martedì, 11 Maggio 2021
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Alluvione del ’66: Consiglio comunale nel cenacolo di Santa Croce

Il 4 novembre 2011 saranno passati 45 anni dalla tragica alluvione che devastò Firenze e dintorni. Il Consiglio comunale lo ricorda nel cenacolo di Santa Croce.

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Il 4 novembre 2011 saranno passati 45 anni dalla tragica alluvione che devastò Firenze e dintorni. la Regione Toscana lo vuole ricordare nel cenacolo di Santa Croce, luogo simbolico di quell’evento perchè al suo interno si trova il crocifisso di Cimabue, salvato dal fango.

IN RICORDO. Era il 4 novembre 1966, quando in seguito ad un’eccezionale ondata di maltempo, il fiume Arno straripava. Ma l’alluvione non colpì solamente il centro storico di Firenze. Anche molti quartieri periferici della città, come Rovezzano, Brozzi, Peretola, Quaracchi, si trovarono sott’acqua. A 45 anni da quel tragico evento, il 4 novembre 2011 si terrà un Consiglio comunale nel cenacolo della basilica di Santa Croce.  A ricordare le vittime anche una corona di fiori nell’ Arno.

“UN LUOGO SIMBOLICO”. Lo ha annunciato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani: “Eravamo tutti d’accordo nel voler dare solennità a questo giorno -ha detto – abbiamo voluto farlo in uno dei luoghi più significativi dell’alluvione. Nel cenacolo si trova l’affresco dell’albero della vita di Taddeo Gaddi e il crocifisso di Cimabue uno dei simboli della rinascita tornato a vivere nel 1975 dopo un lungo restauro presso l’Opificio delle pietre Dure”. “Il crocifisso – ha proseguito Giani – fu l’unica opera d’arte alluvionata che Papa Paolo VI volle visitare quando venne a Firenze poco tempo dopo la tragedia”.

LA CERIMONIA. La seduta comincerà alle 11. Tra gli invitati l’arcivescovo monsignor Giuseppe Betori e una figura rappresentativa degli angeli del fango, persone, soprattutto giovani, provenienti da tutto il mondo, che in quel giorno giunsero a Firenze per aiutare a recuperare e restaurare le inestimabili opere d’arte. Al termine dell’assemblea tutto il Consiglio si recherà sullo sponde dell’Arno all’altezza della biblioteca nazionale per gettare una corona di fiori nelle acque del fiume in ricordo di chi perse la vita in quei tragici giorni.

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