mercoledì, 2 Dicembre 2020
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Agricoltura fiorentina sempre più bio

Agricoltura toscana sempre più bio

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Un incremento a ampio raggio, che ha riguardato le arnie dei bombi, insetti utilizzati per l’impollinazione in serra, ma anche le larve di coccinella (Adalia Bipunctuta) o di crisoperla (Crisoperla Cornea) per debellare la piaga degli afidi e gli esempi non si fermano qui.

“Sono oltre una trentina – spiega Simone Tofani, responsabile dell’Area tecnica della Cooperativa Agricola di Legnaia – le aziende della provincia fiorentina che si sono rivolte a noi per avere insetti utili e molte richieste sono arrivate anche da altre realtà della regione. Rispetto allo scorso anno c’è stato un aumento di 7-8 unità, che dimostra come sia sempre maggiore l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione dell’uso di antiparassitari. Per quanto riguarda i quantitativi, direi che siamo intorno a un 30 % in più rispetto a quelli del 2007, anno in cui si era già registrato un discreto incremento. Tutto questo rappresenta un valore aggiunto per la qualità delle coltivazioni locali, in un momento in cui i clienti, disorientati da scandali e situazioni poco chiare, chiedono sempre più garanzie”.

Nei primi mesi di quest’anno sono lievitate a circa 2 mila unità le richieste di larve di coccinella e a circa 16 mila quelle di crisoperla per combattere gli afidi che infestano le colture, come i pidocchi che lo scorso anno avevano creato diversi problemi ai peschi nella zona di Scandicci.

“Il ricorso agli insetti utili – ricorda Tofani – avviene soprattutto in serra e abbiamo registrato una crescita impressionante nelle richieste di miridi per combattere la ‘mosca bianca’, circa 4 mila unità, di fitoseidi che combattono i ragnetti rossi, afidi che infestano pomodori, peperoni, cetrioli e altre coltivazioni orticole, arrivati a 18 mila unità, e dell’ ‘Orius levigatus’ per controllare i tripidi, insetti che colpiscono zucchine, cetrioli, pomodori e peperoni, per cui sono arrivate più di 2 mila richieste.

Buona anche la quantità richiesta delle arnie di bombi, usati per l’impollinazione, arrivate a superare quota 35. E’ chiaro che l’utilizzo degli insetti utili in aree protette come le serre, implica che l’agricoltore utilizzi metodi di difesa rispettosi dell’ambiente, per non danneggiarli”.

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