L’arte del cemento.

LA MOSTRA. “CONTENIAMOCI (!) | DuccioMariaGambi | cementificio” è la presentazione delle ultime opere di design di Duccio Maria Gambi, curata dagli architetti Paola De Bianchi e Katia Santuccio, che hanno voluto puntare sul contrasto tra le linee nette dei sistemi LAGO e l’uso sensibile di un materiale come il cemento.  Realizzato in partnership con LAGO e LAGOSTORE FIRENZE, l’evento del 20 dicembre, con food project di Matteo Gambi e una selezione musicale di Biga, è animato dal desiderio di Gambi di proporre nella propria città di origine gli esiti del lavoro portato avanti nell’atelier di Parigi, all’insegna della compenetrazione tra insegnamenti, collaborazioni internazionali e sviluppo autonomo delle inclinazioni artistiche personali. Un’ottima serata per la fine del mondo…qualora avessero ragione i Maya.

CONTENIAMOCI (!). Il cemento tradizionalmente viene associato all’edilizia, a qualcosa che debba produrre “contenitori”, congeniali all’essere umano come habitat. In una fase storica come la nostra, l’idea di “contenimento” sembra poi doverosa semplicemente perché non è più tempo di sconclusionati sbilanciamenti, ma di attuare anche nell’arte delle logiche che, senza limitare la libera creatività, possano “contenere” solidamente i forsennati dispendi di energia e di risorse. Il cemento, all’apparenza freddo e pesante come la pietra, ha al contrario proprietà plastiche e scultoree sorprendenti. Gambi usa un tipo particolare di cemento con aggiunta di fibre di vetro, che gli permette un maggior grado di definizione dei dettagli e delle finiture. Crea inoltre stampi morbidi, giocando così con la duplicità che emana dalla durezza effettiva dell’oggetto finale e la morbidezza della matrice originaria di cui rimane traccia.

OPERE. Tra le sue creazioni, particolari e d’indiscussa originalità sono i Poligony : tavolini che ridescrivono il senso canonico delle posizioni. La loro superficie di cemento levigato è delimitata e tagliata in modo tale da creare poligoni irregolari: non un quadrato, non un rettangolo, né un ovale o un cerchio, ma linee asimmetriche che creano all’interno dello spazio-tavola relazioni non univoche e poli-valenti. Le opere di Gambi, in generale, hanno al centro il lavoro artistico, progettuale e manuale, e l’idea che il cemento sia un materiale degno di essere portato in primo piano nel panorama artistico del design italiano.

GAMBI. Gambi_2Duccio Maria Gambi è nato a Firenze nel 1981. Dopo aver conseguito nella sua città la Laurea Triennale in Design Industriale, ha deciso di completare il proprio percorso accademico in Interior Design al Politecnico di Milano. Finita questa formazione è iniziata la sua esperienza al di fuori del confine nazionale. La prima tappa è stata l’Olanda e l’Atelier Van Lieshout di Rotterdam, in cui ha cominciato ad approfondire concretamente la preparazione teorica e dove è rimasto fino al 2009. In seguito è tornato a Firenze e ha lavorato per un anno presso lo Studio 63. La volontà di uscire oltre le barriere nazionali si è però attuata nuovamente nel 2011, quando ha deciso di trasferirsi a Parigi e di continuare l’apprendimento materico e manuale presso l’Atelier Francesco Passaniti. Attualmente risiede a Parigi e porta avanti autonomamente il proprio lavoro di designer, sia a livello progettuale che di realizzazione artigianale.