La prima volta che mi sono trovato davanti il Teatro del Maggio Fiorentino mi sono chiesto se fossi davanti a un’astronave, una tecnologia sconosciuta. Quel che è successo tornandovi è stato non solo aver sfatato le mie infondate teorie aliene ma aver avuto l’opportunità di confrontarmi con il sovrintendente Cristiano Chiarot. Reduce dall’ottima esperienza di gestione alla Fenice di Venezia, Chiarot sembra non aver alcun dubbio in merito alla politica da seguire.

Il progetto del Maggio

“Prima di qualsiasi cosa – dichiara – viene sempre un progetto culturale, la coscienza del luogo dove si opera. Bisogna assimilare la tradizione e il pubblico per poter proporre un progetto aperto, duttile e carico di significato. Questo Paese soffre di una scarsa educazione musicale che deve essere superata, quindi il teatro non per qualcuno ma un luogo di e per tutti. Un grande festival non è quello che attira esclusivamente un pubblico colto, un grande festival quello con il pieno in sala. Ecco perché dopo aver lavorato a una programmazione musicale di qualità ricerchiamo un diretto contatto con i cittadini. Abbiamo finanziamenti pubblici e riteniamo che ora più che mai il teatro debba tornare a essere a disposizione di chiunque voglia usufruirne”.

Quando chiedo di come sia la visione del Maggio all’estero Chiarot prende a sorridere. “Ad agosto saremo a Pechino. Siamo una delle più grandi orchestre d’Europa, il Maggio – continua – ha collaborato nel passato con Karajan, Bernstein. Oggi sul podio troviamo Metha, Luisi, Muti e, certo, i migliori musicisti e direttori al mondo vogliono ancora lavorare con noi. Si, c’è un’ottima considerazione di questa orchestra e del nostro coro”.

E il Teatro dell'Opera che diventa social

Per quanto preciso sia stato il confronto con Chiarot, non ancora soddisfatto e grazie alla gentilezza del capo ufficio stampa Paolo Klun vengo scortato dentro al teatro, porta antincendio dopo porta antincendio, (ci sono quasi solo porte antincendio nel palazzo) da Simone Vairo, capo della comunicazione della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Vairo mi spiega NeverlandOF, iniziativa che prevede che un palco coperto da Wifi permetta a selezionati spettatori di commentare in diretta gli eventi.

NeverlandOF – racconta – è aperto a tutti. Cerchiamo persone che comunicano tramite social media interessate a riscoprire un senso critico e una nuova visione del teatro. Diamo la possibilità ai partecipanti di conoscere gli artisti, valicare il palcoscenico”. Per partecipare occorre seguire i canali del Maggio su Instagram e Twitter.

Gli appuntamenti di dicembre

“Le persone vengono poi selezionate tramite un bando che si tiene direttamente sui social tramite hashtag con scritto palco e nome dell’opera scelta”, spiega Vairo. Se quindi il Maggio si presenta come il frutto moderno di un’antica forza di vivere che in primavera vedeva cadenzare la sua rinascita con balli, musica e spettacoli nella cosiddetta 'maggiolata' fiorentina, lo spettacolo continua d’inverno. Fra gli appuntamenti di dicembre al Teatro del Maggio segnaliamo il balletto de La bella addormentata
(7-10) Il concerto di Natale, Rustioni dirige Beethoveen (24), il concerto di fine anno, Sinfonia n°9
di Beethoven diretta da Luisi
(31).

Il Maggio offre anche biglietti a partire da cinque euro, prove generali aperte e sporadici eventi gratuiti anche nella programmazione del Maggio Metropolitano. Più informazioni sul sito del Teatro del Maggio musicale Fiorentino.