E' una scuola-museo: l'Educandato statale della SS Annunziata apre le porte del suo tesoro, la villa medicea di Poggio Imperiale, e lo fa grazie a 'guide' d'eccezione: gli studenti
Bambini sui social, istruzioni per l’uso
Le armi che abbiamo sono spuntate. Per difendere bambini e ragazzi dagli effetti collaterali dei social network, gli strumenti in nostro possesso sono pochi e soprattutto deludenti. A dirlo il giornalista Simone Cosimi e lo psicoterapeuta Alberto Rossetti che, a quattro mani, hanno scritto il libro Nasci, cresci e posta – I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?, un un’agile guida utile per capire le regole che disciplinano la presenza dei bambini e degli adolescenti su piattaforme come Facebook, Twitter, Instagram.
Il volume , edito da Città Nuova, sarà presentato giovedì 25 gennaio (ore 18) alla libreria Ibs di Firenze, in via de’ Cerretani, alla presenza degli autori che per l’occasione si confronteranno con Gabriela Jacomella, giornalista e fondatrice di Factcheckers, associazione che promuove la cultura della verifica delle fonti.
Bambini e social network
Nel libro, gli autori raccontano il processo di costruzione dell’identità nel mondo digitale contemporaneo, illustrando come i bambini e gli adolescenti utilizzino i social network per puntellare il proprio sviluppo e come queste piattaforme, certo ricche di opportunità, possano in realtà partorire effetti collaterali importanti: dal cyberbullismo all’ipersuggestione fino alla sovrapposizione assoluta fra dispositivo e social, strumento e social.
C’è anche un’attenta analisi delle principali piattaforme online espressamente pensate per i bambini: da YouTube Kids a Lego Life fino a Scrapbook vengono evidenziati i meccanismi di funzionamento e i possibili punti deboli.
Palazzo Strozzi, le mostre del 2018
Palazzo Strozzi si prepara per le prossime mostre del 2018. Spenti i riflettori su Il Cinquecento a Firenze, che ha fatto segnare il record di presenze con oltre 150mila visitatori, ora la prestigiosa sede espositiva è pronta ad “andare avanti nel tempo”, lasciandosi alle spalle il Rinascimento per guardare all’epoca moderna e contemporanea.
Palazzo Strozzi: la prima delle nuove mostre 2018
Pochi giorni prima dell’equinozio di primavera, le lancette dell’orologio andranno avanti dal 1500 fino alla metà del secolo scorso. La prima nuova mostra del 2018 di Palazzo Strozzi è Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano, un viaggio tra arte, politica e società nell’Italia degli anni ’50 e in quella della contestazione degli anni Sessanta.
Dal 16 marzo al 22 luglio 2018 arriveranno a Firenze oltre 60 opere di artisti che per la prima volta vengono riunite assieme per narrare il fermento culturale nel nostro Paese durante quasi venti anni di storia. Ci saranno le opere di “big” come Renato Guttuso e Lucio Fontana, Alberto Burri ed Emilio Vedova. E ancora: Enrico Castellani, Piero Manzoni, Mario Schifano, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto. L’esposizione, a cura di Luca Massimo Barbero, parte dal trionfo dell’Arte informale per abbracciare anche le sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop art.

Dopo Guttuso, Marina Abramović a Palazzo Strozzi
A settembre poi, dopo Ai Weiwei e Bill Viola, Palazzo Strozzi torna ad ospitare l’arte contemporanea con una retrospettiva su una delle personalità più conosciute e controverse: Marina Abramović, che sarà anche coinvolta in prima persona durante questo evento espositivo dando la possibilità ai visitatori di assistere dal vivo alla riesecuzione delle sue celebri performance.
Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 saranno riunite oltre 100 opere dell’artista, abbracciando quattro decenni, dagli anni Settanta a oggi. Un modo per avare una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, ma anche per scoprire la produzione degli esordi, meno nota al grande pubblico.
Il meglio del vintage è alla Stazione Leopolda
La Stazione Leopolda di Firenze veste vintage, per cinque giorni, con abiti e oggetti che hanno fatto storia, ma che sono sempre attuali. La rassegna Vintage Selection torna con il primo appuntamento del 2018.
Come di consueto, quando i riflettori sulle rassegne di Pitti si stanno per spegnere (l’ultimo evento in corso è Pitti Filati fino al 26 gennaio), si apre il sipario sul salone-laboratorio dedicato alla moda che non passa mai di moda. Da mercoledì 24 a domenica 28 gennaio 2018 si svolge la 31esima edizione di Vintage Selection dedicata al tema “The Next Past”, ispirato al filo conduttore di Pitti, quello del cinema declinato in tutti i suoi aspetti arrivando fino alla tv di tre decadi, ’70, ’80 e ’90.
Vintage selection 2018: il primo “ciak” dell’anno
Alla Stazione Leopolda sono presenti oltre 60 espositori: le realtà nazionali e internazionali specializzate in abiti, accessori e design vintage di qualità, insieme alle aziende che si occupano di vintage customizzato, dando nuova vita a vecchi capi fashion grazie a tecniche innovative. Da visitare la mostra “Shiny Vibes”, arricchita da look cinematografici e televisivi del passato, come l’abito nero di Morticia Addams o gli outfit delle protagoniste di Sex and The City.
Torna anche la Lounge Area, animata durante l’happy hour, tra le 19 e le 21, da dj set a tema e da esibizioni curate da Tuballoswing e PopUp Events.

Photo credits: AKAstudio-collective per Vintage Selection
Vintage alla Leopolda: gli orari
Il salone è aperto tutti i giorni, dal 24 al 28 gennaio, dalle 10 del mattino fino alle 21, con biglietto di ingresso a 5 euro (3 euro presentando il coupon sconto da scaricare dal sito internet di Vintage Selection 2018).
Il gatto Gandhi, la mascotte delle Cure
Una mascotte del rione. Lo chiamano Gandhi: è il grosso gattone divenuto cittadino “ad honorem” del quartiere. Trascorre le sue giornate al sole lungo il marciapiede di via Ponte alle Riffe, alle Cure. C’è chi racconta di vederlo da molti anni. Attraversa guardingo la strada guardando sia a destra che a sinistra per avvicinarsi al massimo ai suoi amici del forno.
Il “babbo” del gatto Gandhi
Abbiamo fatto due chiacchiere con il suo “babbo” Nicola Fornaciari che abita al piano terra di un palazzo in via Ponte alla Riffe dove quotidianamente è facile imbattersi nel tenero micione. Nicola ha insegnato a Gandhi ad essere libero. Non un classico animale da appartamento che non vede la luce del sole, Gandhi è stato accompagnato fin da piccolo nella giungla di cemento da Nicola che gli ha insegnato le regole della strada.
“Gandhi mangia solo crocchette – ci racconta Nicola – gli piace riflettere e star fermo in un angolo della casa. Il suo nome è venuto nel periodo in cui praticavo meditazione: anche a lui piaceva meditare sulle mie ginocchia e stava immobile anche per un’ora. Ora siamo due adulti che convivono. Ultimamente presenta un po’ di acciacchi dell’età e mi dispiace dover passare da babbo a figlio che accudirà l’anziano”.
E i tanti “zii” del micione: gli abitanti del quartiere
Tutti nel rione lo conoscono e lo accarezzano. Durante i mesi estivi Gandhi staziona sul balcone di Nicola che per il caldo lascia la finestra aperta ed è lì che i passanti si prodigano in complimenti e coccole. “È divertente per me – continua Nicola – vedere quanto affetto attira verso di sé questo micione“.
“Un episodio particolare fu la volta in cui fui svegliato da una mia ex fidanzata che in lacrime mi comunicava che era dal veterinario perché Gandhi era stato investito ed era morto. In lacrime mi precipitai e constatai che il mio amico era davvero morto. Un vero incubo. Mandai una email a tutti gli amici per avvisarli e stavo anche per affiggere dei cartelli in strada per informare il quartiere. Mi stavo apprestando a preparargli un funerale in casa, un ultimo saluto insieme a chi gli voleva bene, quando improvvisamente mia madre nell’altra stanza urlò: 'Nicola, Gandhi è vivo!' e con la coda dell’occhio vidi Gandhi vivo e vegeto. Si è trattato di uno scambio perché quel povero gatto deceduto era identico al nostro Gandhi”.
Tutte le date del Carnevale di Viareggio 2018
Il Carnevale di Viareggio 2018 è pronto a colorare i viali a mare della cittadina versiliese con cinque date e altrettanti corsi mascherati.
Anche quest’anno c’è molta attesa intorno ai giganti di cartapesta, che come sempre affronteranno temi di attualità, in modo ironico e acuto: dal pulcinella in sedia a rotelle che si batte contro gli ostacoli insormortabili delle barriere architettoniche, al timore di conflitti mondiali tra dittatori nord coreani, funghi atomici e missili. Ci sarà anche un carro che celebrerà i 50 anni dal '68 e dalla canzone “Saticsfation” dei Rolling Stone.
Le date dei corsi mascherati
La prima sfilata dei carri allegorici più grandi del mondo è fissata per sabato 27 gennaio. Il suggestivo spettacolo di musica, luci e balli partirà alle ore 16 con nove carri di prima categoria, cinque di seconda categoria, nove maschere di gruppo e nove maschere isolate. Alla fine, sull'arenile di piazza Mazzini, è in programma anche uno spettacolo piromusicale, con fuochi d'artificio a ritmo di musica.
Secondo appuntamento domenica 4 febbraio dalle ore 15, terzo domenica 11 febbraio sempre dalle 15. Per il martedì grasso (13 febbraio) festa grande con il corso mascherato in notturna a partire dalle ore 17. La giornata conclusiva è prevista sabato 17 febbraio, quando lungo la passeggiata a mare sfilerà il corso mascherato notturno, dalle ore 17, seguita dalla proclamazione dei carri vincitori e dallo spettacolo pirotecnico.
Gli eventi collaterali del Carnevale di Viareggio 2018
Accanto al carnevale ci saranno anche tanti altri eventi: dai laboratori per bambini alle visite guidate (come la passeggiata nel Liberty viareggino organizzata per domenica 28 gennaio [email protected]), fino alle feste nei vari rioni di Viareggio (qui il pdf con il programma giorno per giorno).
I biglietti
Il costo dei biglietti del Carnevale di Viareggio 2018 vanno dai 20 euro dell’intero ordinario (16 se acquistato in precedenza online) ai 35 euro del pacchetto che comprende tutti e 5 i corsi mascherati. Sono previste anche riduzioni per gruppi e ragazzi. Informazioni sul sito del Carnevale di Viareggio 2018.
Giovani sì, arrivano i contributi 2018 per l’affitto
Addio vita da “bamboccioni”. È stato pubblicato il bando 2018 per il contributo per l’affitto di Giovani Sì, il progetto della Regione Toscana per aiutare gli under 35 nel loro percorso di autonomia. Ecco le date: le domande potranno essere presentate da lunedì 5 febbraio 2018 e ci saranno quasi due mesi di tempo per mandare i documenti necessari. La scadenza è infatti fissata per sabato 31 marzo 2018. Successivamente sarà stilata una graduatoria.
Casa con Giovani Sì, i requisiti
Possono presentare domanda i giovani dai 18 ai 34 anni, che intendono lasciare il “tetto” di mamma e papà, stipulando un contratto di affitto regolare singolarmente o come coppia sposata o convivente. In particolare è necessario essere residenti in Toscana nel nucleo familiare di origine da almeno due anni. Il reddito Isee del nucleo familiare di origine non deve poi superare i 40mila euro.
Giovani Sì, il contributo per l’affitto 2018 in Toscana
Fino ad oggi, tra il 2010 e il 2015, sono stati pubblicati 5 bandi di cui hanno beneficiato oltre 5mila giovani. Nel caso del 2018 è previsto un contributo di affitto che durerà 3 anni. La cifra delle agevolazioni varia tra i 150 e i 350 euro al mese, a seconda del reddito e della presenza di figli. Il contributo verrà versato in anticipo ogni sei mesi.
Sul sito ufficiale sono disponibili tutte le informazioni per il contributo di affitto 2018 di Giovani Sì oppure è possibile mandare una mail a [email protected] o telefonare al numero verde 800.098719.
‘Fochi’ una volta al mese, fino a San Giovanni
A Firenze i 'fochi' di San Giovanni si aspettano ogni mese, con uno spettacolo pirotecnico una volta ogni 30 giorni. Si tratta di un momento di preparazione alla grande festa del 24 giugno prossimo, un modo per avvicinare i cittadini al significato storico di questa grande festa popolare, ma anche un accorgimento per sostenere gli elevati costi dello spettacolo pirotecnico più amato e atteso dai fiorentini.
È la sorpresa annunciata della Società di San Giovanni Battista e da Fondazione CR Firenze che col nome di “Aspettando i ‘Fochi’. San Giovanni tutto l’anno’’ promuoveranno attraverso un ciclo di eventi per far conoscere e apprezzare questa importante ricorrenza. L’iniziativa è stata presentata a Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella insieme al presidente della Società di San Giovanni Battista Franco Puccioni e al direttore della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Gabriele Gori.
Non solo 'Fochi' a Villa Bardini, aspettando San Giovanni
Ogni 24 del mese, grazie alla concessione degli spazi da parte della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron che ha in gestione il complesso per conto della Fondazione CRF, si terranno serate così organizzate: alle 19 visita alla mostra allestita a Villa Bardini; alle 20, dalla Terrazza Belvedere, si assisterà ad una anticipazione dei ‘Fochi’ lanciati dalla parte in fondo del giardino della durata di un minuto; a seguire, in una delle sale della villa, breve conferenza da parte di un esperto sulla Firenze del tempo e sulle ragioni storiche, popolari e religiose che hanno dato origine ai ‘Fochi’.
Ogni serata terminerà con un buffet per il quale è chiesta una donazione minima di 10 euro a sostegno dei gravosi costi a cui ha da sempre fatto fronte, e quasi completamente, la Società di San Giovanni.
Quanto costa lo spettacolo pirotecnico del 24 giugno
Ogni anno il costo dello spettacolo pirotecnico si aggira intorno agli 80 mila euro e la Società di San Giovanni Battista si occupa dei festeggiamenti per la festività del Patrono dal 1796, anno della sua fondazione. Inizialmente erano le grandi famiglie che componevano la Società a sostenere le spese, successivamente sono state le grandi banche toscane, ma negli ultimi anni si è dovuto far appello con maggiore frequenza a piccoli e grandi imprenditori o direttamente ai cittadini tramite campagne di crowdfundig.
“Un ricco programma che vuole stimolare l’attenzione della cittadinanza verso l’evento clou con il grande spettacolo pirotecnico in onore di San Giovanni – ha commentato il sindaco Nardella durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – un ciclo informativo per creare momenti di avvicinamento culturale al valore dei ‘Fochi’ e alla sua radice storica cercando di raccontarne il significato sotto tanti punti di vista”.

Affresco in Palazzo Vecchio: i festeggiamenti per il patrono nel 1558
Il primo appuntamento di questa nuova iniziativa sarà dunque mercoledì 24 gennaio col professor Giovanni Cipriani dell’Università di Firenze e col professor Alberto Giusti, docente alla Fund Raising School di Forlì, che interverranno sul tema ‘Dal Fiorino al Bitcoin’, ma sono previsti anche spettacoli teatrali e musicali.
Record di visitatori per Il Cinquecento a Firenze
Si è chiusa a Palazzo Strozzi Il Cinquecento a Firenze, la straordinaria mostra dedicata all’arte del secondo Cinquecento a Firenze. Ultimo atto d’una trilogia di mostre a Palazzo Strozzi a cura di Carlo Falciani e Antonio Natali, iniziata con Bronzino nel 2010 (140.780 visitatori) e Pontormo e Rosso Fiorentino nel 2014 (146.797 visitatori), la mostra ha raggiunto la cifra record di oltre 150.000 visitatori. Il Cinquecento a Firenze è stata la mostra più visitata della trilogia, mantenendo, fin dall’inizio, una costante attenzione in termini di pubblico, di critica e di visibilità sulla stampa, tanto da essere consacrata miglior mostra del 2017 in Italia dalla prestigiosa classifica del Giornale dell’Arte. Un successo confermato anche dal web: più di 4 milioni e mezzo le persone raggiunte tramite Instagram, Twitter e Facebook, che con un seguito di oltre 75.000 persone conferma Palazzo Strozzi come una delle istituzioni culturali leader in Italia su questa piattaforma; più di un milione le visualizzazioni del sito www.palazzostrozzi.org, 300.000 le visualizzazioni dei video online. Hanno visto grande affluenza anche gli appuntamenti collaterali, con oltre 1.900 partecipanti al ciclo di conferenze “Nei luoghi del Cinquecento a Firenze e in Toscana”, e le collaborazioni con il Museo di Palazzo Vecchio e con il Grande Museo del Duomo, attraverso lo speciale biglietto congiunto che ha collegato la mostra di Palazzo Strozzi, il Museo dell’Opera del Duomo e il Battistero di San Giovanni. I gruppi che hanno visitato la mostra sono stati in totale 1.860 contribuendo con circa 42.780 presenze; ben 1.130 sono stati i gruppi di adulti per un totale di circa 26.000 visitatori e, di questi 6.900 hanno seguito le visite guidate organizzate dalla Fondazione. Oltre 700 sono state le classi delle scuole provenienti da tutta Italia, per un totale di circa 16.100 studenti che hanno visitato la mostra e aderito alle iniziative della Fondazione. Nel campo della didattica si segnala inoltre il successo di importanti progetti dedicati all’accessibilità, con i progetti dedicati alle persone con Alzheimer, le ragazze e i ragazzi con autismo, gruppi di adulti con disabilità fisiche o cognitive.
La migliore mostra del 2017
“Dopo i successi ottenuti portando a Firenze la grande arte contemporanea, con la mostra Il Cinquecento a Firenze, ultimo atto d’una trilogia di mostre curate da Carlo Falciani e Antonio Natali, Palazzo Strozzi si è riaccostato a un’epoca come il Cinquecento con un approccio nuovo e sperimentale: non solo per celebrare il nostro grande passato ma anche per riscoprire un periodo storico e una generazione di artisti sconosciuti ai più” dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi “L’ottimo risultato della mostra conferma ancora una volta la validità dell’offerta di Palazzo Strozzi, che continua a produrre mostre tanto originali e coraggiose quanto di successo, tenendo fede al disegno della Fondazione di portare a Firenze eventi culturali di qualità e di valenza internazionale. Questo successo non è dipeso solo dalle opere esposte ma anche da un approccio innovativo all’interpretazione, alla comunicazione e all’accoglienza.” “La mostra del Cinquecento a Firenze è stata giudicata la migliore del 2017; ma va subito aggiunto che è stata anche gratificata da un pubblico di visitatori molto alto, tenendo alla fine il passo di esposizioni che vertevano su Caravaggio, Monet, Picasso e Van Gogh. Nomi eclatanti e fulgidi; al cui cospetto la rassegna fiorentina ha proposto i suoi (poco o per niente noti) Cavalori, Macchietti, Naldini, Poppi, Portelli, Sciorina, Stradano, Zucchi, e giù per la scesa” affermano Carlo Falciani e Antonio Natali, curatori della mostra “Siamo pertanto grati alla Fondazione Palazzo Strozzi della fiducia che ci ha dato, accettando il rischio. Ma pari riconoscenza esprimiamo ai visitatori; i quali con la loro scelta hanno mostrato di non accontentarsi di feticci abusati. Le mostre si allestiscono non per celebrare i soliti artisti ormai arcinoti, ma per farne conoscere altri, meritevoli d’una più diffusa conoscenza”.
Prossimo appuntamento
Dal 16 marzo al 22 luglio 2018 si tiene a Palazzo Strozzi la mostra “Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano”: uno straordinario viaggio tra arte, politica e società nell’Italia tra gli anni Cinquanta e il periodo della contestazione attraverso oltre settanta opere di artisti come Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Mario Schifano, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto. L’esposizione, a cura di Luca Massimo Barbero, vede per la prima volta riunite assieme opere emblematiche del fermento culturale italiano tra gli anni Cinquanta e la fine degli Sessanta: un itinerario artistico che parte dal trionfo dell’Arte informale per arrivare alle sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop art in giustapposizione con le esperienze della pittura monocroma fino ai nuovi linguaggi dell’Arte povera e dell’Arte concettuale. La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi con il sostegno di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi, Regione Toscana. Con il fondamentale contributo di Fondazione CR Firenze.
Ottimo risultato anche per la mostra “Utopie Radicali. Oltre l'architettura: Firenze 1966-1976”
Oltre 17.000 persone hanno visitato Utopie Radicali mostra che si è tenuta negli spazi della Strozzina, curata da Pino Brugellis, Gianni Pettena e Alberto Salvadori con la collaborazione di Elisabetta Trincherini, che ha celebrato la straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Fondazione CR Firenze e Osservatorio per le Arti Contemporanee, la mostra ha riunito le opere visionarie di Archizoom, Remo Buti, 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO, Zziggurat, gruppi e personalità capaci di rendere Firenze negli sessanta e settanta il centro di una rivoluzione creativa che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale. Grande partecipazione e forte stimolo di riflessione è stato dato anche dalla programmazione di conferenze e attività che si sono tenute durante tutto il periodo della mostra Grazie all’importante collaborazione con il Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal la rassegna di Palazzo Strozzi Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976 andrà in trasferta a Montreal, dove vi resterà dal 1 maggio al 7 ottobre 2018. Questa importante collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal, centro di ricerca e museo internazionale, con una vasta collezione che comprende oltre 200 archivi contenenti le opere di alcuni tra i più influenti architetti e artisti internazionali operanti nei campi dell'architettura, dell'urbanistica e del design del paesaggio tra il XX e XXI secolo, conferma la reputazione di eccellenza a livello internazionale di Palazzo Strozzi e delle sue mostre. “Il meritato successo di questa esposizione – dichiara il Presidente di Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – conferma la bontà e l’originalità del progetto espositivo. E’ anche un invito a proseguire nella esplorazione delle tante stagioni meno conosciute, ma non meno importanti, di Firenze. Se la città è oggi ancora ben salda nell’immaginario collettivo, lo deve anche alle tante effervescenze di movimenti, artisti, scuole che da Firenze hanno saputo lasciare segni profondi nella storia culturale e sociale internazionale. Ne è ulteriore prova la richiesta della mostra da parte del Canadian Centre for Architecture di Montreal, una delle più prestigiose istituzioni internazionali in questo campo’’. “Con Utopie Radicali – dice Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi – abbiamo cercato di raccontare una Firenze insolita pronta ad abbracciare il mondo e le nuove idee che vi si affacciavano facendo riscoprire al nostro pubblico un momento storico recente in cui la città ha rappresentato un movimento di avanguardia culturale. L’ottimo risultato di questa mostra consolida il ruolo di Palazzo Strozzi come laboratorio di sperimentazione aperto alle città e alle sue eccellenze”.
Dentro la ‘bottega della musica’: il vinile vince sul cd
La rivincita dei vinili, anche a Firenze. Ironia della sorte: una volta era il cd a volerlo mandare in pensione, oggi è lui, il caro e vecchio disco LP, ad avere la meglio sui compact disc. Loro sì che stanno lentamente scomparendo per effetto della musica online. Ciò che il web non può offrire è il suono analogico e caldo del 33 giri, resuscitati negli ultimi anni conquistandosi un fedele pubblico di nicchia, come fedeli sono i clienti dei piccoli negozi di buona musica.
Dentro lo “Yellow”
“Quasi la metà delle vendite è rappresentata da vinili”, dice Iacopo, 44 anni e venti passati dentro “Yellow Record”, lo storico negozio di dischi dell’Isolotto, nato come evoluzione di una sala per flipper e jukebox degli anni Sessanta.
“Dal 2015 siamo passati da 90 metri quadrati a 28”, racconta Iacopo: gli scaffali pieni di dischi e cd hanno lasciato il grande locale di via Torcicoda, per traslocare dietro l’angolo, verso via Sernesi. “Aveva poco senso rimanere in uno spazio così grande, anche per la quantità di dischi, ma a dire il vero questo nuovo negozio, più raccolto, mi piace: è più a mia misura”.
I vinili a Firenze? “Roba da appassionati”
Intorno al bancone c’è una selezione di dischi, classici e novità, cd, ma anche magliette delle band, libri dedicati alle star del rock. A frequentare lo “Yellow” è soprattutto una clientela fissa che arriva pure da fuori Firenze, in larga parte over 35: i millennials sembrano ignorare l’esistenza dei vinili, “è roba da appassionati e romantici”, fa notare Iacopo.

La concorrenza di Amazon
Gli affari vanno avanti, anche se con fatica. “Il problema si chiama Amazon – spiega senza mezzi termini – è impossibile fare concorrenza a chi paga le tasse in un altro Paese: non è una competizione alla pari”. Ma un sogno per il futuro rimane: “Vedere rientrare tanta gente in negozio per poter consigliare buona musica”.

