domenica, 17 Ottobre 2021
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Viaggio di notte, la Porta del Paradiso arrivata a destinazione / FOTO

Si è concluso alle due di questa notte il trasferimento della monumentale Porta del Paradiso del Ghiberti dall’Opificio delle Pietre Dure al Museo di Santa Maria del Fiore. Dopo 27 anni di restauro, il capolavoro si prepara a essere di nuovo visibile.

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Il viaggio notturno (foto di Nicolò Orsi Battaglini) è andato a buon fine. Si è concluso alle due di questa notte il trasferimento della monumentale Porta del Paradiso del Ghiberti dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze al Museo di Santa Maria del Fiore. Dopo 27 anni di restauro, uno dei grandi capolavori del Rinascimento si prepara così a essere di nuovo visibile al pubblico, dal prossimo 8 settembre.

IL VIAGGIO. Un’operazione complessa – il trasferimento della gigantesca porta – eseguita dalla ditta Arteria sotto la supervisione dell’ufficio tecnico dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Erano circa le 23 di ieri sera quando, dopo un lungo pomeriggio di lavoro iniziato alle 14, la prima anta della Porta del Paradiso ha varcato la soglia l’Opificio delle Pietre Dure lasciandolo per sempre. Ad attenderla una folla di curiosi e addetti ai lavori che l’ha accompagnata lungo tutto il percorso da via Alfani a piazza Duomo.

LA FOLLA. Tra la gente, visibilmente emozionati, c’erano Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze, Marco Ciatti, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico Artistico Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze, Franco Lucchesi, presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore e Timothy Verdon, direttore del Museo di Santa Maria del Fiore. Verso mezzanotte e mezza, finito il trasporto della prima anta, il camion con la gru e la squadra di tecnici è ripartito alla volta dell’Opificio per prelevare la seconda. Molti curiosi giunti anche dall’estero per l’occasione.

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NELLA TECA. Da domani inizieranno le complesse operazioni per collocare la Porta del Paradiso all’interno di una gigantesca teca, progettata appositamente dalla ditta Goppion, nel cortile coperto all’ingresso del Museo di Santa Maria del Fiore. Come è noto, la Porta non tornerà al Battistero – sostituita dal 1990 con una copia donata dal mecenate Choichiro Motoyama e fusa a Firenze da Aldo Marinelli della Galleria Frilli – ma sarà esposta al museo per motivi di conservazione. La Porta del Paradiso – alta cinque metri e venti, larga 3 metri e dieci, del peso di 8 tonnellate, 4 ad anta, è stata restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, su incarico dell’Opera di Santa Maria del Fiore, grazie ai finanziamenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e al contributo dell’Associazione Friends of Florence.

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