mercoledì, 6 Maggio 2026
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Quel Blockbuster che è resistito, all’Isolotto

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Il loro tesssssoro, per dirla come un personaggio del Signore degli anelli, è un “forziere” di 300mila titoli, che conoscono tutti a memoria per consigliare i clienti: ci sono single e famiglie, i nuovi e gli habitué che frequentano il Blockbuster dell'Isolotto da quando a metà degli anni Duemila ha aperto in via Foggini, in uno spiazzo vicino alla rotonda tra viale Etruria e viale Talenti.

Emanuele e Santo sono ex dipendenti della catena Usa: hanno rilevato l'attività cinque anni fa, quando il colosso americano ha deciso di chiudere bottega, mantenendo l’insegna gialla e blu. “Ci siamo rovinati per passione”, ironizza Santo, che divora una decina di film a settimana e che ha portato qui in negozio una montagna interminabile di suoi dvd.

A vedere quante persone varcano la soglia non sembrano proprio dei sopravvissuti dell’era del videonoleggio. “Certo non abbiamo stipendi stratosferici, le difficoltà sono tante, i costi di gestione alti, ma andiamo avanti”. Noleggiano e vendono, oltre a offrire patatine e caramelle da accompagnare alla visione.

E la concorrenza dell'online?

La concorrenza con l’on demand è poca se pensi che da noi, con 10 euro, porti a casa quattro novità con tutto il tempo necessario per guardarle”. Il segreto sta nel “fattore U”, il lato umano: “In tanti preferiscono ancora entrare in un negozio reale e  avere a che fare con una persona in carne e ossa che sappia consigliare”. E in effetti mentre parliamo entra trafelata una signora, esclamando: “Cosa mi fai vedere stasera?”.

Blockbuster via Foggini Firenze

Anche noi facciamo la nostra richiesta: i due film da vedere assolutamente. Dopo averci pensato un po’ su ecco il verdetto di Santo: l’italiano “Veloce come il vento”, tra le uscite recenti, e “Blade Runner” per i classici internazionali.

Qui il nostro articolo sull'altro Blockbuster resistito a Firenze, quello di Firenze sud.

Black History Month: a Firenze 50 eventi

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Per un mese, dal 28 gennaio al 28 febbraio 2018, Firenze ospita il Black History Month con più di 50 eventi, dedicati alle “afro-discendenze”, ovvero a tutti gli artisti che condividono un'eredità culturale africana e sono legati in vario modo all'Italia.

Un mese molto “black”

La manifestazione,alla terza edizione, trae ispirazione dal mondo anglosassone, nel quale ogni anno febbraio è dedicato alla celebrazione della “black culture” o “afro culture”. A quest'ultima appartengono, infatti, i tre  organizzatori dell'evento: Justin Randolph Thompson, un visual artist americano stabilitosi a Firenze nel 2001; Janine Gaelle Dieudji curatrice di mostre di origine franco-camerunese arrivata in città grazie al programma Erasmus e da allora mai più ripartita; Andre Haylard musicista americano che da anni lavora in Italia a fianco di grandi artisti e cantanti.

Il Black History Month Florence si articolerà in numerose lezioni, conferenze, mostre, happening, concerti, film e rappresentazioni teatrali tutte incentrate sul dialogo culturale tra le varie regioni dell'Africa e il contesto italiano. Un incontro culturale che perdura da molti anni ormai in Italia e si inserisce nella tradizionale apertura alle altre culture della città di Firenze.

Black History Month Florence, il programma 2018

Il programma è molto ricco e le occasioni per approfondire il tema sono tante. Tra queste segnaliamo la presentazione dell'opera musicale Lagos Soundscapes di Emeka Ogboh (2 febbraio, via Panicale dalle ore 17.00). Il progetto artistico consiste nella riproduzione musicale dei suoni della città di Lagos, uno dei principali centri urbani della Nigeria, per ascoltarne la costante trasformazione come ad esempio l'affievolirsi dei suoni di ferraglia dei vecchi autobus in favore di quelli più silenziosi dei motori moderni. Una mappa sonora della città e della sua storia.

Il 3 febbraio è previsto invece il concerto di Omar Sosa e Gustavo Ovalles, gruppo musicale di jazz afro-cubano che si distingue per la capacità di mescolare sonorità provenienti da culture diverse in un linguaggio musicale globale (ore 21.15 presso la Sala Vanni, piazza del Carmine).

Omar Sosa - Black History Month Florence 2018 programma

Nella foto: Omar Sosa

La New York University a partire dal 5 febbraio ospiterà poi conferenze e lectures del ciclo La Pietra Dialogues, dedicate ai temi dell'integrazione e della storia “Nera” di Firenze e in Italia, mentre il 9 febbraio al museo Istituto di Preistoria “Paolo Graziosi” in via dell'Oriuolo si apre la mostra fotografica “Angola – Viaggio tra gli Herero in Africa Centrale” a cura di Massimo Casprini, incentrata su un sottogruppo etnico dell'Africa centrale, gli Himba. Migrati dall'attuale Namibia quando fu colonizzata dai tedeschi all'inizio dell'Ottocento, ebbero pochissimi contatti con gli europei e hanno mantenuto un particolare stile di vita radicato nella tradizione. 

Approfondimenti anche su www.larivistaculturale.com, mentre sul sito ufficiale della manifestazione si trova il programma dettagliato del Black History Month Florence.

Lorenzo Baglioni all’Obihall di Firenze

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Dalla canzone-tormentone sul congiuntivo, ai monologhi comici. Lorenzo Baglioni sale sul palco dei teatri italiani, in attesa di calcare quello dell’Ariston per l’edizione 2018 di Sanremo. L’attore, cantante e comico, nato a  Grosseto ma fiorentino “nell’anima”, arriva anche nella sua città per uno spettacolo-concerto.

Il concerto di Lorenzo Baglioni

Sono partite le prevendite dei biglietti per lo show “Bella Prof!” in cartellone mercoledì 21 marzo (ore 21)  all’Obihall di Firenze. Lorenzo Baglioni proporrà un energico concerto live, alternando canzoni a monologhi comici e sarà accompagnato dalla sua band: Emanuele Bonechi alla batteria, Marco Caponi al sax, Alessandro Cianferoni al basso, Lorenzo Furferi alle tastiere, Damiano Sardi al pianoforte e alla voce e Daniele Vettori alla chitarra.

Sul sito di TicketOne si trovano i biglietti per lo spettacolo di Lorenzo Baglioni, disponibili anche nei punti vendita Box office (posti numerati da 15, 20 e 25 euro più diritti di prevendita).

Intanto il videoclip della canzone “Il Congiuntivo”, in poco più di un mese, ha già superato i 6 milioni di visualizzazioni sui social, mentre il primo album “Bella, Prof!” uscirà il prossimo 16 febbraio, dieci giorni dopo la partenza del Festival di Sanremo 2018 a cui il cantante parteciperà tra le Nuove Proposte.

Qui trovate la nostra intervista a Lorenzo Baglioni.

Disastro viola. Il Verona passeggia al Franchi

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Crollo viola davanti ad un pubblico esasperato ed inviperito per la Fiorentina contro un Verona, reduce da quattro sconfitte consecutive ed in piena lotta salvezza. Gli scaligeri che erano stati in ritiro tutta la settimana sfoderano una prestazione scintillante ed espugnano l’Artemio Franchi grazie alle reti di Vukovic, Kean e Ferrari. Per la Fiorentina, che non vince in casa dal 3 dicembre, si apre ufficialmente la crisi. E dire che Pioli recuperava sia Astori che Veretout. Pecchia, per tutti all’ultima spiaggia, schiera l’ultimo arrivato Vukovic che, al debutto, segna.

Primo Tempo

Neanche il tempo di fischiare e la Fiorentina va vicina al vantaggio con Simeone, il cui destro ravvicinato, dopo due minuti, è salvato sulla linea di porta da Caracciolo. E’ però un fuoco di paglia perché al 10’ i gialloblù passano in vantaggio. Su un cross dalla destra di Romulo è proprio Vukovic a svettare di testa e colpire Sportiello. In un Artemio Franchi ammutolito il Verona è in vantaggio. Sono Romulo, Matos e Kean a intavolare ripartenze micidiali che mettono sempre in allarme la retroguardia viola. Al 18’ ci prova Chiesa con un tiro che viene però intercettato dalla retroguardia veronese. Passano due minuti ed arriva il raddoppio per gli uomini di Pecchia. Il giovane Kean deve solo appoggiare in rete da distanza ravvicinata un assist involontario di Matos, autore comunque di una fuga sulla destra. Al 34’ un tiro di Simeone finisce fuori. Anche al 43’ iniziativa di Chiesa che però sbaglia di nuovo. Si va al riposo col Verona avanti per 2-0.

Secondo Tempo

Alla ricerca del pari, Pioli inserisce Gil Dias ed Eysseric per Benassi e Thereau, ma è sempre Chiesa a sfiorare l'1-2, ad inizio ripresa, con un potente destro che si stampa sul palo. Sul rimpallo, il Verona imbastisce l'ennesimo contropiede. Tocco facile di Kean servito da Petkovic, per il 3-0 al 47’. Il gol viola arriva al 53’ con Gil Dias che insacca all'angolo alto di destro, su assist dalla fascia destra di Saponara. Passano due minuti e Ferrari, ancora in contropiede, batte Sportiello da posizione ravvicinata favorito da un mancato rinvio di Laurini. Da registrare, al 70’ la traversa colpita da Badelj ma il risultato non cambia ed i tifosi della Curva Fiesole lasciano gli spalti ad un quarto d’ora dalla fine della gara. Una prestazione nerissima che apre la crisi in casa viola. Le proteste proseguono anche fuori dallo stadio. C’è stato un confronto tra gli ultrà ed il vice presidente Gino Salica ed un confronto, ancora più teso, si è svolto nello spogliatoio tra Stefano Pioli, la squadra ed il direttore generale Pantaleo Corvino. Una situazione difficile da sostenere. Si prospetta una settimana di grande tensione.

L’allenatore

Desolato Stefano Pioli. “La nostra è stata una prestazione difficile da commentare. Chiaro che non siamo questi, otto risultati utili consecutivi dimostrano che siamo una squadra con dei valori. Oggi però è stato uno stop molto brutto. Fino ad oggi il gruppo ha dato sempre risposte positive per quanto riguarda lo spirito e la voglia, oggi invece tutto questo c’è stato troppo poco. Lo stop di oggi – conclude il tecnico viola – è inaspettato, ma dovremo sfruttarlo come occasione per ribadire che non siamo questi, che i nostri valori sono ben diversi, come abbiamo dimostrato di recente. La squadra c’è, lo abbiamo dimostrato anche contro squadre di grande valore. Dobbiamo solo ritrovarci, ritrovare lo spirito”.

Ragazzi plusdotati a scuola di logica

Piccoli geni della logica crescono. A Firenze nasce la prima “scuola di logica” per ragazzi dall'intelligenza brillante, i cosiddetti “plusdotati”,  tra i 12 e i 16 anni che frequentano la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Due incontri, il 27 gennaio e il 3 febbraio 2018 all’Educandato Il Fuligno di Firenze (via Faenza, 48), in cui affrontare tavole di verità ed esercizi di problem solving, grazie all’aiuto di esperti, docenti e ricercatori universitari. Lo scopo del corso è quello di avvicinare gli studenti ai concetti basilari del ragionamento logico, molto utile per affrontare lo studio di diverse discipline

La logica è un gioco da ragazzi

Il corso è curato da Logical Education, associazione nata con lo scopo di diffondere la cultura della logica tra le giovani generazioni, in collaborazione con AISTAP, Associazione italiana per lo sviluppo del talento e della plusdotazione, riconosciuta nel 2016 a livello europeo come European Talent Center, con lo scopo di valorizzare i plusdotati, ragazzi dotati di un’intelligenza superiore alla media.

Il tema dei giovani plusdotati è recentemente balzato al centro dell’attenzione, anche grazie a film e all’emergere di centri dedicati. Ma si tratta ancora di un territorio in buona parte inesplorato. “Troppo spesso capita che i bambini e adolescenti plusdotati non vengano riconosciuti come tali nelle scuole – spiega Sara Piccolo, coordinatrice di Logical Education – e di conseguenza non vengano valorizzati. Al contrario capita spesso che non riescano ad esprimere tutte le proprie capacità”.

“Con iniziative come questa – aggiunge Anna Maria Roncoroni, presidente diell’AISTAP – ci auguriamo di sensibilizzare genitori e insegnanti, ma soprattutto gli adolescenti, incoraggiandoli a trovare la propria strada e sviluppare il proprio talento, ritenendo fondamentale sviluppare in ogni caso il pensiero logico che è alla base di molte discipline”.

Gli incontri si svolgeranno dalle ore 14:00 alle 18:00 e saranno disponibili anche in streaming sul web per gli associati di AISTAP.  Info: www.aistap.orgwww.logicaleducation.it

Lavoro: la Camera di Commercio cerca digital promoter

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Giovani, con una laurea triennale, una spiccata attitudine ai rapporti interpersonali, un’esperienza nel settore dell’innovazione digitale e dell’industria 4.0. Dalla Camera di Commercio di Firenze arriva una nuova opportunità di lavoro: l’ente cerca 6 digital promoter, dei “professionisti dell'innovazione” che aiuteranno le imprese a scoprire e adottare i servizi digitali.

I requisiti e come candidarsi

È possibile presentare domanda fino a martedì 6 febbraio 2018 collegandosi alla piattaforma della società del sistema camerale Ic Outsourcing, nella sezione ricerche in corso. Possono partecipare giovani con un’età massima di 35 anni e con una laurea triennale (i titoli preferenziali sono la laurea magistrale e le lauree in materie scientifiche). Ogni curriculum sarà valutato e poi saranno svolti dei colloqui.

L’inquadramento previsto è al quarto livello con il contratto del commercio (30 ore settimanali) in un periodo indicativo che va da febbraio-marzo fino al 31 dicembre 2018 (eventualmente prorogabile).

Il Punto impresa digitale

La Camera di Commercio di Firenze si sta infatti preparando all’apertura del PID, il Punto Impresa Digitale con giovani “ambasciatori del digitale” che saranno inviati all’interno delle imprese. Insieme a loro gli imprenditori valuteranno il grado di digitalizzazione dell'attività produttiva, stabilendo gli obiettivi da raggiungere. Previsti anche voucher per favorire e sostenere gli investimenti tecnologici delle piccole e medie imprese.

Il mercato delle Cure va al Mandela. Le cose da sapere

Il mercato delle Cure trasloca. E lo fa almeno per dodici mesi, per consentire di rimettere a nuovo la piazza, interessata da lavori di riqualificazione che i residenti e i commercianti attendono da tempo.

Dove

Ma dove sarà spostato di preciso il mercato? Tutti i banchi andranno da piazza delle Cure all’area vicino al Mandela Forum,  in piazza Enrico Berlinguer, nello slargo asfaltato che guarda viale Fanti davanti alla piscina Costoli. Fatti due conti (e due passi) si tratta di una collocazione che dista poco più di un chilometro e mezzo da quella originaria. L’orario e i giorni di attività degli ambulanti resteranno gli stessi: dal lunedì al sabato dalle 7 di mattina alle 13.

La decisione è arrivata dopo un lungo confronto e anche dopo varie ipotesi alternative: sul tavolo erano finite proposte come via Dogali, il Parterre o un’unione con il mercato di Campo di Marte dietro la Curva Fiesole. La collocazione vicino al Mandela “è stata individuata anche a seguito degli incontri di concertazione con gli operatori economici del mercato e le associazioni di categoria”, spiega il Comune di Firenze in una nota.

Da quando e per quanto

Questa piccola rivoluzione scatterà lunedì 5 febbraio 2018, quando partiranno i primi lavori per il rifacimento di piazza delle Cure, e il trasloco durerà almeno per un anno, il tempo previsto per la conclusione dei cantieri, a inizio 2019. In piazza Berlinguer i banchi non avranno tettoie provvisorie e arriveranno ogni mattina per poi smontare all’ora di pranzo.

Come sarà la nuova piazza delle Cure

La nuova piazza delle Cure, in base al progetto adottato dal Comune, avrà una moderna pensilina-tettoia, 18 nuovi alberi, aiuole sopraelevate, panchine, arredi urbani. Arriverà una rotonda e la viabilità sarà ripensata, anche per evitare la sosta in doppia fila.

L’edificio del vecchio acquedotto andrà giù per fare spazio a un parcheggio, mentre il mercato diventerà più grande: la “piazza delle erbe” sotto la tettoia ospiterà i banchi alimentari, accanto ci saranno altri nove ambulanti dei cosiddetti “generi vari” (dall’abbigliamento ai casalinghi), mentre sarà ricavata una nuova isola pedonale dall’altra parte della strada, all’angolo tra viale dei Mille e viale Volta, dove prenderanno posto altri banchi per lo shopping.

rifacimento nuova piazza delle Cure mappa - lavori e dov'è stato spostato mercato delle Cure

In tutto l’investimento è di 2,8 milioni di euro, per due fasi di lavori: dopo un mese di interventi preparatori di Toscana Energia, è prevista la demolizione dell’edificio dell’ex acquedotto con la creazione del nuovo parcheggio e in seguito tutto il resto del progetto.

Orti sociali a Firenze: cercasi contadini urbani

Per la prima volta anche mamma e babbo, insieme al loro piccolo, potranno coltivare gratuitamente gli orti sociali di Firenze o meglio di una parte di città.

La novità arriva dal Quartiere 4 che ha lanciato il nuovo bando per affidare i piccoli appezzamenti di terreno alla cura dei cittadini: finora la graduatoria era aperta soltanto ai pensionati, dal 2018 il Q4 ha pensato di ampliare questa opportunità non solo agli over 65, ma anche alle famiglie (dando precedenza a quelle con figli) e alle persone in mobilità lavorativa sopra i 50 anni.

Dall’altra parte dell’Arno il Quartiere 2 ha pubblicato il nuovo bando per gli orti sociali, in questo caso però possono partecipare gli over 60.

Cosa sono gli orti sociali?

In pratica i cittadini in cima alla graduatoria hanno la possibilità di coltivare un “orto comunale”. Si tratta di rettangoli di terra, in media grandi 50 quadrati, che sono stati ricavati da appezzamenti di proprietà pubblica. Orti urbani a tutti gli effetti: si trovano all’Argingrosso come a Rovezzano e Careggi.

Sono “sociali” perché non c’è alcun affitto da pagare:  vengono assegnati gratuitamente a chi non ha giardino o terreni, grazie appunto a dei bandi pubblici in base ai quali vengono stilate le graduatorie. Sui mini-campi è obbligatorio l’uso di concimi biologici, banditi poi pesticidi e diserbanti chimici. Gli orti sociali di Firenze sono gestiti direttamente dai vari Quartieri: ognuno ha il suo regolamento in materia e per questo le norme di accesso possono cambiare in base alla zona.

Il nuovo bando per gli orti sociali di Firenze

Dall’inizio di gennaio, il Quartiere 2 e il Quartiere 4 hanno pubblicato i nuovi bandi per portare avanti questa esperienza di agricoltura urbana.  In entrambi i casi c’è tempo fino al 9 febbraio 2018 per presentare domanda. Lo può fare chi è residente nel quartiere in cui fa richiesta.

Per il Quartiere 2 possono partecipare pensionati over 60 e i campi “a misura di nonno” si trovano vicino al Centro Anziani “ Villa Bracci” (Stradone di Rovezzano 33), mentre il Quartiere 4 dà questa possibilità a tre diverse categorie per gli orti all’Argingrosso, a San Lorenzo a Greve e a San Bartolo a Cintoia: pensionati con più di 65 anni, nuclei familiari (con o senza figli, coppie oppure famiglie monogenitoriali), persone in mobilità lavorativa che abbiano più di 50 anni.

Qui il bando degli orti sociali del Quartiere 2 di Firenze (pdf). A quest’altro link si trova l’avviso pubblicato dal Quartiere 4 (documento pdf).

Visite al Poggio Imperiale con gli studenti-ciceroni

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Quella dentro la villa di Poggio Imperiale di Firenze non è una visita qualsiasi. “Noi studenti chiamiamo questo luogo semplicemente ‘il Poggio’, in modo affettuoso”, dice il giovane alunno che accompagna i visitatori dentro la villa medicea che si trova sul colle di Arcetri. “Ora se mi seguite – aggiunge come fosse già una guida esperta – entriamo nello studio di Pietro Leopoldo, dove secondo la tradizione firmò il codice che aboliva la pena di morte in Toscana”.

E queste mura conservano tante altre storie. Di qui sono passati granduchi e duchesse, perfino Mozart nel 1770. A soli quattordici anni si esibì nel suggestivo salone da ballo, sotto a un imponente lampadario di cristallo. Siamo dentro a una scuola-museo: i confini tra il monumento e l’Educandato statale della Santissima Annunziata, arrivato sul “Poggio” un secolo e mezzo fa, sono labili.

Un educandato nell’arte

Alcune aule sono ricavate in stanze finemente decorate, sopra la testa di chi mangia nel refettorio si staglia un soffitto affrescato in stile barocco, nei corridoi fanno bella mostra di sé dipinti e sculture. Poi c’è il quartiere cinese, una serie di ambienti che conservano preziose sete e carte orientali dipinte a mano.

La villa di Poggio Imperiale e le visite “guidate” dagli studenti

Nonostante molti fiorentini considerino il complesso solo un collegio, questa scuola pubblica è molto di più. Apre le sue porte alla città e lo fa grazie a un gruppo di alunni-ciceroni. Da dieci anni, il progetto MyPoggio permette di visitare su appuntamento l’antica villa, patrimonio Unesco dal 2013. Allo stesso tempo fa crescere giovani impegnati per l’arte, visto che le offerte raccolte sono destinate al mantenimento dello storico edificio.

Le visite alla Villa di Poggio Imperiale si svolgono principalmente nel weekend, quando le attività della scuola media e dei licei (classico, scientifico e linguistico) sono in pausa ed è necessaria la prenotazione per i gruppi, composti da una quindicina di persone, via mail all’indirizzo [email protected] (informazioni anche sul sito dell’Educandato di Poggio Imperiale).

Il progetto per il museo “del Poggio”

Intanto l’Educandato della Santissima Annunziata sta lavorando a un progetto ambizioso: creare un vero e proprio polo museale, con un’entrata autonoma rispetto all’ingresso della scuola e con una nuova ala aperta alle visite.

La presentazione del masterplan per la riorganizzazione degli spazi della villa medicea di Poggio  Imperiale è prevista a primavera. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra le due anime dell’antico complesso: il prestigioso istituto scolastico pubblico e la parte artistica.

San Michele, il gioiello nascosto di Castello

Una chiesa panoramica, poco distante dalle Ville Medicee di Castello e della Petraia. È la Chiesa di San Michele a Castello, antico edificio situato nell’omonima via alle porte di Firenze. Di probabile fondazione longobarda, se ne hanno notizie già nell’XI secolo: il nome deriva dal latino “castellum”, e indica una struttura adibita a collettore delle acque. Proprio dalla zona di Castello, infatti, partiva l’acquedotto romano per Firenze.

A partire dal 1608 l’architetto granducale Gherardo Mechini progetta lo stradone tra la villa di Castello e la chiesa di Boldrone e, prevedendo un nuovo assetto del territorio limitrofo, la chiesa di San Michele diviene l’elemento centrale della scena del paesaggio che si sviluppa tra le ville di Castello e della Petraia. Sempre per l’interessamento della famiglia Medici, nel 1622 venne incaricato l’architetto Giulio Parigi della progettazione del nuovo campanile: l’elegante costruzione venne completata nel 1624.

La chiesa di San Michele a Castello

Consacrata nel 1617 e dichiarata prioria nel 1728, la chiesa continuò a essere favorita dalla famiglia granducale, che la ristrutturò nel 1783 e nel 1817. L’edificio è intitolato all’Arcangelo San Michele, come ci ricorda lo scenografico affresco eseguito nel 1636 dall’artista Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano, che raffigura il Santo mentre sferra il colpo mortale a Lucifero.

Castello, Firenze - Chiesa di San Michele interno

All’interno è ancora conservato un Crocifisso ligneo del ‘600, una tavola trecentesca raffigurante la “Madonna in trono e i Santi Lorenzo e Stefano”, attribuita alla bottega del Maestro della Santa Cecilia  a Pacino di Bonaguida, e un organo di Agati e Paoli della seconda metà dell’Ottocento. Dietro la chiesa si trova un piccolo cimitero: per suo espresso desiderio, qui è sepolto il poeta Mario Luzi, originario di Castello, dove ha vissuto i primi anni della sua vita.