martedì, 27 Settembre 2022
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Al Bargello di Firenze le cere restaurate della Manifattura Ginori

Il Museo Nazionale del Bargello di Firenze presenta cinque delle sedici cere barocche donate dal marchese Lionardo Lorenzo Ginori Lisci per la nuova sala della scultura barocca

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A partire dal 2023, il nucleo di 16 cere barocche donate dal Marchese Lionardo Ginori Lisci al Museo nazionale del Bargello di Firenze andranno ad allestire la nuova sala della scultura barocca. Le prime cinque opere restaurate da Francesca Rossi sono state presentate giovedì 22 settembre in anteprima, alla presenza del donatore, della direttrice dei Musei del Bargello Paola D’Agostino, del curatore del museo Marino Marino e dello storico dell’arte Tomaso Montanari.

Museo del Bargello, Firenze: la donazione delle 16 cere barocche da parte del marchese Ginori

Un momento determinante per la valorizzazione della scultura barocca fiorentina che rappresenta il risultato di un processo iniziato nel 1735 con la fondazione della prestigiosa Manifattura dell’“oro bianco” da parte del marchese Carlo Ginori. Fin dai primi anni, la Manifattura Ginori portava avanti la propria produzione di porcellane acquistando numerose forme dalle botteghe dei principali scultori fiorentini, tra cui Massimiliano Soldani Benzi, Vincenzo Foggini, Giovanni Baratta, e Giuseppe Piacentini. Le forme venivano poi trasformate in modelli in cera che potevano essere scelti e modificati dai committenti in fase realizzazione della porcellana, grazie al prezioso lavoro di artisti fiorentini quali Anton Filippo Maria Weber e Giovan Battista Vannetti.

Da ALESSANDRO ALGARDI (1598-1654) – La Flagellazione – cera; h. cm 31,5 – dopo il restauro

Dal 1865 al 2022, la tradizione fiorentina della donazione

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La donazione di Lionardo Lorenzo Ginori Lisci viene destinata al Museo Nazionale del Bargello “in virtù della personale amicizia con Beatrice Paolozzi Strozzi, con Paola D’Agostino e Dimitri Zikos: da qui la scelta, maturata insieme all’amico Fausto Calderai, di operare questa donazione, rafforzata dall’esito della mostra La fabbrica della Bellezza. La Manifattura Ginori e il suo popolo di statue”, racconta lo stesso marchese, menzionando la mostra organizzata dal museo nel 2017 dedicata alla produzione artigiana avviata dalla famiglia. Il nobile gesto si rivela in continuità con la consolidata tradizione fiorentina della donazione da parte di collezionisti, studiosi e antiquari del territorio. Già nel lontano 1865, “i cittadini furono invitati a concedere per la mostra d’arte medievale […] qualche opera in loro possesso, con la speranza che qualcuno fra essi o volesse dimenticarsi di possederle o con maggior generosità le donasse” ricorda il curatore Marino Marini, evidenziando lo spiccato senso civico dell’atto di offrire al patrimonio pubblico dei beni artistici di proprietà privata.

L’importanza della Manifattura Ginori per Firenze

Il corpus delle 16 cere barocche è stato ampiamente studiato dallo storico dell’arte Klaus Lankheit in un testo pubblicato nel 1982 che, ancora oggi, rappresenta un importante riferimento per le ricerche degli studiosi posteri. Il lavoro di restauro delle altre 11 opere proseguirà dunque nei prossimi mesi, riconfermando l’impegno della direttrice Paola D’Agostino nel raccontare al grande pubblico l’eccellenza della scultura italiana. Un ulteriore proposito è quello di arricchire l’allestimento dedicato ai bronzi, ai marmi, agli argenti e alle terracotta del barocco romano e fiorentino con il nuovo nucleo di cere, il tassello mancante della già vasta collezione che riveste un ruolo fondamentale nella trasformazione e lavorazione della porcellana.

Firenze, Museo del Bargello - Cere della Manifattura Ginori
GIOVANNI BATTISTA PIAMONTINI (1725-1762) – Il massacro degli innocenti (da Giuseppe Piamontini, 1664-1742) – cera; cm 66 x 85 circa – dopo il restauro
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L’interesse e la dedizione del Museo nazionale del Bargello per questa operazione si inserisce in un più ampio disegno di curatela in continuità con la già citata mostra del 2017, intitolata La Fabbrica della bellezza. La Manifattura Ginori e il suo Popolo di Statue. L’esposizione fu curata da Tomaso Montanari e Dimitrios Zikos segnando una primato per la rilevanza artistica della grande collezione di scultura italiana, la prima realizzata nel Paese sulle statue di porcellana prodotte a Doccia. Anche Tomaso Montanari esprime le proprie felicitazioni, auspicando a una crescita ancora maggiore di questo corpus di opere che, oltre al grade rilievo culturale, “sono fondamentali sul piano della didattica poiché i musei sono le prime scuole aperte ai cittadini in grado di azionare un dialogo tra presente e passato”. 

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