Per il 98% di loro, questa possibilità si è tradotta con un successo scolastico: 38 hanno frequentato le elementari, 30 le scuole medie, 40 le superiori, per un totale di oltre mille ore di lezione, delle quali 192 dedicate all’utenza straniera. La fotografia per cifre del progetto è stata presentata questa mattina dai vertici dell’ospedale e delle istituzioni scolastiche coinvolte, che hanno ratificato un protocollo d’intesa (che coinvolge anche Comune e Provincia di Firenze) per continuare e rafforzare l’iniziativa. Obiettivo dell’accordo implementare il servizio domiciliare, l’alfabetizzazione per i piccoli degenti stranieri e la formazione degli insegnanti.

La “Scuola Ospedaliera” è organizzata con modalità differenti secondo il livello. Mentre per la scuola primaria e secondaria di primo grado la formula è quella classica della sezione interna all’ospedale, (gestita da insegnanti di ruolo e da 35 docenti volontari) per quella secondaria è stato attivato un modello diffuso, che coinvolge una rete di 14 scuole fiorentine che assicurano, ciascuna per la sua parte, interventi nelle diverse aree disciplinari.

È una scuola flessibile, quella interna al Meyer, che consente ai ragazzi di seguire le lezioni sia durante il periodo breve del ricovero, sia a domicilio, grazie all’impegno degli insegnanti (quelli della scuola ospedaliera e quelli della scuola di provenienza dei pazienti) che fanno squadra per evitare che bambini e ragazzi debbano interrompere il proprio percorso a causa della malattia.Il progetto “Scuola Ospedaliera” prevede anche la possibilità, quando le condizioni dello studente-paziente lo impongono, di scrutini ed esami interni alla struttura ospedaliera e per i bambini stranieri e le loro famiglie sono stati attivati percorsi di alfabetizzazione ad hoc.