euro (13 euro); Curva Fiesole 30 euro (24 euro); Parterre Curva Fiesole 10 euro (8 euro); Curva Ferrovia 30 euro (24 euro), Parterre di Curva Ferrovia 10 euro (8 euro); Curva Ospiti 30 euro (24 euro); Parterre di Curva Ospiti 10 euro (8 euro).

