sabato, 23 Ottobre 2021
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Galileo e la censura visti dal duo Italo-americano

Al Museo Marino Marini l'installazione di Lovett/Codagnone, nata dalla lettura e dall'interpretazione di un testo fondamentale del teatro moderno, la Vita di Galileo, di Bertolt Brecht

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Il Museo Marino Marini inaugura giovedì 3 maggio 2012 “La verità è figlia del tempo non dell’autorità / truth is born of the times, not of authority” di LovettCodagnone, che come in altre occasioni si sono avvalsi della collaborazione per il suono di Michele Pauli. A cura di Alberto Salvadori e prodotta per la cripta del museo, l’installazione nasce dalla lettura e dall’interpretazione di un testo fondamentale del teatro moderno, la Vita di Galileo, di Bertolt Brecht.

LA PERFORMANCE LIVE. Per l’inaugurazione sarà realizzata da Candidate la performance Like Nightfall in the Morning con la partecipazione di Sandra Ceccarelli, Gary Indiana e Marco Mazzoni. Il lavoro del duo italo-americano, nato nel 1995, spaziando dalla fotografia alla scultura, è da sempre caratterizzato dalla volontà di innescare un processo di critica e riflessione su quelli che sono considerati comunemente dalla società i valori e le verità intoccabili: dalla morale e l’etica di matrice borghese all’identità sessuale definita e non libera di essere vissuta, mettendo in dubbio idee e canoni comportamentali a loro legate.

LA RICERCA. Al centro della loro ricerca troviamo oltre all’affermazione dell’individuo, inteso non soltanto come entità ma anche come elemento di differenza, l’amore per la verità, la violenza dell’amore, i differenti linguaggi dell’iconografia omosessuale e del sadomaso gay. LovettCodagnone non danno mai giudizi o risposte come elementi preordinati, piuttosto coinvolgono lo spettatore in modo critico nelle loro azioni o performance, offrendogli varie possibilità interpretative. Questa modalità li avvicina al pensiero di Brecht, e la testimonianza di Feuchtwanger, amico del grande drammaturgo tedesco, in un’edizione speciale della rivista Sinn und Form, a lui interamente dedicata illustra chiaramente la vicinanza tra il duo italoamericano e il grande artista tedesco: “Era convinto che qualsiasi opera d’arte cresca e continui a lavorare per forza propria, che cambi con ogni ascoltatore e lettore che raggiunge. Le sue opere sono costruite su questa premessa cosicché solo il futuro renderà visibile tutta la grandezza e la profondità dell’opera stessa.”

BRECHT E GALILEO. L’interesse per i grandi processi della storia si lega proprio nell’opera di Brecht, dedicata alla Vita di Galileo, al tema dominante del primo Galileo, quello della propagazione della verità in condizioni di censura e violenza. L’editing che gli artisti hanno fatto del testo brechtiano focalizza l’attenzione sulla relazione tra verità e potere e il lacerante e lacerato rapporto che scaturisce tra la ricerca come espressione di libertà e la cultura del potere come elemento reazionario e inviso al cambiamento. La verità è figlia del tempo non dell’autorità/truth is born of the times, not of authority, come altri lavori recenti di LovettCodagnone, ha una dimensione fortemente teatrale che nella cripta del Museo si esprimerà attraverso una grande scultura in filo spinato, accompagnata dal suono delle musiche di Michele Pauli e delle voci di Marco Mazzoni e Sandra Ceccarelli, che leggeranno brani dal testo brechtiano.

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