lunedì, 28 Settembre 2020
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Sorano, un tuffo nell’archeologia

Estate, il periodo ideale per visitare Sorano, in provincia di Grosseto

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I primi insediamenti umani nella zona risalgono all’età del Bronzo, con un grande sviluppo suicessivo in epoca etrusca e romana. La cittadina, posta alla confluenza di 3 corsi d’acqua, caratterizzata dal colore giallastro del tufo per la sua origine vulcanica, è circondata da una fitta macchia mediterranea.

Iniziamo il nostro itinerario dal centro storico per andare alla scoperta di Sorano e soprattutto del suo parco archeologico, oggi denominato “della Città del Tufo”: la porta di sopra o Arco del Ferrini, in bugnato di travertino, introduce in una tipica strada medievale, stretta tra i muri delle case.

Qui il clima è molto diverso, piu’ fresco e ventilato e la strada porta in breve al Masso Leopoldino, una formazione naturale di roccia tufacea rinforzata da mura fatte erigere dal Granduca Leopoldo di Lorena nel 1700.

La terrazza soprastante offre una vista panoramica mozzafiato. Il Cortilone, ampia costruzione costruita dagli Orsini, ospita in agosto mostre d’arte contemporanea.

Poco sotto la Collegiata di San Nicola conserva da un paio d’anni le vesti di Papa Woityla, donate dal concittadino di Sorano Cardinale Comastri, arciprete del Vaticano. Il fonte battesimale in travertino risale 1l 1550.

Tornati alla porta si passa davanti al Palazzo del Comune per raggiungere la Fortezza Orsini, imponente e mai espugnata. Fu caposaldo della Contea degli Aldobrandeschi contro Siena ed è stata sempre abitata da uomini: vi visse solo Elena Conti, sposa di Niccolò III Orsini. Sopra il portale, piccolo, ma perciò piu’ sicuro, si noti lo stemnma con i simboli degli Aldobrandeschi (leone) e degli Orsini (rosa pentafogliare).

Il Mastio centrale e due bastioni angolari sono collegati tra loro da camminamenti sotterranei da poco restaurati e percorribili. Il Palazzo Comitale ospita oggi il liceo linguistico che prepara le guide turistiche in 4 lingue, mentre il Museo del Medioevo e del Rinascimento si trova nella parte piu’ antica ed in una sua sala si possono ammirare alcuni affreschi staccati risalenti al XVI secolo.

A pochi km da Sorano è d’obbligo la visita alla Necropoli etrusca di Sovana, una delle piu’ grandi necropoli riupestri dell’antica Etruria, con una gran varietà di tombe: a edicola, a camera,a fossa, a tempio.

Le tombe si trovano in un dedalo di “vie cave”, strade scavate nella roccia tufacea, dotate di un fresco microclima. La Necropoli di Sovana è solo un aparte del Parco Archeologico della Città del Tufo, che si estende per 70 ettari ed è dal 2008 gestito direttamente dal Comune di Sorano. La tomba Ildebranda, così detta in onore del concittadino Papa Gregorio VII, al secolo Ildebrando da Sovana, è senza dubbio la piu’ importante e celebre, ma di recente sono state scoperte altre due tombe, quella del Tifone e quella dei Demoni Alati (III sec. a. C.),tomba a edicola non ancora aperta al pubblico.

E’ stata scoperta nel 2000-2001 da un’équipe dell’Università di Venezia ed è dotata di un frontone (crollato, ma recuperato) e di un nicchione centrale al cui interno è raffigurato il defunto recumbente, forse un magistrato con toga bianca recumbente a banchetto. Il frontone mostra in altorilievo un demone marino molto grande, alato e con code pisciformi, forse Scilla o Tritone, divinità che collegava il mondo dei vivi con quello dei morti.

In prossimità di San Quirico, ecco l’area di Vitozza, la “città perduta” della Valle del Fiora, uno degli insediamenti rupestri medievali piu’ interessanti d’Italia: già presente nel XII secolo, Vitozza fu abbandonata nel XV secolo, ma vi si possono ancora ammirare, grazie a recenti interventi di recupero, resti di fortificazioni, una chiesa con campanile a vela ed oltre 200 grotte in uno stupendo ambiente naturale.
Infine, l’estate a Sorano offre molte opportunità di svago con eventi d’arte, musica, rievocazione di antichi mestieri, teatro, degustazione di prodotti tipici. Il tutto per rendere piu’ piacevole il soggiorno in questa terra affascinante.

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