Novità all’interno della Galleria degli Uffizi. Tre famose sculture collocate nella cosiddetta “Sala dell’Ermafrodito”, presso il Vestibolo d’uscita del Corridoio di Ponente, per circa un mese non saranno più visibili, né potranno far parte del percorso per non vedenti e ipovedenti denominato “Uffizi da toccare”.

LE SCULTURE IN TRASFERTA. Si tratta dello Spinario (arte romana), dell’Afrodite (arte ellenistica) conosciuta anche come “Venere al bagno” e del Torso raffigurante un centauro con le mani legate dietro la schiena (officina romana, II sec. a.C.) noto come “Torso Gaddi”; alla rimozione di queste opere, si è aggiunta anche quella dell’Ercole Farnese (arte romana, II sec. d.C.), che fino a qualche giorno fa si trovava alla testata del III Corridoio di Ponente della Galleria.

DAL VESTIBOLO AL PIANO NOBILE. Le quattro sculture sono state spostate al Piano Nobile del museo dove, tra meno di un mese, sarà inaugurata un’altra porzione dei Nuovi Uffizi – dieci sale in tutto – dedicata ai pittori del Cinquecento, soprattutto toscani, da Andrea del Sarto a Bronzino, a Raffaello. Una volta aperti al pubblico, questi nuovi spazi saranno preceduti da una Galleria riservata alle sculture di cultura ellenistica comprendente, tra le altre opere, le quattro appena rimosse più altrettante provenienti dal Museo Archeologico: Apollo Citaredo, Dioniso con la pantera, un Niobide e una Testa di Arianna.

“UFFIZI DA TOCCARE”. Da segnalare che queste quattro sculture, unitamente alle tre opere provenienti dal Vestibolo d’uscita entreranno a far parte del nuovo – e quindi più ricco – percorso degli “Uffizi da toccare” dedicato ai visitatori disabili visivi.

LA PAROLA AL DIRETTORE. Si tratta quindi di un “temporaneo sacrificio – come l’ha definito il Direttore degli Uffizi, Antonio Natali – ma anche di un inequivocabile segno dei lavori che fervono. Infatti, d’ora in poi si lavorerà sulle opere esposte nel circuito vigente, talora trasferendole da un vano all’altro del medesimo piano, talaltra trasportandole dal secondo piano a quello nuovo, sottostante. Vedremo – ha aggiunto il Direttore – come questi traslochi potranno compiersi senza troppo disagio per i visitatori. Al momento mi limito a segnalare che dovunque, nel mondo, quando un grande museo sostiene prove e carichi di questo tipo, chiude. Se non completamente, almeno per settori. Non so bene se saremo capaci di tenere sempre aperta al pubblico la Galleria – ha concluso Natali – ma d’intesa con i colleghi della Soprintendenza per i beni architettonici, ci proveremo”.