Oltre alle sculture si potranno ammirare all’interno della mostra anche nove medaglie, da “Alluvione di Firenze” del 1967 a “Piero Bargellini Sindaco di Firenze” del 1994 e verrà proiettato un breve filmato dove l’artista parla del suo stretto legame con il capoluogo toscano.

Jorio Vivarelli infatti nacque a Pistoia nel 1922 per poi stabilire i primi legami con Firenze con la frequentazione dell’Istituto d’Arte di Firenze, dalla quale ha “spiccato il volo”, affermandosi a livello internazionale: suo il progetto della “Grande fontana di Philadelphia“, terminato nel 1966, ma anche ”Inno alla vita” donato alla città di Nagasaki, in ricordo della tragedia della bomba atomica.

“Ho avuto la fortuna – ha detto l’assessore Giani – di conoscere personalmente Vivarelli, artista prestigioso e molto legato alla città di Firenze. E’ stato un uomo che ha testimoniato con forza, attraverso le sue opere, la sua identità rivolta al raggiungimento della pace; è stato, non a caso, apprezzato anche da sindaci come Giorgio La Pira e Piero Bargellini, con i quali ha aiutato ad allacciare prestigiosi gemellaggi, come quello con la città di Philadelphia, attraverso le sue opere.”

“Questa mostra – ha concluso l’assessore Giani – è il frutto di un impegno che avevo preso personalmente con l’artista fin dal 2004. E’ stato un uomo che ha espresso la profondità dei suoi valori attraverso la sua produzione artistica, che si contraddistingue perciò non solo per “l’istinto” artistico, ma per la conoscenza approfondita delle problematiche dell’umanità. Non è stato in alcun modo un artista “commerciale”, ma si è contraddistinto invece per la sua sobrietà; questo è ancor più evidente nella sua decisione di voler lasciare tutte le sue opere alla Fondazione Vivarelli e che noi avremo la fortuna di ospitare a Palazzo Vecchio.”