martedì, 28 Settembre 2021
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13 arresti per bancarotta e corruzione nell’operazione ‘Colletti bianchi’

Durante l'operazione 'colletti bianchi' sono stati scoperti reati per bancarotta fraudolenta, fraudolenta sottrazione di beni al pagamento di imposte e corruzione. Queste le accuse per cui le fiamme gialle di Firenze stanno procedendo a dare esecuzione a 13 misure cautelari personali.

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La Guardia di Finanza di Firenze, nella mattinata odierna, ha proceduto a dare esecuzione a 13 misure cautelari personali: 9 domiciliari, 1 in carcere, 2 obblighi di dimora, 1 sospensione dell’esercizio professionale.

OPERAZIONE ‘COLLETTI BIANCHI’. I destinatari del provvedimento sono un notaio, quattro commercialisti, quattro imprenditori e tre ”prestanome”. Su di loro grava l’accusa di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte sui redditi. Agli arresti domiciliari è finito anche un dipendente del Ministero dello Sviluppo Economico per reato di corruzione.

LA SOCIETA’. Le misure cautelari ruotano attorno al dissesto di una società edile di Firenze. Le indagini conseguenti al fallimento del 2009 hanno portato alla luce che la società era in mano ad un gruppo di persone di origine campane, a cui alcuni professionisti fiorentini hanno dato un supporto per trasferire il rischio di fallimento da una società all’altra. La situazione finanziaria della società ha portato alla dichiarazione di fallimento da parte del tribunale di Firenze. I controlli hanno evidenziato gravi irregolarità legate agli aumenti di capitale.

IL COMMERCIALISTA. Un altro importante caso è stato rappresentato dalla manovra fraudolenta compiuta da un commercialista per sottrarsi alle procedure, come persona fisica, di riscossione coattiva. La situazione economica del professionista si è aggravata maturando un debito di oltre 2 milioni per il mancato versamento dell’Iva e delle ritenute d’acconto in dieci anni. Per sfuggire alla morsa del fisco e quindi ad eventuali riscossioni il commercialista si è spogliato di tutti i beni da lui posseduti, in particolar modo si è disfatto di due immobili di lusso: uno nel centro di Firenze e uno a San Casciano Val di Pesa. Per disfarsene ha simulato la loro vendita. Nel mirino anche il notaio ed il prestanome.

CORRUZIONE. Un dipendente del Ministero dello Sviluppo Economico è finito ai domiciliari per reato di corruzione. Pare che l’uomo abbia ricevuto da uno dei commercialisti coinvolti nel fallimento e da altri professionisti ed imprenditori, svariate somme di denaro per compiere atti con il fine di favorire professionisti ed imprenditori. Nelle indagini sono coinvolti altri otto indagati a piede libero, di cui 5 professionisti.

SEQUESTRI. Le fiamme gialle, contestualmente alle misure personali, stanno procedendo al sequestro di beni pari a 4,5 milioni (immobili, conti correnti e quote societarie) importo pari all’entità delle imposte, più sanzioni ed interessi, non versare al fisco nell’arco di cinque anni.

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