Piste ciclabili, belle ma “a ostacoli”
Case minime, “non soltanto degrado”
“Le case minime non sono soltanto degrado”. Hanno voluto far sentire la loro voce, gli abitanti delle case popolari di via Rocca Tedalda, dopo che Il Reporter, nel numero di gennaio, aveva pubblicato un’inchiesta sulle difficoltà della vita in quella zona della città. Un’inchiesta che aveva portato alla luce come degrado, spaccio e solitudine siano problemi vissuti sulla propria pelle dai residenti di via Rocca Tedalda, “soprattutto la sera, quando qui è tutto buio, in giro non c’è nessuno, le forze dell’ordine non fanno controlli e, dalle finestre di casa, si vede spacciare continuamente”, si era sfogato uno degli abitanti della zona.
Ma, insieme a voce come questa, se ne sono levate altre, di residenti che hanno voluto sottolineare come quel mondo, difficile da “inquadrare” dall’esterno, nasconda anche altri aspetti. “Qui ci abitano soprattutto lavoratori onesti, mamme e bambini – hanno precisato, con una lettera, alcuni abitanti – mentre spacciatori e tossici sono sicuramente la minoranza delle persone che risiedono qui. Non crediamo di essere diversi dagli altri fiorentini”. Il quartiere, insomma, sembra dividersi tra chi prova disagio a viverci ogni giorno e chi, invece, si sente orgoglioso di far parte di un mondo che, dopo anni difficili, tenta di rialzare la testa, anche grazie a interventi di istituzioni, associazioni e volontari.
“Le case minime sono sicuramente, per la loro storia, un ‘sottoinsieme’ particolare del quartiere, che, soprattutto in passato, è stato caratterizzato da diversi problemi – dice il presidente del Q2 Gianluca Paolucci – noi facciamo il possibile per migliorare la qualità della vita delle persone che ci abitano, offrendo anche servizi che in altre parti del quartiere non ci sono”. Servizi come il “Fantafondo”, lo spazio di aggregazione nato nel cuore delle case popolari nel 2000, e che da allora si è conquistato un ruolo sempre più importante per i giovani della zona. Uno spazio nato con l’obiettivo di togliere dalla strada i minori del quartiere, e che nel tempo è diventato un vero punto di riferimento: ogni giorno sono una trentina bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni che lo frequentano per fare i compiti e ricevere un aiuto scolastico, ma anche per organizzare attività ricreative che spaziano dalla musica allo sport. “E i risultati sono stati davvero soddisfacenti – spiegano coloro che lo gestiscono – soprattutto in termini di un minore abbandono scolastico dei giovani che lo frequentano. Fondamentale, in questo senso, è la continuità di questa iniziativa”. Continuità garantita dai tre operatori che ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì, con la loro presenza assicurano l’apertura del Fantafondo.
In bici nel quartiere, tra imprevisti e difficoltà
Lo dicono i fiorentini. E anche noi, per un giorno, ci siamo mischiati alle decine di ciclisti che amano spostarsi in città con il mezzo ecologico per eccellenza. Il problema più sentito ed evidente è quello dei tracciati che spesso si interrompono bruscamente senza preavviso. Ne è un esempio il tratto compreso tra il ponte Santa Trinita e lungarno Guicciardini dove, chi arriva in bicicletta da piazza Goldoni, è costretto a scendere e attraversare a piedi l’incrocio.
Arriva l’Opa, Firenze si veste d’innovazione
Dopo tre anni di lavori, il gigantesco ponte di acciaio non c’è più e al suo posto, al numero civico 7 di piazza San Giovanni, si spalanca un portale quattrocentesco che conduce al cortile dell’edificio medievale che ospita il centro di accoglienza costato all’Opera del Duomo oltre 3 milioni di euro (escluse le rifiniture interne).
La struttura si sviluppa su quattro piani per un totale di 1300 metri quadri. Al piano terreno si apre la hall a volte con un ricco bookshop, dalla quale si accede poi ai 22 bagni in corion grigio, un materiale in resina acrilica non assorbente. Un ascensore in cristallo dal design futuristico porta al primo piano dove si trovano quattro sale dotate di maxischermi ultramoderni avvolgibili alle pareti e proiettori a soffitto che serviranno anche a ospitare mostre, convegni, videoconferenze. Qui gli ospiti possono immergersi in un viaggio multimediale alla scoperta di Firenze e dei suoi monumenti. I locali si possono prenotare online e una tessera magnetica con microchip consentirà di aprire le porte. Al secondo piano è immediatamente visibile un affresco del Trecento con un’Annunciazione, che prelude a un ampio salone capace di contenere 80-90 persone. Gli ultimi due piani sono riservati invece ai dipendenti con uffici e spazi tecnici.
“L’Opera del Duomo ha investito sull’innovazione – spiega Paolo Bianchini, responsabile tecnico dell’Opera del Duomo – sull’azione propedeutica di un servizio portatore di valori culturali e umani. Un investimento reso possibile anche grazie alla proficua collaborazione con la Soprintendenza. E’ una grande scommessa in cui crediamo molto – conclude – e ci auguriamo che da questa possa nascere una rete di collaborazione con altre associazioni e guide turistiche”.
La classe speciale del “binario 1”
Gli spazi sono piccoli eppure c’è tutto: lavagne, pennarelli blu e rossi, libri, alfabeti con animali disegnati per chi è all’inizio, fogli, penne, matite, gomme e tanta voglia di imparare. I principianti, e fra questi anche chi non sa né leggere e né scrivere, sono sistemati nell’entrata, mentre gli alunni del secondo livello nella stanza piccola. Qui è tutto molto più informale, più familiare, più allegro, più colorato da tutte le etnie che la frequentano. E’ la scuola delle colf, dei muratori, degli studenti, di semplici casalinghe, di chi non ha casa né uno straccio di lavoro (molti vengono da centri di accoglienza). Sono su per giù una ventina, ma a volte molti di più. Si incontrano tre pomeriggi la settimana. Il venerdì invece si impara l’inglese.
Elvira, sulla sessantina, viene dalla Romania ed è a Firenze solo da due settimane grazie a un’amica. Per lei, questa è la seconda lezione di lingua italiana. Elvira ha bisogno, come altre, di imparare l’italiano per lavorare come badante. E’ venuta in Italia perché nel suo paese i salari sono bassi. E’ sola, divorziata, e ha tre figli da aiutare: una è a Sidney, uno è ingegnere e l’altro ancora frequenta l’università in Romania.
“Noi riusciamo a sistemare circa 300 donne l’anno come badanti e colf – spiega Adriana Grassi, la presiedente dell’Acisjf – il nostro compito è cogliere le necessità e dare delle risposte. I bisogni più comuni sono il lavoro e l’alloggio. Ogni anno facciamo circa 3000 colloqui al centro di ascolto, e le persone che passano di qui sono di 58 nazionalità con o senza permesso di soggiorno”.
Sorride Klajdi, un ragazzo albanese che frequenta la scuola alberghiera. Il suo sogno è diventare un grande chef. Seduta vicino a lui c’è Zina, quarant’anni, estetista che viene da Bucarest dove ha lasciato la figlia di 25 anni che studia marketing all’università. Parla abbastanza bene l’italiano. Vorrebbe lavorare in un centro estetico, ma poi dice sottovoce “mi arrangio alla meglio aiutando una persona anziana”. Sono cronache della disparità, della povertà e della dignità quelle che si ascoltano alla scuola di tutti.
Cascine, il parco si rifà il look
Gli interventi previsti riguarderanno soprattutto le parti storico-monumentali, ma anche nuovi arredi, manti erbosi, siepi e piste ciclabili. L’ok arriva dal Comune, che mette a disposizione più di un milione e mezzo per i lavori di completamento della riqualificazione del parco iniziata nel 2004. I lavori di restyling cominceranno dal piazzale Kennedy, con l’impermeabilizzazione della vasca e la ripavimentazione, per un costo di 257mila euro.
Seguirà il ripristino di tutta la zona delimitata dal viale della Catena, viale del Galoppo e dal giardino della Vinaia (circa 75mila euro). Torna a nuovo splendore anche il giardino della Piramide con il suo monumento (quasi 200mila euro). A farsi carico dell’onere sarà la Regione per il 60 per cento – in virtù dell’accordo quadro del 2006 – mentre il restante 40 spetterà a Palazzo Vecchio.
Da sempre, quella striscia lussureggiante – lunga circa 3,5 chilometri e larga 640 metri – con le sue 10mila specie botaniche, rappresenta per i fiorentini il luogo ideale per sport, tempo libero e benessere. Più spazio sarà dato, infatti, a bici e pedoni con la realizzazione dell’itinerario cicloturistico lungo 7 chilometri che collegherà la pista C1 – che dall’Arno arriva ai Renai di Signa – e la C6 che si snoda dall’Indiano fino al Polo scientifico di Sesto. La spesa complessiva sarà di 354mila euro, di cui 212 vengono dalla Regione (tramite il fondo europeo ‘Misura-turismo’), e il resto dal Comune. E a vegliare su ciclisti e pedoni, ci sarà la “nuova porta telematica sul viale dell’Areonautic,a che controllerà il traffico veicolare alle Cascine”, come assicura l’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo.
Cascine, il trasloco del mercato “non s’ha da fare”
Il Rock Contest festeggia i suoi primi 20 anni
Dopo il primo appuntamento, tenutosi lo scorso 21 febbraio all’Auditorium Flog di Firenze, la prossima “data” da non perdere è in programma il 12 aprile al Saschall con i Gogol Bordello: sarà un evento internazionale, grazie ad un gruppo musicale che arriva per la prima volta a Firenze dopo aver girato l’America, partecipato ai più importanti festival della Gran Bretagna e scalato le classifiche di mezzo mondo. Dall’uscita nel 2007 del loro cd “Super Taranta!”, il gruppo è diventato in breve tempo un vero e proprio cult, conquistando il plauso della stampa e del pubblico in tutto il mondo. Il front man, l’ucraino Eugene Hutz, è il protagonista e l’ispirazione principale del nuovo film di Madonna “Filth & Wisdom” e, sia lui che Madonna, erano presenti alla premiere internazionale al Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Hutz è stato inoltre indicato dal direttore creativo di Gucci, Frida Giannini, come ispirazione per la sua collezione invernale 08/09 della casa di moda fiorentina. Ospite speciale della serata sarà il gruppo al femminile Kill The Nice Guy, freschi vincitori del Rock Contest 2007.
Parte adesso il bando di concorso per Rock Contest 2008, con scadenza il 15 settembre 2008, che si svolgerà da ottobre a dicembre. Il nuovo concorso verrà fatto conoscere anche nei luoghi della musica,quindi nelle discoteche, sale prova e scuole di musica, grazie a tour promozionali dei gruppi del Contest e la rete delle strutture Informagiovani delle amministrazioni comunali di tutta Italia. Il Rock Contest è diventato una vera e propria vetrina internazionale per tante giovani band con un età media che si aggira tra i 17 e i 20 anni. La manifestazione, nata nel 1984 ad opera dell’emittente radiofonica Controradio, è stata sostenuta, a partire dal 2002, dall’assessorato alla pubblica istruzione e politiche giovanili del comune di Firenze, grazie al quale è ripartito con un nuovo slancio nazionale dopo una pausa di tre anni, vedendo, di anno in anno una crescita esponenziale dei gruppi musicali iscritti: nel 2007 più di 800 gruppi per circa 3500 musicisti, oltre ad un indiscusso innalzamento del livello qualitativo musicale dei partecipanti. er informazioni sul bando e sui concerti consultare il sito www.rockcontest.it.
I’centravanti
C’era una vorta ora un c’è più, ma qui un si sta a fa’ tiritere su e perchè e per come. Qui e si sviscera la parte tennica. De’ sordi, degli ‘ngaggi de’ tetti e delle pensiline un ce ne ‘mporta una smania.
C’era una vorta e ora un c’è più visto che quello che gli è rimasto e l’ha fatto se’ go’ in ventun partite che tra poco e li fa anche i’portiere. Vu’ ridete? ‘Nformatevi ‘gnoranti quanti go’ l’ha fatto Rogerio portiere di S.Paolo ni “brasileirao”! E lo seguo sempre su’nternette perchè i’Brasile l’è i mi’ paese d’adozione: i’paese di’mare, di’ carcio e della topa! E doveo nasce’ lì, gli è stato uno sbaglio di’corriere! Ma questo gli è un’artra materia, ora e un ci distraiamo.
‘Nsomma poi, portieri o no, se’ go’ pe’ un centravanti che gioha quasi sempre l’è roba da ridere. Eppure e un gioca male, eppure e gioca pe’ la squadra..Stronzate, un centrattaco pe’ gioha’ pe’ la squadra e deve fa’ go’, i’ resto e son discorsi. Se no e faccia un’artra cosa, la mezzala, i’mediano, i’raccattapalle, i’magazziniere, ma se l’è centrattacco, co i’9 o co i’29 su i’groppone, la deve ‘mbuchetta’ dentro e punto.
Ora perchè e un la ‘mbuchetta?
I’tennico Gigi e dice la sua che, visto i’purpito, l’è come Vangelo.
Un n’imbuchetta perchè e un ci ha l’istinto omicida di’killer di’ go’, di quello che guarda i’pallone e lo vede ‘nfondo alla rete, che lo guida co i’pensiero mentre tira. Lo po’ piglia’ co i’capo, co’piedi, cogli stinchi co i’che ti pare ma mira sempre gli angoli e mentre lo tocca e vede i’pallone ‘nfondo a i’sacco.
I’nostro, ‘nvece, o la piglia piena e fa rinterzo e pallin di quattro co i’portiere o la tira di fori.
Mi pa’ di vede’ un centrattacco che ci aveo io nell’AICSE, i’Ciabattoni. Anche lui l’arrivaa davanti a i portiere e stonfa, lo pigliaa sempre pieno. T’avei voglia di diglielo, di smoccolare, nulla. Ma qui e venne fori la grandezza di’ tennico, cioè io.
Allenamento specifico, su i’campo palloni su palloni da piglia’ ai’volo e mette’ negli angoli della porta, quando sortia da i’campo e gni buttao barattoli, sassi, tutto da piglia’ a i’volo per centra’ un bersaglio: i’go’. Potea esser un cestino de’ rifiuti, uno spigolo d’una porta, la buca di’ cesso, ma bisognava buttalla dentro e cerca’ gli angoli. L’ho perseguitato pe’ un mese a mettigli ni’ cervello questa fissa di cerca’gli angoli, perchè e gni venisse istintivo, come la voglia di falla.
Il dottore dell’INPSE di Vicchio e me lo spiegò come dicano gli ‘struiti: “messaggio subviminale”. I che c’entri i’Viminale e un lo so, forse perchè un centrattacco forte poi e si po’ dare alla politica. Boh? Comunque a un certo punto e l’ha cominciato a fa’ go’ e l’ha vinto al classifica de’ cannonieri!
L’unico problema l’è stata la su’ moglie che l’è venuta a lamentassi perchè quello cercava gli angoli anche la notte e un trovaa più i’centro! “O signora e la senta se l’inpse la gli riconosce la malattia professionale! Ma un centrattacco e deve fa’ così!”
‘Nsomma, ho fatto vince’ la classifica cannonieri AICSE a i’Ciabattoni, t’immagini i’che fare’ co i’ Pazzini!
Ma e’ geni son sempre ‘ncompresi!
E vu’ ridete? E vu’ scotete i’ ceppicone? Seguitate così allora o icche vu volete che vi dica! Quello e fa un go’ ogni du’ mesi e noi la Scempionse e la si vede fare.
L’oracolo di Vicchio e gli ha parlato, addio brodi.
Ora vu vi potete leva’ gli occhiali e torna’ nelle vostre penombre, che i’grande Gigi, detto i’Ciaba e l’ha peros anche troppo di’ su’ tempo pe’ cerca’ d’istruivvi.
Papa Waigo su, Pazzini giù
SULL’ALTARE
PAPA WAIGO
Chi se non lui! Già che c’era rimasto nella tastiera dopo il match con il Livorno e gli avevamo preferito, ode alla carriera, il buon Martino Jorgensen.
Il ragazzone venuto dal Senegal che a Verona fischiavano per il colore della pelle, ma che a Cesena adulavano per averne fatte du
e in una partita alla Juve, è il nuovo mito di Firenze.
Forse non l’immagina nemmeno lui, ma è già nella storia della Fiorentina data la frequenza (purtroppo) con cui si sbanca la Torino bianconera.
Con lui gioiscono tutti i tappetari di Firenze ma non solo. C’è chi chiede già i passi coreografici della Papa-dance e chi gli vuole fargli un monumento al fianco del Biancone, così di contrappasso per riderci su, alla maniera Fiorentina.
Certo è che in due mezze partite giocate si è dimostrato semplicemente devastante!
Due gol di buona fattura e due assist precisi e buone qualità tecniche. Una lepre imprendibile sulla corsia di destra. E ora? Chi ha il coraggio di toglierlo di squadra?
Pensare solo, è c’è da ridere a piene ganasce, che il mitico Corvino l’ha preso come scambio di comproprietà alla pari con l’alieno belga Van Derborre dal Genoa.
Male che vada un ottima plusvalenza!
NELLA POLVERE
PAZZINI
Non me ne voglia il promettente ex ragazzino del Margine Coperta, ma lo butto nella polvere per il suo bene ed anche per superstizione.
Memore che, l’altra volta ci ho buttato Osvaldo ed è servito, sì che è servito!
E’ vero che gioca per la squadra, che si sacrifica, che prende tante botte, che ha imparato a difendere bene la palla, che in progresso, che torna dietro a dare una mano.
Però da che mondo è mondo chi di mestiere fa il centravanti dovrebbe buttarla dentro, tutto il resto sono accessori, optional in più.
E’ vero che un Toni non si trova dietro ogni angolo, ma 6 gol per una punta di una squadra che lotta per la Champions sono un po’ pochini.
Quelle poche volte che riesce a tirare, inquadrando la porta, con puntualità scientifica centra sempre il portiere e ci fa imprecare di brutto. Si è difficile, vero, la porta è molto larga.
Ecco Pazzini provaci a non centrare il portiere e smentiscici quano prima.

