giovedì, 2 Dicembre 2021
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Al via la stagione dei funghi. Dove, come e quando cercarli

Non ci sperate, gli esperti del settore, quelli che tornano ogni volta col cesto pieno, non vi diranno mai in che pezzo di bosco andare a frugare. Ma alcuni trucchi ve li sveliamo noi, a patto che mettiate nel piatto solo ciò che conoscete bene.

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Fritti, trifolati, in zuppa o sott’olio. Parte del piacere dei funghi, si sa, sta nel cercarseli da soli nel bosco. E la stagione è appena cominciata. Ecco tutto ciò che devono sapere esperti e cercatori alle prime armi.

CERCATORI PAGANTI. Partiamo dalle regole, onde evitare di incorrere in poco golose multe. Prima di tutto è necessario dotarsi dell’apposito tesserino: l’autorizzazione è rilasciata dalla Regione, previo pagamento di 13 euro per sei mesi o di 25 per un anno intero. I versamenti devono essere effettuati sul conto corrente postale n. 6750946 intestato alla Regione, mentre per le informazioni ci si può rivolgere al numero verde 800.860.070 (o consultare il sito web della Regione). Non pagano solo gli under 14 (purché accompagnati da un adulto autorizzato), mentre per i residenti in comuni montani le quote sono dimezzate.

TRE CHILI. Il limite per la raccolta è fissato in tre chili al giorno (dieci per chi sta in montagna). È bene sapere, inoltre, che alcuni boschi privati fanno pagare un sovrapprezzo (ma generalmente fanno avvicinare gli avventori con l’auto al luogo della “caccia”). In questo caso si parla di 5/10 euro a testa. Passiamo poi all’attrezzatura: scarpe adatte, borraccia e cesto in vimini gli elementi fondamentali. Già, perché i funghi  raccolti devono poter disseminare sul terreno le spore, altrimenti l’anno prossimo il raccolto sarà alquanto magro.

LE METE D’ORO. Un “fungarolo” non vi svelerà mai dove trova i suoi funghi, ma i meno esperti possono andare sul sicuro quasi ovunque in Toscana. La zona più rinomata è la Lunigiana, ma tutto l’Appennino è prolifico, così come il Casentino. I più volenterosi possono spingersi anche nel Grossetano, con la certezza che il lungo tragitto sarà ripagato da una gustosa raccolta. L’importante è scegliere il tempo giusto: il momento migliore, dicono gli esperti, è 12-14 giorni dopo un’abbondante pioggia (e ancor meglio se nel mentre è ritornato un po’ di sole).

IL MATTINO HA IL FUNGO IN BOCCA. La produzione, quest’anno, considerato l’attardarsi dell’estate, potrebbe continuare fino a novembre inoltrato. Recarsi sul posto di buon mattino in genere aiuta, quantomeno a bruciare la concorrenza. C’è poi chi presta attenzione anche ai cicli lunari: luna crescente dovrebbe corrispondere a fungo abbandonate, almeno in teoria.

CERCA CHE TI RICERCA. E una volta sul posto? Setacciate il terreno con lo sguardo, scrutando con particolare attenzione le radici dei castagni, dove si nascondono più volentieri i rinomati porcini, ma anche la base di lecci, faggi e abeti. Abbiate rispetto per l’ambiente e per chi seguirà le vostre orme, il che significa non  rastrellare il sottobosco e non cogliere i funghi troppo piccoli. E non vi formalizzate troppo sulle specie più comuni: anche gli ovoli (in insalata o al cartoccio), le mazze di tamburo (ottime alla griglia) e i gallinacci (nel sugo della pasta) possono dare non poche soddisfazioni in tavola. Ma attenzione: se non conoscete a menadito la materia, rivolgetevi all’Asl, onde evitare brutte sorprese a poche ore dalla scorpacciata.

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