venerdì, 23 Ottobre 2020
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Pianeta Galileo: i giovani incontrano e conoscono la scienza

L'obiettivo del progetto è di avvicinare, in modo semplice e diretto, i giovani e non solo al mondo della scienza, della ricerca e delle sue applicazioni. Oggi l'inaugurazione della seconda edizione con una lezione aperta sul bosone di Higgs.

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Torna Pianeta Galileo.

L’INAUGURAZIONE. Aperture delle porte questa mattina per la nona edizione di ‘Pianeta Galileo’. I protagonisti, anche questa volta, nell’aula magna del rettorato dell’università di Firenze sono stati i giovani. Un elogio alla scienza “disciplina non solo capace di autocorreggersi ma anche di unire i ricercatori di tutti i paesi” è stato fatto dal rettore dell’ateneo fiorentino Alberto Tesi. Sarà un’occasione unica, sia a livello toscano ma anche internazionale, per far si che i giovani incontrino il mondo della scienza.

IL PROGETTO. Pianeta Galileo intende dar forza alla cultura scientifica per rilanciare lo sviluppo sostenibile e migliorare le condizioni di vita dell’umanità, ma è anche un modo per coltivare la curiosità e avvicinarsi a questa materia, per conoscere e capire la complessità del mondo. È un progetto molto cresciuto rispetto al primo anno: dai settantaquattro eventi del 2004, si è passati a più di duecentottanta occasioni nel 2012. Un’occasione unica per “incontrare la scienza da vicino, di trovarsi a tu per tu con ricercatori e studiosi, attraverso lezioni-incontro nelle scuole, spettacoli teatrali, mostre, laboratori e  visite guidate”.

PIANETA GALILEO. Nel sito ufficiale del progetto si legge che “Pianeta Galileo promuove una riflessione sulla cultura scientifica quale base essenziale del sapere diffuso e come elemento fondante di ogni comunità. Non si tratta tanto di divulgare, quanto di creare consapevolezza, sensibilità, conoscenze e capacità per lo sviluppo di una cittadinanza attiva, in un mondo sempre più influenzato dalla scienza”.

LA LEZIONE. Oggi nell’aula magna i giovani presenti hanno potuto partecipare alla lectio galileiana di Roberto Casalbuoni sul bosone di Higgs: il professore ha incantato la platea con una ricerca lunga più di cento anni, a partire dalla scoperta della radioattività, nel 1896, al 4 luglio 2012, “sacro Graal del bosone di Higgs”. Doppia emozione per il porfessore che ha esordito la sua lezione dicendo: “Questa è la mia ultima lezione ufficiale come professore ordinario, sono commosso e felice al tempo stesso, soprattutto nel vedere tanti studenti: spero che l’università non tradisca le vostre aspettative”.

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