Andrea Camilleri Firenze
foto Andrea Camilleri -Premio Chiara Luino

Quella tra Andrea Camilleri e Firenze resterà la storia di un’attrazione mai appagata, uno di quei sogni di adolescente che non si realizzano. E che non abbandonano la memoria nonostante che di sogni, quell’adolescente, ne abbia poi realizzati tanti altri.

Oggi il Paese piange la scomparsa di uno dei suoi più grandi intellettuali, uno scrittore profondamente legato ai luoghi del suo immaginario. I luoghi del Commissario Montalbano, protagonista della sua serie di romanzi più conosciuta, da Punta Secca a Scicli a tutta la Sicilia di cui era figlio orgoglioso. Roma, dove lo scrittore ha vissuto fin dalla fine degli anni Quaranta. Bagnolo, frazione di Santa Fiora, piccolo comune sul Monte Amiata dove Camilleri trascorreva i mesi estivi.

Firenze non c’è, ma avrebbe potuto esserci. È lo stesso Camilleri a dirlo in “Ora dimmi di te“, una sorta di memoriale autobiografico in forma di lettera indirizzata alla pronipotina Matilda. Lo scrittore racconta alcuni episodi significativi della sua vita, prendendoli a spunto per riflettere sui grandi temi dell’esistenza: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. È uno degli ultimi libri pubblicati da Andrea Camilleri, peraltro edito da un gruppo editoriale di Firenze (Giunti). Raccontando della propria giovinezza, scrive:

“Durante il liceo mi ero fatto un piano: volevo andare all’università di Firenze dove c’erano professori che amavo e dei quali avevo letto già delle pubblicazioni, e quindi, per poter vivere in quella città, ero riuscito attraverso un amico di mio padre a trovare un posto retribuito presso il quotidiano “La Nazione”. Ma l’arrivo degli americani nel ’43 mi costrinse a iscrivermi all’università di Palermo”

Chissà come sarebbe potuta andare. Un piano al quale forse aveva iniziato a pensare qualche anno prima, dopo una visita a Firenze. Nel 2005, in un’intervista di Emanuela Giovanni per I viaggi di Repubblica, Andrea Camilleri raccontava che il suo primo viaggio senza genitori fu proprio “A Firenze, avevo 14 anni, per un raduno della gioventù fascista”.

E da Firenze arrivò anche il primo importante riconoscimento letterario, vinto dall’allora 22enne Andrea Camilleri. Nel 1947, grazie ad alcune sue poesie, si aggiudicò infatti il Premio Firenze, il riconoscimento annuale promosso dal Centro Culturale Firenze-Europa.

Firenze, che non è mai stata la sua città ma che lo avrebbe potuto essere, oggi ricorda Andrea Camilleri con affetto e commozione. Anche il sindaco Dario Nardella gli ha dedicato un ultimo saluto. Su Twitter, ha scritto: “Un grande scrittore, narratore dei nostri tempi bizzarri, uomo sensibile e di grande talento, orgoglio per tutta l’Italia. Ciao Maestro Camilleri, che la terra ti sia lieve”.