martedì, 27 Ottobre 2020
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Torna “Sete Sois Sete Luas”

Partirà il 16 luglio il via a Pontedera il festival "Sete Sois Sete Luas", giunto quest'anno alla sua XVII edizione. In arrivo musica del Mediterraneo e dei paesi lusofoni, ma anche mostre di arti figurative e valorizzazione dei prodotti enogastronomici tipici. Trenta la città coinvolte in 10 diversi paesi.

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Musica del Mediterraneo e dei paesi lusofoni, ma anche mostre di arti figurative e valorizzazione dei prodotti enogastronomici tipici. Giunto alla sua XVII edizione, il Festival Sete Sois Sete Luas ha assunto una dimensione più completa e più matura. La musica popolare contemporanea di qualità resta comunque la protagonista assoluta dell’edizione 2009, che si dipana in 30 città di 10 diversi paesi del mondo e propone 120 concerti che coinvolgeranno 400 artisti. Questo, in sintesi, quanto emerso nel corso della presentazione dell’edizione di quest’anno avvenuta nella Sala Affreschi di Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale.

“Si tratta di una delle esperienze tra le più qualificanti e innovative che la Regione abbia fatto in campo culturale – ha detto la presidente della commissione Cultura, Ambra Giorgi – tanto che lo abbiamo scelto per la segnalazione alla commissione Cultura del Parlamento europeo. E il festival ha avuto un’accoglienza davvero importante. Del resto, il festival ha messo in rete performance culturali di tutti i tipi, soprattutto ha messo in rete le esperienze musicali contemporanee di qualità che però affondano le loro radici nella tradizione”.

IL PROGRAMMA. Ricco anche di prime nazionali e di una produzione originale, il festival prenderà il via a Pontedera (PI) il 16 luglio prossimo, dove gli eventi in cartellone proseguiranno fino al 26 luglio. Dal 20 al 24 luglio alcuni spettacoli saranno in scena anche a Montemurlo, cittadina tessile in provincia di Prato. Intanto, sempre il 16 luglio, a Pontedera si inaugurerà il Centro culturale Sete Sois Sete Luas, il primo dei 7 che nei prossimi mesi apriranno i battenti in altrettanti paesi. Il centro, ha spiegato l’assessore alla cultura del Comune di Pontedera, Stefano Tognarelli, è stato realizzato all’interno di un ex capannone della Piaggio. “È significativo – ha detto – che un luogo che sarà punto di riferimento per lo scambio di culture e sensibilità diverse prenda vita laddove generazioni di operai hanno lavorato per produrre la Vespa”. E nel segno dell’interscambio culturale e della cooperazione il Comune di Pontedera ha anche sostenuto, accollandosi le spese per la progettazione, la realizzazione del Centro culturale che aprirà nei prossimi mesi a Capo Verde.

IL DIRETTORE. Marco Abbondanza, direttore artistico del Festival, ha ricordato che i centri culturali permanenti, che saranno aperti tutto l’anno, ospiteranno, oltre ad eventi musicali come è nel Dna del festival, mostre di arti figurative. Sempre con la stessa filosofia di fondo: la mobilità degli artisti, per presentare, nei diversi paesi, quanto la musica, la scultura e la pittura esprimono in altri paesi della rete. “Per quanto riguarda il festival di quest’anno – ha detto – proseguiamo con lo spirito di sempre: far conoscere fuori dai loro paesi, dove magari sono già famosi, musicisti e artisti poco noti”. Alla presentazione è intervenuto anche il pittore Francesco Nesi, che ha realizzato l’immagine dei manifesti.

Informazioni e programma completo sul sito internet del Festival.

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