Una documentazione fotografica e narrativa, che testimonia un percorso di integrazione sociale e allo stesso tempo un legame alle proprie tradizioni. Un’iniziativa, dal titolo “Immagini per l’accoglienza” che raccoglie due importanti mostre, che verranno allestite nel Cortile della Dogana: “In cammino nel tempo” che verrà inaugurata domani alle 17 e sarà visibile fino al 24 ottobre e “Segnaletica Invisibile” che verrà esposta a partire dal 13 fino al 24 ottobre.

“Questo mese di ottobre – ha spiegato l’assessore all’accoglienza e integrazione Lucia De Siervo – lo dedichiamo ai temi dell’accoglienza con varie iniziative, per mettere in risalto la conoscenza e l’incontro di tutte le comunità presenti a Firenze. Le due mostre che presentiamo stamani vogliono rappresentare un tipo di approccio diverso alle politiche dell’accoglienza e dell’integrazione, che daranno la possibilità ai visitatori di conoscere momenti di vita quotidiana, feste religiose e luoghi di aggregazione di altre comunità presenti nel nostro territorio”.

“E’ importante che questa iniziativa – ha proseguito l’assessore Cristina Bevilacqua – diventi itinerante in tutta la città, perché è un’occasione per i cittadini di conoscere, attraverso delle foto artistiche, momenti importanti di vita quotidiana del popolo Rom, presente da anni a Firenze e un modo per favorire l’integrazione”. “Infatti – ha proseguito la presidente  del Quartiere 5 Stefania Collesei – la mostra verrà ospitata nei locali del Quartiere 5 il prossimo anno, dal 20 al 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, per non dimenticare un popolo che ha vissuto le sofferenze e le persecuzioni durante la seconda guerra mondiale”.

Ko Phiripè e Waktesa – In cammino nel tempo” di Massimo D’Amato, testi di Demir Mustafa e Zoran Lapov, è una documentazione fotografica che “racconta” il percorso che i rom macedoni e kosovari, arrivati a Firenze anni fa, hanno vissuto e vivono nella continua ricerca di un equilibrio tra la difesa delle proprie tradizioni, l’inserimento nella vita cittadina, l’influenza e gli scambi reciproci con il nuovo contesto socioculturale. La mostra di D’Amato ripercorre momenti di storie e generazioni diverse, di coloro che sono scappate dalle guerre balcaniche e chi è nato a Firenze e si sente a tutti gli effetti cittadino italiano. “L’intento della mostra – ha spiegato Massimo D’Amato – è mettere a confronto la dimensione collettiva e la dimensione individuale dell’identità rom di origine macedone e kosovara, vissuta in un nuovo contesto tra riti religiosi, feste tradizioni e momenti quotidiani”.

La mostra “Segnaletica invisibile- un’immagine una storia”, a cura di Margherita Primi, Natalia Bavar e Siavash Laghai, nasce dopo il volume “Nuova cittadinanza”, dove sono raccolte le varie comunità presenti a Firenze. Quello che verrà esposto in Palazzo Vecchio è una documentazione fotografica e narrativa che percorre le strade e le relazioni tra la cittadinanza multiculturale e Firenze. “In quattro anni di ricerca sul campo – hanno spiegato i rappresentanti dell’associazione L.a.m.ì – sono state documentate le aree di incontro e di scambio delle comunità straniere, i luoghi aggregativi e di culto, i luoghi del commercio, le feste e l’arte, la vita quotidiana e i volti che si incontrano tutti i giorni”.

“Siamo lieti di ospitare questa mostra – ha sottolineato la presidente del consiglio degli stranieri Divina Capalad – che nasce da una collaborazione di ricerca e di raccolta delle comunità straniere a Firenze, pubblicato in un volume nel 2006. Quindi, ben vengano queste iniziative che fanno emergere e conoscere tante comunità, e che testimoniano come Firenze, in questi anni sia diventata sempre più una città multiculturale e accogliente”.