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Nicoletta Boris e la sua “Carta bianca”

Carta bianca di Nicoletta Boris settembre ottobre 2008

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Strappare, frantumare, carbonizzare, avvolgere, macerare materiale di carta: sono solo alcune delle azioni che Nicoletta compie per dare spazialità e forma a quello che di norma ci appare costretto in un foglio di carta. “Qui, come scrive Francesco Gurrieri, la carta vive di vita autonoma, diventa “opera”, “scultura”, “linguaggio”; Nicoletta modella la sua carta come altri modellerebbe l’argilla fresca, lo stucco o il marmo : non c’è mediazione – secondo consuetudine – fra intuizione e realizzazione, non vi sono passaggi intermedi: qui la materia cartacea è materia plastica che vale i materiali tradizionali della scultura”.
Gli eventi sono tre: l’ installazione, percorso di stanze di carta e cartoni che si terrà presso Villa Il Ventaglio, sede dell’UIA (Università Internazionale dell’Arte); la mostra di quadri di carta e cellulosa che sarà esposta alla Galleria Tornabuoni; la performance liquida Regata di Carta, dove cento barche di carta bianca della dimensione di un metro gareggeranno sull’Arno trasportate dalla corrente, ben visibili dalle sponde. La barca di carta, topos dell’immaginario collettivo, viene qui proposta in un nuovo contesto visivo e contenutistico di forte impatto.
Nicoletta Boris sente il richiamo forte dell’esperienza artistica come evento globale, ma proviene da una solida tradizione di apprendistato pittorico e grafico: inizia con lo studio della pittura alla Scuola d’Arte Martenot e prosegue con il diploma alla Kunstgewerbeschule di Zurigo sotto la direzione di Itten, esponente del Bauhaus, incontrando nel suo percorso artisti come Henry Moore.
Artista multiforme, studia teatro e movimento a Parigi con Jacques Lecoq, intraprendendo poi la carriera di attrice teatrale, televisiva e cinematografica tra Berlino, Sydney e Roma, affiancata per molti anni da quella di manager nell’ambito sociale. Ma la sua natura più profonda resta quella dell’artista visiva.

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