sabato, 16 Gennaio 2021
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A S.Giovanni V.no le foto di Marco Bolognesi

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Venti lavori circa, tratti dal progetto Woodland, ideato nel 2003 e concluso nel 2007 con la serie Synteborg, che sottolineano nuove angolazioni del ritratto femminile: sono icone visionarie, figure primordiali, figlie di una memoria profonda che riassumono “la realtà e la fantasia” di Marco Bolognesi.Al centro dell’inquadratura compaiono volti ravvicinati di donne di una bellezza inquietante, statuaria, sulle quali si compie un progetto di (de)costruzione corporea e (ri)produzione iconografica. Un intervento di reale modificazione estetica, dove il volto diventa un edificio organico da costruire con supporti di variabile complessità scenica.“…Cerco solo un’idea di bellezza assoluta, oltre i limiti di ciò che viene considerato lecito…” ci dice Marco Bolognesi in una recente intervista. Una bellezza diversa ma conosciuta al tempo stesso, sperimentale, ironica e letteraria, quella di una donna artificialmente naturale, fuori da ogni canone classificatorio, che ci fa “…pensare – come scrive Gianluca Marziani nel testo in catalogo – ad una donna di pura contaminazione razziale, un misto di gender antropologici che eleva la natura umana al suo stadio superiore…”.Sono ritratti di forte presa estetica in cui la donna ci invita a riflettere sui diversi canoni del bello, su come stia cambiando la fisionomia, sui recenti modelli figurativi che amalgamano memoria e tecnologia e così sul volto intervengono spille da balia, cerniere, bottoni automatici, ma anche foglie ed elementi vegetali. Un lavoro complesso che tecnicamente è la risultanza di un lavoro di casting, hair stylist, make up, fondali, luci di scena, pulizia di ogni dettaglio: momenti tecnici con cui l’artista analizza e ribalta gli stereotipi iconografici della moda.“…Il mio lavoro parte pensando e citando Enrico Baj, la cui opera mi ha ispirato – racconta ancora Bolognesi in un’intervista -. Con il trucco o con le colle per il viso applico e sovrappongo oggetti sui volti delle modelle. L’uso del digitale é funzionale alla perfezione e alla pulizia delle immagini, e quindi è concettualmente molto diverso da artisti che ne fanno il loro cavallo di battaglia”. E in questi lavori di Marco Bolognesi convergono tutte le sue esperienze e i suoi interessi in una visione coerente: il mondo dei fumetti di Mckean o di Sienkiewicz con la sci-fiction, il cinema di Peter Greenway con l’universo allegorico di Bosch e Witkin e della pittura surrealista. All’interno della mostra, l’artista presenterà un video inedito realizzato per l’occasione.L’esposizione rimarrà aperta fino al 29 giugno 2008, è accompagnata da una pubblicazione con testi di Gianluca Marziani, edita da Edizioni Carini e Donatini. Marco Bolognesi Nasce a Bologna nel 1974 e inizia la sua carriera artistica nel 1994 affiancando i suoi lavori a quelli del poeta Roberto Roversi, dopo un paio di anni inizia una collaborazione artistica con Guido Crepax realizzando un progetto di testi e illustrazioni che non è mai stato sottoposto all’attenzione di un editore. Nel 1995 presenta il suo video Giustizia e Verità alla Biennale di Venezia, e l’anno seguente sia questo che l’ultimo video realizzato, il Partito del Silenzio, vengono presentati al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal premio Oscar Ennio Morricone . Entrambi i video, racchiusi in un progetto chiamato Frammenti di un ricordo, hanno girato gli istituti di cultura italiani più importanti al mondo.L’ ambiente romano di Cinecittà diventa il successivo panorama in cui Marco Bolognesi si muove per i due anni successivi, lavorando a fianco di Nanni Moretti.Negli anni tra il 1997 e il 2000 si dedica a progetti in cui il lessico e la sintassi artistica di Bolognesi si riempiono di nuovi materiali e livelli. Sono anche gli anni in cui la fotografia prende un posto predominante nell’espressione artistica di Bolognesi. Nel 2000 si imbarca in una nuova avventura: segue la tournée del premio Nobel Dario Fo e Franca Rame per l’Italia e frequenta l’ambiente teatrale italiano.Quando nel 2001 si laurea al DAMS con una tesi sul regista pittore Peter Greenaway, Bolognesi decide di trasferirsi a Londra dove nel 2002 vince il posto di artist in residence all’ICI (Italian Cultural Institute ) e dove nel 2003 realizza un progetto tra arte e moda chiamatoWoodland. Il progetto di Woodland viene terminato nel 2007 con la serie Synteborg. Marco Bolognesi vive e lavora a Londra, collaborando con artisti i cui mezzi espressivi variano dalla moda alla musica al video.Marco BolognesiLA MEMORIA DENTRO IL FUTURO30 maggio – 29 giugno 2008Casa Masacciocorso Italia 83 – San Giovanni Valdarno (AR)info: tel: +39 0559126283 [email protected] www.casamasaccio.it orario di apertura: feriali 16/19 festivi 10/12-16/19, lunedì chiuso (gli orari possono variare, verificare sempre via telefono). ingresso libero.

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